Jeter contro Kinsler

A decidere la vincitrice dell’American League 2010 sarà una sfida per certi versi molto anomala tra due squadre che in pochi avrebbero pronosticato potessero incontrarsi su un palcoscenico così importante.

I New York Yankees sono di casa quando si parla di post-season, ma è innegabile che anche il più ottimista dei tifosi nutrisse qualche dubbio alla vigilia della stagione sulle chances di giocarsi l’ennesimo accesso all’atto finale: colpa di una division come sempre durissima e di una rotazione che appare, anche oggi, meno profonda dello scorso anno.

Anche Texas non rappresenta una sorpresa nel vero senso della parola, ma se in molti ad aprile scommettevano su un lineup di ottimo livello, qualche preoccupazione in più veniva da una rotazione con molti punti interrogativi, che ha raggiunto la sua forma attuale con l’arrivo del fenomenale Cliff Lee.

La sfida contro New York assume un sapore particolare proprio per il pitcher ex-Phillies, che sembra destinato a cambiare casacca in inverno proprio per accasarsi all’Impero del Male: chissà come reagiranno i suoi probabili futuri tifosi in caso di vittoria della squadra texana.

Ad una prima occhiata, le due squadre appaiono abbastanza simili, con un lineup potente e zeppo di giocatori che possono fare la differenza e una rotazione che vanta due aces di livello assoluto e un paio di lanciatori talentuosi ma dal rendimento indecifrabile.

Prima di spostarci nel dettaglio, ricordo quelli che saranno i probabili match-up della serie:

Wilson vs. Sabathia
Lewis vs. Hughes
Lee vs. Pettitte
Hunter vs. Burnett

A seguire l’eventuale ripetizione delle prime tre.

ROTAZIONI

Rangers
Cliff Lee è l’indiscusso leader della rotazione di Texas, ma a causa delle due gare lanciate contro Tampa Bay ed alcune scelte discutibili del manager Ron Washington, non vedrà il campo prima della terza sfida. Non ce ne vogliano i tifosi newyorkesi, ma ad oggi un match contro di lui appare come una partita persa in partenza; il vero problema è che rischia di esordire con la sua squadra già sotto 0-2 nella serie.

Ad aprire le ostilità sarà l’altro mancino C.J. Wilson, autentica sorpresa di questa stagione dopo una (buona) carriera passata come rilievo: contro i Rays è stato protagonista di un’eccellente prestazione, ma contro New York lo attende una prova del fuoco di livello assoluto. Attenzione ai problemi di controllo, che non ne hanno condizionato la prestazione contro Tampa Bay, ma che si sono tradotti in ben 93 walks in regular season.

Il secondo partente in ordine cronologico sarà Colby Lewis, altro protagonista inatteso dopo un esilio di un paio di stagioni in Giappone: al momento non sembra dare troppo garanzie alla sua squadra e già nel primo turno di questa post-season ha concesso qualcosa di troppo agli hitters di Tampa Bay (5 BB in altrettanti IP), pur non facendo entrare nessuna run.

Il parco partenti si completa con Tommy Hunter, lanciatore solido ma senza una grande stuff: nell’ultima gara è durato appena 4.1 innings, ma ha eliminato al piatto ben sette avversari, un dato in netta controtendenza con quanto mostrato in stagione. La sua sfida contro Burnett promette di essere ricca di runs.
Yankees
C.C. Sabathia aprirà anche quest’anno la rotazione dei campioni in carica: la sfida tra southpaws all’esordio contro Wilson appare abbastanza equilibrata soprattutto in virtù dell’ultima partenza del massiccio pitcher ex-Indians contro Minnesota. Gli oltre 240 innings lanciati in stagione potrebbero lasciare il segno, ma il giocatore ha già dimostrato di poter garantire comunque un rendimento ad alto livello.

Gli innings lanciati hanno invece costituito un limite per Phil Hughes in questa stagione, con l’entourage degli Yankees impegnato a non affaticare troppo il giovane e talentuoso lanciatore californiano. A giudicare dalla prova offerta contro i Twins, la strategia sembra aver pagato, anche se sono soprattutto gli split tra partite interne ed esterne ad averlo portato al platonico n. 2 della rotazione.

In realtà anche i problemi fisici del veterano Andy Pettitte e la proverbiale incostanza di rendimento di A.J. Burnett hanno avuto un ruolo chiave nella decisione: per l’esordio allo Yankees Stadium contro Lee, Girardi si affiderà al navigato Pettitte, a caccia della ventesima vittoria in post-season e reduce da una prova convincente contro Mauer e compagni al primo turno.

Chi non da assolutamente garanzie è l’ex-Blue Jays Burnett, ancora in attesa di debuttare in questi play-off dopo una stagione regolare con pochi alti e moltissimi bassi: il talento e la stuff rimangono di primo livello, ma l’incostanza di rendimento e il brusco calo degli SO messi a segno rappresentano un campanello d’allarme impossibile da ignorare. La sua presenza in campo dipenderà molto dal punteggio maturato nella serie, ed è possibile che il suo esordio sia posticipato di qualche giorno.

BULLPEN

Rangers
Molte delle fortune del reparto ruotano attorno alle prestazione del giovanissimo closer Neftali Feliz, principale candidato al premio di RoY nell’American League: il suo primo, breve, assaggio di post-season non è stato dei più felici, ma quando partirà Cliff Lee, la giornata potrebbe diventare tranquillamente un normale day-off.

A fargli compagnia, troviamo Darren O’Day e Darren Oliver, il cui rendimento in stagione regolare è stato di altissimo livello: impossibile individuare il vero setup-man, poiché si tratta di un’eccellente combinazione tra un pitcher destro e uno mancino entrambi in grado di portare in tranquillità il match fino al nono inning.

A completare il quadro ci saranno Alexi Ogando e Derek Holland: il giovane RHP dominicano avrà il compito di lanciare in situazioni di low leverage e comunque non dovrebbe vedere il campo con grossa continuità. Il compagno, invece, dovrebbe essere usato principalmente come LOOGY di riserva dopo Oliver o, all’occorrenza, come long reliever in caso di infortuni dei partenti.
Yankees
Il reparto dei campioni in carica appare profondo e ricco di talento, con l’unico difetto di poter contare su pochi mancini di sicuro affidamento. L’uomo cardine sarà, come da tradizione ormai, Mariano Rivera, autentica leggenda del diamante in caccia di qualche altro record nella post-season: reduce da una discreta RS (numeri alla mano la peggiore dal 2007) si presenta a queste CS con due salvezze conquistate contro Minnesota, in una serie che lo ha visto chiudere tutti e tre i match disputati dalla due squadre.

La coppia formata da Kerry Wood e David Robertson avrà il compito di lanciare settimo e ottavo inning: si tratta di due pitchers abbastanza simili come caratteristiche, in grado di mandare K ogni avversario, ma inclini talvolta a concedere qualche BB di troppo, come dimostrato nel turno precedente.

L’unico vero mancino a disposizione di Girardi sarà Boone Logan che sarà verosimilmente impegnato in maniera massiccia nei finali di partita contro Josh Hamilton. Un’altra opzione a disposizione del manager di New York è rappresentata da Joba Chamberlain, pitcher sempre molto difficile da pronosticare, tanto più in un ruolo marginale come quello che ricoprirà in questa serie. La sfida contro i Twins lo ha visto nel ruolo di spettatore non pagante dal dugout newyorkese.

LINEUP

Rangers
Il veloce Elvis Andrus sarà il lead-off dei texani: nelle cinque sfide contro Tampa Bay è apparso uno dei più in forma, mettendo in mostra le ben note doti di contact-hitter e ladro di basi, che ne fanno una minaccia per la difesa avversaria.

Al secondo spot, batterà Michael Young, che invece è reduce da una Division Series piuttosto anonima, riscattata dal 3-runs shot di gara-2: il suo boxscore, per il momento, parla di 6 K e 0 BB, una tendenza da invertire per non affossare ulteriormente le speranze di passaggio del turno per la squadra texana.

Dovrà cambiare marcia anche, e soprattutto, Josh Hamilton, vero catalizzatore offensivo della squadra ma piuttosto in ombra nelle cinque partite appena concluse: dovesse entrare in forma già da questa notte, potrebbe capovolgere gli equilibri della serie.

Vladimir Guerrero, DH e quarto nell’ordine di battuta, si è disimpegnato bene contro Tampa Bay, ma deve iniziare a battere con più potenza per essere un fattore in questa serie; non sembra avere di questi problemi il compagno Nelson Cruz, che ha già spedito 3 palline in tribuna al suo esordio nella post-season e rappresenta, ad oggi, la minaccia principale per il monte degli Yankees.

Un altro battitore decisamente in palla è il seconda-base Ian Kinsler, anche lui autore di 3 fuoricampo nella serie appena conclusa: se il suo rendimento continuerà a mantenersi su questi standard non è escluso un suo avanzamento fino al n. 2 nell’ordine di battuta, ruolo già ricoperto in passato.

I due spot successivi lasciano spazio a due possibili duelli: Jeff Francoeur e Julio Borbon dovrebbero giocarsi l’ultimo ruolo tra gli esterni, anche se nessuno dei due appare in grossissima forma, in questo periodo. La sensazione è che vedranno il campo spesso, alternandosi l’un l’altro a seconda delle esigenze di squadra.

L’altro dubbio riguarda il sacchetto di prima, con Jorge Cantu (destro) e Mitch Moreland (mancino) in lotta per un posto da titolare: anche in questo caso di tratta di una scelta non scontata, che troverà la sua soluzione, probabilmente, in base al match-up di ogni sfida.

Completa il quadro il C Bengie Molina, inatteso protagonista contro Tampa Bay, contro cui ha battuto .357 con 2 RBI, permettendosi anche il lusso di rubare una base, la quarta della sua lunghissima carriera.
Yankees
Puntuale come la morte, sarà il solito Derek Jeter ad aprire il lineup degli Yankees: una RS in prevedibile calo ha fatto da antipasto ad una Divison Series piuttosto anonima, chiusa con 4 singoli e 1 SB. Inspiegabilmente ancora lead-off, dovrà migliorare drasticamente il suo approccio al piatto per lasciare la propria impronta anche in questa stagione.

Alle sue spalle dovrebbe trovare posto Nick Swisher, che anche contro i Twins ha portato alla causa le ben note doti di disciplina al piatto e potenza, battendo due doppi e un HR: rappresenta il giocatore ideale da schierare prima della coppia di assi Teixeira-Rodriguez, ma il suo prezioso contributo rischia di passare, ancora una volta, in secondo piano.

Al n° 3 troviamo proprio Mark Teixeira: la solita partenza stagionale in sordina non gli ha impedito di completare l’ennesima stagione ad altissimi livelli e anche nel turno precedente il suo contributo si è fatto sentire. Riuscire ad eliminarlo con continuità, potrebbe essere una delle chiavi decisive nella sfida per i lanciatori di Texas.

Compito che potrebbe, forse, risultare più facile contro Alex Rodriguez, schierato ovviamente come clean-up da Girardi ma reduce da tre partite al di sotto dei suoi standard, come testimoniato dalla mancanza di XBH. Se dovesse ritardare il suo rientro in forma, potrebbe creare non pochi problemi all’attacco della sua squadra.

A seguire nell’ordine di battuta troviamo il seconda-base Robinson Cano, reduce dalla miglior stagione in carriera ed entrato ormai di diritto nell’elite del ruolo: l’occhio al piatto non è ancora su livelli di eccellenza, ma portarlo al piatto con un paio di compagni in base è un rischio enorme per gli avversari. Rischia di pagare il fatto di affrontare due ottimi pitchers mancini come Wilson e Lee.

Non avrà di questi problemi Marcus Thames, DH autore di una stagione sorprendentemente positiva nel Bronx e chiamato a recitare un ruolo da protagonista anche in questa serie; dovrebbe dividersi il ruolo con Jorge Posada, che difficilmente sarà schierato sempre dietro al piatto.

Brett Gardner e Curtis Granderson soprattutto, insieme con Austin Kearns di divideranno i restanti due posti nell’outfield con il primo che appare il più sicuro di un posto in squadra: verrà schierato probabilmente come n° 9, ma vista la sua disciplina nel box di battuta diventerà il vero lead-off della squadra.

L’ex-Tigers porterà in dote le sue ottime qualità in attacco e in difesa contro i lanciatori destri, mentre contro i mancini è prevedibile un platoon tra Thames e Kearns all’esterno sinistro, con il conseguente inserimento di Lance Berkman (altrimenti schierato come PH di lusso) come battitore designato.

Post By gex (54 Posts)

Ragioniere, classe 1983, ho iniziato a scrivere per la redazione MLB di PlayItUsa nel 2009: tifo Atlanta Braves, adoro Oasis e Pearl Jam, oltre naturalmente al prosecco.

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2 thoughts on “ALCS 2010 Preview: Rangers vs Yankees

    • Se ti riferisci alla serie tra Yankees e Rangers è già iniziata con la vittoria di new York per 6-5. La seconda si sta giocando ora con i texani sul 3-0 nel 2° innings. Serie al meglio delle 7 partite.

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