L’esultanza incontenibile dei Giants, che hanno rimontato sotto 1-3 contro i campioni in carica

Come alla fine di una bella favola, l’eroe battuto si rialza e riesce a vincere. I Giants prendono il passaporto per volare alle World Series, attraverso una serie di 7 incontri (bisognerebbe dire scontri) che resteranno nella storia del baseball mondiale per parecchi anni.

Ad accentuarne ancor di più l’unicità e il valore è il fatto che, dall’altra parte in AL, la series si è conclusa con uno storico sweep dei tigrotti di Leyland ai danni della “Jeter’s band”: fine di un epoca.

Così come era stato con i Reds, San Francisco ribalta la realtà, s’impone nel nido dei Cards con la forza della determinazione e del suo monte e, tra le tribune amiche, regala al caloroso tifo dell’AT&T Park la certezza del Pennant e il sogno delle World Series. Ma andiamo all’incontro.

Dopo 4 turni, si ripresentano in pedana Matt Cain per i Giants e Kyle Loshe per i Cards: allora finì 3 a 1 per St Louis. Cain parte bene: Jon Jay è subito SO e il pubblico esulta come se fossero alla corrida.

Carlos Beltran invece sembra voler subito mettere le cose in chiaro: nessun timore reverenziale nei confronti degli avversari e del pubblico. Gira e mette la palla davanti a Pagan, per la prima valida della partita. Non basta. Con Matt Holliday in battuta, ruba la seconda base approfittando di un po’ di lentezza di Cain nel caricamento. Holliday batte un po’ più lungo del suo predecessore e finire out al volo da Pagan. Chiude l’attacco Allen Craig: facile il suo pop per Crawford.

Cards in difesa: è la volta di Loshe. Angel Pagan non perde tempo e chiama al lavoro Beltran, singolo; segue Marco “Scooter” Scutaro, che da una bellissima lezione di baseball eseguendo un hit and run da manuale che porta l’esterno centro di S. Francisco in 3a.

Avrei voluto sapere cosa passava per la testa di Loshe, quando si è trovato il faccione del “Panda” Sandoval a 18 metri e 44: il Panda, Scooter in prima e quell’altro in terza pronto a segnare. Un sinker, un change up: Sandoval gira con difficoltà e mette la palla a terra, rimbalzo alla sinistra di Loshe che raccoglie, troppo tardi. Pagan va a punto, non resta che giocare in prima per il primo out della ripresa su Sandoval (RBI). Dovrebbe essere il momento del turno forte, con Posey e Pence ma, niente da fare: 2 SO nel ruolino di Loshe che chiudono la frazione.

Mathney deve aver spronato i suoi a non mollare. Il secondo attacco dei Cardinals ha tutto il sapore di chi non vuole restare col cerino acceso in mano. Ci pensa il sempre presente Yadier Molina ad arrivare in 1a con un singolo a sinistra. 8 lanci non sono sufficienti per avere ragione di David Freese: walk, Molina in 2a.

Descalso ha troppa fretta, batte il primo lancio su Belt che cerca di avviare un doppio eliminando Freese in 2a senza riuscire a chiudere il gioco: uno fuori e uomini agli angoli. Cain determinato su Kozma (SO). Chiude la prima frazione del 2° inning Loshe, che batte una linea per Crawford: out al volo.

Il 2° attacco dei Giants non è ancora il big inning che metterà praticamente la parola fine all’incontro. Più che giganti scatenati, i ragazzi di Bochy sembrano topolini dispettosi che si divertono a rosicchiare il ramo del “nido”. Brandon Belt ottiene una rimbalzante per Descalso: out in 1a.

Non così Gregor Blanco che, dopo aver tentato un bunt, incoccia un change per una linea a destra che gli vale la prima, per poi arrivare in 2a su di un ground out di Crawford su Craig. Cain dimostra di saperci fare con la mazza piazzando un bel singolo al centro: Blanco a segno e RBI per Cain. Si potrebbero fare altri punti ma Pagan la chiude con una palla al volo dall’esterno centro.

C’è da essere contenti per un pitcher di major, battere valido e portare un punto a casa. Jay non pare accorgersene, anzi: sbatte una fast di Cain dalle parti di Holliday, singolo. Da ora in avanti Jay ce la metterà tutta per segnare il primo punto per i Card’s: Beltran (out 4-3) lo spinge in seconda, va in 3a con un pesta e corri su una flies out di Holliday a destra. Basterebbe un singolo di Kozma, ma se ne esce con una presa facile al volo per Blanco.

Se fino ad ora i Giants erano stati topolini dispettosi, ora sono veri boscaioli decisi a tagliare tutto l’albero dei Red Birds. Bastano due lanci a Loshe per trovarsi Scutaro in terza, Sandoval in seconda
e Posey in battuta.

Il catcher ottiene una base su ball, Loshe la sostituzione. A basi piene sale al suo posto Joe Kelly, nel box Hunter Pence. Vista la sua capacità oratoria e le sue troppo frequenti assenze in battuta, farebbe meglio a concorrere per un posto al senato, ma è qui che mi sbaglio: quando meno te lo aspetti, sto ragazzone dalla faccia da boscaiolo gira il primo lancio di Kelly, la mazza va in pezzi e la palla dritta al centro. Un errore difensivo di Jon Jay completa l’opera: Marco, Pablo e Buster sono a punto, per Pence seconda e triplo RBI, finalmente.

In questi casi ci si dovrebbe mettere di buona volontà a non creare altri problemi, non per Kelly che, su di una rimbalzante alta di Belt, prova ad andarci a mano nuda col solo risultato di sporcarla per la presa di Descalso che assiste impotente al “tutti salvi”. L’AT&T Park è in festa: i fazzoletti arancio sventolano su ogni settore delle tribune. La pressione sulle spalle dei Cardinals aumenta.

Kelly fatica come un matto, passa Blanco in prima su balls: basi piene. Crawford è salvo in prima per scelta difesa, ma la difesa è in ritardo. Pence segna il 7° punto: ancora “tutti salvi”. Cain non passa: il partente di S. Francisco finisce SO su girata e Pagan, a seguire, mette una palla a terra per Kozma che elimina Crawford in seconda. Belt a punto e Pagan in prima su scelta difesa.

Quando Scutaro passa in base su ball, Mathney decide che è abbastanza: con 0,2 IP, 5 run, 1 hit e 2 walk, finisce la stagione 2012 per Kelly, al suo posto Mujica a chiudere il disastroso 3° inning su Sandoval che, batte una linea in bocca per Craig.

I restanti attacchi dei Cards non producono nulla, solo Yadier Molina chiude l’incontro con un personale di 4 su 4. Unica occasione per il punto della bandiera arriva all’8°, quando Holliday, arrivato in base, raggiunge la 3a su una line drive al centro del sempre presente Molina ma, ne Freese (1-3) ne Descalso (SO), sono capaci di accendere l’uno sullo score per i Card’s.

I restanti attacchi de S. Francisco si esauriscono rapidi: il 5° inning finisce addirittura con tre SO in fila di Rosenthal, entrato al posto di Mujica al 4°. Gli ultimi due attacchi per i Giants riservano ancora qualche emozione: Blanco a punto su una battuta in doppio gioco di Aubrey Huff, entrato come pinch hitter al posto di Affeldt mentre, all’8°, Brandon Belt fa letteralmente venire giù lo stadio con una “splash-hit” (hr scaraventato nella baia, credo la n° 65). Finale di 9 a 0 per i padroni di casa.

La partita è quasi finita, la festa sta per cominciare, la pioggia ha cominciato a cadere, prima sottile, poi via via sempre più forte: alla fine è un diluvio.

Le telecamere insistono nel dug-out di St Louis: facce tirate, sconsolate; Matheny sembra una statua sotto la pioggia incessante del pacifico e fa male al cuore. Bruce Bochy decide che è abbastanza per Lopez che, al 7°, aveva rilevato Santiago Casilla sul monte per i Giants.

Al suo posto sale la barba nera di Sergio Romo, per giocarsi l’ultimo out della Champion Series. Matt Holliday batte, potrebbe portare a casa Skip Shumaker, subentrato come PH al posto di Fernando Salas, closer per i Card’s, ma la sua battuta è un pop out su Marco Scutaro.

Marco vede la palla, alza il volto al cielo, allarga le braccia come a dire “Ok ragazzi: questa partita la chiudo io una buona volta per tutte”, la pioggia cade inesorabile come quell’ultima palla nel suo guantone. Un attimo di silenzio e poi tutta San Francisco esplode in una festa colorata di arancione.

Ragazzi terribili quelli di Leyland, imprevedibili quelli di Bochy: tra due giorni saranno World Series 2012.

Post By Matteo Ferrari (4 Posts)

Classe 68. Ha giocato per 25 anni nell’ambito delle squadre di baseball del bolognese. Dopo un lungo periodo di distacco da tutto quello ch’era il vecchio gioco, ha ricominciato a seguire assiduamente il baseball professionistico USA nel 2012. E’ fan degli Athletics, e ammira i Giants, e non gli piacciono gli Yankees.

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