Al Fenway Park di Boston vanno in scena le prime due partite della ALCS tra i Boston Red Sox ed i Detroit Tigers: vediamo com’è andata.

GARA 1

Per la prima partita della serie i due manager scelgono, rispettivamente, Jon Lester, già molto efficace nella sua prima partita contro Tampa Bay, e Anibal Sanchez, che invece molti dubbi aveva sollevato nella sua start contro Oakland.

Il primo inning vede entrambe le squadre mettere due uomini in base, salvo poi non concretizzare le situazioni favorevoli, con Boston che arriva alla stessa situazione anche nel secondo inning, prima che Ellsbury si faccia eliminare su groundout.

Il terzo ed il quarto inning sono regno dei due partenti, con nessun battitore che riesce a raggiungere le basi, mentre si ritorna a veder un po’ di azione a partire dal quinto inning: Peralta mette a segno un doppio, salvo poi farsi eliminare dopo aver lasciato la base su una groundout di Infante, che arriva in prima base per scelta di Napoli; lo stesso Infante, poi arriva in terza base su singolo di Avila e prova ad arrivare a casa durante il turno di battuta di Iglesias, ma Ross fa buona guardia e chiude la porta, prima che un flyout di Jackson chiuda l’inning: i tifosi del Fenway park possono così tirare un sospiro di sollievo.

Dopo un rapido 1-2-3 inning di Sanchez, il sesto inning porta l’unica segnatura del match: è Peralta a portare a casa Martinez (che aveva ottenuto una base per ball) per l’1-0 degli ospiti. I Red Sox provano a rispondere, lo stesso Sanchez concede i walks a Pedroia, Napoli e Nava, ma lo strikeout di Drew chiude i conti.

boston01La situazione rimane immutata nei successivi due inning, con i vari rilievi (Alburquerque, Veras e Smyly per Detroit, Tazawa e Breslow per i Red Sox) a non patire ulteriormente, prima di arrivare al non inning: Uehara fa il suo pur concedendo due valide, poi sul monte sale Benoit: dopo lo strikeout a Napoli (il terzo della serata), Nava mette a segno la prima valida per i suoi, per poi lasciare a Berry il compito di rubare la seconda base. Con 2 out si presenta in base Bogaerts, il quale però sparacchia un popout che termina docile nel guantone di Iglesias: i Tigers si aggiudicano quindi il primo incontro della serie.

Leggendo solamente il tabellino si potrebbe pensare ad una partita molto diversa da quella giocatasi: Boston ha avuto moltissime possibilità di segnare, con diversi giocatori in scoring position e arrivando anche ad avere le basi piene in un’occasione, cosa che mal si addice ad un quasi no-hitter, ma deve recriminare per i 17 strikeout subiti dai lanciatori avversari. Detroit invece, ruba un importante turno di servizio ai Red Sox, usando una metafora tennistica, e si prepara con più calma alla partita successiva.

GARA 2

I Red Sox devono vendicare velocemente la prima partita ed evitare uno 0-2 in casa che sarebbe oltremodo difficile da recuperare e di affidano a Clay Buchholz, ma devono fare i conti con Max Scherzer, uno dei principali protagonisti della bella stagione della squadra del Michigan.

I primi cinque inning sembrano seguire il canovaccio (e di conseguenza l’incubo per i padroni di casa) già vissuto in Gara-1: Scherzer è praticamente intoccabile e domina il lineup dei Red Sox, incapace di creare qualsiasi difficoltà al pitcher avversario (chiuderà con 2H, 1ER e 13K); dall’altra parte, già nel secondo inning il singolo di Avila porta a casa Victor Martinez e dopo 5 inning il tabellino recita 1-0 Tigers.

Il sesto inning inizia subito in modo scoppiettante: dopo l’out di Hunter, Cabrera mette a segno un HR, prima dei doppi di Fielder e Martinez ma soprattutto prima che l’HR di Avila porti il punteggio sul 5-0 per gli ospiti. Per lo meno la reazione di Boston è tangibile, con Victorino che segna un punto (RBI di Pedroia) dopo essere arrivato in base con la prima valida della serata per la sua squadra. Nel settimo inning Workman e Doubront fanno buona guardia per i Red Sox mentre Scherzer annulla ancora il lineup avversario con tre rapidi out.

Ottavo inning: Doubront continua la sua buona prestazione e lascia accesa la fiamma della speranza per i suoi, che però hanno poco tempo per recuperare. Il doppio di Middlebrooks, la base ball di Ellsbury ed il singolo di Padroia riempiono le basi, prima che in base si presenti David Ortiz, ancora nullo in queste due partite, che legge bene la changeup di Benoit e la scaraventa fuori campo, eludendo anche l’intervento di Torii Hunter, che nell’occasione rischia di farsi male finendo nel bullpen dei Red Sox dopo aver pesantemente incocciato nelle barriere. 5-5. Si arriva dunque al nono inning: Uehara concede una base per ball su Avila ma riesce poi a chiudere contro Infante, mentre dall’altra parte Detroit schiera sul monte Porcello. Quest’ultimo ottiene subito un singolo ma l’errore di Iglesias (o meglio, la mancata presa di Prince Fielder) lo port in seconda e un wild pitch di Porcello in terza: a quel punto è Saltalamacchia, escluso dal lineup ieri sera, a prendersi la gloria di un singolo che porta a casa il punto per la vittoria di Boston, che quindi riporta la serie in parità.

 

Che Boston abbia rischiato di perdere la partita e compromettere l’andamento della serie è evidente, ma sicuramente è riuscita a sfruttare uno dei punti deboli degli avversari, i rilievi, recuperando la partita. Dall’altra parte Detroit potrà recriminare parecchio per l’occasione persa. La serie si sposta ora in Michigan per tre partite, martedì, mercoledì e giovedì: Boston deve recuperare un break ma, alla luce di quanto visto in queste due partite, il tutto si prospetta all’insegna del massimo equilibrio.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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2 thoughts on “ALCS: tutto ed il contrario di tutto

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