Zach Randolph, MVP di gara 6 e della serie

Fate largo ai Memphis Grizzlies.

 

La magica notte del Tennessee inchioda gli ultimi sogni di una San Antonio al capolinea di una eccezionale e gloriosa era ed apre le porte delle semifinali di Conference ad una squadra che merita ogni singolo complimento, ogni singolo elogio per questa straordinaria vittoria.
Memphis è stata la fastidiosa nemesi degli Spurs per tutti i 293’ giocati in questa serie che entra alla storia per essere la quarta nella quale una testa di serie numero 8 elimina la capolista della Conference.

Non è servita neanche la terapia choc fornita da Neal e dalla rocambolesca vittoria in gara 5 per i San Antonio Spurs ormai neanche lontanamente padroni del proprio destino, della propria gara, del proprio possesso e addirittura di un rimbalzo.
Ci sono mille aspetti che hanno decretato la vittoria di Memphis ma in questa gara 6 è stata troppo imbarazzante, a questo livello, la differenza di reattività e di corpi sotto il canestro dei San Antonio Spurs.
La chiave sta soprattutto nei 14 rimbalzi offensivi e nell’inerzia che hanno fornito al match e ai Memphis Grizzlies che hanno avuto sempre la possibilità di correggere l’efficacia ed un fisiologico down del proprio attacco e di prendere sempre una posizione migliore sotto-canestro, avvantaggiati anche dalla mancanza di corpi dei nero-argento con il solo Duncan che ha parzialmente retto l’urto.

RIMBALZI SPURS

DUNCAN: 10 rimbalzi
ALTRI STARTERS: 6 rimbalzi
HILL+NEAL: 12 rimbalzi

Con questa distribuzione dei rimbalzi non si può pensare di vincere una gara 6 in trasferta, ancora di più se tra le due squadre il differenziale della percentuale dal campo è sull’ordine della doppia cifra in favore di quella che sta dominando a rimbalzo.
Numeri eloquenti ma mai quanto la visione di un Duncan arrivato oramai al termine della sua gloriosa carriera. La sua difficoltà nel chiudere un layup, la sua scarsa reattività nelle situazioni di single covarage e soprattutto il suo approccio minimalista e quasi di contorno ad un match che è sempre apparso di Parker e Ginobili costretti, gioco-forza, a vincerlo in qualche modo.

L’era dei San Antonio Spurs comincia e finisce con Duncan.

Quella dei Memphis Grizzlies ha il suo stampo in prima pagina di Zach Randolph che ha giocato un 4° quarto da purissimo franchise-player. Responsabilità, solidità e talento in un mix di canestri incredibili e con il pubblico del FedEx Forum estasiato tra gioia, confusione ed eccitazione.
Senza Rudy Gay, la squadra ha trovato il suo leader, bravo a sfruttare i punti deboli degli avversari e sempre in grado nel non andare mai sotto emotivamente contro le grandi firme come Duncan e McDyess con quest’ultimo che ha dato l’ultimo vantaggio agli Spurs con il jumper a 4’ dalla fine.

Hollins (stravinto il duello con Popovich) ha chiamato tempestivamente il time out e da quel momento gli Spurs sono spariti dal campo tramortiti dal poderoso schiaffo tecnico di Zach Randolph. Nessun errore difensivo per i nero-argento, solo la purezza del suono del nylon che è uscito fuori dai tiri del numero 50 di Memphis con il finale che diventa inesorabilmente lento per i giocatori di Popovich costretti a crederci solo per una questione d’orgoglio e di script.

Alla fine della fiera risulta decisiva la gara 1 vinta in Texas ma è altrettanto innegabile il fatto che Memphis ha dominato la serie sia da un punto di vista tecnico (merito di Hollins e delle carenze strutturali nella frontline di San Antonio) che mentalmente, aspetto (quello si) abbastanza sorprendente.

Dopo 12 sconfitte di fila e 3 serie perse con tanto di sweep, arriva la prima gioia della storia di Memphis che ora devono affrontare uno scoglio ancor più duro degli Oklahoma City Thunder.

L’ostacolo di essere già appagati.

IL DOPO GARA
“Sono stati la migliore squadra. Hanno giocato molto meglio di noi nei momenti decisivi” Gregg Popovich

“Ho voluto toccare la palla ogni volta che ero in campo. Ho detto a Conley: ‘passami la palla, passami la palla’ e lui ha fatto un gran lavoro. Ho cercato di fare punti nel pitturato ed avevo sempre lo sguardo per i miei compagni”. Zach Randolph

“Abbiamo giocato una grande stagione ma non ha significato se giochi cosi nei playoff anche se dopo tutto Memphis ha giocato molto meglio di noi. Diamo i meriti a loro. Abbiamo avuto la chance di vincere la gara ma negli ultimi 5’ non abbiamo fatto le giocate che ci servivano”. Tony Parker

“Gli Spurs sono come i vampiri. E’ stata dura batterli” Shane Battier

KEY STATS

62 – i punti in area dei Memphis Grizzlies. Nei 5 precedenti match, la squadra di Hollins non era mai andata oltre i 44 punti.

29.3 – La percentuale dall’arco nella serie (32/109) dei San Antonio Spurs, miglior squadra NBA da 3 in regular season.

AND NOW?
Memphis si ritroverà in campo già domenica nel matineè di Oklahoma City. Mentalmente è stata una serie molto dispendiosa e sarà un grande banco di prova la risposta fisica e di carattere che la squadra di Hollins fornirà contro una delle squadre più in forma di questa post season. L’ottimismo si fonda anche sul 3-1 del confronto in regular season.

Dopo 61 W in stagione regolare, San Antonio è già in vacanza con il mese di Maggio che non è ancora arrivato. Sarà una lunga, lunghissima estate di decisioni interne e non, che dovranno rigenerare un sistema che ha bisogno di novità tecniche e nuova linfa.
L’unica cosa certa è che una squadra da 61 vittorie in regular season esce al primo turno dei playoff per mille motivi ma con uno che si eleva a predominante.

Il basket con il quale ha giocato San Antonio in regular season non si gioca mai nei playoff.

Memphis l’ha (ampiamente) dimostrato.

Post By Kevin Di Felice (156 Posts)

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2 thoughts on “Zach is magic, Spurs al capolinea

  1. Onore ai Grizzlies, squadra molto limitata in attacco senza Gay ma con un cuore grande così e un Randolph da MVP !!!

    Per battere gli Spurs in questo modo, hanno giocato per tutta la serie una difesa praticamente perfetta, annullando i loro esterni che avevano fatto onde in regular season, e non solo i giovani, ma anche la coppia Parker-Ginobili si è trovata a mal partito, chi ingabbiato dai raddoppi, chi surclassato come energia.

    Unico appunto a Pop in questa gara6: ma mettere Tim in marcatura su Zach?
    Anche solo 2 minuti… non che McDyess abbia fatto un cattivo lavoro, ma Tim è Tim, è difficile tirarci sopra come ha fatto Zach ad Antonio…

    Concordo su Hollins: un gran coach nel motivare, nel preparare la squadra, e col giusto timing per la partita! Ha trasformato dei veri e propri derelitti in una squadra pericolosa! Guardate solo la panchina quanto poco talento ha, eppure…

  2. Indubbiamente i Grizzlies hanno sfruttato tutte le armi a proprio favore: il momento magico di Randolph, l’intensità difensiva, l’entusiasmo post-Gara 1…e hanno portato a casa una serie davvero difficile, contro degli Spurs a cui manca qualcosa per tornare ai fasti di qualche anno fa.

    Randolph è stato semplicemente fantastico, ha deciso lui la partita e più in generale la serie. Ma Memphis mi ha dato una sensazione di organizzazione più ampia, e credo davvero che potranno fare grandi cose in futuro. Conley, Vazquez, Gay, Allen, Battier, Arthur, Randolph e Gasol sono un ottimo nucleo dal quale ripartire per i prossimi anni. Anche se ora c’è una serie coi Thunder che li aspetta, e a questo punto vediamo dove potranno arrivare!

    Di certo avremo una finalista di conference intrigante ad Ovest…

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