Durant contro Gallinari è un match up stellare della Nothwest...

Torna l’NBA, finalmente aggiungiamo noi, e tornano anche le preview delle division con le squadre pronte a darsi battaglia per la conquista della vetta. Oggi parliamo della NorthWest Division, che l’anno scorso è stata tra le più combattute e che ha visto terminare le prime tre squadre rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto nel ranking dei playoff.

Per quest’anno ci si aspetta forse un po’ più di competitività in meno, con una squadra, i Thunder, che con un anno di esperienza in più e con la freschezza della loro giovane età non dovrebbe aver problemi a giocare una stagione con un calendario così fitto e potrebbe fare il salto qualitativo necessario a scalare posizioni ad Ovest.

Dietro di loro scalpitano Denver, uscita forse indebolita da tutte le emigrazioni verso la Cina che ha dovuto subire ma con un progetto sempre interessante e Portland che nonostante la sfortuna e l’addio prematuro a Brandon Roy rimane sempre una squadra che nelle difficoltà si esalta.

Poche prospettive per Utah, che deve pensare a ricostruire dopo una vita passata sotto la guida di Coach Sloan e che deve sviluppare i giovani a Roster. Interessante invece sarà seguire Minnesota, con coach Adelman che potrebbe regalare spunti interessanti anche a una franchigia ultimamente incline a stare nei bassifondi e guidati da un GM come Kahn che definire inadeguato ai livelli NBA è poco.

Vediamo allora come si presentano ai nastri di partenza le squadre della Northwest, partendo proprio dalla favorita alla leadership finale della division.

Oklahoma City Thunder

Cosa è cambiato

Sostanzialmente la squadra è rimasta la stessa dell’anno scorso. La differenza, per quanto possa sembrare minima, è che alcuni giocatori come Collison e Perkins sono entrati nel nuovo contratto. Per il primo parliamo di una vera e propria genialata di Presti. Altissimo lo scorso anno per assorbire il fatto che da questa stagione alle prossime 3 sarà un contratto basso e a scendere, per permettere il massimo della flessibilità alla franchigia. Sul secondo invece parliamo di un contratto equo per il valore assoluto del giocatore, cosa rara per un lungo, soprattutto a giudicare dalle ultime firme.

 Starting Five

PG – Russell Westbrook
SG – Thabo Sefolosha
SF – Kevin Durant
PF – Serge Ibaka
C – Kendrick Perkins

Quintetto che rimane, come il roster, invariato rispetto alla scorsa stagione, con James Harden a partire da sesto uomo come cambio di Sefolosha ad aumentare la pericolosità offensiva senza per questo diminuire l’efficacia nella propria metacampo. Maynor dovrà dare fosforo nei momenti in cui Westbrook parte per la tangente e inizia a giocare di testa propria, momenti che si spera diminuiscano rispetto alla passata stagione in un percorso di crescita che il ragazzo ha intrapreso da quando è entrato nella lega e al quale manca giusto questo step (fondamentale). Collison, il cambio dei lunghi è la garanzia, insieme a Mohammed, di solidità difensiva.

L’incognita, oltre all’approccio di Westbrook alle partite, è la condizione fisica di Kendrick Perkins. Non tanto per quanto riguarda il recupero dall’infortunio al ginocchio patito nelle Finals di 2 stagioni fa e che l’ha tenuto ai box per parte della scorsa stagione, ma perchè a giudicare dalle fotografie girate in questi giorni l’ex centro di Boston ha perso molti kg. Circostanza che in genere è positiva per un lungo con problemi alle ginocchia, ma per uno che fa della difesa in post la sua arma migliore potrebbe voler dire una minor resistenza agli scontri fisici. Se invece questa condizione di forma smagliante gli consentirà di essere sempre efficace nella difesa stanziale e acquisire una maggiore rapidità negli aiuti difensivi, i Thunder potrebbero davvero aver fatto Bingo.

 Aspettative per la stagione

L’anno scorso la squadra si è arenata solamente in Finale di Conference contro i futuri campioni di Dallas, suscitanto anche qualche critica. Quest’anno, con il roster rodato (la scorsa stagione il team dei playoff ha iniziato a giocare insieme solo a febbraio) e un anno di esperienza in più sulle spalle l’obiettivo è superare anche quello scoglio e arrivare a giocarsi direttamente la Finale NBA. E francamente l’obiettivo non pare così impossibile.
Pronostico: 47W-19L e Finali di Conference

Denver Nuggets

Cosa è cambiato

Dietro i Thunder sgomitano i Denver Nuggets, squadra del nostro Danilo Gallinari. La squadra si è dovuta ridisegnare rispetto alla scorsa stagione, sia a causa delle scadenze contrattuali, sia a causa della smania di alcuni giocatori del roster di andare a giocare durante il lockout nella lega cinese. Lega, quest’ultima, che non concede ai suoi giocatori di salutare la compagnia a metà stagione e tornare in NBA.

I Nuggets dovranno quindi fare a meno di JR Smith, Wilson Chandler e Kenyon Martin, che sarebbero stati tutti da rifirmare, vero, ma che avrebbero potuto nel caso dare il loro apporto alla squadra.

Per sostituirli quindi Masai Ujiri, il GM delle pepite, ha dovuto inventarsi qualcosa e come al solito ci è riuscito abbastanza bene.

Innanzitutto è stato rifirmato il Free Agent più importante, Nenè, anche se a cifre piuttosto alte (e qui torniamo al discorso precedente sulla buona firma di Perkins). Poi, per sostituire JR Smith, è stato preso da Dallas Rudy Fernandez con la promessa di George Karl di farlo diventare la SG titolare, cosa che assicura a Denver la volontà dello spagnolo di restare a roster. Fernandez aveva infatti più volte fatto capire di volere un posto da protagonista a Portland prima e a Dallas poi per restare nella lega, altrimenti avrebbe avrebbe preferito il suo esilio dorato in Europa al Real Madrid.

Insieme all’ex Blazer da Dallas è arrivato anche Corey Brewer, interessante giovane mai del tutto esploso che può surrogare la mancanza di Wilson Chandler, anche se con un minutaggio ridotto rispetto all’ex Knicks.

La vera nota dolente è però la mancanza di Kenyon Martin, il 4 titolare della scorsa stagione. K-Mart con la sua fisicità difensiva infatti era in grado di sopperire alle lacune del suo compagno di reparto brasiliano e soprattutto pare fosse un collante molto importante nello spogliatoio. Per sostituirlo al meglio, anche se il progetto inizialmente avrebbe previsto un inserimento più graduale, è stato preso al draft Kenneth Faried, rookie di Morehead State dalle caratteristiche molto simili proprio al primo Martin, quello che garantiva spettacolo in campo aperto e un’efficacia difensiva fuori dal comune grazie alle sue doti atletiche.

L’altro cambio è in cabina di regia, presumibilmente nel backup di quello che sarà il play titolare, quel Ty Lawson visto in crescita la passata stagione. Felton è stato infatti scambiato con Portland per Andre Miller, che garantisce solidità in cabina di regia e punti in attacco.

L’ultimo nodo, al momento ancora da sciogliere, è il rinnovo di Arron Afflalo, che pare uno degli obiettivi di Ujiri dei prossimi giorni. Afflalo sarebbe un giocatore importante per la franchigia, anch’egli in crescita e probabile SG titolare nei momenti caldi della gara (con buona pace di Rudy).

Starting Five

PG – Ty Lawson
SG – Rudy Fernandez
SF – Danilo Gallinari
PF – Kenneth Faried
C – Nenè

Questo a mio avviso il quintetto di partenza per coach Karl, che utilizzerà Andrè Miller da sesto uomo a cambiare anche la guardia nel caso Afflalo non dovesse rinnovare. La profondità del roster però è notevole, se si considera che a sedersi sul pino ci saranno anche Al Harrington, che con tutti i difetti che gli si può imputare i suoi 15 minuti di follia offensiva li può tranquillamente dare, Chris Andersen che se sano può dare un grosso supporto sotto le plance, il Corey Brewer citato prima e anche Timoftey Mozgov, che potrebbe essere un aiuto difensivo in caso di necessità.

Aspettative per la stagione

Difficile dire quale sarà la dimensione esatta di questo team. Sicuramente i playoff sono ampiamente alla portata e da lì poi molto dipende dal rendimento di alcuni giocatori chiave.

Per lottare ad alti livelli manca forse la star a cui rivolgersi nel momento in cui la palla pesa maggiormente, anche se giocatori come Gallinari, Andre Miller o Rudy Fernandez hanno tutti la faccia tosta e le capacità di caricarsi a turno sulle spalle la squadra quando ci sarà bisogno.

Di sicuro però Karl ha una squadra da plasmare come piace a lui e Denver sarà una squadra che darà fastidio a molti anche nella postseason e da seguire con simpatia.
Pronostico: 39W-27L e Secondo Turno Playoff

Portland Trail Blazers

Cosa è cambiato

Tutto e niente. Tutto nel senso che purtroppo Portland dovrà fare a meno della propria stella, Brandon Roy, ritiratosi questa stagione all’età di 27 anni per problemi cronici alle ginocchia. Niente perchè alla fine stiamo parlando sempre dei soliti sfortunatissimi Blazers che sanno esaltarsi nel momento di necessità, nonostante una gestione societaria quantomeno dubbiosa, data l’assenza di un GM vero e proprio dopo l’allontanamento di un ottimo Kevin Pritchard.

Movimenti però ne sono stati fatti e anche positivi, data la firma, proprio di queste ore, di Jamal Crawford che prenderà il ruolo di sesto uomo facendo probabilmente partire la sorpresa della scorsa stagione, Wesley Matthews, da SG titolare, come avvenuto dal momento dell’infortunio di Roy. Insieme a lui sono arrivati nel backcourt Raymond Felton, scambiato per Andre Miller e Nolan Smith, senior di Duke che ha vinto lo scorso anno l’MVP dell’ACC e che pare giocatore solido e pronto per giocare in NBA, anche se personalmente avrei dubbi sul suo ruolo di play che pare sarà suo come backup di Felton.

Nel reparto lunghi invece rifirmato Oden (e nuovamente alla presa con problemi fisici) è arrivato a dare una mano il vecchio ma sempre utile Kurt Thomas, che come al solito darà il suo contributo difensivo di alto livello anche a 40 anni suonati.

Starting Five

PG – Raymond Felton
SG – Wesley Matthews
SF – Gerald Wallace
PF – LaMarcus Aldridge
C – Marcus Camby

Quintetto che si differenzia da quello dello scorso anno dalla presenza di Felton che potrà giocare i Pick&Roll con Aldridge come fatto la maggior parte della scorsa stagione da Miller. Il francese Batum sarà la certezza e probabilmente l’arma tattica da utilizzare in alcuni contesti, magari in quintetti da corsa con Aldridge da 5. L’aggiunta fondamentale sarà ad ogni modo quella di JC da sesto uomo, che deve dare quanto dato lo scorso anno in Gara 2 da Roy con una certa continuità per sperare di ripetere le ottime prestazioni degli scorsi anni. Interessante sarà vedere il ruolo che avrà Nolan Smith nella squadra e che impatto potrà avere.

Aspettative per la stagione

Proprio dai punti interrogativi di questa stagione (ruolo di Smith, ritorno all’attività di Oden) si potranno capire le reali possibilità di crescita del team per questa stagione, che sarà temo avara di soddisfazioni anche se l’approdo al primo turno dei Playoff rimane un obiettivo raggiungibile.

Portland però che nel frattempo dovrà anche preoccuparsi di programmare bene il futuro (nuovamente) con alcuni contratti in scadenza che daranno spazio per movimenti futuri, anche grazie al cap liberato dall’amnesty data a Roy che ha permesso la firma a 5 milioni all’anno di Crawford. Un vero peccato onestamente, perchè i Blazers fino a due stagioni fa sembravano veramente la squadra del futuro.
Pronostico: 33W-33L e Primo Turno Playoff

Utah Jazz

Cosa è cambiato

Considerando che nello Utah i cambiamenti li hanno visti a metà della scorsa stagione (e sono stati cambiamenti epocali vista la dipartita del loro miglior giocatore Deron Williams e del loro storico coach Jerry Sloan), ogni possibile variazione o aggiunta al roster oggi pare quasi iniqua.

Sono però arrivati alcuni giocatori su cui la franchigia punta molto per il futuro. In primis, ovviamente, Enes Kanter, centro turco draftato alla numero 3 dalla franchigia mormone questa stagione. Il giocatore, che l’anno scorso ha giocato per l’università di Kentucky, continua la tradizione di centri turchi dei Jazz seguendo direttamente Memhet Okur, ancora a roster a Utah che dovrà aiutare il giovane connazionale nella crescita all’interno della lega.

A fare coppia con lui un altro giovane, Derrick Favors, non proprio un nuovo arrivo perchè atterrato a Salt Lake City nello scambio Deron Williams. Notizia fresca delle ultime ore è invece la firma di Josh Howard, in cerca di riscatto dopo le ultime grigie prestazioni lontano da Dallas.

Per il resto nulla da segnalare, se non la curiosità di vedere rifirmato per una squadra NBA Jamaal Tinsley dopo 2 anni di assenza e dopo esser stato, a 33 anni, la prima scelta assoluta in NBDL quest’estate e la rinuncia ad Andrei Kirilenko al quale è scaduto il contratto monstre e pare interessato a giocare per i Nets insieme al suo vecchio compagno di squadra Deron Williams.

Starting Five

PG – Devin Harris
SG – CJ Miles
SF – Josh Howard
PF – Paul Millsap
C – Al Jefferson

Nel backcourt le difficoltà maggiori, con Harris, Miles e Howard che presumibilmente partiranno in quintetto ed il secondo anno Hayward, per il quale si aspetta l’esplosione, e il vecchio Raja Bell a dare un contributo. Molto meglio nel reparto lunghi, dove oltre ai titolari ci sono scalpitanti i giovanotti descritti prima, Kanter e Favors che insieme a Okur potranno dare il loro contributo sotto le plance. Sempre dalla panchina Burks sarà probabilmente il cambio di Howard per poi, se dovesse fare bene, prenderne il posto spostando poi Miles da SF.

Aspettative per la stagione

Inutile dire che i playoff resteranno un miraggio nello Utah e che la parola d’ordine sarà per ancora un paio d’anni Ricostruzione. In questa stagione bisognerà capire bene su chi puntare e soprattutto sviluppare i giovani a roster, magari cercando di scambiare alcuni assett per ottenere qualche scelta al primo giro al draft.
Pronostico: 23W-43L

Minnesota TimberWolves

Cosa è cambiato

Ci piacerebbe scrivere che è cambiato il GM, invece Kahn è sempre stabile al suo posto. Però forse la buona trovata, dopo un numero considerevole di tentativi, l’ha tirata fuori. A guidare i Timberwolves dalla panchina, infatti, ci sarà Rick Adelman considerato unanimemente uno dei migliori allenatori in circolazione. Direi che questa è la novità più positiva della stagione per una squadra, quella di Minnesota, che da anni sta facendo scelte quantomeno discutibili.

E come è arrivata l’idea buona, Kahn ha voluto consolidare la sua nomea di GM inadeguato facendo scelte come al soluto dubbie sulla composizione della squadra. Dalla Free Agency infatti è arrivato JJ Barea, eroe degli scorsi playoff che lo ha visto vincere l’anello a cui Kahn ha elargito un quadriennale da 19 milioni totali, che è il prezzo per quanto fatto vedere in 2 serie di playoff, ma non sicuramente per il valore del giocatore a livello generale o anche solo nella carriera precedente alle 2 serie in questione. Barea che oltretutto è arrivato in un ruolo, quello di playmaker, dove ci sarebbe Rubio, altro neo arrivo dopo aver passato 2 stagioni in Europa a farsi le ossa e che sarebbe dovuta essere una delle pietre angolari della franchigia e Ridnour che nel caso lo spagnolo dovesse faticare avrebbe garantito solidità nel ruolo.

E se nel ruolo di Play abbiamo sovrapposizione, così la troviamo anche nel ruolo di 4, che sarebbe il ruolo ideale di Derrick Williams, preso al draft di quest’anno con la seconda scelta assoluta che però si trova davanti Kevin Love, stella della squadra, anche lui Power Forward (anche se può giocare anche come centro).

L’ultima aggiunta, per Minnesota, è Bonzi Wells, pretoriano di Adelman che con lui ha giocato a Sacramento nella stagione 2005-2006, che dà un po’ di esperienza alla squadra, nella speranza che non ne combini qualcuna delle sue in uno spogliatoio che ha già un paio di bombe ad orologeria come Darko Milicic e Michael Beasley.

Starting Five

PG – Ricky Rubio
SG – Wesley Johnson
SF – Michael Beasley
PF – Derrick Williams
C – Kevin Love

Probabilmente sarà questo il quintetto iniziale di coach Adelman, con Milicic relegato in panchina in favore di Love spostato da 5 e Williams subito in campo a prendere confidenza con l’NBA. Barea verosimilmente continuerà ad entrare dalla panchina per i cambi di ritmo (anche se già Rubio sarebbe decisamente adatto alla corsa) e Ridnour che entrerà quando i due combineranno pasticci (e ne combineranno, statene certi).

Nel ruolo di guardia Wells giocherà i pochi minuti che non si dovranno spartire Johnson ed Ellington con il primo che presumibilmente giocherà anche in ala piccola, data la mancanza di Martell Webster che è dato out per tutta la stagione. Il ruolo di PF come detto è quello più ingolfato, con il rookie Williams, Love che qualche minuto lo giocherà e la coppia di Anthony (Randolph e Tolliver) che paiono sempre sul punto di sbocciare ma che stanno facendo la fine di Godot.

Nel ruolo di 5 Milicic entrerà per dare difesa, Nikola Pekovic potrebbe essere l’uomo da testare per farne un role player mentre Brad Miller si godrà un anticipo di pensione.

Aspettative per la stagione

Nonostante nutra forti simpatie per coach Adelman, la squadra è, come al solito, assemblata male, con sovrabbondanza in alcuni ruoli e lacune in altri. Sfiga vuole che oltre a centrare difficilmente i playoff quest’anno, Minnesota non abbia al momento nemmeno prime scelte al prossimo draft. Facile intuire quindi che il roster subirà variazioni di qui a febbraio per cercare di ottenere qualche scelta e riequilibrare un po’ il roster, anche se temo che con Kahn come GM gli scambi potrebbero non essere così vantaggiosi. Da seguire però con curiosità la stagione di Ricky Rubio che in NBA potrebbe non aver così bisogno di utilizzare il suo (pessimo) tiro da fuori ma potrà dar libero sfogo al suo estro.
Pronostico: 18W-48L.

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9 thoughts on “NorthWest Division: Preview

  1. Cerco di asciugarmi le lacrime…e parlo un attimo di Portland.
    Crawford è un buon acquisto, non avendo nemmeno più Fernandez
    Oltre a Oden…Portland ha sempre avuto alcune lacune nel ruolo di Play.
    Con Andre Miller alcune sono state colmate, come il gioco per i lunghi, infatti non è casuale l’esplosione di Aldridge nelle ultime 2 stagioni.
    Però anche Miller non era completo, come per esempio con il tiro da fuori.
    In più in panchina avevamo poco, Mills molta energia ma credo sia rimasto in Australia: vediamo Nolan Smith cosa potrà dare.
    Il talento c’è sempre, e nemmeno poco…speriamo in una annata serena e con un buon record…siamo comunque ancora giovani e qualcosa si può costruire.
    Se Wallace e Aldridge andassero all All Stars non mi stupirei…

  2. parlando dei Wolves: chi ha scritto l articolo mette in conto che Bonzi giocherà tutto l anno con loro,ma è stato firmato per solo per il camp,a roster c è già il massimo dei giocatori e credo proprio che dopo il camp verrà tagliato,detto questo il roster è sicuramente sbilanciato ma continuo a pensare che abbiano fatto bene a prendere Williams alla 2, l anno prima la tattica dello scegliere in base al need e non al miglior giocatore disponibile non ha pagato (Jonhson vs Cousins) perciò quest anno si è pensato di andare sul sicuro,quello che sei obbligato a fare quando si ha molta sfiga alla lottery…

    • Bonzi è stato tagliato proprio oggi. Diciamo che nell’articolo era una nota di colore per far capire ancora una volta le scelte un po’ bislacche di Kahn…

      • Bonzi è stato richiesto personalmente da Adelman per il campo in quanto conosce gli schemi e il sistema del coach e rendersi utile in allenamento,penso proprio che questa mossa fosse tutta dettata dal coach,per le scelte bislacche di Kahn è chiaro che ha fatto moltissime puttanate ma è lì anche perchè l owner dei Wolves voleva qualcuno che risparmiasse,portasse i salari al minimo vista la situazione del pubblico e visto che è una franchigia costantemente in perdita,i risultati si sono chiaramente visti anche in campo,i draft quantomeno dubbi della coppia Kahn-Rambis hanno fatto il resto….occhio però che cmq vada per la prima stagionale in casa si preannuncia il tutto esaurito…cmq complimenti a voi per queste preview che sono utili per fare un pò il punto a inizio stagione!

  3. Nel Minnesota può cambiare il vento. Su Adelman, credo, c’è poco da dire.
    Da vedere lo spot 2 (vediamo sia il campo o eventuali scambi) e l’impatto di Rubio (da non sottovalutare Barrea), dal 3 al 5 sono messi veramente bene…..possono far male.
    Veramente curioso.

  4. L anno scorso Rambs era a dir poco penoso,per forza di cose miglioreranno,ci sono allenatori meglio di lui anche in legadue…ricordo l anno scorso almeno 10 gare buttate al vento per gestione penosa dei finali o per aver sprecato vantaggi abissali (vedi +21 con gli Spurs a metà terzo quarto)…

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