Che la coppia Stat - Melo non fosse molto bene assortita, si sapeva da tempo...

A metà dicembre ci si chiedeva se i Knicks fossero pronti per diventare una contender. L’arrivo di Tyson Chandler come free agent presupponeva la creazione, con Melo e Stat, di uno dei più forti front court della lega.

Dopo un mese di regular season il campo ha dato le prime indicazioni e forse i primi verdetti. La carta non basta, alla fine sono i numeri ad esemplificare la situazione attuale. Perciò partirò da quelli. Il record attuale è di 6 vinte e 10 perse. Terza posizione nell’Atlantic Division, e decima piazza ad est.

Troppo presto? Certamente, ma 6 sconfitte di fila fanno riflettere. Inoltre il 50% delle debacle totali è arrivato contro squadre sotto il 50% di vittorie e sulla carta nettamente inferiori ai Knicks. Particolarmente imbarazzanti le due casalinghe contro Charlotte e Toronto.

La difesa si sa non è il punto forte di coach D’Antoni, ma a sorpresa a soffrire è anche l’attacco, al momento il 17° della lega. Le alchimie (specie difensive) ipotizzate nell’articolo di cui sopra sono una lontana speranza. La situazione è critica ma ancora recuperabile, tuttavia sul banco degli imputati ci sono parecchi nomi.

Il principale indiziato è D’Antoni. Il pubblico del Garden si è stufato del non gioco espresso dai Knicks ed ha iniziato ad intonare un profetico “Fire D’Antoni”. Il baffo non convince e soprattutto non vince. Non vale più la scusante dei continui cambiamenti di roster, ne quella di un team in ricostruzione.

I Knicks hanno speso tanto, hanno due superstar (offensive) fin da inizio stagione ed un lungo difensivo tra i migliori della lega. Eppure il gioco è prevedibile, fatto di troppi isolamenti, scelte discutibilissime e di scarso valore tecinco, ma soprattutto il gioco è prevedibile e lento. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere il punto fermo di D’Antoni.

Se i Knicks giocano male la colpa è principalmente sua, perché anziché trovare aggiustamenti ed alternative si intestardisce sulle sue posizioni, senza dare una fisionomia precisa alla squadra. Inoltre troppi giochi per Melo hanno relegato e demotivato Stoudemire, a sua volta non esente da colpe. Il gioco del baffo prevede necessariamente un play che faccia girare la squadra, dalle transizioni al pick n roll, ed i Knicks al momento non hanno una point guard di ruolo!!

Quoto in pieno quanto scritto da Peter Vecsey sul Post; l’idea di far giocare molti palloni a Melo crea più confusione che altro, ma soprattutto confonde i compagni di squadra, che non sanno mai cosa fare e soprattutto dove farsi trovare.

Ai Suns D’Antoni era considerato un genio offensivo, ma ai tempi il suo playmaker era un tale Steve Nash. A New York, e soprattutto nei Knicks attuali se D’Antoni vuole vincere deve adattare il suo credo al materiale umano a disposizione, visto che è pagato per prendere scelte del genere.

Nell’ordine il secondo indagato è Carmelo Anthony. Anche qui i numeri non mentono. Dalla trade di febbraio 2010 i Nuggets hanno un record vincente, mentre i Knicks di Melo sono ben sotto il 50% di vittorie. Anthony era, è, e sarà un mangia palloni, un giocatore che per caratteristiche fagocita tiri, nel bene e nel male. Il problema è ulteriormente amplificato dal fatto di fargli gestire molti possessi. A parte l’esordio incoraggiante contro Boston, l’esperimento si è dimostrato un fallimento.

Melo è un giocatore che come molte stelle NBA cerca continuamente l’isolamento, con il risultato di far stagnare l’attacco rendendolo prevedibile, e conseguenza non secondaria demotivando i compagni. Questa strategia è un suicidio, perché se le statistiche del giocatore (in termini di punti non certo di percentuali) sono alte, l’impatto negativo, soprattutto in termini offensivi è evidente. In partite serrate ogni difesa sa che dovrà difendere su Melo, visto che lui tende a cercare comunque il tiro.

A Denver lo limitava, ed equilibrava, la presenza di Billups, ma ai Knicks si sta dimostrando per quello che è. Un bel giocatore, talentuoso, dotato, ma non un vincente. E non ingannino i suoi 4.2 assist a partita, una statistica in crescita solo perché figlia del maggior numero di palloni trattati (lo scorso anno gli assist erano 3.8 ad allacciata).

Lo stesso Anthony ha fatto un mea culpa dopo la sconfitta con Denver ammettendo che prende troppi tiri, e che dovrebbe dividerli con il resto del team. La frecciata a D’Antoni è ovvia, visto che ha sottolineato che quei tiri li prende perché i giochi sono disegnati per lui.

L’altro imputato eccellente è Stoudemire, che nonostante la crescita di statura in estate, non sta dando le risposte necessarie sul campo. Il calo di Stat è evidente, e per certi versi aspettato, visto l’effetto Melo; ma il passaggio da 25.3 a 17.6 punti di media, preoccupa non poco. Stat soffre la coesistenza con un altro top player, e tende ad affidarsi troppo al suo jumper. Sembra che Stat abbia discusso con Melo dei problemi del team e di come coesistere al meglio per il bene dei Knicks.

Quello che preoccupa più che il calo di efficienza, è la mancanza di voglia che Stat sembra trasmettere. Comportamento insolito visto che per la prima volta l’ex Sun ha al suo fianco un centro difensivo che gli toglie pressioni a rimbalzo ed in difesa. Se possibile la difesa di Stat è peggiorata, vederlo marcare in aiuto o tenre l’uomo è imbarazzante, tant’è che molte ali forti avversarie hanno fatto la voce grossa proprio coi Knicks. Inoltre il fatto ce sia stato inserito in varie voci di trade (da Chris Paul prima a Dwight Howard ora) non porta certo tranquillità.

Chandler sta facendo la sua con rimbalzi e stoppate, tuttavia il mio parere è che sia strapagato per le sue cifre. Un contratto che farà sentire il suo peso nei prossimi anni. Peccato davvero per Harrelson, centro undersize ma che si era creato un suo spazio in rotazione. Nell’ultima gara coi Nuggets Josh si è rotto un polso; operazione e stop di almeno due mesi, motivo per cui New York ha richiamato l’acerbo Jerome Jordan dalla D-league.

Ma veniamo al vero tasto dolente, il fattore P o playmaker. C’è voluto poco a capire che Douglas non è una point guard; e sinceramente bastava guardare lo scorso primo turno di play off. Toney non ha i ritmi, la visione ed il carisma per pilotare una franchigia NBA. Figuriamoci New York.

È bastato pochissimo all’energetico Shumpert per soffiargli il posto. Il rookie ha fatto il botto all’esordio e si è subito ingraziato il pubblico del Garden, dimostrando per l’ennesima volta che i Knicks ci sanno fare con le scelte medio alte. Infortunio a parte, Iman è atletico e futuribile, ma non è un play. Stesso discorso fatto per Douglas, solo che Shumpert è più esplosivo, e soprattutto più dotato fisicamente rispetto a Douglas che rimane la classica combo guard. Iman è tra i primi nella classifica degli steals a partita contendendo il primato a play ben più piccoli di lui.

Baron Davis scalpita per rientrare, tuttavia le sue condizioni fisiche sono tutte da verificare, e non è comunque detto che si integri nel gioco di New York. Peggio di così non è possibile andare, quindi necessariamente il suo rientro non può che essere un upgrade. Un Barone sano sarebbe il massimo, ma anche a mezzo servizio è un giocatore che potrebbe dare molto, fisico permettendo. Il problema casomai è la sua coesistenza con Melo (soprattutto) e Stat.

Se riuscisse a mettere in ritmo Anthony, coinvolgendolo con meno tiri (ed egoismi) e facendo gruppo, allora forse New York potrebbe risalire la china.
Deludente Landry Fields, buon giocatore ma nulla più. I numeri di Landry sono in netto ribasso dalla Melo-trade, ma oltre ai numeri anche difesa e rimbalzi tendono a sud. Fields non ha i numeri di una shooting guard NBA, e potrebbe perdere il posto in quintetto a scapito di Shumpert. Su Bibby non i esprimo, la parentesi Miami ha dimostrato ampiamente che siamo di fronte ad un ex giocatore.

Ultimo imputato, last but not least è il solito James Dolan. Ha forzato la mano con la trade per Melo, non del tutto gradito a Walsh (che poi se n’è andato) e D’Antoni. Ma soprattutto ha ceduto più di mezza squadra per avere l’ex Nugget. Forse il vero motivo per cui non ha ancora licenziato D’Antoni è proprio perché la trade l’ha imposta lui! Fatto sta che in molti inziano a rimpiangere i vari Gallinari, Chandler e perfino Mozgov!!

Che cosa succederà? Chi lo sa, D’Antoni potrebbe essere licenziato e Woodson potrebbe essere il nuovo coach. Il problema è che a prescindere la squadra non difende, attacca male ed in maniera prevedibile e scontata. Manca un paly e non è detto che il Barone sia la risposta. Oggi come oggi New York è un accozzaglia di forti giocatori che però non hanno quella chimica che fa una contender. Heat, Bulls, 76ers, Indiana, Atlanta, Orlando e udite udite perfino Cleveland e Milwaukee sono meglio della New York attuale. Lo dice la classifica della Eastern Conference non il sottoscritto.

I trend in NBA cambiano velocemente, così come le gerarchie, ma a New York non c’è pazienza, non più. Il futuro è oggi ed il cambiamento occorre subito perché così come sono oggi questi Knicks non vanno da nessuna parte. Anche se cambiassero coach avrebbero gli stessi problemi difensivi, e forse offensivi. D’Antoni sarà la vittima sacrificale, se non ora a giugno, ma non è detto che altri nomi eccellenti possano essere messi sul mercato; ricordo che sulla piazza c’è gente come Howard e forse Williams, ma per averli devi meritarteli.

 

Post By Stefano Buttera (26 Posts)

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29 thoughts on “New York, abbiamo un problema?

  1. Svendere mezza squadra lo si era capito già l’anno scorso che era una gran vaccata. Denver ringrazia e forese dovrebbe farlo anche Gallinari…

    • è chiaro che gallo, chandler e felton era giocatori più adatti a D’antoni infatti pur soffrendo sotto canestro con loro la squadra divertiva di più
      Oramai la trade è stata fatta in questo modo e non sono arrivati due schiappe ma chandler e melo due tra i migliori giocatori della lega. Chandler poi sta facendo vedere cose egrege e ha risolto uno dei più grandi problemi dei knicks. Ora bisogna solo affinare l’intesa recuperare melo dall’infortunio insieme a davis. Di certo c’è una cosa D’antoni non è il coach adatto a questo quintetto però se fields rinasce come pare (ultime partite) un line up di partenza Davis, stat, melo fields chandler non si può discutere …in poche parole cinque così li devi far giocare bene punto e stop

    • analisi direi quasi perfetta.Non sono d’accordo sul fatto che chandler sia strapagato; i centri sono merce rara e preziosa, di conseguenza cara. Vogliamo dare le cifre del rinnovo di Nene?? un altro aspetto che non condivido è il fatto che sia stata smembrata mezza squadra x melo. Alla fine la trade è stata Billups x felton ( e scusate ma non voglio neanche minimamente paragonare i 2), W.Chandler andava in scadenza e non sarebbe stato rifirmato x via di un contratto + oneroso; e Melo x Gallo + Mozcov è così scandaloso ?? non so!! …. Ttex certo che gallo deve ringraziare, andar via da d’antoni è stata la sua fortuna. Adesso ha tutte le dimensioni del giocatore, tiro da fuori, sa penetrare, prende rimbalzi….con dantoni sarebbe rimasto sull’angolo a prendere gli scarichi x fare solo bombe da tre. Ricordo l’anno scorso la risposta di pringles dopo 1 partita dove un giornalista gli chiedeva se non era il caso di sfruttare meglio il Gallo con penetrazioni viste le potenzialità…ovviamente il genio rispose praticamente che era meglio farlo giocare sul perimetro

  2. ad est il livello è talmente basso che basta che inizino a giocare con un minimo di raziocinio per fare i playoff e mascherare l’ennesima annata senza apparente senso.

  3. bell’articolo, ma proprio su Woodson, preso per occuparsi della difesa, ci sarebbe da dire qualcosa. Perche’ i Knicks swicciano, scusatemi il termine, così tanto in fase difensiva: il risultato e’ continui mismatch, visto che Fields magari si trova con il centro avversario, o come l’altro giorno ad occuparsi di Lawson era… Chandler! Come detto in America, finche’ avevi Gallinari lo switch lo potevi applicare, visto che aveva stazza e agilita’ per marcare quasi chiunque, ma con i giocatori attuali????

  4. Non e’ il problema meglio Billups o Felton, ma che i Knicks maldestramente rinnovano il contratto al primo, poi scoprono che così non potrebbero strapagare un altro giocatore, tipo Nene’ o Chandler, e usano l’amnesty su Billups!!! La trade dell’anno scorso CON BILLUPS rimasto avrebbe piu’ senso: se ti trovi a giocare con un Davis gia’ enigmatico prima del blocco alla schiena, apriti cielo! Una bella trade per Nash per salvare capra e cavoli (e d’Antoni)…

  5. Ciao a tutti,

    Ttex

    Vero il Gallo era sprecato, e la trade troppo sbilanciata per avere Melo a febbraio quando potevi averlo comunque a meno in estate…. Anthony è un affarista, voleva i $ li ha avuti e se ne frega di aver affossato le speranze di avere CP3 o altri…

    Beppe

    Secondo me i lunghi, proprio perchè merce rara sono tutti strapagati, ma è una legge di mercato, il problema è che se continui a farlo il Nene di turno ti chiede 50-60 mln di USd per un quadriennale…

    Alex

    Il livello ad Est è cresciuto credimi, guarda quante star hanno cambiato sponda…tuttavia serve anche un buon coach ed un gioco di squadra.

    Alberto,

    Mi sono fatto questa idea, gli switch difensivi sono una “strategia” per cercare di limitare l’inefficienza di Amare e Melo e sfruttare al max Chandler e le sue doti di intimidatore, tuttavia tanto vale visto che quando Tyson esce dal pitturato il trio Melo – Stat – Fields non tiene nessuno, ne sul perimetro ne in penetrazione. Shumpert è tosto in copertura, così come Douglas in certi frangenti. Secondo me (analisi scontata credo) per difendere al meglio devi tenere Tyson a presidio del pitturato e cambiare solo sul perimetro,ed il problema sta proprio qui perchè i Knicks non hanno nessuno che difenda bene il perimetro, ed il solo Shumper non può tenere le top SF della lega. Guarda i numeri dei lunghi avversari (soprattutto PF) e dei tiratori da tre contro i Knicks…

    New York come al solito pensava che il CP3 di turno venisse a giocare da te gratis solo perchè hai la statua della libertà…. smettiamola con queste fesserie… Chandler è stato un riepiego visto che non si poteva avere Paul.

    Se io fossi il GM dei Knicks darei chiunque, e ripeto chiunque per il play più forte disponibile cioè Deron Williams…. Questi Knicks anche se tutto girasse per il meglio non saranno mai da titolo.

  6. il problema Marco e’ che a Est la coperta e’ sempre troppo corta, cresce Indiana scende Boston sale Philly scende New York…

  7. Concordo sulla priorità di avere almeno un simil-playmaker (anche uno come B Davis, ed ho detto tutto…) per “addomesticare” Carmelo e, soprattutto, per innescare adeguatamente Stat: l’ex Suns ha dimezzato le sue conclusioni da pick n’ roll rispetto all’anno scorso (sia Felton che Billups sapevano come farlo funzionare…), ed il fatto che ora venga marcato più spesso (suppongo) dalle ali grandi, ha comportato un puntuale calo di percentuale realizzativa negli isolamenti (meno vantaggio atletico con i pari ruoli e possibilità di subire il “raddoppio fisico” del centro)… avere lui in campo per 35 minuti, senza che produca almeno 20-23 punti (con il 53% che ha in carriera), significa che la sua carenza di difesa grava sul bilancio di squadra più della sua produttività offensiva, ovvero: un contributo complessivo deleterio…

    Fileds, invece, mi ricorda molto Anthony Parker: giocatore assennato ed affidabile, completo su entrambe le metà campo (l’hanno scorso, l’ho visto difendere bene…), ma bisognoso di un contesto organizzato per rendere al meglio, nel basket freestyle e demotivante risulta un pesce fuor d’acqua (ed è un peccato).

      • L’idea di coniugare Deron+Stat è a dir poco avvincente, specialmente se porta alla partenza di Anthony; nulla di personale contro Melo, ma se arriva un play che valorizza i compagni, uno come lui non sarebbe a suo agio… esattamente come sarebbe successo ai Lakers se fosse arrivato Paul: questo Kobe affiancato ad un play-passatore? Uno dei due avrebbe palesemente sbagliato squadra…

        Ed anche i Knicks, credo, non debbano rimpiangere troppo la mancata triangolazione Melo+Stat+Paul: meglio due stelle tatticamente compatibili (tipo Paul/Deron e Stat) affiancate da specialisti utili (come Chandler), piuttosto che tre All Stars costretti ad attaccare “a turno” (e gli Heat senza Wade non sono un caso…).

        Poi, è fuor di dubbio che conti molto l’allenatore: non si può assolvere un coach dicendo che ha bisogno di un buon play, perchè sarebbe come dire che un pilota ha bisogno di un buon “pilota automatico”, ovvero una parafrasi “politically correct” per affermare che il coach ha idee approssimative e poco strutturate… i vecchi Suns erano un gruppo di tessere che si incastravano a meraviglia quasi per inerzia…

  8. Ciao Stefano, e’ una goduria rileggerti:))
    Analisi perfetta. Qua pero’ serve un coach prima di tutto, poi si possono fare tutti i discorsi del mondo sulla compatibilita’ e altro, prima serve un coach!
    Abbiamo tre dei migliori giocatori della Lega, con schemi, applicazione, decisione, stima, si deve fare meglio, si deve fare qualcosa.. Aggiungo gestire anche le forze, perche’ se ci troviamo Melo rotto e’ perche’ e’ stato spremuto fino all’inverosimile.
    Mike non e’ in grado di gestire nulla!
    Datemi un coach serio, poi vediamo..
    Ovvio che non siamo una squadra da titolo e potevamo essere costruiti meglio pero’ qui si parla di fare figure barbine contro i Cavs di turno ed e’ inaccettabile.
    Anche Miami non ha un play di livello e ha evidenti limiti di compatibilita’ pero’ hanno un coach!
    Io batto sempre li.

  9. Ho letto che anni fa fecero un consulto sulle ginocchia di Stat per una possibile trade, e i medici dissero che gli rimanevano 4 anni prima di un loro progressivo peggioramento: erano 5 anni fa! Si capisce perche’ Phoenix non gli ha fatto un folle rinnovo quinquennale di contratto, e perche’ Orlando in cambia di Howard Stat non se lo prende manco morto…

  10. Ciao Stefano…

    Melo x D.Williams e Stat x Howard…chi ci sta’ ????
    Comunque annata orribile…unica nota negativa che sarà risolta a fine stagione è la fine dell’ Era D’Antoni….

  11. Nel caso NY decida di muoversi sul mercato, Melo per Williams ha tutto il senso del mondo. Stat è untradable, no way al di la del problema alle ginocchia che sembrano tenere, ha un contratto senza assicurazione ( 5 anni a 100 mln) ed è solo al secondo anno… Orlando non prenderebbe mai un rischio del genere (stanno ancora pagando Arenas amnestiato…).

    Le uniche trade chip sono appunto Melo e Chandler che però no può muoversi fino al 1° marzo. Tyson è sovrapagato come il 90% dei lunghi NBA, ma in difesa ha il suo perchè ed è primo nelle lega per Alley Hoop trasformati… Io sinceramente rimpiango il Gallo, giocatore che con Karl diventerà un simil all star. Per Melo avrei dato volentieri Fields ma non Danilo, ma il passato è andato.

    Sarò un nostalgico ma l’asse portante di una squadra è la coppia play-pivot a meno che non hai un Lebron o un Kobe che fanno tutto (ma nei play off non sempre basta, Mamba a parte).

  12. Inoltre da un punto di vista meramente tecnico avere Stat e farlo stazionare a 5 metri da canestro è un eresia, a quel punto basta trovare un buon tiratore che ti costa molto meno e riesci a sfruttare appieno per le sue caratteristiche.
    Amare lo scorso anno tendeva a chiamare molti palloni e fermava un po l’attacco, tuttavia aveva due esterni come Chandler, che attaccava benissimo il ferro, e Gallo, che puniva dalla distanza (peccato non aver visto in suo gioco dentro area a NY). I pregi e le doti offensive di Amare erano di gran lunga superiori ad un minimo di accentramento dei giochi ed ingessatura degli attacchi.
    Ora invece con Melo l’attacco è perennemente statico, Stat è avulso dai giochi, non c’è pick n’ roll. Melo staziona nei pressi della cosiddetta top of the key e di volta in volta o cerca il jumper dalla media (e siamo al minimo in carriera come %) o esce per un tiro da tre, o raramente attacca il canestro. In ogni modo vuole il pallone in mano e ce l’ha per il 30% a volte 40% del tempo totale degli attacchi. Questo è dovuto si alla mancanza del play, ma Melo questo lo faceva anche a Denver, tant’è che i Nuggets erano uno degli attacchi più statici della lega con Melo e JR mentre ora sono uno tra i più veloci, versatili e belli da vedere della lega (oltre che essere la squadra che segna di più). Il motivo si chiama LAwson, Gallinari, Fernandez.. giocatori che non percepiscono in tre i soldi di Anthony.
    Tra le stelle NBA Anthonyè quella che necessita di più tiri, ed è una di quelle che coinvolge meno i compagni.. fate voi. Io ce l’ho al fanta NBA perchè li qualche partita te la fa vincere, ma la realtà è un altra cosa.

    Quindi Dolan l’ha voluto, bene che se lo tenga, perchè ti fa vendere maglie, ha il suo contorno di “mito” e quell’aurea di superman che molti ragazzoni NBA si portano dietro, ma con lu non vinci. E sono stato un grande ingenuo

  13. quando ho creduto che potesse cambiare il suo stile per il bene dei Knicks. Ce l’ha nel DNA, quindi se questo è il suo destino tanto vale cederlo perchè secondo me con lui i in queste vesti i Knicks non son ne carne ne pesce, saranno una squadra da play off e nulla più, magari se va bene vincon un primo ed un secondo turno, ma poi stop.

    Il futuro è ora, ma secondo me è più brillante senza Anthony e senza D’Antoni….

  14. secondo me la tua analisi è iper critica, si vede che melo proprio non ti piace come giocatore e lo ritieni sopravvalutato, ed è una tua opinione, però mi sembra che esageri, da come l’hai dipinto pare un giocatore dannoso per qualunque squadra nba, un montato…ecc…però a me sembra che in otto anni di nba abbia dimostrato qualcosa di diverso, Denver prima di lui non era niente e da lì in poi è diventata una realtà, poi come talento puro siamo tra i top 5nba!..non è, con tutto il rispetto, paragonabile ad un gallo! Come sembra dopo la partita di sabato!..e inoltre sta tirando male e siamo tutti d’accordo, ma nessuno ricorda che è pieno di acciacchi e questo influisce certamente!..io Sono il primo a dire che debba migliorare, avere una mentalità vincente, ma non è dannoso! Non è un giocatore normale, ha delle qualità eccezionali e non è troppo tardi per accompagnarle ad una mentalità vincente.

    • Ciao Magic,

      Melo mi piace invece, ha un talento cristallino in un fisico bestiale, ma gli manca qualcosa e per qualcosa intendo quell’IQ cestistico da campione vero. Se fosse meno egoista allora sarebbe si un top 5 NBA, ma così mi sa tanto di spreco. Non c’è dubbio che sia il giocatore più talentuoso di NY ma in questo sistema, ed in coppia con Amare non vedo futuro. In termini di mercato invece rappresenta l’asset migliore di NY quindi è naturale che chiunque ti chieda lui per avere un altra stella…

      Credimi, se prende 30 tiri a gara e ne mette 10 è dannoso per chiunque, soprattutto perchè scazza gli altri…. Se inizia a coinvolgere gli altri ed usa bene il suo talento allora il discorso cambia

  15. Melo non è lebron e neppure kobe.
    Melo potrebbe essere un ottimo giocatore se venisse sfruttato a dovere. Purtroppo d’antoni non è in grado di farlo rendere.
    Non puoi pensare di dare palla a melo e fa tutto lui. Lui è un finalizzatore, un ottimo finalizzatore e stop.
    New york gioca male e punto. La colpa al 90 percento è dell’allenatore.
    Se hai una delle 3 migliori ala piccola con una delle… Facciamo 5 migliori ali grandi e probabilmente il miglior centro difansivo dell’nba non puoi fare così schifo sia in attacco che in difesa.

  16. dopo aver visto ieri sera l’ennesimo disastro di New York, incluso passaggio di Melo a Stat sotto le sue gambe (sic…) mi sono convinto che deve essere licenziato D’Antoni: non perche’ i problemi spariscano immediatamente, ma perche’ qualcuno deve ficcare in zucca alla squadra che non si va da nessuna parte sparacchiando palloni a destra e andare (cosa che non fa solo Melo, anche se il suo egoismo non e’ di esempio per gli altri). La frustazione dei giocatori e’ simbolo di scollamento tra loro e il coach proporzionale ai risultati…

  17. Chi ha scritto l’articolo non ci capisce nulla di basket. Melo in discussione? Meritate sexy james e albatross per anni..

    • Tifoso Knicks,

      Sono profondamente ignorante in termini di basket, su questo siamo d’accordo.

      Tu sei liberissimo di esprimere la tua opinione, ma se hai letto bene non è solo Melo in discussione, ma anche il coach, Amare etc. Qualcosa non va e questo team così com’è ora non va molto lontano. Se hai letto altrettanto bene, Melo è l’unica trade chip per avere un altra stella.

      Non si discute il talento, ma l’efficacia. E visto che sono sicuro che avrai visto molte partite dei Knicks, avrai notato la quantità e qualità dei tiri che ha preso quest’anno. A parte i numeri, prova a guardare gli altri quando gestisce lui il pallone e va in isolamento per il tiro. Fammi sapere cosa ne pensi.

      Capire di basket non credo significhi essere acritici di fronte ad un giocatore solo perchè si chiama Anthony. Chiedi a tutti i tifosi di Denver o a coach Karl quanto sentano la mancanza di Melo. E’ purtroppo prassi diffusa di giustificare dei presunti campioni solo in quanto tali.

      Se Melo voleva vincere a NY poteva firmare in estate da free agent, e i Knicks avrebbero altre pedine importanti, invece ha messo in piedi un can can mediatico degno delle scuole elementari. Risultato sweep al primo turno.

      Ora è vicino ai 24 di media (non 30) e tira col 39% dal campo, e la squadra fa pena… beh è quantomeno criticabile. Magari poi cambia il coach e Melo sfodera un lebronesco 55% dal campo allora cambio opinione. Non capisco di basket, ma capisco e credo ai numeri e quelli dicono chiaramente che Denver è meglio senza Anthony, che NY non ha fatto il salto di qualità, che Melo in questo momento non fa la differenza in termini di chance di vincere un titolo, così come non la faceva a Denver.

  18. Stefano tutto vero ma ripeto finche’ non avremo un coach decente di cosa parliamo?qui non si esegue niente, non voglio ripetermi ma non e’ possibile dare giudizi senza che il team venga guidato da qualcuno in grado i farlo.
    Melo DEVE essere disciplinato e allenato e motivato e ordinato DA UN GRANDE COACH.. e cosi’ la squadra! Fino ad allora possiamo dire tutto il contrario di tutto!

  19. se io sono il coach di new york (d’antoni o chi per lui) dico a melo: esci fuori da quella ca**o di area e attacca il canestro, crea per gli altri, lascia il pitturato a stat e esegui qualche gioco (ammesso che ci siano)

  20. Mah… io aggiungerei che l’arrivo di Chandler ha nuociuto a Stat. Tyson in attacco è monotematico (alley hoop) e inoltre staziona solo nei pressi del ferro per rimbalzi offensivi. togliendo quindi a Stat parte della riserva di caccia preferita, il pitturato.
    le spaziature… orrende. Sul resto concordo.
    OT: arenas che ha? non se lo fila nessuno?

  21. La gara con miami è vomitevole e anche se a contatto resta vomitevole x il modo orrendo di attaccare che ben conosciamo.
    Ovvio che prima di fare qualsiasi considerazione sul roster bisogna cambiare completamente TUTTO LO STAFF TECNICO.
    Da li in poi si può iniziare a discutere se Stat Melo e Tyson sono poco funzonali se ci porteranno mai in fondo ai playoff se Douglas e company fanno davvero cagare o qualcosa di buono se allenati gli si può tirar fuori…
    Qulache domanda ce la si può comunque porre anche adesso ma guardando e analizzando le partite mi sembra quantomeno affrettato.. Siamo davvero penosi in tutto.

  22. Penoso vedere come un team dotato di questa profondità in attacco (Stat, Melo Chandler) giochi praticamente il 50% dei possessi dall’arco.. Stavolta Melo non c’entra nulla, la colpa è di D’Antoni che si intestardisce a giocare in questo modo!! Con Miami e Houston sembrava la gara dell schiacciate dell’all star game, anche Dragic ci ha inchiodato in testa!!

    Finora l’avevo sempre difeso, ma quando è troppo è troppo. ) L nelle ultime 10 in questo modo non ci stanno!!

    Fire D’Antoni

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