Bryant vs Howard: i 2 giocatori più votati dell' All Star Game 2012

La NBA ha ufficializzato i quintetti iniziali per l’All Star Game 2012, che avrà luogo ad Orlando il 26 Febbraio.

Nessuna grande sorpresa tra i dieci nomi prononunciati ieri notte da Kenny Smith e tutta la compagnia TNT durante la presentazione dei due starting five; se infatti ad Est, come prevedibile, troviamo il solito asse SG-SF-C targato Florida (leggasi Dwyane Wade, Lebron James e Dwight Howard), più l’MVP della stagione uscente Derrick Rose in cabina di regia e Carmelo Anthony (prima apparizione come membro del lato orientale dell’America, forse la scelta più sorprendente e discutibile da parte del pubblico selezionatore) in posizione di ala forte, ad Ovest rispondono con una forte presenza losangelina, con Kobe Bryant (alla sua 14esima apparizione all’ASG) a guidare il gruppone californiano formato dal compagno di squadra Andrew Bynum come pivot, da Chris Paul nel ruolo di playmaker e dallo “showman” Blake Griffin in ala grande; a completare il tutto, immancabile la presenza di Kevin Durant, il miglior marcatore dell’ultimo biennio NBA.

Quale delle due squadre ha il roster migliore per ora? Difficile dirlo. E’ tanto, fose troppo il talento in tavola, per poter dare una risposta, che sappia di verità assoluta, a questa domanda.

Comunque, noi ci proviamo!

PLAYMAKER

Chris Paul, Los Angeles Clippers – 1,138,743 voti
(15 partite giocate, 18.9 PPG, 9.1 APG, 3.3 RPG)

L’ex New Orleans Hornets sta giocando su livelli altissimi. Le sue cifre parlano chiaro: i quasi 20 punti di media e gli oltre 9 assist a partita sono numeri da vero e proprio leader.

CP3 si è ambientato sin da subito nell’ “altra squadra” di Los Angeles, quella risaputa come “la peggior franchigia nella storia dello sport americano”, dimostrando grande voglia di vincere, grande carattere e soprattutto una forte intesa con i suoi nuovi compagni di squadra.

Se Blake Griffin ha reso i Clip’s la squadra più spettacolare del panorama NBA, è merito di Paul se questi sono tornati (o forse non lo sono mai stati) ad essere una seria contender per il successo finale. A lui il merito di aver accettato la “sfida” dei biancorossi e aver cambiato una volta per tutte la percezione della gente nei confronti della franchigia californiana.

Derrick Rose, Chicago Bulls – 1,514,723 voti
(20 partite giocate, 23.5 PPG, 8.0 APG, 3.4 RPG)

L’MVP della scorsa stagione NBA si sta ampiamente riconfermando quest’anno. A soli 23 anni d’età, Rose può già vantare tre presenze all’All Star Game, di cui due da starter in quintetto.

La sua esplosività e la sua leadership sono indiscutibili. Ha capacità tecniche e mentali fuori dal comune per un “ragazzino” come lui.
Anche quest’anno sta guidando i suoi Chicago Bulls sul tetto della Eastern Conference, con un record attuale di 19 vinte e 6 perse.
Incontestabile quindi la scelta dell’oltre milione e mezzo di fans che l’hanno votato.

Who’s Better? Nonostante le cifre diano ragione al numero uno di Chicago, vado con CP3, capace di ridare lustro ad una franchigia ormai sepolta.

GUARDIA TIRATRICE

Kobe Bryant, Los Angeles Lakers – 1,555,479 voti
(22 partite giocate, 30.0 PPG, 5.4 APG, 6.1 RPG)

A quasi 34 anni suonati, con un dito rotto ed un grave problema ai legamenti del polso destro, il Mamba risulta essere ad oggi il miglior marcatore della Lega, con 30 punti tondi tondi di media.

Il numero 24 gialloviola, in quella che doveva essere una stagione (quasi) anonima per i suoi Lakers, sta facendo vedere delle cose incredibili; a partire da quelle quattro partite filate in cui ne ha infilati 48 contro Phoenix, 40 contro Utah, 42 ai Cavaliers e altri 42 nella sconfitta patita dai Clippers. Roba da matti se pensiamo che l’annata in corso sarà una delle più devastanti e logoranti dal punto di vista fisico della storia recente della NBA (66 partite in un amen) e Bryant non è proprio più un giovanotto.

A mani basse tra i top 3 della Lega, sicuramente la miglior shooting guard in circolazione. Altro che power ranking della ESPN…

Dwyane Wade, Miami Heat –  1,334,223 voti
(13 partite giocate, 20.3 PPG, 5.5 APG, 4.3 RPG)

Tutti lo danno in declino, molti lo vedono come succube della presenza di James a Miami.
Sicuramente il fisico gli dà molti problemi, visto che anche quest’anno ha già mancato 9 gare a causa di vari infortuni, ma sinceramente non vedo nessun tipo di problema nella sua coabitazione con Lebron.

Rimane un giocatore devastante su entrambi i lati del campo, che si esalta nei momenti decisivi della gara, e che possiede uno dei “primi passi” più letali che io abbia mai visto.

Nonostante i vari problemi di natura fisica, la solita garanzia.

Who’s Better? Scelgo senza ombra di dubbio Kobe Bryant, autore di una stagione fin qui perfetta dal punto di vista personale, nonostante tutti i problemi che lo affliggono. Eroico.

ALA PICCOLA

Kevin Durant, Oklahoma City Thunder – 1,345,566 voti
(21 partite giocate, 26.6 PPG, 3.1 APG, 8.1 RPG)

La sua squadra vanta il miglior record della NBA attualmente; le sue cifre realizzative magari sono in leggerissimo declino, ma la sua consapevolezza sul campo da basket aumenta ogni anno di più.

Stiamo parlando di Durantula, uno dei tiratori più puri di tutta la Lega, miglior marcatore delle ultime due stagioni, il giocatore con più arsenale offensivo che c’è in circolazione.
Mai come quest’anno, secondo me, è pronto per appropriarsi dello scettro di MVP dell’All Star Game.

Unico rappresentante del quintetto della Western Conference a non provenire da Hollywood e dintorni.

Carmelo Anthony, New York Knicks – 1,041,290 voti
(18 partite giocate, 23.7 PPG, 4.4 APG, 6.6 RPG)

Sicuramente la scelta più controversa operata dai fans NBA.

Non sta giocando una delle sue migliori stagioni, la sua coesistenza offensiva con Amare Studemire stenta a decollare, e la sua squadra, oltre che a perdere troppe partite, continua a non convincere nessuno degli addetti ai lavori (8-14 il record).
La sua selezione da parte del  pubblico è la più eclatante dimostrazione di come i ballottaggi per i quintetti dell’ASG non siano altro che una sfida di popolarità.

Non c’è dubbio che ‘Melo sia una delle ali con maggiori punti nelle mani di tutta quanta la NBA, ma la sua credibilità come “All Star” deve inevitabilmente passare attraverso il vaglio dei risultati di squadra. E fino a che non riuscirà a far diventare New York una squadra da (almeno) un posto nei playoffs, le sue credenziali non reggeranno il peso della critica.

Who’s Better? Sfida impari. Kevin Durant è il presente ed il futuro della pallacanestro, l’essenza piena del gioco. Vado con l’ala di OKC.

ALA GRANDE

Blake Griffin, Los Angeles Clippers – 876,451 voti
(19 partite giocate, 21.6 PPG, 11.2 RPG, 1.0 BPG)

The Mayor of Lob City come indica ESPN.
Il re delle schiacciate è alla sua prima volta come starter in un All Star Game, la seconda in assoluto.

Decisamente migliorato rispetto all’anno passato, quando era descritto come giocatore mono-dimensionale, ha messo su un buon tiro dalla media distanza, di cui usufruisce in maggior quantità rispetto alla stagione precedente, alternato alle solite giocate dalla potenza sovrumana.

Chiedere a  Kendrick Perkins, per gli amici anche detto “Timofey Mozgov”, per informazioni…

Lebron James, Miami Heat – 1,360,680 voti
(21 partite giocate, 29.7 PPG, 7.0 APG, 8.3 RPG)

Quello di ala forte non è il suo ruolo naturale, ma si sa, quando si parla di Lebron James, si parla di un all around player tanto per dirla in gergo tecnico, di uno che ha quasi una tripla-doppia di media, a 30 punti, 7 assist e più di 8 rimbalzi a partita.

It’s always humbling and gratifying,” ha detto James “I’m blessed. Every time I become an All-Star I just think about where I come from, and I just remember being 12, 13, 14 years old and living where I was living, being an underprivileged kid and just having dreams of being in the All-Star Game. I remember watching those games in my house.”

Quando uno la pensa così, all’ottava convocazione per l’ASG su nove anni di carriera, allora capisci la differenza tra lui e qualsiasi altro giocatore sul pianeta Terra.

Who’s Better? C’è anche bisogno di chiederlo?! Con tutto il rispetto per il Signore dei poster e delle schiacciate, ma Lebron James è di parecchie categorie al di sopra di più o meno chiunque.

CENTRO

Andrew Bynum, Los Angeles Lakers – 1,051,945 voti
(18 partite giocate, 16.5 PPG, 12.1 RPG, 1.9 BPG)

Dal momento del ritiro di Yao Ming, era parso sin da subito il super favorito a questo posto nell’All Star Game. E le cifre hanno dato ragione alle previsioni: oltre il milione di voti, a staccato di 800.000 voti il secondo classificato, il concittadino DeAndre Jordan.

Erano anni che aspettava questa chiamata, e finalmente riuscirà a coronare il sogno di una vita. Da starter per di più.

Ma non sbagliatevi, pensando che la chiamata di Bynum sia immeritata e dovuta alla mancanza di “degni” avversari. Perché le cifre di quest’anno, 16.5 punti e 12 rimbalzi di media, olte che essere i suoi career highs, sono anche sintomo di un impatto notevole nella chimica e nel gioco dei Lakers, dove, cambiando allenatore e sistema, è riuscito ad avere un peso maggiore rispetto alle annate precedenti.

Dwight Howard, Orlando Magic – 1,600,390 voti
(22 partite giocate, 20.1 PPG, 15.4 RPG, 2.0 BPG)

E’ il giocatore più dominante, con maggiore presenza nel pitturato, ed il miglior difensore (o stoppatore) di tutta la Lega. I numeri statistici non mentono, e nemmeno la miriade di voti ricevuti: con 1.600.390, è il giocatore che ha ricevuto maggiori preferenze da parte del pubblico.

Nonostante i numerosi rumors che lo circondano, che lo vedrebbero coinvolto in trade con destinazione Lakers o Bulls, Howard sta continuando a giocare su altissimi livelli, confermando la sua professionalità ed il suo status di All Star.

Il 26 Febbraio sarà il padrone di casa, e non vede l’ora di poter dimostrare chi è che comanda ad Orlando.

Who’s Better? Andrew Bynum è giovane, sta crescendo, ma il tre volte Miglior Difensore della NBA è indiscutibilmente il miglior pivot dai tempi di O’Neal. Vada per Dwight Howard.


CHI HA IL QUINTETTO MIGLIORE?

Il front court dell’Ovest è risultato essere più attrezzato, con Paul, Bryant e Durant a formare un trio dal talento incommensurabile. Per quanto riguarda il gioco più vicino a canestro, però, il confronto tra le due coppie non regge, visto che Griffin e Bynum non sono nemmeno avvicinabili al duo James-Howard.

Nonostante il 3-2 nello scontro ruolo per ruolo, complessivamente il quintetto dell’Est è quello con più talento e maggiori qualità.
Adesso sta a voi, cari lettori, sbizzarirvi nei vostri giudizi e nelle vostre considerazioni. Mi raccomando, scatenatevi and have fun!

Post By EmilianoT (52 Posts)

Appassionato di basket americano e di calcio, soprattutto quello inglese da qualche tempo, è laureato triennale in Scienze Politiche presso la LUISS di Roma e studia Marketing presso lo stesso ateneo. Gioca agonisticamente a basket. Conta diverse collaborazioni sul web come redattore sportivo, specializzato in basket NBA. E’ regolarmente iscritto all’ODG del Lazio come pubblicista.

Connect

11 thoughts on “All Star Game 2012: quintetti a confronto

  1. Secondo me il quintetto dell owest è più equilibrato mentre qll est è superiore fisicamente…favoriti x il titolo di mvp howard e James da una parte,durant griffin dall altra…possibile scheggia impazzita Paul…

    Cmq guardate le date di nascita di qst 10…una stona proprio:)

    Kobe 14all star consecutivo e in più da titolare..credo sia record

  2. Io derei che il paragone si fa tra Durant-James e Griffin-Anthony perchè Carmelo è di sicuro più ala grande di James, così come quest’ultimo è più ala piccola del newyorkese..

    Comunque è un ASG devastante dal punto di vista sia tecnico ma sopratutto fisico. Ci sono dei frigoriferi volanti in campo. Uno degli ASG più massicci di sempre

  3. leggere ancora articoli che parlano di Wade come se fosse inferiore a qualcuno mi fa davvero pensare… che tristezza !! riguardati le serie di Finals o di playoff con la Miami che nn sarebbe arrivate a 3 vittorie in regular senza di lui………………….. wake up

  4. Riflessione: ASG giocato ad Orlando, spesso si sceglie qualcuno a cui far vincere l’MVP, negli USA funziona così.

    Poniamo il caso che lo facciano vincere a Howard, beniamino di casa, e che poi lui dopo una settimana faccia le valigie. Per quanto simpatico possa essere ad Orlando come la prenderebbero?
    Secondo me l’NBA ci ha già pensato e quindi potrebbero farlo vincere a Griffin (in USA amano questo nuovo giocatore tutta potenza, anche io, ma con la gente in campo mi pare un po’ presto per regalarglielo).

    Spero si faccia vera battaglia per l’MVP dell’ASG, così da renderlo più competitivo e spero di vedere un bell’ASG, almeno agonistico, a prescindere da tutto.

    Voi che pensate? Bye

    • Vedremo. Davvero vedremo. Qui stiamo parlando di marziani contro alieni. Dire con cosi estrema sicurezza che sia più forte una squadra rispetto all’altra davvero non mi convince… Mi sembrano i commenti quando si tratta di stabilire la squadra più forte della Lega. E generalmente sento “è più forte Miami. Punto”. Io dico, vedremo.

  5. quale sia il team più forte è del tutto irrilevante in una esibizione priva di agonismo

  6. ma k cazzo dici cm puoi soltanto pensare k cp3 (cn tt il rispetto) sia più forte di derrik rose???poul è un grande play ma rose gli fa il culo senza problemi!!

    • Non ne ho fatto un discorso di “forza” generale… Ho spiegato il perchè della mia scelta. Era riferito a quest’anno..

      PS: Si può esprimere la propria opinione senza insulti nè alzare la voce. Ognuno ha la sua idea.

  7. A mio parere Rondo era più adatto di Rose semplicemente per la sua genialità nei passaggi e avendo a disposizione Lebron,Howard e Melo può fare miracoli. Rose invece spesso preferisce fare da solo anche se sicuramente anche lui sa come fare un bel assist.

Commenta