Coach Randy Wittman mentre prova a catechizzare Wall e Young. Auguri...

“I matti hanno preso possesso del manicomio”

Il copyright è dell’Avvocato Federico Buffa, che, al solito, ha perfettamente sintetizzato il momento, ovvero l’intera stagione, dei Washington Wizards.

Di tutte le squadre che popolano la bassa classifica NBA, specialmente a Est, il loro è di certo il caso più inspiegabile, se non proprio riferendosi alla citazione di cui sopra; perché davvero la montagna di un talento tecnico-atletico di altissimo livello condensato nel roster sta partorendo il topolino di un record attuale di 7 W in 32 partite.

Ma andiamo con ordine: la stagione di Washington era già partita sotto auspici non propriamente benevoli, ovvero una situazione economica più unica che rara nella storia NBA; con la Amnesty, ogni franchigia aveva la possibilità, de facto, di tagliare un giocatore indesiderato, e molti presidenti hanno potuto brindare per le partenze dei vari Hamilton, Davis, Arenas e Bogans.

Nel District of Columbia, invece, non è stato possibile perché il benservito al giocatore con il contratto più pesante, ovvero Lewis, il secondo giocatore più pagato d’America (secondo! Lewis!), avrebbe mandato il monte salari sotto il limite previsto, obbligando così i Wizards a tenersi un atleta in totale declino senza poter operare in maniera più corposa sul mercato dei free-agent.

Si può dire quindi che i presupposti per il 2012 non fossero dei migliori, e forse il neo-proprietario Leonsis (in carica da giugno 2010) dovrebbe riconsiderare i propri metodi gestionali, fra cui l’accettazione di consigli dai fan tramite mail, e le scelte di mercato (uno come Kirk Hinrich ora servirebbe come l’acqua).

Quasi di conseguenza, la stagione è iniziata con 8-sconfitte-8 in fila, nonché con 15 nelle prime 17 uscite, punto di non ritorno che ha sancito il licenziamento di coach Flip Saunders, solitamente noto per essere uno dei migliori allenatori da stagione regolare e invece totalmente disorientato di fronte all’anarchia dei suoi giocatori. Le cose sono leggermente migliorate con l’arrivo di Randy Wittman, ex giocatore proprio di Washington, ma non tanto da poter definire i Wizards una corazzata inaffondabile.

Alcuni dati sottolineano con il glitter i difetti più grossi dei capitolini: il ventiseiesimo posto nella percentuale dal campo (42.7%) e il ventinovesimo (penultimo in tutta la Lega) nello scarto subito, -8.74, per non parlare del venticinquesimo posto nei punti segnati e del ventiseiesimo in quelli subiti…

La prima stat testimonia più di tutte i problemi tattici e di convivenza offensiva fra diversi ego molto gonfiati: infatti 5 dei primi 6 marcatori della squadra (Young, Wall, Crawford, Blatche e Lewis) tirano sotto il 43%, con JaVale McGee, rapinatore sui rimbalzi d’attacco se ce n’è uno, unica eccezione al 52.9%; non è perciò stupefacente il terzultimo posto negli assist in queste condizioni di uno-contro-tutti protratti per 48 minuti filati.

Per quanto riguarda i passivi, superiori a quelli di teams altrettanto perdenti come Pistons, Nets o Hornets, la spiegazione si può ritrovare nell’incapacità di rimanere attaccati alle partite tipica di squadre giovani e malgestite; infatti, nelle partite con scarto inferiore a 5 punti, DC ha un record positivo di 3-2, segno che quando la squadra non si scoraggia per svantaggi iniziali può giocarsela davvero con chiunque.

Tanto che in una di queste 3 vittorie si trova il più grosso upset stagionale, cioè il 105-102 inflitto ai Thunder, i più in forma di questo inizio stagione, e questo, pur con tutti i distinguo di una stagione di 66 partite compresse in scatoletta, dovrà pur significare qualcosa.

Il contraltare sono le batoste incassate a più riprese nei quasi 3 mesi di partite completati, 6 sconfitte con almeno 20 punti di distacco con la ciliegina dei 44 ingoiati nel giro di ventiquattrore nella doppia sfida coi Sixers.

Eppure, nonostante tutto, gli ex-Bullets restano una delle squadre con più prospettive future, uomini alla mano, in primis per la presenza di John Wall.

La prima scelta assoluta del draft 2010 sta soffrendo del classico sophomore slump, o meglio non ha mostrato miglioramenti nelle fasi di gioco più deficitarie nella stagione da rookie, ovvero la gestione delle palle perse e la selezione di tiro, ma resta ugualmente una sorta di clone con meno leadership di Derrick Rose, un playmaker provvisto di una fenomenale combo di velocità e atletismo, oltre che di indubbie qualità di ballerino.

Il futuro dei Wiz non può che passare da lui, e per le doti cestistiche in senso stretto e per il magnetismo indubbio della sua personalità e delle sue giocate.

A completare un futuribile asse play-pivot troviamo il già menzionato JaVale McGee. Noto al momento più per la capacità di schiacciare 5 palloni in 2 azioni, il lungo da Nevada è un giocatore a cui un’estrema verticalità consente di essere un fattore difensivo fra i più incisivi degli ultimi anni, oltre che uno dei migliori rimbalzisti offensivi della Lega (3.1 sotto le plance avversario), e ricordiamo che aveva quasi fatto la squadra con Team USA 2 anni fa.

A completare il quadro Nick Young, miglior marcatore della squadra, che però sarebbe più adatto ad un ruolo da sesto uomo alla Vinnie Johnson, data la sua condizione di specialista realizzatore e un’evidente idiosincrasia con Wall.

Il 2.10 ceco Jan Vesely, sesta scelta dell’ultimo draft, ora come ora poco più di un prospetto; e il secondo anno Jordan Crawford, colui che fece vergognare LeBron al Nike camp del 2009, si è ritagliato uno spazio da combo guard in grado di produrre punti veloci from the bench.

Il talento non manca, una direzione sì, e questa è la chiave dei prossimi anni al Verizon Center, trovare un supporting cast per l’uomo franchigia designato e firmare qualche giocatore d’esperienza, possibilmente non uno da 20 milioni a stagione; per questa stagione, invece, la cosa migliore da fare sembrerebbe provare ad accaparrarsi il maggior numero possibile di palline alla Lottery, anche perché con la ripresa dei Knicks, al momento ottavi a Est, la rimonta playoff è veramente proibitiva.

Post By tommasov (16 Posts)

freshman di lingue a milano, a 11 anni si ammala gravemente di NBA grazie a LeBron James (fino a the Decision) e Kevin Garnett; il suo sogno è fare il giornalista sportivo

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10 thoughts on “Questi pazzi, pazzi Wizards!

  1. La squadra più brutta della lega, sembra di vedere una partita di pkayground!
    Charlotte ha un record peggiore, ma francamente ha un roster ignobile, qui invece gente con del talento ci sarebbe, ma testa 0.
    Wall ha una base fisico/atletica a dir poco clamorosa, ma per il resto signori miei…al tiro fa schifo e non è assolutamente migliorato dallo scorso anno, non mette in ritmo nessuno, anche se fa 8 assist di media, che provengono solo da penetra e scarica ed in difesa è R-I-D-I-C-O-L-O!!! Spero gli giri giusta e decida di fare le cose seriamente, perché sarebbe un grandissimmo spreco di talento.
    Mcgee potenzialmete sarebbe utile, ma è un coglionaccio, ma visto la penuria di lunghi ancora lo terrei…per il resto via tutti!
    Young, che visto che ha buone cifre chiederà 8/9 milioni a stagione, VIA, è un egoista di prima categoria…Blatche VIA, gli iteressano solo le statistiche (vedere la pagliacciata per la tripla doppia lo scorso anno)…Crawford è un altro egoista di prima categoria, magari da panchinaro per portare un po’ di brio, ma non di più…Lewis che è una salma.
    Da valutare Vesley, che sembra mooolto immaturo, ma di certo il contesto non l’ha aiutato.
    Che si trovi un buon allenatore, gente con un QI elevato e un paio di veterani che possano spiegare a questi cialtroni un paio di cosette.

  2. comunque vesely è uno dei pochi europei in nba scarso tecnicamente…io nn lo vedo come un talento…

  3. Non ho capito perché Lewis non sia stato tagliato con la Amnesty: potreste spiegarmelo.
    Grazie
    Paolo

    • l’articolo dice che se l’avessero tagliato i Wizards sarebbero andati sotto la soglia minima del cap, cioè gli stipendi che pagano ai giocatori.

    • Hanno preferito star così e far schifo un altro anno (e visto cosa arriverà al draft difficile dar loro torto, per una volta…) piuttosto che tagliare Lewis, doverlo pagare e dover strapagare altra gente (perché per convincere un FA ad andare oggi a Washington quello sarebbe l’unico argomento) sicuramente non di prima fascia per rispettare il limite minimo.

      Ha senso economico, ha senso in prospettiva, tecnicamente non sarebbe cambiato nulla… giusto così.

      Però per scelta, non è del tutto corretto dire che “non è stato possibile”.

  4. Veramente disastroso il managemente di Washington: Lewis secondo più pagato nella lega?
    Apriti cielo….
    Vesely mi ricorda Uwe Blab e Greg Kyte degli anni 80 in quanto a pochezza tecnica…

    • Beh ma non l’hanno mica deciso loro di firmarlo a quelle cifre…almeno per una volta non ne hanno colpa.

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