Nenè per McGee: lo scambio che non ti aspetti...

Finale come al solito emozionante e pieno di scambi, anche se non troppo eclatanti, della Trade Deadline NBA 2012: vediamo e commentiamo gli affari fatti nelle ultime ore di mercato, e anche gli scambi saltati all’ultimo momento.

Leandro Barbosa dai Toronto Raptors agli Indiana Pacers per una seconda scelta nel draft 2012

Con le nuove regole del CBA, i Pacers erano sotto il tetto salariale minimo, quindi Barbosa e’ in pratica un acquisto gratuito, visto che l’alternativa era ridistribuire all’intera rosa l’ammontare mancante per entrare nel minimum cap.

Detto questo, il giocatore brasiliano non e’ una scelta malvagia, almeno potra’ rivelarsi una bocca di fuoco in piu’ in una squadra, per la verita’, gia’ ben fornita da questo punto di vista. Soprattutto, e’ un miglioramento rispetto a Stephenson e Dahntay Jones nel reparto guardie, e un contratto in scadenza a fine stagione. Per Toronto si trattava di scaricare un salario in un reparto in cui si punta sulla gioventù, visto che la seconda scelta dei Pacers difficilmente avra’ un particolare impatto.

Sam Young dai Memphis Grizzlies ai Philadelphia 76ers

Poche righe per una cessione forzata in questo caso, visto che i Grizzlies si trovavano sui 500mila dollari sopra il Cap, quindi dovevano scaricare un giocatore. A sua volta Philly aveva una trade exception, quindi riceve un giocatore di discreta utilita’ sostanzialmente gratis.

Ramon Sessions e Cristian Eyenga dai Cleveland Cavaliers ai  Los Angeles Lakers per Luke Walton, Jason Kapono e una prima scelta del Draft 2012

Visto così, sembra sproporzionato in favore dei Lakers, analizzandolo meglio sembra ancora piu’ bizzarro visto dalla parte dei Cavs: quest’ultimi si sono caricati il contratto di Walton da 6,1 milioni di dollari del prossimo anno, cifra considerevole per un giocatore sostanzialmente inattivo da almeno due stagioni. Mentre a Los Angeles, in difficoltà con la luxury tax, riescono ad alleggerirsi le casse (con la contemporanea cessione di Fisher tra l’altro), e ad acquisire un giocatore potenzialmente importante in Sessions.

Con l’acquisizione del play da Cleveland i Lakers hanno finalmente una point-guard energica e in grado di dare punti e ritmo alla seconda unita’, anemica e improduttiva come poche altre nella lega. Qualche dubbio vengono sulla sua integrazione con Kobe, essendo un classico pick-roll player, in grado quindi di trovarsi sicuramente bene quando avra’ almeno Gasol o Bynum a fianco.

Del resto, quando c’e’ Kobe in ottima forma puo’ andare bene anche Blake come regista, ma come visto in molte partite quest’anno i Lakers avevano bisogno di armi aggiuntive, quindi ben venga Sessions, e anche Jordan Hill. Quest’ultimo arriva nello scambio che ha portato Derek Fisher ai Rockets, e contribuira’ a migliorare il tasso atletico sotto canestro, quanto mai lacunoso nella second-unit tra McRoberts e Murphy.

Stephen Jackson dai Golden State Warriors ai San Antonio Spurs per Richard Jefferson, Tj Ford e una prima scelta del Draft 2012

Mossa discutibile quella dei Warriors, per diversi motivi. Con Richard Jefferson acquisiscono un giocatore perimetrale in teoria dotato anche di skills difensivi, un miglioramento dalle parti della Bay Area, col difetto che rispetto a Jackson il nuovo arrivato e’ sotto contratto fino al 2014, con un anno a 11 milioni di dollari, e un certo declino atletico visto gia’ in questa stagione con gli Spurs.

I quali, con il miglioramento del rookie Leonard, e il ritorno di Ginobili, potranno sfruttare senza troppe pressioni Jackson, comunque un favorito di coach Pop, come arma dalla panchina: forse il modo migliore per sfruttare il bizzoso Captain Jack, comunque vada la possibilita’ di avere un salary-cap snello nell’estate 2013.

Marcus Camby dai Portland Trailblazers agli Houston Rockets pèer Hasheem Thabeet, Johnny Flynn e la seconda scelta di Minnesota nel Draft 2012

Parleremo di Portland presentando lo scambio ai Nets di Wallace, per quanto riguarda Houston la scelta e’ chiara: puntare ai playoffs senza pregiudicare scelte di lungo termine. Questo vuol dire utilizzare giocatori di scambio come Flynn, Thabeet per portare un veterano in grado di aiutare la squadra sotto canestro, e che con contratto in scadenza quest’estate, non appesantisce le casse dei Rockets in vista del mercato di luglio.

Gerald Wallace dai Portland Trailblazers ai New Jersey Nets per Shawne Williams, Mehmet Okur e una prima scelta del Draft 2012

Tralasciando il (poco) valore attuale di Williams ed Okur, questo scambio riveste un valore assoluto per Portland tenendo conto che la scelta data in cambio dai Nets è “protetta” solo se rientrera’ tra le prime tre, quindi due cose:
1) i Nets probabilmente finiranno tra le squadre con una lottery-pick e solo se avranno una delle prime tre scelte non dovranno cederla a Portland (slitterebbe al 2013)
2) visto il draft di quest’anno anche una settima scelta porterebbe un giocatore su cui i Blazers, insieme a LaMarcus Aldridge,  costruirebbero il futuro.

Ma dal punto di vista dei futuri Brooklyn Nets, perche’ puntare così tanto su un giocatore sulla trentina e meno esplosivo dal punto di vista atletico di quello che giocava a Charlotte? Ancora una volta quella dei Nets e’ una scommessa rischiosa: utilizzare Wallace come merce di scambio per arrivare a Howard, ma visto che l’ex Portland puo’ uscire dal contratto a fine stagione, l’impressione che dalle parti di New York rischino di trovarsi con un pugno di mosche e’ seriamente concreta.

Nene dai Denver Nuggets  ai Washington Wizards pr Javale Mcgee e Ronny Turiaf; Nick Young ai Los Angeles Clippers per Brian Cook e una seconda scelta futura

E’ facile dire che i Nuggets si erano pentiti del contratto di cinque anni per 67 milioni di dollari, fatto firmare al centro brasiliano lo scorso dicembre. Dal punto di vista economico Denver ha fatto un affare enorme, basti pensare che avranno una trade excepton di 13 milioni da utilizzare in seguito, ma McGee e’ in grado di diventare qualcosa di piu’ di un talento senza disciplina?

Di sicuro George Karl avra’ di che divertirsi, ma avendo a disposizione giocatori giovani come Mozgov, Faried, e’ un rischio calcolato.

A casa Wizards hanno preferito aggiungere un giocatore di grande esperienza, piuttosto che affrontare una gara al rialzo su McGee (che a luglio sarà restricted free-agent) e Young. Visto come sono sotto il salary-cap potevano permettersi di assumersi il contratto quinquennale del centro ex-Nuggets, l’importante sarà ricostruire definitivamente al draft, e una seconda scelta alta di New Orleans ricevuta dai Clippers non guasta.

Parlando di Los Angeles, l’acquisizione di Nick Young da un lato rientra nella trade exception della trade di Eric Gordon, quindi e’ sostanzialmente gratuita, dall’altro riempe almeno parzialmente il vuoto lasciato dall’infortunio a Billups.

Vero e’ che Young non e’ certamente il sognato Ray Allen, tende a tirare troppo e spesso male e che difende poco, ma ben utilizzato puo’ essere la shooting-guard giusta nel sistema di coach Del Negro, approfittando dello spazio creato da Chris Paul e Blake Griffin.

Gli accordi mancati

E’ saltata per un soffio la trade che avrebbe mandato Steve Blake a Portland, Jamal Crawford a Minnesota, e Michael Beasley a Los Angeles sponda Lakers, causa rifiuto all’ultimo dei Wolves: a Portland rimane anche Ray Felton, uno dei presunti ammutinati causa del licenziamento di coach McMillan.

E’ rimasto a New Orleans Chris Kaman, evidentemente le richieste degli Hornets erano troppo alte: possibile il buyout, interessate Boston, Miami, Atlanta.

Tutto fermo alla fine per Boston: le richieste di un giocatore+una prima scelta al draft ritenute troppo alte per avere in cambio Ray Allen.

E poi Dwight Howard, la cui storia pero’ è veramente oltre il mercato NBA e rasenta la tragicommedia: prossimo capitolo, forse, la prossima estate. Quando i giochi si faranno nuovamente caldi…

Post By Alberto Cavalasca (138 Posts)

appassionato della cultura americana, dagli sport alla letteratura al cinema della grande nazione statunitense…

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5 thoughts on “NBA Trade Deadline 2012: l’analisi

  1. ecco…Beasley ai Lakers mi sarebbe piaciuto…talento tanto, confusione in testa anche…pero’ il talento vince le partite…di gregari understate ad la c’e’ ne sono gia’ troppi…e magari uscito Blake sarebbe rimasto Fish…peccato

  2. bell articolo,anche utile complimenti all autore,i Wizards per me hanno fatto bene a mollare McGee e prendersi un giocatore esperto e continuo come Nenè,hanno bisogno di gente così in questo momento,magari non superstars ma giocatori su cui contare ogni partita e McGee è veramente poco come giocatore di basket,se non avesse questo atletismo smisurato non credo sarebbe nemmeno da D-league…mossa stupidissima dei Warriors,capisco la volontà di liberarsi di S Jackson ma almeno prendi qualcuno giovane,non un veterano strapagato…la trade Wolves-Lakers-Portland non è andata in porto perchè quando si è arrivati ai momenti decisivi,il proprietario dei Wolves si è rifiutato di prendere oltre a Crawford anche il contratto di Fisher…

  3. invece secondo me altra ottima mossa del gm dei nuggets…non è mica un peccato accorgersi degli errori ed il contratto a nene pur con tutto il bene e con mille grazie era veramente esagerato. buonissimo giocatore ok ma che come detto da qualcuno non ti fa fare il salto di qualità . ora abbiamo tempo fino a fine stagione per valutare mcgee e se non andrà tanti saluti ed in tutti i modi molto spazio salariale per un top player a fine anno.

  4. e quali top player (o anche solo lunghi più forti di nene) free agent ci sarebbero a fine anno?????

  5. Come al solito, chi sa muoversi continua a farlo. Gli incapaci (vedi Warriors) non perdono occasione per dimostrare la loro totale incompetenza a livello manageriale.

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