Pierce e Bryant se la ridono, ma le rispettive squadre un po' meno...

Pierce e Bryant se la ridono, ma le rispettive squadre un po’ meno…

Appurato che i Maya hanno la stessa affidabilita’ delle promesse elettorali (e meno male), ci rituffiamo nel tran tran della regular season del giochino che tanto ci piace.

Ma questa non e’ la solita stagione NBA che ci immaginiamo, o che ci immaginavamo.
Le due storiche superpotenze sono, alla chiusura dei mercati di oggi, un filino sotto il 50%, e con problemi che al momento sembrano talmente strutturali da farci pensare che non verranno risolti.
Boston ha perso Allen ma soprattutto e’ al terzo/quarto tagliando dall’ultima volta che ci siamo detti che erano vecchiotti e da rottamare. Sono reduci da un minitour ad est trionfale quanto quelli dei condottieri Europei che si avventuravano in Russia quando la stagione volgeva al brutto.

Pierce e Garnett qualche lampo lo sanno ancora mostrare, Rondo e’ sempre lui, ma pare che adesso questo non basti piu’, ed il tutto nonostante abbondanti infusioni di gambe e di mani fresche o ancora attive.

Terry oggi vale Allen, Green e Sullinger danno gia’ una mano ma a quanto pare e’ l’identita’ difensiva che latita a questi Celtics, ovvero il marchio di fabbrica che li ha contraddistinti nell’era KG. E probabilmente tutto comincia e finisce con l’inevitabile declino del bigliettone e la necessita’ di gestire lo stesso, limitandone il minutaggio.

Ad oggi, la migliore delle prospettive per i Celts e’ quella di fare i playoff con un seed che non sia il 7 o l’8 (quelli che ti fanno “vincere” Miami o New York) e vedere di riuscire ad avanzare un turno di playoff. Un po’ poco per i soldi che si spendono e le aspirazioni dichiarate, ma anche troppo se ci limitiamo a quello che si e’ visto nelle prime 30 partite.

E di Boston si parla poco solo perche’ ad Hollywood il reality e’ in piena azione.

Dopo il primo mese e mezzo senza Nash ed un bel pezzo di strada senza la sfinge catalana, i Lakers sono ancora in attesa di capire se l’Howard che hanno al momento e’ solo il cugino con la schiena incerottata di quello che dovrebbero avere a mesi, oppure se le mostruose omissioni difensive dell’ex Superman sono dovute ad altro.

Nel frattempo, praticamente dopo il crono-prologo, la dirigenza ha spesato Brown (bravo Ettore Messina ad aver fiutato l’andazzo).

Ha provato timidamente a reclutare l’unico in grado, negli anni, di navigare decentemente all’ombra degli Studios, ma poi le “splendide” relazioni tra Buss-figlio ed il moroso di Buss-figlia, uniti ad una serie di clausole complesse poste da Zen (“vengo quando posso-non alleno a natale-ne alleno 40-in trasferta non vado- etc.etc“) hanno impedito la conclusione logica.

Ed alla fine, ad una squadra in disperata crisi di identita’ difensiva, hanno assegnato l’allenatore che della difesa mai si e’ interessato, al punto che, dopo un mese di sguardi che si incrociano quando basta un gioco a due fatto in promozione per portarsi a casa il ferro gialloviola, non abbiamo capito se questi sono degli inetti, difendono come dei inetti o sono difensivamente allenati da un inetto.

Kobe, che per anni faceva la guardia sull’orlo di una crisi di nervi perche’ Gozzillone Shaq giocava fino a dopo l’All Star Game con le Crock ed i Birkenstock, adesso professa calma e fiducia, mentre il nuovo fisicaccio semplicemente non ha capito che fare il cretino ad Orlando puo’ anche farti sopravvivere, ma se fai una fesseria a casa del bistecca, questo ti mangia il cranio con il cucchiaino.
Sinceramente non mi ricordo, a livello medio-alto NBA, una squadra costruita in maniera cosi’ disfunzionale per l’allenatore che l’allena (o un allenatore scelto peggio, visto il materiale a disposizione).
Naturalmente, se hai Kobe, Gasol, Nash e Howard, puo’ sempre succedere che le cose si aggiustino. Ma non ho davvero la piu’ pallida idea di come. Se scambiando il Catalano (ma nessuno ti dara’ mai qualcosa di comparabile, tantomeno il nostro buon Mago che langue in riva al Lago Michigan) o convincendo tutti a difendere almeno il minimo sindacale, sperando poi che in attacco si riesca a completare il Tetris.
In tutto questo, aiuta pochissimo che, nello stesso palazzo, gli storicamente sfigati cugini dei Clippers stiano viaggiando al ritmo della Red Bull di Vettel, guidati da quel Mago di Oz che “sarebbe-dovuto-essere-un-Laker-se-Stern-si-fosse-fatto-gli-affari-suoi“.

Il Pifferaio Magico con il 3 sta infatti conducendo una specie di Circ du Soleil, dove tutti giocano con le orecchie sul ferro, e c’e’ una serie di fisicacci assurdi che ti assicurano un minimo di difesa per il solo fatto che sono vestiti e con le scarpe da basket.

Chiariamo, io non penso che siano pronti per arrivare in fondo, perche’ vorrei vederli in una serie dove hanno un intero staff che gli fa le analisi del sangue e prepara le pozioni contro, cosa che ancora non penso sia la specialita’ del Vinnie, bravissimo invece a non rabbuiare CP3 con del noioso overcoaching.
Fare la griglia dei playoff ad Ovest e’ come scegliere gli 11 del Real Madrid da mettere in campo: stai sicuro che qualche pesce grosso lo lasci fuori. E al netto delle solite OKC  (si puo’ fare a meno del Barba per il miglior record della lega, ma poi a maggio-giugno vedremo), Memphis (Zebo e’ ancora un padreterno e Marc al momento e’ il Gasol Principale) e San Antonio (ma cosa hanno messo nei ginocchi del Caraibico, che lo voglio anche per i miei?), al momento l’ipoteco Special One lascia in panca i suddetti Lakers, la Minnesota che attende il ritorno a regime di Rubio ed i Mavs che hanno appena riabbracciato Dirk…..auguri!
Ad Est, al solito, anche l’attuale versione “lassativa” dei biancoverdi rischierebbe di fare i playoff, ma solo perche’ le ultime 5 squadre del lotto non sono buone neanche per le sweet 16 dell’Eurolega.
Curiosi due casi: i Bobcats, che dopo essere partiti a 7-5, si sono ricordati di essere squadra gestita da MJ (piu’ alto differenziale ogni sport tra abilita’ nel giocare e nel dirigere) e ne han lasciate li’ 18 di fila; ed i Raptors, che dopo aver appreso che il loro miglior giocatore (ex Stella Azzurra Roma e Benetton TV) si era rotto polpaccio ed altre sferiche parti affermando nel contempo che Toronto giocava in missione (si, la missione di combattere la stitichezza nel pianeta…), han cominciato a marciare come una squadra che forse gradirebbe che il suo totem emigrasse verso altri lidi: Mago avvisato…..

Davvero non immaginavo la partenza lanciata dei Knicks, che, in contumacia Amare, han visto quanto devastante puo’ essere mettere Melo da 4 e circondarlo di tiratori, saldando tutto con Tyson Chandler, uno che con questo sistema si e’ dotato di argenteria da dito.

“Peccato” che adesso e’ rientrato Stoudamire, e bisognera’ vedere come vengono ridistribuite le competenze. Per portarsi avanti con il lavoro, sono gia’ arrivate le prime battute d’arresto.

Apro una parentesi personale: se a qualcuno fosse venuto il dubbio che io capisca di basket, gli tolgo subito il dubbio segnalando che, in sede di draft redazionale, avendo la possibilita’ di scegliere Melo, l’ho lasciato sul tavolo privilegiando Pau Gasol. Al momento Anthony viaggia con 36.4 fantapunti/partita, mentre Pau lo guarda 11 punti piu’ in basso. “Imbecille” e’ chiaramente il commento piu’ appropriato…
Mi sembra una lega che si muove nella direzione del consolidamento, perche’ Miami sta faticando poco per avere una seed altissima, e il suo Bestione, dopo il primo anello e la fruttuosa campagna londinese (forse che i sei anelli di cui ha parlato conteggiavano anche i cinque cerchi?) adesso gioca con una consapevolezza rassicurante per se’ ed inquietante per gli altri. Non vedo davvero, sempre che non ritrovino piacere nello spararsi sui piedi (Finali 2011), come potranno non arrivare a rigiocarsi il titolo.

Lascio un minimo dubbio ai Bulls, nel caso il Derrick Rose che ritornera’ sara’ in grado di arrivare vicino al suo picco quando conta.

Ad Ovest e’ tutto piu’ difficile, mantenendo la preferenza per Kevin Zainetto e fratellini. Dovranno avere anche un po’ di fortuna e sperare che qualche avversario tosto (Spurs, Grizzlies, Lakers, Nuggets) si perda per strada, da solo o attraverso gli incroci dei turni. Ma sono forti e se Westbrook imparera’ a non giocare sempre in apnea le palle importanti, potranno anche farcela. Chi l’avrebbe mai detto, quando Harden fu scambiato?
Nel frattempo la Lega si sta attrezzando per il cambio del suo timoniere. David Stern ha infatti annunciato che, spegnendo le ideali 30 candeline del suo mandato, lascera ad Adam Silver la guida della NBA.
Stern c’e’ praticamente da quando seguo l’NBA. A quei tempi Meneghin (padre) spostava ancora in serie A e il nostro basket vinceva la Coppa Campioni un anno si e l’altro anche. In NBA non c’erano europei (facevano una faccia strana anche per Schrempf, che pero’ era praticamente un oriundo) e le franchigie erano 23, come il numero di quel tale che avrebbe trasformato in planetario questo fenomeno.
Non deve certamente attendere di ritirarsi per ricevere l’ideale premio di miglior Commissioner ogni epoca, non solo della NBA. Restera’ ad occuparsi degli affari esteri, segnale che non e’ ancora pronto per giardino e nipoti. Buon per la Lega che nel cuor ci sta….. auguri ad Adam Silver, scarpe assai grosse da riempire, e a tutti voi, per un 2013 ricco di canestri e di tante altre belle cose!!!

Post By kicco69 (12 Posts)

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9 thoughts on “La NBA del 2013: non la solita stagione…

  1. Grande! Quando ho letto “se fai una fesseria a casa del bistecca, questo ti mangia il cranio con il cucchiaino” ho riso da solo come uno scemo! bell’articolo comunque!!

  2. Ciao Kikkuo beh grazie per Gasol Melo mi sta facendo volare al fanta…. chapeaux comer al solito per i tuoi spassosi articoli

  3. bell’articolo davvero…hai centrato tutti i temi…solo una considerazione da vecchio fan lakers…si puo’ anche prendere in considerazione di non rifirmare Howard (tanto l’hai pagato praticamente…il ginocchio sano di Bynum) e provare con quei soldi ad attirare una ala forte che non occupa il post (territorio catalano) o addirittura il sogno LeBron, visto che a Miami hanno finito i soldi…e con 2 anni di Kobe-james ci divertiamo di sicuro, anche con il Baffo in panca…detto questo auguri a tutti…

  4. Mi unisco ai complimenti per l’articolo e devo dire che è proprio una strana NBA quest’anno.

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