Nato per giocare finali di gara come questi, Kevin Durant affossa Memphis in gara 1

Nato per giocare finali di gara come questi, Kevin Durant affossa Memphis in gara 1

Solo due giorni dopo le vittorie in gara 6 i Thunder e i Grizzlies si affrontano a Oklahoma per la prima partita delle semifinali di Conference. Per entrambe le squadre una sfida con avversari dal gioco completamente diverso da quello proposto dai precedenti.

Memphis ha un ritmo di gioco tra i più bassi della lega, basa l’attacco sul post basso e ha una buona organizzazione difensiva. L’opposto di quei Rockets che hanno messo in difficoltà i Thunder con uno stile di gioco veloce e con il tiro da tre punti.

La chiave vincente per Oklahoma sarà la capacità di limitare il più possibile la produzione della coppia Gasol-Randolph, capaci di viaggiare a oltre 45 punti di media contro i Clippers. I Thunder hanno in Perkins e Ibaka due ottimi difensori d’area ma Gasol può colpire anche con il tiro dalla media sfruttando la scarsa propensione di Perkins a lasciare il pitturato. Ibaka avrà invece il compito difficilissimo di limitare i rimbalzi offensivi di Randolph, una delle armi migliori dei Grizzlies.

Su Durant invece si alterneranno Prince ed Allen, lasciando molto spazi a Sefolosha sugli scarichi. Tra i playmaker il vantaggio di Memphis è netto. Conley è cresciuto ancora dopo la trade che ha portato Gay a Toronto. Jackson avrà un avversario più difficile da marcare di Beverley, più completo in attacco e con molta più esperienza.

Tra le panchine la sfida è in equilibrio ma il  fattore sarà Martin. Se riuscirà a fare da spalla a Durant ed a essere costante a referto i Thunder avranno una possibilità di passare il turno. In caso contrario i Memphis partono leggermente favoriti.

Nonostante tra le squadre dei play-off i Grizzlies siano quella che concede la percentuale maggiore dal campo agli avversari l’ago della bilancia della serie sarà il ritmo di gioco. Oklahoma ha tutto il vantaggio ad alzare il ritmo e giocare le partite ad alto punteggio. Memphis dalla sua è una squadra che subisce poco perché ha un ritmo controllato e concede meno possessi agli avversari.

Difficilmente la squadra di Hollins stravince le partite ma se prende un vantaggio nel fiale di gara difficilmente si fa riprendere.

Il primo quarto trascorre sui ritmi lenti preferiti da Memphis, Oklahoma prova ad accelerare ma con il loro gioco in area i Grizzlies minimizzano le palle perse e sono pronti a coprire l’eventuale contropiede avversario. Basse percentuali da entrambe le parti. Per fortuna dei Thunder Durant segna tutto quello che tira, per loro sfortuna però Memphis sta a contatto e la pessima notizia è che Randolph non è ancora entrato in azione.

Martin da una parte e Bayless dall’altra entrano dalla panchina si rendono subito protagonisti con una serie di canestri che alzano il punteggio. Memphis raddoppia Durant specialmente quando riceve nella zona centrale del campo. Martin è l’unico dei suoi a farsi trovare pronto sugli scarichi.

Il gioco alto-basso tra Gasol e Randolph funziona alla perfeziona ma finire in area quando c’è Ibaka non è affatto facile. Il giocatore naturalizzato spagnolo è una presenza costante e Randolph deve attingere a tutte la sua tecnica per evitare i tentacoli dell’africano.

Memphis prova la fuga nel terzo quarto arrivando fino a 11 punti di vantaggio. Primo aggiustamento in corsa di Brooks che opta per un quintetto piccolo con Durant da ala grande. A differenza delle serie con Houston Durant gioca effettivamente lontano dalla palla e non come playmaker aggiunto. Brooks vuole allargare il campo e cercare nel possibile di cambiare i piani di Hollins.

Arthur, entrato per Randolph, deve marcare Durant. L’esperimento dura poco perché Hollins preferisce far  entrare Prince, fino a quel momento ottimo in attacco nelle poche occasioni a cui è chiamato a rispondere, abbassando a sua volta il quintetto.

Pondexter con un tiro allo scadere da poco oltre la metà campo da alla sua squadra un vantaggio di 9 preziosissimi punti in vista dell’ultimo quarto. Oklahoma dovrà forzare sia in difesa che in attacco per cercare di rientrare. Se si adatta a Memphis la partita rischia di scivolare lentamente verso la fine.

Due giocate da tre punti di Martin dimezzano lo svantaggio sin dai primissimi possessi. Oklahoma rosicchia pian piano lo svantaggio e a tre minuti dalla fine le squadre sono in parità.

Memphis si appoggia ai soliti Gasol e Randolph che non tradiscono dalla lunetta. Quattro su quattro per loro. Durant infila un piazzato da due e Ibaka sbaglia un libero che lascia Memphis in vantaggio di 1 punto. Gasol riceve in post nell’azione successiva e infila il più 3.

Una banalissima palla di Perkins che non riceve da rimessa rischia di chiudere la partita ma Memphis non concretizza. Durant replica il canestro precedente e porta in vantaggio i suoi. Hollins decide di riordinare le idde con un time-out disegnando una rimessa che i suoi giocatori faticano ad eseguire. Gasol riceve la palla e cerca Randolph in area ma Ibaka in anticipo ne impedisce la ricezione. La palla allora esce per Conley che pressato da Sefolosha tocca la riga laterale nel tentativo di chiamare una sospensione. Palla ai Thunder a una decina di secondi dalla fine.

Reggie Jackson è glaciale con un preziosissimo 2 su 2 ai liberi che condece un possesso pieno di vantaggio  a Oklahoma. Pondexter ha il tiro dello spareggio che viene fermato fallosamente dalla stesso Jacskon. Tre liberi a disposizione per l’ala di Memphis che sbagliando il primo e segando il secondo deve assolutamente sbagliare il terzo per dare possibilità di rimbalzo ai suoi. Il tiro rimbalza sulla sinistra del  ferro e smanacciata verso il centrocampo.

Oklahoma vince gara 1 ma come ammette Durant: “Abbiamo imparato che sono una squadra tosta e giocano duro”. I Thunder mantengono il vantaggio del campo ma per poter passare il turno devono aumentare il ritmo di gioco e non devono adattarsi a quello di Memphis.

I Grizzlies dal canto loro hanno dimostrato ancora una volta che possono giocarsela tranquillamente con tutti ma che nei finali manca il go-to-guy a cui affidare la palla. In questa serie può rendere la vita molto difficile a Randolph e Hollins ha bisogno di un’alternativa.

Memphis può guardare con speranza già alla gara 2 di martedì sapendo che Conley e Allen possono dare molto di più in attacco. Oklahoma ha ritrovato un Martin capace di aiutare Durant e togliergli il peso di essere l’unico terminale offensivo affidabile ma servirà che tutti contribuiscano maggiormente in attacco come in gara 6 con Houston.

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