Tony Parker ha fatto ammattire la difesa di Memphis per tutta la serie...

Tony Parker ha fatto ammattire la difesa di Memphis per tutta la serie…

San Antonio approda alle Finals NBA “spazzando via” come direbbero gli americani Memphis. Gli Speroni chiudono la serie con un netto 4-0.

Ha vinto la squadra più forte e meglio organizzata ma anche in questa gara 4 i Grizzlies hanno lottato fino alla fine arrendendosi solo ad un immenso Tony Parker.

Nonostante una botta ad un occhio rimediata a cavallo degli ultimi due quarti, il francese rientra e chiude la partita nel finale. Memphis ha pagato le pessime percentuali al tiro, sotto il 40% complessivo. Ha vinto si la battaglia a rimbalzo conquistando una quantità notevole di palloni sotto i tabelloni offensivi ma non è bastato per allungare la serie.

Parker tira 15-21 dal campo ed è letteralmente immarcabile. Anche se non sempre continuo, durante questi play-off ha mostrato tutto il suo potenziale in poche partite lasciando però un marchio indelebile, giocando come un vero MVP. La fortuna di San Antonio è che nelle serata in cui Parker cala leggermente, Duncan e Ginobili a turno ne prendono il posto.

San Antonio impone ancora una volta il suo gioco ma è in difesa che fa la differenza. Gasol e Randolph faticano e tra gli esterni il solo Pondexter si fa trovare pronto a supportare il duo d’area.

Sicuramente viste le difficoltà offensive mostrate contro una buona organizzazione difensiva come quella degli Spurs, qualcuno tornerà a criticare la scambio che ha lasciato partire Gay. Personalmente sono convinto che lo scambio abbia indebolito offensivamente la squadra di Hollins, togliendo varietà ad un attacco a volte prevedibile, ma dopo la stagione e la post-season di Memphis non si può che elogiare il lavoro di Hollins stesso e di tutta la squadra.

Per diventare una contender vera Memphis dovrà cercare di aggiungere un giocatore tra gli esterni in grado di produrre punti anche fuori dagli schemi, anche se le decisione della nuova proprietà vanno in tutt’altro senso. Il lavoro del G.M. Wallace sarà particolarmente delicato quest’estate ma anche se Memphis dovesse ripresentarsi all’inizio della prossima stagione con lo stesso roster sarebbe competitiva almeno per un altro anno.

San Antonio invece torna alle Finals da dove mancava dal 2007, anno in cui sconfissero i Cavs di LeBron James. Dati alla mano, la squadra di Popovich non ha mai perso una serie quando questa contava per l’anello ma chiunque dovesse affrontare tra Indiana e Miami affronterà il meglio che ci sia in fase difensiva.

Gli Spurs hanno dimostrato di saper giocare contro una difesa organizzata come quella di Memphis ma Indiana per un verso e Miami per un altro possono metterli in difficoltà. Miami ha la miglior difesa per i recuperi e difficilmente si fanno battere nell’uno contro uno. Indiana invece è l’opposto, basa la difesa sulla fisicità in ogni ruolo.

Entrambe le contendenti ad Est hanno maggior talento offensivo di Memphis ma San Antonio chiudendo in quattro partite la serie avrà una decina di giorni di riposo in attesa dell’inizio della finali che se fossero contro Miami inizierebbero dalla Florida.

Questa pausa è una fortuna per i “vecchi” Spurs che avranno modo di far riposare Duncan e Ginobili e far recuperare energie fondamentali in vista dell’ennesima rincorsa all’anello, forse veramente l’ultima per Duncan che se dovesse riuscire nell’impresa potrebbe decidere di chiudere la carriera quest’anno.

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3 thoughts on “Gli Spurs chiudono la serie e ritornano alle Finals

  1. “il solo Pondexter si fa trovare pronto a supportare il duo d’area”??? Conley ha fatto una serie pazzesca

    • è da contestualizzare alla sola gara 4 dove Conley è stato molto impreciso al tiro (4-13 se non ricordo male), nel complessivo della serie d’accordissimo con te!

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