Bryant e Rose: i 2 giocatori più attesi al comeback dopo un grave infortunio

Bryant e Rose: i 2 giocatori più attesi al comeback dopo un grave infortunio

L’estate sta finendo, e una nuova regular season si avvicina. Ormai si cominciano a vedere i nastri di partenza e, quando il tip-off si avvicina, alcuni tifosi scalpitano in attesa del ritorno delle loro superstar preferite.

Gli ultimi due anni sono stati molto duri, soprattutto dal punto di vista della preparazione e della resistenza  fisica richiesta ai  roster delle varie franchigie. A partire dalla stagione 2011-2012, caratterizzata dal lockout, che ha visto le 30 squadre giocare almeno una volta addirittura 3 partite in 3 giorni, le cose non sono andate benissimo, tanto da far aumentare l’incidenza di infortuni di un certo livello, come quello capitato a Derrick Rose.

Il prodotto di Memphis, infortunatosi al ginocchio il 28 aprile in gara 1 dei Playoffs 2012 contro i Sixers, subì un intervento riparatorio il 12 maggio, e sta preparandosi per la stagione in arrivo. Si è discusso molto nella stagione passata, di un possibile ritorno della superstar della Windy City, soprattutto nella post season, quando sembrava ormai in via di netta ripresa. Lo stesso Rose, comunque, si rifiutò di parlarne, dicendo che sarebbe tornato in campo soltanto a guarigione completa.

Su queste dichiarazioni, si è saggiamente accodato Tom Thibodeau, che non ha neanche voluto sentir parlare di mandare in campo Rose e rischiare così di compromettere quanto di buono fatto fino a quel momento. La squadra sembrava comunque girare abbastanza bene, messa sulle spalle, forse piccole, ma molto forti di Nate Robinson (ora finito al Pepsi Center di Denver).

Gli addetti ai lavori parlano ora di un Derrick Rose a pieno regime, pronto ad affrontare questa stagione e a prendere per mano i propri compagni e portare i Bulls dove ormai mancano dai tempi di Michael Jordan: le NBA Finals.

La stagione passata ha visto altri infortuni importanti. Alcuni di essi, potrebbero addirittura sovvertire gli equilibri dell’intera lega. Tra questi spicca il nome di Kobe Bryant.

Il Black Mamba sta cercando in tutti i modi di rimettere in sesto il tendine d’achille che lo tradì il 12 aprile, mettendo addirittura a rischio la sua carriera. C’è da sottolineare anche quanti problemi stessero attraversando i Lakers in quel momento (vero Superman?), si è addirittura parlato di una possibile Amnesty sul #24, della possibilità di un tanking dei giallo-viola in vista del prossimo draft, ma Bryant non ne ha voluto sapere.

La sua caccia al sesto anello, volta al pareggio nei confronti del mostro sacro MJ, non è ancora arrivata al capolinea secondo la stella losangelina, ma c’è da valutare le condizioni del suo ritorno, insieme a tutto il resto: il lavoro di D’Antoni, che ha portato alla dipartita di Howard in Texas, non è sembrato in grado di contrastare lo strapotere Spurs nei playoff, subendo uno sweep quanto mai pesante nella storia dei Lakers. Insomma i punti interrogativi sono tanti e importanti, e le certezze forse troppo poche adesso per avere ambizione di anelli. Solo il campo ci dirà di più.

Rimaniamo nella Conference rossa, ma spostiamoci dalla calda California al freddo Colorado, più precisamente a Denver, dove Danilo Gallinari sta riabilitandosi dall’infortunio subito al ginocchio nella stagione passata.

C’è aria di rinnovo in casa Nuggets: Ujiri si è trasferito a Toronto, coach Karl non c’è più, ora l’head coach è Brian Shaw, ex assistente di Vogel in quel di Indianapolis, Iguodala ora indossa la casacca dei Warriors, e sotto la voce “nuovi arrivi” ci sono nomi più che interessanti come il sopracitato Krypto-Nate, Foye, Hickson, Arthur.

La squadra presenta una solida base di partenza, che dovrebbe vedere ancora il Gallo come primo produttore offensivo. L’ex Knicks affrontava, infatti, l’anno scorso quella che era la sua migliore stagione come realizzatore, dove tra l’altro era il n°1 nella propria squadra a quota 16.2. La sua assenza è stata parecchio pesante nel resto della regular season fino al primo turno della post-season, quando la “pepite” vennero eliminate in 6 gare da Golden State.  Vedremo che ruolo ricoprirà Gallinari nell’attacco di Shaw, nella speranza che torni anche più forte di prima.

Cambiamo totalmente zona ora, e facciamo una capatina nel Massachussets, più precisamente a Boston, altra città dove netti cambiamenti sono in atto. Il GM Danny Ainge ha lavorato parecchio quest’estate, mandando 2 veterani, nonché leader assoluti dello spogliatorio, come il “bigliettone” Garnett e “il capitano e la verità” Paul Pierce al Barclays Center a vestire la casacca bianco-nera dei Nets. Rivers, invece, è andato a cercare di soddisfare la voglia di titolo di CP3 nella metà più piccola di LA, prendendo sotto mano Griffin e i Clippers.  L’unica superstar, ad essere quindi rimasta in bianco-verde, è Rajon Rondo.

Il #9 ha riscontrato il 27 gennaio la rottura del legamento crociato al ginocchio destro, che lo ha costretto ai box per un lungo periodo. Ora non si attende altro che i nuovi C’s di coach Brad Stevens.

Il giovanissimo allenatore di Zionsville avrà un compito molto importante. Dovrà mantenere alto il livello cestistico di una delle più grandi franchigie della storia della lega, e per farlo potrà partire da una giovanissima nonchè solida base, il cui leader sarà ovviamente il prodotto di Kentucky.

Stevens è molto accreditato nel mondo collegiale, dove ha raggiunto 2 finali consecutive. Di fondamentale importanza sarà quindi il legame tecnico che riuscirà ad avere con Rondo, una volta che tornerà a gestire il gioco bianco-verde, questa volta con un playbook diverso.

Altro importante elemento che torna da mesi di inattività è il nativo di New Jersey, Andrew Bynum. L’ex Lakers, è approdato in Ohio, nella fattispecie a Cleveland, per lasciare spazio in quel di Philadelphia al neo arrivato Nerlens Noel, rookie anche lui al momento fermo ai box per un infortunio al ginocchio patito durante la stagione collegiale.

Il contratto che lo lega alla squadra di Mike Brown sembra una garanzia per la franchigia di Cleveland. Infatti Bynum percepirà il massimo solo in caso di un certo numero di partite disputate. L’ultima operazione alle sue ginocchia è stata effettuata il 19 marzo. Nella Forest City non aspettano altro che la nuova regular season, dove sognano un magico asse Irving-Bennett-Bynum,  nella speranza, chissà, del ritorno di LeBron James nell’estate 2014.

Ultimo importante tassello di questo gruppo è il nuovo membro dei Miami Heat, Greg Oden. La prima scelta assoluta dell’ormai lontano Draft 2007, che non ha più calcato il parquet addirittura dal 5 dicembre 2009, quandoebbe un grave infortunio alla rotula sinistra nella gara contro i Rockets, è approdato a South Beach con un contratto annuale con opzione per il secondo al veteran’s minimum.

Un rischio che i Miami Heat possono correre, data la consistenza del contratto, l’età del giocatore, e soprattutto il fatto che la squadra è rodata, e mantiene lo stesso nucleo da ormai 3 anni in cui si è tenuta  a livelli altissimi, con 3 Finals di cui le ultime 2 vinte.

Se le ginocchia di Oden riusciranno a tenere, Spoelstra potrebbe avere finalmente un centro puro di livello, avendo così una possibile alternativa allo small ball, spostando Chris Bosh da una posizione che secondo le voci, gradirebbe fino ad un certo punto.

Si avvicina così una stagione che avrà sapori diversi rispetto al solito, che potrebbe vedere del nuovo importante che avanza, per non parlare degli equilibri che potrebbero saltare in vista del prossimo draft, molto succoso a voce degli addetti ai lavori. L’attesa è sempre più grande, il tip-off sempre più vicino.

Post By Francesco Gentile (154 Posts)

Studente di giurisprudenza. Appassionato delle Big Four, NFL in particolare. Tifoso sfegatato Green & Gold!

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2 thoughts on “Comeback season: chi tornerà alla ribalta?

  1. “Gli addetti ai lavori parlano ora di un Derrick Rose a pieno regime, pronto ad affrontare questa stagione e a prendere per mano i propri compagni e portare i Bulls dove ormai mancano dai tempi di Michael Jordan: le NBA Finals”.
    Con lui a pieno regime e un Deng a posto fisicamente e lontano dal pensiero economico si giocano l’approdo alle finali di conference e, perchè no, le finali NBA.

    -Denver:
    “sotto la voce “nuovi arrivi” ci sono nomi più che interessanti”.
    Forse sbaglio ma non li vedo nomi “più che interessanti”. I Nuggets li vorrei ai p.o. ma non partono favoriti e tutti questi cambi li rendono un’incognita.

    -Boston non saprei e curioso di Rivers e i suoi Clippers.

    -Cleveland? occhio…potenzialità.

    -Partendo dal presupposto che avrei messo sul mercato Bosh per arrivare a un centro, forse era più semplice trovare un centro che piazzare Bosh e il suo contratto, ruolo che manca a Miami per divenire improponibile o veramente difficili da affrontare, la scommessa Oden diviene giusta. Giusta per il contratto che limitano i rischi alla società, giusta per il ruolo, giusta perchè per la franchigia è un’aggiunta, così come Beasley, di un gruppo già collaudato. I discorsi rimangono a zero: un Oden ai p.o. sui 30 minuti rende i Miami Heat completi dando la possibilità al loro coach di variare tema a suo piacimento. A quel punto hanno tutto per mettere il terzo di fila.

    -Con un Rose in forma e un Oden da 30 minuti una finale di conference tra i Miami Heat e i Chicago Bulls non stonerebbe affatto, anzi.

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