thund567Un’altra stagione è passata e un altro anello è sfumato per Kevin Durant e compagni. Ci si aspetta il definitivo salto di qualità da parte della squadra di Brooks, che sta dimostrando negli ultimi anni di meritare le piazze alte della Western Conference, notoriamente molto più difficile della controparte blu.

Ma nelle ultime stagioni quando contava veramente, la squadra è sembrata mancare di cattiveria, è mancata quell’artigliata in grado di agguantare una serie, a prescindere che fosse finale o meno. Tutti si aspettano il primo anello per KD, quanto meno per cercare qualcuno in grado di contrastare lo strapotere di LeBron James e dei Miami Heat, ma la squadra sarà in grado di supportarlo?

Conference: Western

Division: Northwest 

Arrivi: Ryan Gomes (FA)

Partenze: Ronnie Brewer (FA, Houston), Kevin Martin (FA, Minnesota), DeAndre Liggins (FA)

Draft: Steven Adams (Pittsburgh), Andre Roberson (Colorado)

 

Probabile quintetto base

PG: Russell Westbrook
SG: Thabo Sefolosha
SF: Kevin Durant
PF: Serge Ibaka
C: Kendrick Perkins

 

ROSTER

Guards: Russell Westbrook, Thabo Sefolosha, Reggie Jackson, Derek Fisher, Jeremy Lamb

Forwards:  Kevin Durant, Serge Ibaka, Ryan Gomes, Perry Jones, Andre Roberson, Nick Collison

Centers: Kendrick Perkins, Hasheem Thabeet, Daniel Orton, Steven Adams

Head-Coach: Scott Brooks

ANALISI GUARDIE

Poche le novità nel back court per la formazione di Oklahoma City, che sarà orfano di Kevin Martin, approdato a Minneapolis, alla corte dei Timberwolves. Negli ultimi tempi si è visto, però, un Reggie Jackson in netto miglioramento, che dovrebbe avere più minuti per recitare una parte corposa nelle rotazioni dei Thunder.

Punti saldi rimangono ovviamente Westbrook e Sefolosha, che dovranno ancora una volta dare concretezza in attacco e solidità in difesa, da sempre punti cardine del loro gioco nel sistema del loro HC. Fisher, anche se con 17 anni in NBA sulle spalle, rimane un’alternativa di grande esperienza, che potrà contribuire in maniera rilevante nella post season, anche se difensivamente potrebbe soffrire fisicità e velocità della nuova generazione di play-makers che avanza.

Punto interrogativo, dopo una off season di livello, è Jeremy Lamb. Nelle prime settimane avrà quasi sicuramente, grazie all’assenza di Westbrook, minuti e occasioni che dovrà ottimizzare se vorrà ritagliarsi una fetta di gioco per il resto della stagione.

ANALISI ALI

Anche qui poche innovazioni per quello che è probabilmente il reparto più importante per Brooks. Durant e Ibaka rimangono titolari inamovibili, ognuno di loro per il grande contributo che danno, soprattutto, in attacco per quanto riguarda il #35 e in difesa per il #9, anche se i loro compiti non si fermano ovviamente a questo. Durant rimane il leader indiscusso, ancora a caccia del primo titolo.

La panchina vede qualche nuovo arrivo interessante, come Ryan Gomes, che ha dato dimostrazione del suo valore nelle precedenti esperienze, e il rookie Andre Roberson, prodotto di Colorado. Rimane da vedere se Perry Jones farà lo step-up che serve sia a lui che alla squadra per avere altre alternative di livello nel reparto. Nick Collison, invece, rimane il cambio principale per PF e C allo stesso tempo, e ancora una volta servirà il suo solido contributo per mantenere alto il livello prestazionale della squadra.

ANALISI CENTRI

A parte l’arrivo di Adams, questo è il reparto meno modificato di tutti. Kendrick Perkins rimarrà lo starter, con Thabeet a cercare di sfruttare il maggior numero di minuti quando possibile. Probabilmente, vista soprattutto la presenza anche di Collison, uno tra Orton e Adams (più probabile quest’ultimo), potrebbe approdare in D-League in questi ultimi giorni di pre season. Ancora una volta servirà il carisma e la solidità difensiva di Perkins per arginare gli attacchi nel pitturato degli avversari, ed evitare anche il maggior numero di rimbalzi offensivi concessi.

Per quanto riguarda la stagione scorsa, è andato tutto sommato bene in quel di OKC. La formazione di Oklahoma infatti ha terminato la regular season al primo posto nella Western Conference, con due gare di vantaggio su coloro che poi andarono molto vicini a vincere l’ennesimo titolo della loro dinastia, i San Antonio Spurs.

Mentre gli stessi Speroni arrivarono quindi alle Finals, i Thunder furono costretti a fermarsi solamente al secondo turno dei playoffs, sconfitti dai Memphis Grizzlies guidati del Defensive Player of the Year, Marc Gasol.

Molte discussioni ci furono riguardo il ginocchio di Westbrook, infatti la sua assenza è pesata enormemente sulla compagine guidata da KD. Infortunio che, tra le altre cose, lo ha addirittura portato alle sue prime assenze ufficiali.

Da questo punto di vista c’è stato parecchio disappunto alla Cheesapeake Energy Arena, dato che la squadra andava molto forte e i numeri ne erano la netta dimostrazione.

Gli occhi ora saranno maggiormente puntati su di loro, dato che la fisicità ed esplosività del prodotto di UCLA era una componente fondamentale nella gestione del playbook di Scott Brooks.

Probabilmente la pressione ricadrà maggiormente su Durant per dare anche il tempo a Westbrook di rimettersi a dovere e cercare ancora una volta di arrivare al tanto agognato anello.

Staremo a vedere come andrà la stagione dei Thunder, ancora una volta ricca di aspettative, ma ora con un enorme punto interrogativo su uno dei leader assoluti di gioco e spogliatoio.

Post By Francesco Gentile (154 Posts)

Studente di giurisprudenza. Appassionato delle Big Four, NFL in particolare. Tifoso sfegatato Green & Gold!

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4 thoughts on “Oklahoma City Thunder: Preview

  1. Su Perkins centro non sono così ottimista: da tempo sembra involuto e incapace di dare con continuità quella solidità difensiva che ci si aspettava da lui. E Ibaka, al netto dei grandi zompi, non mi sembra un defensive stopper come invece vogliono farlo apparire…

  2. Orton in realtà e’ già stato tagliato e Adams sta facendo una grande preseason e rischia di essere una inaspettata sorpresa. Se solo riuscissero a tagliare Perkins ……

  3. Alla fine il problema verte nel ruolo di centro e, aggiungo, nel coach.
    Nel primo caso, tolto tutti i giusti discorsi, una batteria di centri composta con Collison (nulla a togliere alla sua bravura) rimane “riduttiva”. Sicuramente serve un qualcosa nel ruolo.
    Nel secondo caso le sue “defezioni” il più delle volte vengono nascoste dal poter utilizzare RW+KD.

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