Snoccioliamo alcune osservazioni sul perentorio game winner di Curry contro i Mavs, cercando trame sottese ed ipotesi possibili:

Da notare come a circa 8 secondi dal termine si fosse costituito un interessante mismatch fra Bogut e Calderon (poi Carter), con il lungo australiano nei pressi della paint, zona a lui molto congeniale; tuttavia, non è stato un errore non approfittarne, considerando come sarebbe stato automatico il fallo e, basandosi sulla media del 42% ai liberi (50% l’anno scorso), non ne sarebbe risultato con molta probabilità un buon affare per i Warriors.

Ma se al suo posto ci fosse stato Lee…? Purtroppo Lee (78% in carriera) non era in campo in quel momento: era uscito al time out precedente per consentire a Bogut di difendere sull’azione Mavs, in cui Ellis ha sbagliato il tiro e i Warriors, preso il rimbalzo, hanno preferito non fermare il gioco per effettuare il cambio inverso (Lee per Bogut) perché questo avrebbe consentito ai Mavs di inserire un quintetto più difensivo.

Questione di filosofia di gioco… allora, a questo punto, perchè non sfruttare direttamente Curry contro Calderon con un isolamento? Perchè rischiare uno switch sul blocco (puntualmente avvenuto) che costituisce un upgrade per la difesa, essendo quasi tutti gli altri Mavs più adatti di Calderon a marcare Curry (tranne, forse, Nowitzki)?

Un ulteriore appunto potrebbe essere quello sulla posizione di Marion (che aveva già saltato con troppa leggerezza su un tiro cruciale di Lillard qualche giorno prima): per scongiurare il match up fra il miglior difensore Mavs ed il go-to-guy Curry, forse sarebbe bastato invertire la posizione di Bogut (quindi Nowitzki) con quella dell’uomo di Marion e far bloccare il tedesco all’uomo di Ellis, allontanando così plausibilmente Marion sul fondo…

Chiaramente, alla fine dei conti, Jackson non ha certo bisogno di consigli e i Warriors hanno comunque vinto la partita, ma forse si poteva ottimizzare ulteriormente l’esecuzione. Voi che ne dite?

 

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4 thoughts on “Il tiro di Curry contro i Mavs

  1. sicuramente si poteva ottimizzare l’esecuzione facendo bloccare l’uomo del tedesco ma per fortuna di GS Marion compie un’altra leggerezza. Ho apprezzato il non chiamare TO di Jackson, non si vede mai questa scelta anche se di fatto un TO serve più alla difesa che all’attacco dato che di solito l’ultimo tiro non è uno schema molto elaborato

    • A mio avviso, credo che in quel frangente un time out serva più all’attacco, per pianificare l’ultimo tiro senza sprecare il possesso chiave improvvisando, piuttosto che alla difesa, che può mettere in campo i migliori difensori ma non sa cosa aspettarsi…
      La scelta di Jackson è di fatto un ottimo segnale per la chimica dei Warriors: significa che il coach si fida molto della capacità di esecuzione dei suoi (oltre che della giocata chiamata…).

  2. Calderon in difesa é come non averlo (ha contribuito alla leggenda Linsanity in quel di Toronto…..) Marion è sempre stato un ottimo difensore anche sui piccoli ,mi ricordo un buzzer di Durant andato a segno in modo fortunoso ma con difesa da manuale su Kd ( ai PO ) , purtroppo ultimamente mi sta facendo ricredere e non puó essere colpa dell‘età abboccare a 2 finte cosí.

    • Condivido appieno lo stupore per le ingenuità di un difensore navigato come Marion, soprattutto considerando come, in entrambi i casi, si sia trovato di fronte giocatori ben più bassi, per cui poteva infastidirne il tiro anche saltando in ritardo; l’unica attenuante è che tutte e due le volte ha poi risaltato subito sul tiro, anche se ormai fuori equilibrio…

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