Il tiro vincente di Gibson vi ha evocato un dejà vu?

Probabilmente siete tifosi Pelicans oppure avete una buona memoria… Nell’epica gara del 2 Dicembre con tre overtime, coach Thibodeau sfoderò dal suo cilindro la medesima rimessa, ottenendo lo stesso esito vincente; diamo un’occhiata:

 

Stesse posizioni, stessa dinamica: il “muro a tre” si apre verso la linea di fondo, lasciando a Deng/Gibson la traiettoria dritta verso la ricezione, ad un balzo dal ferro (Deng ha saputo impreziosire il movimento con un’esitazione).

La difesa Pelicans ha gestito con più prontezza la spinosa rimessa dal fondo, per quanto riguarda la posizione iniziale dei difensori, anche se va dato ai Lakers il merito tattico di aver posto il lungo, Gasol, in difesa sul rimettitore, così da poter tutelare il ferro con un passo (sebbene la reattività di Pau non è stata delle migliori).

Da notare come Thibodeau abbia impostato alcuni upgrade nell’esecuzione contro i Lakers:
Noah taglia lontano dal rimettitore, così da portare via l’uomo (il 6-11 Kelly),
Butler fa da “apripista”, trascinando il difensore per “pulire” lo spot di ricezione (il prossimo upgrade sarà andare a bloccare sul difensore della rimessa, così da impedirne la copertura al ferro).

L’elogio della semplicità in una rimessa che può sembrare banale: i giocatori ammucchiati che poi si sparpagliano verso la palla per ricevere… eppure, anche a livello Nba, se ci sono le giuste geometrie e la difesa non è ben preparata per fronteggiare l’inbound dal fondo, possono arrivare due punti facili.

 

Post By Fraccu (121 Posts)

Connect

2 thoughts on “Il tiro di Gibson contro i Lakers

  1. Ciao Fraccu, come stai?

    Sono un ragazzo di 30 anni che ammira molto i tuoi articoli e vorrei farti qualche domanda?

    1) Secondo te i Lakers raggiungeranno i playoffs?

    2)Te l’aspettavi che facessero così bene squadre come Portland ed Indiana?

    3)Ti aspettavi un Lamarcus Aldridge così forte quest’anno?

  2. Ciao Riccardo; tutto bene, grazie.

    1) No; in un Ovest saturo di pretendenti ai playoffs, al di là degli infortuni, mi sembra che la squadra sia in bilico fra l’improvvisazione e la deriva: Kaman scontento e delittuosamente fuori dalle rotazioni, Hill (spalla ideale per Gasol) sottoutilizzato, Kelly in momentanea rampa di lancio, l’intrigante Marshall fomenta leciti dubbi sulla necessità di dividere minuti con Nash e Blake (quando torneranno), la difesa non difende (29esimi sia per % di rimbalzi difensivi che per recuperi) e l’attacco corre ma non graffia (22esimi per Offensive Rating); meglio pensare già alla prossima stagione…

    2)
    Portland: ero curioso di vedere se Lillard avesse saputo riconfermare la stagione d’esordio e direi che ormai è nata una stella… ero invece sicuro che R.Lopez e Mo Williams potessero essere i pezzi mancanti del puzzle, ma non m’aspettavo sarebbero stati il miglior attacco della lega e sul podio dell’Ovest.
    Indiana: primi ad Est nonostante uno Scola sotto i 20 minuti di media e con un Granger confuso fra i panchinari? Avrei scomesso sul “no” senza pensare (supponendo però un Est molto più competitivo e senza aspettarmi né questo Stephenson nè la rapida consacrazione di George…).

    3) LaMarcus è ormai una garanzia, quest’anno credo tragga molto beneficio dalla vicinanza con un 7 piedi come Lopez e soprattutto motivazione dal numero di vittorie…

Commenta