gasolzbo786La stagione 2013/2014 dovrebbe essere l’annata della “conferma” a certi livelli dei Memphis Grizzlies: sì, perché da una squadra capace di arrivare in finale di Conference l’anno scorso, dopo aver sconfitto i Thunder di KD ed essersi fermata solo al cospetto degli Speroni del Texas, ci si aspetta sempre qualcosa in più.

Certo, il livello medio della Western Conference è sempre elevato, ed è complicato riconfermarsi in una conference tanto forte e agguerrita… basti pensare che le dirette rivali di Division si sono molto rinforzate nel mercato dei free agents: gli Spurs hanno pescato un tiratore in grado di aprire le difese come Belinelli, rendendo ancor piu pericoloso quello che già di per sé è uno tra gli attacchi più temibili della lega, i Rockets sono riusciti ad ingaggiare “l’oggetto del desiderio” di molte squadre, ovvero quel centrone dominante che risponde al nome di Dwight Howard, i Mavericks sono riusciti a firmare un play esperto come Calderon, una stella incompiuta come Monta Ellis e un giocatore molto importante sotto le plance come DeJuan Blair, i Pelicans tramite scambi e free agents sono arrivati a Tyreke Evans e Jrue Holiday… e i nostri Grizzlies?

I Grizzlies hanno avuto una off-season poco movimentata, confermando il roster della stagione precedente, rafforzando la panchina con l’aggiunta di un veterano come Mike Miller, fresco di titolo NBA vinto a Miami. Il cambiamento importante avviene in “cabina di regia”: via coach Hollins, nonostante gli ottimi risultati ottenuti ed al suo posto è promosso a capo allenatore David Jorger (da 6 anni assistente allenatore,proprio ai Grizzlies).

La squadra si è presentata al tip-off di questa stagione con alcuni punti fermi: la point guard Mike Conley, buonissimo play, non una superstar ma molto solido; Zach “Z-Bo” Randolph, ala forte con una tecnica sopraffina, capace di andare costantemente in doppia cifra sia alla voce dei punti sia a quella dei rimbalzi; Marc Gasol, centro vecchio stile, fratello minore dell’altro Gasol, Pau.

Quando entrò nella lega tutti credevano che fosse il “brocco” della famiglia, ma anno dopo anno è riuscito a lavorare sui suoi difetti e a migliorarsi, fino a diventare un giocatore fondamentale su entrambi i lati del campo: in attacco abbina, ai movimenti in post, un tiro dalla media abbastanza affidabile (viaggia a circa 14 punti di media a partita in carriera),e in difesa fa il suo mestiere sfruttando i suoi 216 cm, stoppando tutto ciò che passa vicino al canestro (“defensive player of the year 2013” con 1.7 stoppate e 1.0 palle rubate a partita).

Intorno a questi tre giocatori fondamentali, si sviluppa una squadra molto interessante che può contare su buonissimi difensori quali Tony Allen e Tayshaun Prince, su ottimi tiratori da 3 come Mike Miller, Quincy Pondexter  e Jerryd Bayless, e su altri buoni giocatori (Ed Davis e Kosta Koufos su tutti).

Ma purtroppo non sempre le cose vanno come devono andare. Infatti,nonostante una squadra rinforzata rispetto all’anno precedente, i risultati non sono quelli sperati… la stagione dei Grizzlies vive di alti e bassi, e si sa, quando le cose non girano per il meglio, la sfortuna ci mette il suo zampino: dopo pochi minuti dall’inizio della partita tra Memphis e Spurs del 22 novembre, Gasol si ferma per un problema al ginocchio.

Esami più accurati confermano che il centrone spagnolo si è lesionato il legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro: per farla breve, fuori almeno 2 mesi. Senza Marc, la squadra annaspa e non riesce a tenersi vicina al 50% di vittorie… tant’è vero che naviga nei bassifondi della conference occidentale.

A Dicembre i ragazzi di coach Jorger hanno un record perdente (13-17 al 30/12), e quindi la dirigenza, in attesa del ritorno di Gasol, decide di intervenire sul mercato: il 7 Gennaio si concretizza una trade che porta, nella città di Elvis, un tiratore temibile come Courtney Lee (tira con il 44.2% quest’anno dalla linea dei 7.25) e spedisce Jerryd Bayless, dal quale ci si aspettava qualcosa in più dei soli 8.0 punti e 2.1 assist a partita, a Boston.

Dopo questo scambio, e complice anche il ritorno sul parquet di Gasol (il 14 Gennaio contro OKC), le cose sembrano tornate a girare nel verso giusto: infatti dopo la sconfitta datata 7 Gennaio per mano dei “soliti” Spurs (vera e propria bestia nera dei Grizzlies), la squadra di Memphis riesce ad inanellare 5 W consecutive, rispettivamente contro Suns, Hawks, Kings,  Thunder (al FedEx Forum) e Bucks al Bradley Center di Milwaukee.

Con questi risultati Gasol e co. tornano ad avere un record vincente, e ad oggi dopo una sconfitta contro i Pelicans e due esaltanti vittorie contro i rivali di Division, i Rockets, si trovano con 22 W-20 S e sono in piena corsa per un 8° posto ad Ovest (dista 4 W)…forse non quello che ci si aspettava da questa squadra, ma pur sempre un ottimo risultato visti i vari infortuni patiti e la quantità di talento enorme che c’è nelle franchigie del lato Ovest degli USA.

I Memphis Grizzlies sono un ottimo esempio di squadra che, nonostante la mancanza di una superstar del calibro di KD o di Lebron James, riesce comunque ad ottenere degli ottimi risultati, sia grazie ad una dirigenza molto scaltra, in grado di fare mosse intelligenti sul mercato (anche senza spendere vagonate di milioni), sia grazie ad una squadra molto solida che riesce ad esprimere un buonissimo gioco in grado di mettere in difficoltà chiunque, anche squadre ben più quotate come Heat, Pacers, Thunders e Warriors.

Post By Raffaele Loffredo (11 Posts)

Studente universitario,classe ’91,appassionato di sport Americani,principalmente di basketball e football.

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4 thoughts on “Torna Gasol, torna il sorriso in casa Grizzlies

  1. Nono,semplicemente spiegavo le mosse di mercato che,secondo me, hanno riportato Memphis a galla.

  2. pensare che a ovest con 22-20 sei ancora lontanuccio dall’8° posto, e che nell’est sei pienamente dentro anche con record veramente negativi…… quasi i brividi…

  3. Piu che anziano l’articolo è un po superficiale.. Memphis ha fatto le sue fortuna sull’alto basso e su un marc gasol regista occulto della squadra, la sua assenza si èsentita proprio nell’inizio di tante azioni di meta campo dove era pala in post alto o basso e poi si muoveva l’attacco.. Senza contare uno z bo al 30%.. Poi ma solo per me dire che gasol era difensore dell’anno prr le statistixhe.. Mah.. Se si viole fare una analisi dei grizllies bene ma non benissimo

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