In questo episodio rifletteremo sulla attendibilità di un cliché tattico riguardante la difesa su rimessa, poi sull’uso del lob in situazioni pianificate ed in improvvisazioni barocche. Buona visione.

CONCESSIONI FATALI

Solitamente, la posizione del difensore sulla traiettoria fra il rimettitore ed il canestro agevola l’ingaggio difensivo immediato dopo la rimessa e, se il difensore è vicino la linea laterale, viene anche ostacolata la ricezione in angolo, spazio comunque di per sé ristretto e scomodo in cui ricevere la palla, considerando come la linea laterale funga, nella rimessa, da “sesto difensore”.

Tuttavia, così facendo, viene concessa una facile traiettoria di passaggio per la ricezione in punta, che, con un punteggio sul +/- 2 a 4/5 secondi dal termine, può risultare una leggerezza irreversibile.

Vediamo alcuni casi di giocate cruciali da questa stagione (tumbleweed alert: ON):

 

In linea di principio, non pressare il rimettitore significa voler iniziare a difendere solo a rimessa avvenuta, perdendo il vantaggio di poter forzare, non tanto una rara infrazione di 5 secondi, ma almeno un passaggio impreciso. Inoltre, concedere la rimessa facile, rischia di vanificare gli sforzi degli altri difensori, perché con un passaggio indisturbato si può imbeccare anche un compagno marcato (lead pass e simili).

Basti traslare la situazione della rimessa in un contesto di “palla viva”: se il rimettitore fosse invece un attaccante che, vicino la linea laterale, ha “chiuso” il palleggio e può quindi solo passare, converrebbe lasciargli spazio o, pur rispettando la possibilità di un dai-e-vai con backdoor, si cercherebbe almeno di rendere imperfetto il passaggio ai compagni?

E, come nei casi delle sequenze del video, si vorrebbe negare solo il passaggio in angolo o quello (improbabile) in post basso, lasciando una placida via d’uscita in punta?

La facilità con cui Chandler (che passa a due mani dal petto) o Singler (che addirittura può chiamare il passaggio e destinarlo al lato debole…) hanno eseguito la rimessa, mettendo in ritmo la partenza in palleggio dei compagni, avrebbe svalutato qualunque buon lavoro di copertura difensiva e, a ben vedere, se Belinelli avesse pressato frontalmente, siamo sicuri che Conley avrebbe ricevuto sull’arco e beffato tempestivamente Leonard?

Si vedono di frequente altri esempi in cui la difesa consente all’attacco di far ricevere il go-to-guy designato, iniziando a difendere solo dopo la ricezione; ad esempio, se questa ricezione fosse stata negata o almeno resa più imprecisa o distante dall’arco? E perché difendere sui ricevitori se il rimettitore può eseguire addirittura una serena palla consegnata?

Il valore strategico e “scacchistico” della ricezione nel backcourt, dovrebbe spingere più spesso le difese, in situazioni clutch, a concedere l’angusta ricezione in angolo per scongiurare quella in punta, posizione da cui si può tirare più agevolmente (senza doversi girare di 180 gradi), innescare lo schema previsto, ribaltare la palla sul lato debole, servire nella paint o, come nel video, partire in palleggio prendendo controtempo la difesa.

 CREARE SPAZIO SUL “BERSAGLIO”

Il lob al ferro può essere un alleato importante nel caso ci siano pochi decimi da giocare o si decida una soluzione rapida e non necessariamente il destinatario deve essere un’ala atletica che sfrutta un blocco o che prende la rincorsa dalla punta…

 

Sia che il ricevitore designato parta da situazioni di post up che da un blocco pin-down, l’aspetto chiave è “pulire” il lato debole in modo che non ci siano interferenze in caso di lob troppo lungo ed il ricevitore possa ricevere ed operare senza doversi guardare le spalle (chiaramente l’asse portante dell’esecuzione è il passaggio che deve arrivare nel posto giusto nel tempo giusto).

BASELINE ALLEY-OOP

Il pick n’ roll in ala chiama spesso in causa i difensori sul fondo del lato debole, con il compito di aiutare sul “rollante”, anche a costo di lasciare libero il proprio uomo che è di fatto quello più lontano dal pallone; ma resta vero che per ogni mossa della difesa, può esserci una contromossa dell’attacco… in questo caso, Parsons ci illustra, per tre volte, sempre con la complicità di Harden, come sorprendere la difesa e guadagnarsi due punti relativamente facili:

 

La disposizione dei Rockets è sempre la medesima, larga sul perimetro e pronta a far pagare con una tripla un’eccessiva chiusura sul bloccante.

Da notare la traiettoria del backdoor di Parsons: partendo dall’angolo, esce dal campo e poi converge al ferro, con una linea curva simile a quella dei saltatori in alto, che qui serve per restare meglio fuori dai radar dei difensori; non a caso, sia Carter che Dudley, quando si girano in angolo non trovano più Parsons, già in volo per ricevere il lob.

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