Una serie che sta letteralmente lasciando tutti a bocca aperta. La sfida tra gli Atlanta Hawks e i Washington Wizards sta continuamente dimostrandosi quello che tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori desideravano, nonostante la prolungata assenza di John Wall per quanto riguarda la seconda formazione.

Sul punteggio di 1-1 le due squadre si sono trasferite nella capitale degli States in quella che è diventata una mini-serie da 5 partite in cui non ci si aspetta altro che ulteriore spettacolo e scintille a non finire. Le sorprese tuttavia sono iniziate ancora prima della palla a due: Paul Millsap è stato costretto a limitare il proprio minutaggio a causa di sintomi che indirizzano all’influenza.

Nene, in ripresa rispetto ai primi due episodi

Nene, in ripresa rispetto ai primi due episodi

Con l’assenza nei primi minuti del numero 4 le cose non ci hanno messo molto a girare in favore di Washington, soprattutto grazie (guarda caso) alla persona di Nene. Il giocatore brasiliano ha finalmente potuto esprimersi, e sin dalle prime battute, visti i problemi dell’ex Utah Jazz.

La difesa di Pero Antic non è stata abbastanza e l’ex Denver Nuggets ha fatto quasi quello che ha voluto in un primo periodo che ha visto i padroni di casa chiudere con un parziale di 28-18. La produzione di Nene è stata polivalente e concreta come mai lo è stata nel corso di questa serie: canestri dal post, sul jumper grazie agli assist dei propri compagni. Il referto a fine partita reciterà 17 punti (7/9 dal campo) con 7 rimbalzi e 4 assist.

Le cose non si sono assolutamente fermate nel secondo quarto e Nene ha prontamente approfittato delle pessime condizioni di Millsap per realizzare un “and one” che ha consentito ai Wizards di allargare ancora il margine.

Jeff Teague, in alcuni momenti in grandissima difficoltà

Jeff Teague, in alcuni momenti in grandissima difficoltà

Atlanta non riesce a gestire il proprio gioco offensivo senza l’apporto del numero 4, fondamentale sia in quanto a realizzazioni sia (in particolar modo) nell’ormai famosa rotazione di palla della franchigia della Georgia. Washington tenta quindi di trovare facili canestri in contropiede ed è lì che Jeff Teague sembra perdere la testa: flagrant one su Bradley Beal, che ha rischiato di farsi male sul serio in una caduta che ha ricordato molto quella di Paul George alla base del canestro.

Il numero 0 degli Hawks quasi subisce nel corso del terzo quarto il ben servito dallo stesso Beal, intento a restituire il favore, fatto sta che i padroni di casa riescono nella fase centrale del match a controllare ancora la partita, anche grazie a Otto Porter, ancora una volta produttivo uscendo dalla panchina: 17 punti (7/15 al tiro) conditi da 9 rimbalzi. L’ala di Washington è riuscita a effettuare una serie di tagli a canestro, sia in contropiede che in back door, davvero di ottima fattura, ed è stato puntualmente ben servito dai propri compagni.

Ma come detto questa serie è una sorpresa continua: Will Bynum realizza l’and one del +21 Washington nel corso del quarto periodo, quando tutti ormai sembrano più che pronti ad alzarsi dal proprio posto e rimandare il tutto a gara 4. Sbagliato!

Si alza la panchina di Mike Budenholzer e le cose girano in un attimo. Mike Scott, Mike Muscala, Kent Bazemore e anche Dennis Schroder hanno un impatto quasi clamoroso sulla partita. Tutti questi nominativi hanno contribuito in un fantastico recupero di Atlanta, totalizzando addirittura 40 punti, riuscendo sempre più a restringere il margine che così meticolosamente Washington aveva costruito nelle tre riprese precedenti.

Un parziale di 17-0 che quasi ha fatto crollare i Wizards prima che un singolo giocatore decidesse di farsi sentire, e farlo nella maniera a lui più consona. Washington ha il vantaggio: +6. Un and one di Schroder e una tripla di Muscala pareggiano i conti, ma come detto la gara è lungi dall’essere finita. Il cronometro recita 14.1 secondi rimanenti, l’uomo da chiamare in causa vista l’assenza di Wall è uno e uno solo: Paul Pierce.

Paul Pierce, sempre (e ancora una volta) decisivo

Paul Pierce, sempre (e ancora una volta) decisivo

L’ex Boston Celtics chiama subito a se la palla appena all’interno dell’arco dei tre punti e, nonostante un raddoppio, riesce a piazzare il buzzer beater che ricaccia indietro gli Atlanta Hawks. The Captain and the Truth, ancora una volta, sempre decisivo!

“Ho deciso che doveva finire lì (I called game)”, questa semplice frase ha esplicato il veterano nonché futuro Hall of Famer quando gli è stato chiesto cosa stesse pensando in quel preciso istante. Il Verizon Center è esploso in una grande festa, dopo quella che è stata forse la partita più elettrizzante vista in questa serie.

Ancora una volta il buon vecchio PP si è dimostrato l’uomo giusto per questo progetto, sempre pronto a chiudere i conti, più che disponibile ad aiutare i giovani e portentosi prospetti di cui la franchigia capitolina dispone. Di nuovo si è dimostrato il closer di cui questo roster aveva bisogno, e anche questa volta non ha sbagliato il colpo.

In un solo tiro, in un solo momento, l’ex Boston Celtics ha totalmente vanificato l’intero lavoro della panchina di Budenholzer e, in particolar modo, di Schroder, autore di 16 dei suoi 18 punti nell’intero quarto periodo. Ma nonostante tutto la festa non durerà molto.

È vero che Washington è riuscita a portare a casa una fondamentale partita, una gara che tuttavia si era messa su binari davvero ostici e scomodi visto il parziale di 35-18 dell’ultima frazione di gioco. 

Una prestazione del genere può essere estremamente nociva se ripetuta in gara 4 con un esito diverso da quello perfettamente eseguito nel terzo episodio. Un’ulteriore vittoria potrebbe quasi spalancare le porte alla finale di Conference, non bisogna dimenticarlo. 

Ma una sconfitta potrebbe invece far ricadere questa squadra in una sorta di baratro dal quale ha trovato difficoltà ad uscire negli ultimi anni. È ancora troppo presto per effettuare verdetti, fatto sta che Washington non può permettersi un altro comeback così importante.

Per questo Paul Pierce è stato chiamato nella capitale, per questo “the Captain and the Truth” è stato fatto membro del roster di Washington: in modo da poter guidare e portare sempre più avanti ragazzi talentuosi sì, ma ancora giovani e un filo acerbi, come Bradley Beal e John Wall.

Lui “ha chiamato gioco”, non è stata la prima volta e di certo non sarà l’ultima. Vedremo però se la squadra trarrà le più che giuste conclusioni da questo pazzo episodio. Questa serie è lungi dall’essere finita, figuriamoci dall’essere risucchiata di tutte le sue potenziali emozioni. I love this game.

Post By Francesco Gentile (154 Posts)

Studente di giurisprudenza. Appassionato delle Big Four, NFL in particolare. Tifoso sfegatato Green & Gold!

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