Kenny Frease malconcio dopo la rissa

  • L’avevamo detto che ad Indiana si partiva con un certo ottimismo, ma neanche il tifoso più positivo avrebbe pensato ad un tale epilogo per la partita di sabato scorso contro la numero 1 del ranking, Kentucky.
    Una vittoria convincente che porta sulla bocca di media ed appassionati una squadra che era da molto tempo che non assaggiava palcoscenici del genere, e soprttutto non viveva emozioni del genere.
    La storia della partita potrebbe essere come tante altre viste all’interno di un campionato collegiale, solo che di storie così non ne hai mai abbastanza perchè racchiude tutta l’essenza e la tensione del gioco.
    Partita sempre punto a punto, ma la sensazione che UK la possa portare a casa grazie all’enorme quantità di talento a disposizione è reale e lo è fino a 5.6 secondi alla fine quando Doron Lamb segna il libero che regala il +2 per la squadra di Calipari. Le facce dei fans accorsi a Bloomington parlano da sole: facce tese, mangiate dall’attesa e da una possibile delusione dopo una partita giocata così bene. Rimessa Hoosiers, palla a Verdell Jones che si fa tutto il campo, prende un intelligentissimo blocco da Cody Zeller (ripeto: occhio, questo è il fratello buono) e dopo aver catalizzato tutta la difesa degli Wildcats in area scarica per un Christian Watford libero dietro l’arco che si erige ad eroe nazionale con la tripla sulla sirena.
    Esplode la passione dell’Indiana: la panchina corre ad abbracciare Watford calpestando il povero Darius Miller, arrivato in aiuto sul tiratore dopo un clamoroso buco difensivo di Teague; la folla esplode e piena letteralmente la Assembly Hall; tifosi in festa anche nelle loro case e nei pub. Non sto inventando, c’è un meraviglioso video in rete che testimonia il tutto.
    Tom Crean e gli Hoosiers stanno vivendo un gran momento, imbattuti e belli da vedere, meritano tutte le attenzioni di cui stanno godendo e questa settimana hanno fatto anche la prima presenza nel ranking, sperando di rimanerci il più a lungo possibile.
    Per Kentucky un brutto stop dopo la bella vittoria con North Carolina, ma l’inesperienza (vedi Teague) ed i continui alti e bassi (vedi un abulico Terrence Jones) sono costati la numero 1, ora occupata da Syracuse. Per Calipari l’unica nota positiva l’ha dal solito Michael Kidd-Gilchrist, autore ancora una volta di una grande partita…. e il borsino del draft sale.
  •  

  • Parlavamo la scorsa settimana della grande passione di Ashley Judd verso i suoi Wildcats e questa settimana l’attrice l’ha dimostrato ancora una volta cercando di consolare Terrence Jones su Twitter.
    Riuscirebbe a farlo anche con questo fan di Kentucky, inquadrato a lungo dopo il suono della sirena?
  •  

  • Sempre sabato sera si è giocata la partita tra Xavier e Cincinnati, una derby della città dell’Ohio, e chi ha visto il TG1 serale del giorno dopo sa perchè parliamo di questa partita.
    La sfida era stata preparata a regola d’arte con Sean Kilpatrick di Cinci che alla vigilia aveva definito Tu Holloway, candidato al quintetto All-American, sopravvalutato, affermando che ai Bearcats non avrebbe trovato spazio.
    Il play dei Muskateer non l’ha presa bene (e neanche il pubblico del Cintas Center, che per tutta la partita ha ululato Who’s Kilpatrick) ed alla sua solita prestazione da 17+6 assist ha condito una buona dose di trash talk, verso tutti i Bearcats, nessuno escluso.
    A 9.4 secondi dalla fine con partita saldamente nelle mani della squadra di casa e #8 del ranking, scatta il parapiglia. La panchina di Cinci non sopporta più l’arroganza di Holloway e si scaglia verso il giocatore causando una mega-rissa in campo.
    Kenny Frease cerca di dividere alcuni litiganti, ma è quello che subisce più di tutti subendo un destro da Yancy Gates nella zona occipitale e, a terra, preso a calci da Cheikh Mbodj.
    Non migliore lo spettacolo offerto nella conferenza stampa, dove Holloway e Lyons se ne escono con dichiarazioni del tipo “Questa è casa mia”, “Ci hanno mancato di rispetto, quindi hanno pagato” e “Abbiamo un gruppo di gangster nello spogliatoio, non abbiamo paura”. Parole importanti e totalmente negative.
    Certo che per rivedere la pallacanestro sulle reti Rai ci saremmo aspettato uno spettacolo un pò più edificante.
  •  

  • Le squalifiche comunque fanno ridere: Gates e Mbodj staranno a sedere per 6 partite.
    Fa ridere più che altro il confronto tra la squalifica per un pugno ed un calcio a terra e quella scontata da Tim Abromaitis, 4 partite, per aver giocato in due exhibition games non programmati.
  •  

  • Come abbiamo detto in precedenza, la nuova numero uno del ranking sono i Syracuse Orangemen di Jim Boeheim, approfittando sia della sconfitta di Kentucky che di quella di Ohio State contro Kansas in quello che doveva essere il bigmatch del sabato, passato in terzo piano dopo gli avvenimenti appena raccontati.
    I Buckeyes possono recriminare l’assenza di Jared Sullinger ma in campo, nonostante siano stati sempre sotto nel punteggio, non hanno neanche giocato poi così male, considerando la mancanza del fulcro offensivo principale. Aaron Craft molto bene con compiti da leader, così come DeShaun Thomas, ma chi ha patito davvero le troppe attenzioni è Will Buford che si è trovato a prendere tiri più che rivedibili.
    I Jayhawks d’altro canto hanno mantenuto il vantaggio in maniera egregia in pieno stile Bill Self, ovvero aggredendo gli errori degli avversari, anche se minimi. Protagonista di questo credo è ancora un superlativo Thomas Robinson da 21 punti col 78% dal campo ed al suo modo di agire nei buchi della difesa Buckeye, ben sostenuto anche da un positivo Tyhawn Taylor da 13 assit (e le solite 7 palle perse) e dalla sorprendente prestazione dello JuCo transfer Kevin Young, autore di 14 punti, più di quanti fatti in totale nelle partite precedenti.
    Nota curiosa: è la seconda volta consecutiva che Ohio State e Kentucky perdono contemporaneamente quando sono ai primi due posti del ranking.
  •  

  • Sembreremo sempre pronti a parlare male della Pacific 12, oramai presenza fissa nella nostra rubrica, ma la quantità di notizie che arrivano dalla costa ovest sono incredibili.
    Ora il problema è il recruit di Jahii Carson da parte di Arizona State. Carson è uno dei playmaker più importanti della classe freshman di quest’anno, tanto da essere l’unico proveniente dal liceo a far parte della squadra americana U19 che ha disputato i Mondiali di categoria in Lituania.
    Ma Carson non ha raggiunto il punteggio standard nell’ACT test e quindi potrà entrare in campo ufficialente solo nella prossima stagione.
    Se ne andrà questa nuvoletta, anzi nuvolona, fantozziana dalla Conference?
  •  

  • Qualcuno comunque dia una bomboletta di ossigeno a Maurice Jones di USC che in queste prime gare ha giocato il 96% dei minuti disponibili. Ben 396 su 410.
  •  

  • Tra le grandi, non dimenticatevi di Baylor, forse la squadra con il miglior (o almeno il più talentuoso) frontcourt della Lega. Percorso senza intoppi finora con 8 vittorie e nessuna sconfitta,23 punti di scarto medio con un massimo di +36 ed un minimo di +10.
    A Waco la settimana scorsa è arrivato il trofeo Heisman (per il miglior atleta di College Football) a Robert Griffin III. Chissà se un altro atleta di terza generazione (Perry Jones III) può portare lo stesso trofeo anche nella pallacanestro…
  •  

  • Se vi parliamo della Summit League, conference nella più densa midmajority, probabilmente al massimo la potete ricollegare a Keith Benson, seconda scelta degli Hawks, visto (poco) a Sassari ad inizio stagione.
    In due giorni però è salita alla ribalta in due occasioni differenti. La prima è l’incredibile buzzer beater segnato da Damen Bell-Holter per dare la vittoria ad Oral Roberts in quello che rischia di essere il game-winning shot dell’anno.
    La seconda sono i 43 punti segnati da Alex Young di IUPUI, che ne fanno la prestazione più prolifica della stagione.
    Dall’anonimato con furore.
  •  

  • Sappiamo della pazzia dei tifosi di College Basketball, lo abbiamo visto anche all’inizio di questo pezzo.
    Ma quando questa pazzia si trasforma in genialità il risultato è sorprendente ed è difficile capire quale sia la migliore tra la Silent Night della Taylor University, dove i tifosi scoppiano in festeggiamenti al decimo punto della squadra di casa dopo un silenzio tombale, o la Red Sea della Lawrence Central Catolic High (ok è un liceo, ma stavolta chiudiamo un occhio), che rivisita la traversata di Mosè sul Mar Rosso.
    A voi la scelta.

 

Post By Lorenzo Neri (45 Posts)

Connect

One thought on “Settimana di sfide: UK-Indiana, Cinci-Xavier e l’imperdibile Silent Night-Red Sea

Commenta