Il tiro di Snaer che ha fermato l'imbattibilità casalinga di Duke

    • E alla fine rimase solo Murray State.
      Sembra incredibile, ma a guidare la nazione nel conto vinte-perse, al momento il college della Ohio Valley Conference è l’unico ad aver ancora il secondo parametro a quota zero, visto che Syracuse ha abdicato contro Notre Dame la striscia delle 20 vittorie consecutive incassando il primo smacco stagionale.
      Fatale agli Orangemen è stato il Joyce Center, casa di Notre Dame e campo mai facile, soprattutto quando la paura dell’upset ti attanaglia costantemente, come si prefigge ad una squadra che deve ancora subire la prima sconfitta.
      I Fighting Irish non hanno avuto molta fortuna finora, incassando ignobilmente l’ennesimo infortunio dell’unico uomo capace di poter guardare il canestro con cognizione di causa, Tim Abromaitis, ma comunque si portano la stagione avanti in maniera più che dignitosa (come sottolineato anche due settimane or sono) risultando una delle migliori squadre della BigEast grazie a difesa, coesione e tanto Mike Brey.
      Boeheim ha patito nel peggiore dei modi i problemi accademici di Fab Melo, fermo finchè i voti non torneranno nella norma, e Jack Cooley ha banchettato in area degli Orange, a cui non è assolutamente bastata la verve di Dion Waiters, dinamitardo dalla panchina.
      Brutto colpo per Syracuse che in settimana ha dovuto dire addio alla prima posizione del ranking (non ho ancora capito perchè una squadra dopo una sconfitta deve essere per forza declassata) in favore di Kentucky e ha rischiato di pagare ancora una volta l’assenza del centrone brasiliano nella partita contro Cincinnati, ripresa per i capelli da Kris Joseph.
      Come detto, rimane Murray State con il record intaccato ed una numero 11 che ovviamente è il miglior posizionamento nella storia dell’ateneo.

    • Rimanendo in tempa di sorprese, upset ed imbattibilità interrotte, è normale spostare il nostro sguardo su quello successo proprio in precedenza della partita tra Syracuse e Notre Dame, la vittoria di Florida State a Durham.
      Il Cameron Indoor, patria degli scatenati Cameron Crazies e domicilio dei Blue Devils, violato dopo ben 45 partite dai Seminoles, che dopo North Carolina fanno un’altra vittima illustre sulla Tobacco Road.
      Il piano partita della squadra di Leonard Hamilton è il solito usato contro North Carolina, ovvero correre per non dare riferimenti agli avversari, spazi larghissimi a metàcampo e la solita difesa ai limiti dell’impeccabile, soprattutto quando chiudono l’area.
      La gara però non è lontana parente di quella vista a Tallhassee settimana scorsa e Duke, nonostante giochi male, è sempre avanti. A girare la partita sono due triple di Michael Snaer, entrambe sulla sirena: la prima permette a FSU di andare all’intervallo con un vantaggio meno pesante del +9 fin lì maturato, la seconda per vincere la partita dopo una cavalcata di Loucks lunga tutta la propria metàcampo.
      A Krzyzewski non basta un Rivers ritrovato, soprattutto nella concretezza, e con questa L si fa raggiungere proprio da Florida State in testa alla ACC.

 

    • Dietro di loro c’è North Carolina che con una partita in meno spera di agganciarli il prima possibile, ma Roy Williams deve fare i conti con un problema importante come l’infortunio occorso a Dexter Strickland.
      Rottura del legamento crociato anteriore nella vittoria contro Virginia Tech per il ragazzo del New Jersey, che ne avrà per tutta la stagione.
      Strickland è un elemento fondamentale per i Tar Heels, che ora si ritrovano senza la guardia titolare ma soprattutto senza l’unico backup play credibile nel coprire le spalle a Kendall Marshall, giocatore che quando annebbiato dalla stanchezza tende ad andare fuori giri.
      Williams potrebbe riprovare Reggie Bullock in quel ruolo, ma già ad inizio stagione l’esperimento  non è andato come previsto, quindi non è escluso che a ricoprire il ruolo sia Stilman White, freshman con all’attivo finora solo 65 minuti totali, tutti giocati in garbage time.
      Situazione complicata a Chapel Hill.

 

    • La Big12 è una Conference che a livello amministrativo sta vivendo un periodo pessimo, rischiando anche la cancellazione con l’esodo delle 10 squadre rimanenti verso le altre power conferences.
      Fortunatamente però il livello cestistico proposto nelle gare è di alto livello e le squadre che la guidano sono 3 top team di livello assoluto. Kansas comanda con un percorso da 7-0 e subito dietro ci sono Missouri e Baylor che proprio in settimana hanno dato vita ad una delle più belle partite dell’anno.
      Inoltre non sottovalutiamo la Kansas State di Frank Martin e soprattutto la sorpresa composta dalla Iowa State di Fred Hoiberg, the Major visto anche con la maglia dei Timberwolves, che ha costruito un programma basandosi su ottimi transfer tra cui quello di Royce White.
      Occhio anche a quello che succede nei bassifondi dove, esclusa Texas Tech, tutte le squadre possono dire la loro, come ha fatto Oklahoma State contro Missouri ultimamente.
      Si prospetta un torneo interessante agli inizi di Marzo.

 

    • Attenzione in casa Tigers al possibile record che potrebbe infrangere Ricardo Ratliffe al termine di questa stagione.
      Il senior di Missouri sta tendendo una media percentuale del 77% dal campo, e potrebbe superare il primato di Steve Johnson che dura da 30 anni, precisamente dalla stagione 1980/81 dove con la maglia di Oregon State l’ex-centro dei Blazers riuscì a concludere con un impressionante 74,6%.
      Due tipologie di gioco differenti, considerando che Johnson era il go-to-guy ed il vero e proprio fulcro dei Beavers mentre Ratliffe deve ringraziare anche il sistema in cui gioca, ma questo non mette certamente in secondo piano l’obiettivo.

 

    • Un altro record da battere potrebbe avvenire nelle prossime partite con Anthony Davis di Kentucky prossimo a superare le 115 stoppate date da Shaquille O’Neal nel suo anno da freshman.
      Bersaglio più che alla portata visto che Davis al momento ne ha già 97 e che, secondo la media a cui viaggia, potrebbe raggiungere la cifra in poco più di 3 partite.

 

    • Per quanto ancora vogliamo tenere la Mountain West fuori dalla lista delle Power Conference?
      E’ un discorso che torna ogni volta, ma è sorprendente come questa Conference sia sottovalutata dai media nonostante due squadre nel ranking (San Diego State e UNLV), una che potrebbe tranquillamente arrivare fino ad un secondo turno (New Mexico) e tante squadrette meno celebrate ma durissime a morire.
      E poi Boise State ha l’arena sponsorizzata da Taco Bell!

 

    • Per gli esteti, non perdetevi le nuove maglie in grigio che alcune università sfoggieranno nelle prossime partite.
      Eccovi una piccola anteprima con le date in cui verranno vestite.

 

  • Piccolo update sulla situazione recruiting di Amedeo Della Valle, visto che il ragazzo sta iniziando ad attirare le attenzioni non solo di college importanti che già lo seguono da tempo ma anche dei maggiori siti sull’argomento.
    Ne sono la conferma questi due articoli che tessono le lodi di Amedeo, messosi in risalto per le buone prove contro la Simeon HS (il liceo di Derrick Rose) e soprattutto la Bishop Gorman di Shabazz Muhammad (recruit #1 della classe 2012), dove ha mostrato grandi capacità tattiche oltre a quelle tecniche di cui siamo già a conoscenza.
    La primavera si avvicina così come la scelta del ragazzo piemontese, il quale ribadisce di non avere una favorita e di prendere la sua decisione ad Aprile. Ed intanto anche Ohio State gli ha messo gli occhi addosso…

 

(pubblicato da Draftology)

 

Post By Lorenzo Neri (45 Posts)

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One thought on “College Basketball – Cadute improvvise, primati da battere e il futuro di Della Valle

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