OREGON DUCKS

Recruiting
Come ogni anno, le squadre più competitive devono sopperire ad una considerevole quantità di assenze, i Ducks, reduci da un’eccellente stagione con il quarto titolo della conference in cinque anni, non hanno avuto difficoltà a rimpiazzarli.

Le partenze di due RB estremamente produttivi come James lo scorso anno e Barner lo scorso aprile, hanno costretto il nuovo coach Mark Elfrich ad affannarsi per trovare valide alternative,  Tomas Tyner  unanimemente considerato il miglior RB della nazione, il nativo dello stato dell’Oregon ha scelto i Ducks senza attendere altre proposte di altre squadre, che visto il talento, sarebbero state numerose. L’intero reparto offensivo, vero punto di forza di Oregon la scorsa stagione, verrà parzialemente rinnovato grazie agli arrivi dei WR Tyree Robinson, Darren Carringhton, Devon Allen e il TE John Mundt,anche la linea offensiva beneficierà di un deciso upgrade, il T Evan Voeller e la G Cameron Hunt sono i nomi di maggior rilievo in un reclutamento che porta i Ducks tra le migliori formazioni della nazione.

Attacco

Marcus Mariota

Marcus Mariota

Con la partenza di coach Kelly con destinazione Philadelphia Eagles, l’Athletic Director è stato chiamato ad una scelta assai importante: cercare un coach di rilievo o contuinuare la tradizione di scovare il sostituto in casa? La scelta non ha richiesto che pochi giorni così come avvenne anni fa con Kelly dopo l’addio di Bellotti. Sotto la guida di Kelly dal 2009, i Ducks hanno avuto l’eccellente record di 46 vittorie e solo 7 sconfitte con 3 titoli di conference e 4 apparizioni consecutive ai BCS Bowl, grazie alla sua capacità di motivare i giocatori, questi hanno potuto esprimersi al meglio delle proprie potenzialità.

Il QB Marcus Mariota (2677 yards, 32 TD, 6 INT) è stato il principale artefice dell’attacco di Oregon tanto da venir nominato Freshman of the Year, se lo spread attack ha in Mariota il principale contributore, nulla si creerebbe senza la presenza di un gioco di corse di estrema efficacacia, De’Anthony Thomas, autentico playmaker offensivo era già considerato un fenomeno sin dal suo arrivo a Eugene; con la velocità di un missile e l’atletismo di un ballerino, Thomas ha terminato la stagione con oltre 700 yards in sole 92 corse ricevendo fuori dal backfield per 445 yards e altre 5 segnature, con la partenza di Barner non potrà che beneficiare di un maggiore utilizzo.

Lo spread attack non ha solo massimizzato le potenzialità di Mariota e Thomas, ma ha consentito anche ai ricevitori di raccogliere ben più di quanto sperato ad inizio stagione. Josh Huff ne è il classico esempio: 5’11 per 200 libbre ha messo a segno ben 7 mete con solo 32 ricezioni mostrando al proprio allenatore cosa potrebbe fare se fosse usato con maggiore frequenza. Anche Bralon Addison ha un potenziale incredibile, e sopratutto crede fermamente in se stesso tanto che lo staff ha dovuto più lavorare per contenerlo che insegnargli il mestiere, tenete d’occhio il TE Colt Lyerla, qualche numero? oltre 16 yards per ricezione, 25 ricezioni e 6 TD, serve altro?

Difesa
Se l’attacco ha subìto grosse perdite anche la difesa non è stata da meno, Dion Jordan, Kiko Alonso e Michael Clay non sono più in maglia verde, la front seven del DC Aliotti subirà molti cambiamenti ma potrà contare ancora su alcuni punti fermi, come il DE Taylor Hart che anno dopo anno, ha mostrato continui miglioramenti tanto da divenire quasi indispensabile, al suo opposto Tony Washington ha certamente meno talento rispetto a Hart ma dalla sua possiede un maggiore atletismo.

Il ruolo di LB è quello che crea più grattacapi ad Aliotti, Boseko Lukombo, Derrick Malone e Tyson Coleman sono semplicemente buoni giocatori ma nulla di più, starà alla bravura e all’esperienza del DC riuscire ad amalgamare il personale a disposizione per ottenerne buoni risultati.

Per un reparto deficitario, ce ne è uno che viceversa è un vero punto di forza, la secondaria dei Ducks, nonostante la partenza del leader Boyett, potrà avvalersi di una coppia di CB di tutto rispetto; Ifo Ekpre Olomu è ampiamente considerato uno dei migliori nel ruolo in tutta la conference, molto simile a Tyrane Mathieu come stile di gioco, ha maggiore predilezione per il placcaggio che come cacciatore di palloni, ma il talento è davvero cristallino. Terrance Mitchell è viceversa un discreto placcatore, ma è dotato di un sesto senso per andare a caccia di palloni, un maggiore utilizzo rispetto alla scorsa stagione, non potrà che avvantaggiarlo.

Predication: 12-1

STANFORD CARDINAL

Recruiting
Se qualcuno pensava che David Shaw non potesse ricalcare le orme del predecessore Jim Harbaugh, si sbagliava di grosso, compresi molti presunti scout che ritenevano il neo coach non all’altezza di condurre una prestigiosa squadra come Stanford.

Il coach di colore ha risposto mettendo nella bacheca il titolo della Pac 12 e riportando Stanford al Rose Bowl che mancava da tempo immemore, ed i risultati, oltre all’eccellente programma di studi in ogni disciplina, in termini di reclutamento non sono tardati ad arrivare.

La difesa è stato il reparto che ha richiesto particolare attenzione da parte dello staff dei Cardinals, i MLB Kevin Palma e Peter Kalamaji andranno a rinforzare un reparto che ha sofferto le partenze di Thomas e l’infortunio di Skov per tutta la stagione. Anche per la fase offensiva Shaw ha scovato il ricevitore Francis Owusu e il TE Austin Hooper che con moltta probabilità prenderà il posto lasciato libero dopo le partenze di Ertz e Toilolo.

Attacco

David Yankey

David Yankey

Cambiamenti in vista nello staff di coach Shaw, Pep Hamilton ha prontamente accettato l’offerta degli Indianapolis Colts e Shaw non ha perso tempo nominando come OC Mike Bloomgren, nonstante questo avvicendamento, nulla cambia nel playbook dei Cardinals, la pro style offense continuerà a dettare legge come negli anni passati. Con Luck e Taylor passati ai professionisti, Shaw non ha avuto esitazione a designare Kevin Hogan come QB  titolare, e con i numeri prodotti lo scorso anno non potrebbe essere altrimenti; autore di 1000 yards lanciate con 9 mete e tre intercetti, Hogan seppur ancora acerbo, ha mostrato indubbie capacità di progredire durante la partita senza perdere fiducia, imparando dagli errori come fanno i quarterback di qualità.

Nel ruolo di RB è giunto il momento per Tyler Gaffney di dimostrare la fiducia che Shaw ha riposto in lui; lo scorso anno evva deciso di tentare l’avventura nel baseball professionistico nella farm dei Pittsbugh Pirates, ma l’incerto futuro  l’ha fatto prontamente tornare all’antico amore, il football e con un ruolo tutt’altro che secondario.

La linea offensiva resta uno dei punti di forza dei Cardinal, grazie ad essa il QB ha una protezioni invidiabile, e l’eccellente lavoro nel gioco di corse lo è altrettanto, il lavoro in tandem della G David Yankey (prossima scelta al draft 2014) e Kevin Danser, formano un duo tra i migliori della nazione, Shaw sa che la OL è fondamentale per i successi offensivi di squadra.

Se OL e QB rappresentano punti fermi per coach Shaw, non altrettanto si può dire del reparto ricevitori, il velocista Ty Montgomery ha grandi potenzialità ma un fisico di burro come dimostrano solo 4 partite giocate nelle ultime due stagioni, Kelsey Young, piccolo e leggero, è il classico slot receiver che piace tanto alle franchigie NFL, peccato che qui la musica sia ben diversa, le incognite per Shaw arrivano dal ruolo di TE tanto fondamentale negli schemi offensivi dei Cardinal.

Riusciranno Luke Kaumatue e David Dudchock a ricalcare le gesta di Ertz e Toilolo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Difesa
Dopo lo switch dalla 4-3 alla più efficace 3-4, i Cardinals sotto la guida dell’esperto DC Derek Mason, i risultati si sono dimostrati oltre ogni aspettativa, facendo della front seven i Stanford una delle migliori della conference. I due end della linea difensiva Ben Gardner e Henry Anderson formano un tandem formidabile che ben si amalgama con il reparto dei linebackers che con il nuovo allineamento è di capitale importanza.

Il linebackers Shayne Skov, ha condotto la difesa di Stanford con autorità ed inteligenza nonostante un curricula di infortuni affatto trascurabile, con la partenza di Thomas il ruolo di inside titolare accanto a Skov andrà nelle mani di Trent Murhpy ha rinunciato alle attrative dei professionisti per trascorrere l’ultimo anno da Senior in California.

La secondaria è l’unico reparto che ha stentato la scorsa stagione, ma grazie allo splendido lavoro del resto della difesa, ha sofferto meno del previsto, i CB Alex Carter e Wayne Lyons non hanno molto di speciale, ma grazie a due safety di eccellente livello come Ed Reynolds e Jordan Richards, le loro lacune in copertura sono assai limitate.

Predication 9-3

OREGON STATE BEAVERS

Mike Riley è un allenatore ampiamente sottovalutato al pari dell’intero staff che lo supporta da tanti anni, perchè Oregon State pur non essendo una squadra con ambizioni da titolo, pur non potendo competere anche economicamente con le corazzate della conference, ottiene i suoi risultati grazie la duro lavoro che da sempre contradistingue i Beavers.

Pur non reclutando nomi altisonanti, con l’eccezione del CB Dashon Hunt, a Corvallis sono giunti tanti giocatori interessanti come il S Brandon Arnold, la G Sean Harlow per citarne alcuni, senza considerare la pletora di Juco di chiare origini hawaaiane (il De Charles Taau, il Dt Kyle Peko e il pari ruolo Siale Hautau), nonostante non ci sia da stappare lo champagne, i Beavers hanno effettuato un buon recruiting.

Attacco

Brandin Cooks

Brandin Cooks

Sean Mannion o Cody Vaz? Questo è stato ed è il dubbio principale che ha assillato Mike Riley per tutta l’estate, la scelta finale potrebbe determinare il futuro di Oregon State nel prossimo campionato, per chè il talento offensivo a disposizione del coach è davvero tanto. Mannion (2446 yards, 16 TD, 13INT) ha dalla sua fisico ed altezza, Vaz è stato catapultato in campo dopo l’infortunio di Mannion, in quelle occasioni ha mostrato notevoli potenzialità ma anche tanta inesperienza che a questo livello fa la differenza.

Il RB Storm Woods, nonostante l’infortunio, ha corso per quasi 1000 yards realizzando 13 mete, mostrando al coach che la scelta di andarlo a reclutare fino in Texas non è stata vana, ma è il reparto ricevitori il vero punto di forza di Oregon State. Dopo la partenza di Markus Wheaton, Brandin Cooks (67 rec, 1151 yards, 5TD) è salito in cattedra grazie al telento che madre natura l’ha dotato; fisico non particolamente attrente da vedersi, sopperisce con mani da violinista, non droppa un pallone, ottime running routes lo rendono uno dei migliori nel ruolo di tutta la conference.

Difesa
Cambiamenti in vista in casa Oregon State, come preventivato molti titolare dello scorso anno devono essere prontamente sostituiti, Riley e il DC Mark Banker non hanno perso tempo inserendo giocatori davvero interessanti in ogni reparto. La linea difensiva è quella che ha subìto maggiori inserimenti come i due DT Edwin Delva e l’Juco Siale Hautau, nel ruolo di DE da tenere d’occhio il junior Scott Crichton: poco schierato dei primi due anni in maglia arancione, durante l’estate ha mostrato progressi impressionanti tanto da guadagnarsi sasubito una maglia da titolare.

Ritornato per l’ultimo anno di eleggibilità, il LB Michael Doctor, nonostante un fisico non proprio appariscente, ha mostrato sul campo con ben 88 placcaggi, tutto il suo talento tanto da guadagnarsi i gradi di capitano, sul lato forte DJ Alexander ha fisico più prestante di Doctor, ma minor talento e propensione alla giocata importante.

La secondaria, dopo la partenza di Poyer, sarà nelle mani del Senior Rashad Raynolds, pur non avendo mai avuto il riconoscimenti della conference, ha certamente le capacità per entrarvi quest’anno, per il ruolo che fu di Poyer, c’è ampia competizione tra Sean Martin e Steven Nelson con Martin leggermente favorito grazie all’esperienza acquisita lo scorso anno, nel ruolo di S Tyrequek Zimmermann ha saltato parte dell’estate dopo l’operazione al ginocchio, se riuscirà a recuperare, sarà sua la maglia di titolare, ma il trascinatore è l’altro S Ryan Murphy, 6’3 per 220 libbre, è un vero macellaio in campo aperto, non lesina colpi che lasciano il segno cosa che piace tanto allo staff dei Beavers.

CALIFORNIA GOLDEN BEARS

Recruiting
Dopo un decennio di buoni risultati, Jeff Tedford è stato costretto a fare le valigie lasciando dopo l’ennesima disastrosa stagione conclusa con solo 3 vittorie, con lui in panchina i Golden Bears  hanno avuto ben otto stagioni vincenti consecutive, ma ormai il coach aveva fatto il suo tempo e per California, al pari di UCLA con la nomina di Mora, era tempo di drastici cambiamenti. La scelta è caduta sul coach di Louisiana Tech Sonny Dykes, fautore di una up tempo offense di pregevole fattura, che ha portato i Bulldogs ai vertici della lega con oltre 570 yards e 58 punti a gara. Il 43 enne non ha perso tempo concentrando gli sforzi del suo staff nello scovare giocatori capaci da subito di dare un importante contributo ai Golden Bears, il primo colpo e stato il QB californiano Jared Goff considerato tra i migliori dello stato, ma è in difesa che Dykes ha concentrato i propri sforzi portando a Berkeley quotati giocatori come il DT Tony Mekari e i LB Ray Davison e Johnny Ragin III, ma nonostante l’entusiasmo il reclutamento di California è stato assai mediocre.

Attacco
Con l’arrivo di un nuovo coach e del nuovo offensive coordinator Tony Franklin, California cambierà decisamente pelle in attacco, Dykes è da sempre un estimatore dello spread attack di particolare efficacia in cui in QB riceve dalla shotgun formation, ma il personale a disposizione è adatto all’ up tempo offense che ha portato l’attacco di Louisiana Tech ai vertici della lega? I redshirt freshman Zach Kline, sembra il destinatario principale della maglia da titolare, seppur molto inesperto, ha mostrato notevoli progressi fin dai primi allenamenti estivi, ma occhio al neo arrivato Jared Goff che ha dalla sua in fisico decisamente più potente di Kline, ma l’inesperienza a questo livello conta, a suo tempo avrà le sue possibilità.

Difesa

Deandre Coleman

Deandre Coleman

Che Pendergast sia un eccellente defensive coordinator è fuori discussione, e che California abbia moltissimo talento difensivo lo è altrettanto, il NT Deandre Coleman è il tipico giocatore capace di far reparto semplicemente con la sua presenza; 6’5 per 330 libbre, ha rinunciato alle sirene dei professionisti per trascorrere in maglia giallo blu l’ultimo anno di college, con il compagno di reparto Vili Moala, forma una delle coppie di DT più forti della conference.

Se la linea difensiva è il punto forte, altrettanto non li può affermare degli altri reparti dove di buchi da tappare ce ne spono a bizzeffe, i LB Nick Forber e il Penn State transfer Kahiri Fort, saranno sicuramente titolari, ma per fermare gli attacchi delle corrazate della Pac 12, ci vuole ben altro. La secondaria ha fatto acqua da tutte le parti concedendo ben 32 TD lo scorso anno, Stefan McClure, reduce da un grave infortunio al ginocchio, ha talento da vendere ma il recupero dall’infortunio non procede come dovrebbe, Kameron Jackson sarà il CB titolare, ma le sue scarse capacità in copertura lo hanno reso un bersaglio facile  per i QB avversari, starà al DB coach Randy Stewart motivare i ragazzi ad un miglior rendimento.

I Bears hanno prodotto due RB da 700 yards nelle ultime due stagioni, seppur molto lontani i tempi di Jahvid Best, Dykes darà fiducia a Brendan Bigelow che seppur reduce da un grave infortunio al ginocchio, ha le qualità per emrgere dal gruppo di running back che ha in Daniel Lasco (giocatore tutto fare) e nel rookie Kalhfani Muhammad, un gruppo di tutto rispetto. Il reparto ricevitori, ha in Bryce Treggs e Chris Harper quanto di meglio, si fa per dire, che Dykes abbia a disposizione, Treggs in particolare è molto pericoloso con la palla in mano, ma un fisico leggero e un’altezza sotto la media, lo rendono spesso infortunato.

WASHINGTON HUSKIES

Recruiting
Washington Huskies di coach Sarkisian, giunto al suo quinto anno a Seattle, hanno fatto incetta di talenti pescandoli in quella fucina di fenomeni che è la California, soffiandoli spesso da sotto il naso delle più rinomate formazioni della conference come USC e UCLA. In attacco i colpi migliori sono il talentuoso QB Troy Williams fisico notevole ed ottima presenza all’interno della tasca, ne fanno il miglior talento mai giunto a Seattle dai tempi di Locker, i WR Demore’ea Stringfellow, Darrelle Daniels e John Ross rappresentano il miglior trio di prospetti dell’intera Pac 12.

Sempre in attacco non possiamo dimenticare il RB Lavon Coleman, il complemento perfetto per dar fiato a Sankey, ma è la difesa che ha subito un cambiamento notevole, il CB Jermaine Kelly e il DE Joe Mathis che ricopreranno due ruoli fondamentali negli schemi del nuovo DC Justin Wilcox.

Attacco

Keith Price

Keith Price

Sarkisian ha imparato con tempo che occorre adattare gli schemi offensivi al personale a disposizione, in attacco Washington ha davvero tanto talento, il QB Keith Price è l’esempio pratico della teoria esposta precedentemente. Price (2726 yards, 19 TD, 13INT)  ha tante qualità per poter diventare un regista coi fiocchi, ma gli schemi dello scorso anno mal si adattavano alle sue caratteristiche, la risposta potrebbe essere pensare meno lanciare con maggiore velocità di esecuzione e con traccie più semplici, tradotto up-tempo, per realizzarsi questo cambiamento deve partire dalla linea offensiva che tanti problemi ha palesato lo scorso anno. Un nuovo C, e nuova G destra, ma due veterani come Ben Riva e Micah Hatchie restano i punti di riferimento per l’intero reparto.

Il running game avrà maggiore enfasi nella fase offensiva degli Huskies, Bishop Sankey (1439, 16 TD) è un vero trascinatore, pur essendo solo un junior e con un fisico non porprio prestante, rompe tackles con estrema facilità, ha buone mani e una velocità abbacinante.

In fase offensiva, Sarkisian punta tutto sul talento di giocatori come il WR Kasen Williams, giocatore di notevole potenzialità che non si è tradotta fino ad oggi, in numeri sul campo, e soprattutto il TE Austin Saferian-Jenkins; 6-6 per 268 libbre, è unanimemente considerato il miglior TE della conference se non della nazione, solo problemi fuori dal campo (arrestato in marzo per guida in stato di ebrezza) ne stanno minando il futuro tra i professionisti, sarà sicuramente una prima scelta al Draft 2014.

Difesa
Ci sono buone prospettive per l’immediato futuro, il campionato è alle porte ed è ora di dare un assetto definito a tutti i reparti. Il nuovo DC Justin Wilcox è da sempre amante delle difese iper-aggressive, schierare 3 uomini di linea (Josh Shelton, Andrew Hudson e Josh Banks), un rusher end ruolo nel quale Wilcox pone un accento particolare, Josh Shirley è il candidato ideale per ricoprirlo grazie ad un fisico da DE e la velocità di un linebacker.

Tutta l’enfasi difensiva è basata sulla linea che deve arginare la linea avversaria, permettendo così al reparto linebackers di fare giocate determinanti, John Timu nel ruolo di Mike LB, ha il compito di chiamare tutti gli schemi e gli aggiustamenti difensivi forte della sua esperienza, leadership e un innato senso della posizione, Shaq Thompson e un LB o un S? Ha ben poca rilevanza come sia schierato, perchè il talento è talmente cristallino che gli permette giocate decisive da ogni posizione, come dimostrano i 74 placcaggi e i 3 intercetti messi a segno.

WASHINGTON STATE COUGARS

Dopo una sola stagione a Pullman, tutti hanno capito che Mike Leach non è un mago, i Washington State non sono certo i Texas Tech ai quali Leach aveva dato un’impronta che era diventata fonte di ispirazione per tanti colleghi, ma nello stato di Washington la musica è totalmente diversa. Leach si è creato la nomea di essere un duro con i giocatori e dai metodi di allenamento militareschi, ne consegue che per i prospetti non si faccia la corsa per arrivare alla sua corte, considerando il fatto che i Cougars sono una squadra perdente da tempo immemore, qualche tanto è giunto ugualmente, il QB Tyler Bruggman, è il pezzo pregiato che vista la scarsa concorrenza, potrebbe venir subito catapultato come titolare. A parte Bruggman il resto è ben poca roba.

Attacco

D. Williams

Dominique Williams

L’attacco dall’arrivo di Mike Leach non ha ancora mostrato evidenti progressi rispetto alla miriade di stagioni disastrose alle spalle: Nel ruolo di QB c’è ampia competizione tra Connor Halliday (1874 yards 15TD, 13INT), il top recuiter del 2012 Austin Apocada e il neo arrivato Tyler Bruggman, Leach ha ancora in mente gli anni trascorsi a Lubbock senza comprendere che a Pullman è tutto un’altro mondo.

Eppure il talento offensivo ai Cougars non manca, Dominique Williams e Gabe Marks sono ricevitori di talento, Marks in particolare è stato il top recuiter del 2012, ha  fisico e buone mani, ma senza un QB decente a lanciare, il talento è assai superfluo.

Difesa
C’è davvero poco da stare allegri, nel mese di novembre, mese finale prima della postseason in cui i coach dovrebbero aver apportato un qualche cambiamento, i Cougars hanno subìto la bellezza di 42 di media nelle ultime 4 partite, la front seven ha esperienza e talento da vendere, il DT Xavier Cooper, il NT Ioane Gauta, il LB Darryl Moore (88 placcaggi,  3 sacks) e Curys Coen rappresentano quanto di meglio Leach abbia a disposizione, ma non è sufficiente per limitare gli attacchi avversari. Deon Bucannon è stato il primo DB con oltre 100 placcaggi in stagione regolare dal 1996, ma è l’unico giocatore di livello NFL (magari da giri intermedi) in un reparto che fa acqua da tutte le parti.

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3 thoughts on “Pac 12 Preview 2013: North Division

  1. Mi permetto di commentare alcuni spunti, esclusivamente con riferimento alla “mia” Stanford.
    In attacco avrei speso due parole, tra i RB, oltre che per il “rientrante” Gaffney per almeno 2 degli altri 4 ragazzi che si spartiranno le giocate nel backfield di una squadra che fa indubbiamente della power run offense il proprio fulcro nel gioco d’attacco. Ovverosia almeno per il titolare, il workhorse Anthony Wilkerson e per il redshirt freshman Barry J. Sanders, se non altro perché finalmente vedremo in azione il primogenito del più grande running back degli anni 90 (o di sempre…).
    Sulla linea avrei citato anche il mastodontico LT Andrus Peat, figlio e fratello d’arte, dato che oltre ad essere il nuovo titolare nel coprire il blind side di Hogan è elemento molto retato (5 stelle dei principali recruiting services nel 2012 – Rivals, ESPN, Scout – nonché primo giocatore liceale in assoluto della recruiting class per Sporting News) tanto che ha giocato spesso anche da true freshman, cosa che nemmeno DeCastro e J. Martin hanno fatto a Palo Alto.
    A WR è vero che Montgomery l’anno scorso è stato infortunato, ma il primo anno, da true freshman, giocò un’ottima stagione con Andrew Luck e se scese in campo da titolare solo in poche occasioni ciò fu per inesperienza e non perché ha “un fisico di burro”… Poi avrei sottolineato anche la presenza di nuovi ragazzi di cui tra un anno leggeremo un gran bene, come ad esempio Michael Rector, ma capisco che per ragioni di sintesi si sia voluto incentrare il taglio dell’articolo su players già conosciuti e con più anni di eleggibilità scontati.
    In difesa, tra i linebackers “inside” al fianco di Shyne Skov continuerà a giocare il poliedrico A.J. Tarpley, mentre ovviamente Trent Murphy continuerà a giocare OLB, mentre è ancora battaglia per chi sostituirà sempre all’esterno Chase Thomas, dato l’emergere prepotente al TC di alcuni giovanissimi elementi (Noor Davis e Peter Kalambayi) dei quali tuttavia sentiremo molto parlare in un prossimo futuro.
    Infine nelle secondarie non concordo assolutamente con il fatto che i cornerbacks Alex Carter e Wayne Lyons “non hanno molto di speciale”, ma dirlo solo così sembrerebbe il classico sfogo da tifoso, quindi preferisco aspettare che tutti ne arrivino a vedere progressi e capacità, come fu con Richard Sherman. Ciò che posso assicurare sin d’ora è che per il figlio di Tom Carter, in particolare, non sarà necessario attendere 5 giri per vederlo selezionato al draft NFL entro un paio di stagioni. Andrà via molto prima, io credo già al primo round, proprio come il suo papà.

    Saluti.

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