Warriors 108 – Cavaliers 95

Brutto Irving brutti Cavs alla Quicken Loans Arena. I padroni di casa mostrano una buona coralità (6 su 9 giocatori in doppia cifra), ma non possono nulla contro una squadra in grande spolvero come Golden State. Dopo 3 vittorie la squadra di casa torna a perdere, mentre i californiani vincono la seconda consecutiva senza Curry infortunato e ancora fuori Bogut e Barnes.

La partita parte in equilibrio, tanto che il primo periodo termina 23-23. Nel secondo però gli ospiti, alla seconda partita in due sere, si fanno sentire e staccano Cleveland con un secco 32-21. Nel terzo la galoppata alla vittoria dei giallo-blu continua e lasciano ancora poco ai padroni di casa (29-24). Nell’ultimo quarto invece c’è un timido tentativo di Irving e compagni, di rientrare in partita, ma pur concludendo il quarto a +3 (24-27), il distacco creatosi in precedenza non può essere recuperato.

Career High per il giovane Klay Thompson, che dopo i 19 punti di ieri sera ne mette 32, e fa 7 rimbalzi. Ottimo anche Jack, che senza Curry si fa notare, con 26 punti e 12 assist. Come sempre anche David Lee è un punto di forza per Golden State e lascia con 20 punti, 13 rimbalzi e 8 assist.
Per i Cavs un pessimo 22,2% al tiro da 3 è sicuramente un indizio sulla partita. I Giocatori in doppia cifra sono 6, ma nessuno particolarmente incisivo: Tristan Thompson, forse il più positivo dei suoi, fa 18 punti e 11 rimbalzi, 18 punti anche per Waiters, 16 per Zeller, 14 per uno spento Irving con 5-17 al tiro, 12 per Speights e 10 per CJ Miles.

 

Bucks 117 – Pistons 90

I Bucks passano per Detroit e lasciano un segno bruciante, e con due quarti di fuoco portano a casa la partita senza estrema resistenza, nonostante gli ultimi due confronti in stagione tra le due franchige sia finito entrambe le volte a favore della squadra del Michigan.

Al Palace of Auburn Hills, i Pistons sentono il buon stato di forma di Milwakee (nelle ultime 10 partite 7 vittorie), e nonostante un buon inizio (19-28 il primo parziale), si fanno poi scappare la partita. Il secondo e il terzo quarto infatti sono una vera e propria lezione di basket, con un +32 al terzo tempo, per le casacche rosse (33-14 secondo quarto, 39-26 terzo quarto). La partita ormai è conclusa, e l’ultimo quarto è un leggero allungo finale dei vincitori (26-22).

Grande partita di Brandon Jennings con 30 punti, e ottimo Dalambert con 12 punti e 10 rimbalzi. Ellis si limita ad uno scarso 5-14 (2-6 dall’arco), e chiude con 14 punti. Buoni i 17 di Dunleavy e 11 di Henson.
Per Detroit le statistiche al tiro sono davvero brutte. Con un 18,2% dall’arco è difficile pensare di poter vincere una gara a questo livello. L’unico ad aver giocato una ottima partita è il Rookie Andre Drummond che si porta via 18 punti e 18 rimbalzi. Scarse invece le prestazioni dei compagni con 10 punti per Prince, 14 per Monroe, 12 Singler e 10 per Knight.

 

Mavericks 104 – Trail Blazers 106

Portland torna a vincere, e lo fa in casa, al Rose Garden Arena. Dopo 7 sconfitte nelle ultime 10 gare gli uomini di Stotts mostrano la loro tenacia, e dopo un inizio di gara non certo facile, con gli esperti giocatori di Dallas, si riprendono con forza la vittoria.

La prima parte di gara è una conquista degli ospiti texani (32-28 e 27-14), che arrivano al +20 al terzo quarto. Questo sembra dare una sveglia ai Tral Blazers, che da lì macinano punti. Al concludersi del terzo periodo la gara è riaperta e dal -20 di inizio quarto siamo a -6 per il team dell’Oregon, con un parziale di 7-21 in pochi minuti (21-32 nel quarto).
L’ultimo periodo di gioco è entusiasmante. La rimonta di Portland non è finita e a 28 secondi dal termine Batum insacca la tripla del 101-101. Game tied ad una sola azione completa dalla fine della gara. I colpi di scena iniziano ora. Sul ribaltamento di fronte Dallas non è sprovveduta, e si affida al suo uomo bandiera, Dirk Nowitzki, che a 11 secondi dal termine riporta a +3 Mavericks, rispondendo a Batum. Portland però non molla e a soli 4.5 Aldridge mette l’unica sua tripla della sera (cosa che non accade spesso), e siamo ancora pari. All’ultimo possesso di Dallas mancano 4.5 secondi alla fine quando Mayo entra a canestro e gli viene fischiata carica. Palla a Portland e 1 secondo da giocare. Time out di casa e sulla ripresa del gioco è l’uomo d’esperienza che guida i compagni. LaMarcus Aldridge riceve palla e con un fadeaway segna al buzzer beater i 2 punti della vittoria, per la seconda volta quest’anno.

Grandi prestazioni per Aldridge con 29 punti e 13 rimbalzi, e JJ Hickson che ne fa 26, insieme a 15 rimbalzi. Lillard si limita a 10 punti e 8 assist come i 10 punti di Batum e i 17 di Matthews.
Ottima la gara di Nowitzki che ne fa 26, più i 17 di Collison, 15 di Mayo, 12 di Marion e 10 di James.

 

Hornets 106 – Lakers 111

Allo Staples Center i gialloviola continuano la loro serie di vittorie, e ripartono bene per questa seconda metà di stagione, dando l’impressione di poter raggiungere i playoffs. Ritrovano inoltre Steve Blake e dei punti dalla panchina.

La gara è giocata. Il primo quarto finisce sul 24-25, ma nel secondo i Lakers mostrano il loro carattere e chiudono con un +11 nel quarto e un +12 all’Half Time (18-29 secondo periodo). Nei due quarti del secondo tempo New Orleans riprende qualche punto ma non basta a recuperare i padroni di casa(31-29 terzo quarto, 33-28 quarto quarto).

La forza di Dwight Howard comincia a farsi sentire e il giocatore acquista carattere anche con la nuova casacca. Per lui 9-13 dal campo e ottimi 24 punti. Bella partita per Clark che cresce con i Lakers (7 punti con i Jazz, 11 con Oklahoma e 20 stasera, con 12 rimbalzi). Non il solito Kobe che fa 14 punti e 11 assist con pessime percentuali al tiro (5-12, 0/4 da 3). 12 punti per Nash 16 per Jamison e 13 per Meeks.

Per gli Hornets torna a ottimi livelli Gordon con 25 punti. Per Davis 18 punti ma meglio Lopez con 16 punti ma 9 rimbalzi, contro i 3 di Davis, contenuto dalla differenza fisica con Howard. 15 punti e altrettanti assist per Vasquez, sempre più uomo rivelazione, e 16 punti per Ryan Anderson.

Post By elix (8 Posts)

Classe ’91, ho iniziato a seguire il basket nel 2004 con Vince Carter sulla copertina di un gioco, e mi sono innamorato di Vincredible e The Answer.

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