Bulls 101 – Pacers 111

13 vittorie consecutive in casa per Indiana, dato che spaventa, ma i Bulls non sono certo una squadra sprovveduta. Al Banker Life Fieldhouse, va in scena la partita più tesa e attesa della serata, tra due squadre in forma e in lotta per i playoffs che dopo la gara si trovano pari in Regular Season con il record di 29-19.

Indianapolis in casa fa bene, e lo dimostra anche se il primo quarto si chiude con +1 di Chicago. I due periodi centrali della partita creano però un buon margine per George e compagni che arrivano all’ultimo quarto con un bel +11. Nell’ultimo quarto la situazione è stabile, poichè i Peacers non hanno nessuna voglia di perdere e non si fanno rimontare, chiudendo a +10 la partita.
Parziali: 29-28, 25-32, 22-27, 25-24.

Per Chicago ben 7 su 9 giocatori in doppia cifra. Il Top scorer della serata per gli ospiti è Marco Belinelli con 24 punti in altrettanti minuti, mentre Nate Robinson ne fa 19, sfiorando la doppia doppia con 9 assist. 13 i punti di Deng e 10 per Boozer, Hamilton, Butler e Gibson, che si prende anche 11 rimbalzi facendo le veci di centro, in occasione dell’assenza di Noah per infortunio.

Stratosferico Paul George con 21 punti e 11 rimbalzi, mentre continua bene West con 29 punti e 9 rimbalzi, e ottimo anche Hill con 22 punti.

Magic 61 – 76ers 78

Pochi punti, poco in discussione la gara, ma un po’ di spettacolo da parte dei Sixers.
Con questa Orlando perde 10 partite consecutive per la seconda volta in due mesi e si allontana sempre più dalla zona playoffs.

La cosa più bella della serata è la palla rubata e la schiacciata in 360 di Nick Young, che si mette sempre più in mostra. La partita infatti è in controllo dei Sixers, che però perdono Thaddeus Young per infortunio dopo soli 15 minuti giocati dall’ala. Orlando però non concretizza e con un penoso 8,3% dall’arco, non riesce mai a superare i 19 punti per quarto.
Parziali: 16-28, 19-14, 11-18, 15-18.

Pochi i punti e povere le percentuali con Moore che ne fa 18 (9/17, 0/4 dall’arco), Nicholson 11 e 10 Harkless, con 14 rimbalzi per Vucevic.

Dall’altra parte non è una festa ma bastano i 21 punti e 14 rimbalzi di Hawes, i 13 punti e 14 assist di Holiday e i 15 punti di Nick Young.

Clippers 90 – Wizards 98

Il nuovo slogan di Los Angeles potrebbe essere “No Paul, no party!”. Infatti la franchigia californiana ha perso 5 delle ultime 7 partite (sono 7 da quando è fuori CP3), e con ieri notte arriva a 3 consecutive, contro una squadra tutt’altro che imbattibile. Prima dell’inizio però oltre al play, si siede, per non rialzarsi più, anche l’altra stella dei Clippers. Blake Griffin infatti non giocherà la partita per un risentimento muscolare.

Senza le due stelle la squadra di Del Negro mostra tutti i suoi limiti. Bledsoe infatti non è CP3 e con Wall davanti è in difficoltà. La partita quasi decisa nel primo periodo che finisce con un +8 per i padroni di casa al Verizon Center. I successivi 3 quarti sono una lotta al punto e la partita si chiude con lo stesso distacco del primo quarto.
Parziali: 16-24, 30-27, 20-21, 24-26.

Due note positive per i Clippers. Se Jamal Crawford gioca, fa punti, e non pochi. La partita infatti si è chiusa con 28 punti per lui. L’altra è DeAndre Jordan. Di 44 rimbalzi di squadra lui ne prende ben 22, con qualche problema a realizzare sotto canestro (7 punti). Buoni i 15 punti di Butler e i 17 di Bledsoe.
Ottimo Webster con 21 punti e 5/6 dai 3 punti, più 15 punti di Nenè e Temple, 13 di Wall e 10 di Ariza. Buon Okafor con 14 rimbalzi.

Piston 85 – Knicks 99

Poco da dire in questa partita dove era abbastanza scontato il risultato.
Al Madison Square Garden si propone una partita decisa nei primi due quarti (già nel primo il risultato era chiaro). I Knicks lasciano a -21 Detroit alla pausa, segno che la partita è chiaramente in mano ai padroni di casa. Negli ultimi due quarti si propone una piccola rimonta che mette in luce la mancanza di una stella nella franchigia del Michigan. Parziali: 13-28, 23-29, 22-19, 27-23.

Top scorer per gli ospiti è il neo acquisto Josè Calderon, arrivato al posto di Prince, che mette a referto 15 punti, insieme ad un buon Monroe con 13 punti e 10 rimbalzi. Buoni i 14 di Stuckey e i 13 di Bynum.
Chandler finisce per la terza partita consecutiva con 20 rimbalzi, e si dimostra il difensore più in forma del momento, e forse dell’anno. 27 punti per il solito Melo, 20 per Stoudemire e 16 per J.R. Smith.

Bobcats 94 – Heat 99

Altra partita all’American Airlines Arena che non dovrebbe dare sorprese, e non ne dà, ma la situazione è comunque precaria.
I primi della Eastern Conference battono solo di 5 punti gli ospiti, squadra con il peggior record stagionale in tutta la NBA.

Parziali: 21-22, 22-25, 20-19, 31-33.

Nonostante 1/12 dalla linea dei 3 punti, Miami porta a casa questa partita grande ad un solito LeBron James scatenato, che mette a referto 31 punti, con 8 rimbalzi e 8 assist, tirando con percentuali quasi perfette (14/15 al tiro). Non perfette ma buonissime le prestazioni di Bosh con 23 punti e Wade con 20 punti e 12 rimbalzi.
Session top scorer con 18 punti di cui ben 10 ai liberi, seguito da Gordon con 16 punti ma un faticoso 6/16 al tiro.

Mavericks 91 – Thunder 112

Altra partita con poca scelta sulla puntata, e con molta meno storia sul parquet.
Oklahoma infatti non si fa sorprendere in casa, da Dallas guidata da uno spento Dirk.

La partita è indiscussa, con i Thunder che sfiorano i 40 punti nel secondo quarto, lasciando le briciole ai Mavericks che non possono molto contro una diretta concorrente al titolo.
Parziali: 22-29, 22-39, 23-24, 24-20.

Miglior uomo di Dallas è Marion con 23 punti, 1 rimbalzo e 0 assist, che fa rimpiangere i tempi dell’anello con queste cifre da top scorer senza gioco. 15 punti per Jones e solo 10 per Nowitzki e Crowder.
Westbrook mette 2 punti e 7 assist, seguito da uno “spento” Durant con 19 punti e 10 rimbalzi. Martin serve alla squadra con 17 punti, mentre Ibaka ne fa 12.

Trail Blazers 100 – Timberwolves 98

Al Target Center si gioca la partita più interessante della serata, che si chiude con una vittoria della franchigia dell’Oregon, che porta così a 2 le vittorie consecutive.

Sembra tutto facile per Portland che nei primi 3 quarti porta a +19 il vantaggio, ma nel quarto accade un miracolo di resurrezione per i padroni di casa, che vengono però finiti da un grande Aldridge. Con una rimonta strepitosa i T-Wolves arrivano infatti a -2 dai Trail Blazers, ma all’ultima azione, lasciano il pareggio nelle mani del 25enne Dante Cunningham, che manca sicuramente di esperienza e di controllo nei momenti cruciali della gara. Minnesota perde di 2 con l’errore di Cunningham che segna 23 punti come suo nuovo career high, ma avrebbe avuto bisogno di farne 25.
Parziali: 25-28, 24-20, 28-20, 23-40.

Molto della vittoria va attribuito ad Aldridge responsabile, leader e scorer, con 25 punti e 13 rimbalzi. Non da meno Matthews con 22 punti e Lillard con 21.
Per i T-Wolves 23 punti per il sopracitato Cunningham, 17 per JJ Barea e 15 per Ricky Rubio, insieme a 14 assist del giovane point guard. Doppia doppia per Pekovic con 13 punti e 11 rimbalzi.

Kings 91 – Jazz 98

A Salt Lake City, non dovevano esserci problemi per Utah, che si dilunga però all’overtime con una squadra di caratura inferiore, come i californiani di Sacramento.

Alla EnergySolutions Arena si vede una partita combattuta e con vari cambi di fronte, che vedono 7 pareggi, 4 cambi di vantaggio e i quarti favorevoli alle squadre in modo alternato.
Parziali: 22-20, 21-24, 23-18, 18-22. OT: 7-14.

Per Sacramento il migliore è Thompson con 23 punti e 10 rimbalzi, seguito da 20 punti di Evans. Buoni di 17 punti di Thomas, e un po’ spento Cousins con 10 punti.
Buona partita di Jefferson con 15 punti e 12 rimbalzi, ma il top scorer è Randy Foye con 20 punti. 14 punti per Millsap e Burks, e buoni 13 punti e 9 rimbalzi per Favors.

Post By elix (8 Posts)

Classe ’91, ho iniziato a seguire il basket nel 2004 con Vince Carter sulla copertina di un gioco, e mi sono innamorato di Vincredible e The Answer.

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