Damian-Lillard-of-the-Portland-Trail-Blazers-_2013121721584561_660_320Portland Trail Blazers 119 – 116 Cleveland Cavaliers
Lillard l’ha fatto di nuovo. A soli 2 giorni dalla prodezza allo scadere che ha sancito la vittoria dei suoi all’overtime sui Pistons, il numero 0 dei Blazers manda i titoli di coda con un buzzer beater da almeno 26 piedi di distanza. Per la verità si rende protagonista anche di una gara sontuosa da 36 punti, 10 assist e 8 rimbalzi con ben 8 triple segnate (career-high). Dopo essere finiti sotto per 114-104 con 2:15 da giocare, i Cavs si affidano a Irving che segna 9 punti di fila e regala l’assist in penetrazione con cui Varejao appoggia a canestro il 116 pari a 7.1 secondi dal termine. Poi palla a Lillard che dal palleggio, alla sua maniera, mette la bomba centrale. Nella sfida fra due dei giocatori più caldi della lega (gli ultimi due Player of the week della Eastern e della Western) Irving finisce con 25+10 assist e LaMarcus Aldridge con 26 e 15 rimbalzi.

Sacramento Kings 87 – 95 Charlotte Bobcats
Inizio strepitoso dei padroni di casa che con la tripla di Gordon e il layup di Sessions a 3 secondi dalla fine chiudono il primo quarto in vantaggio per 35-22. Un gap che Sacramento non sarà più in grado di colmare nonostante il tentativo di rimonta nel terzo periodo di gioco, quando McLemore ma soprattutto Cousins – autore alla fine di una prestazione monstre da 30 pti, 17 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi in 36 minuti – si mettono al lavoro. Con 5:23 da giocare prima dell’ultimo miniriposo Rudy Gay abbandona la gara per infortunio (4 pti, 1-6 al tiro). Per Charlotte ancora Kemba Walker in gran spolvero con 24 punti e 5 assist e 4-8 da oltre l’arco. Henderson ne aggiunge 20 e Sessions 16 dalla panchina.

Los Angeles Lakers 96 – 92 Memphis Grizzlies
Con un parziale di 17-4 nell’ultimo e decisivo periodo i Lakers ottengono la vittoria nell’ultima delle 4 gare lontani dallo Staples. Bryant gioca ancora playmaker e realizza 21 punti con 9 tiri segnati e 18 tentati (entrambi season-high). Con il classico pull-up jumper che finalmente comincia ad entrare – oltretutto contro uno dei migliori difensori della lega, Tony Allen – da l’impressione di essere davvero tornato. Gasol ne mette altri 21, Young contribuisce con 18 punti dichiarando quanto sia più facile giocare col mamba sul parquet, soprattutto quando gioca continuativamente in post. Dall’altra parte Randolph prova a fare pentole e coperchi, facendo registrare una performance di tutto rispetto con 18 pti, 16 rimb, 5 ast e 2 palle recuperate ma i Grizzlies di questo periodo sembrano un pugile suonato alle corde (oggi era assente anche Conley per una contusione alla coscia sinistra).

Oklahoma City Thunder 105 – 93 Denver Nuggets
Apre le danze Serge Ibaka che segna i primi 11 punti per i suoi e finiscono l’opera Kevin Durant (30 pti) e Russell Westbrook (21 pti, 13 rimb, 8 ast) per la settima W consecutiva degli inarrestabili Thunder di questo periodo. Denver invece, venendo da 10 vittorie nelle ultime 13, inciampa nella seconda sconfitta stagionale su altrettante partite contro Oklahoma City. A niente servono i 20+14 del positivo J.J. Hickson, nè i 17+13 (questa volta intesi come assist) di Ty Lawson. Sempre in controllo i Thunder per quali sembra non fare differenza che si giochi un miglio sopra o sotto il livello del mare.

New Orleans Pelicans 93 – 104 Golden State Warriors
Sarà stato il ritorno in quintetto (e anche in campo) di Iguodala oppure la sfida lanciata in pubblico da coach Jackson ai suoi giocatori, fatto sta che i Warriors tornano a girare come a inizio anno. Curry che, a dire il vero, non aveva mai smesso conclude la contesa con 28 punti e 12 assist, David Lee aggiunge 17 carambole ai suoi 21 punti segnati. Iguodala realizza solo 2 punti con 2 assist in 17 minuti dopo aver saltato le ultime 12 partite ma con i 5 titolari designati in campo i giallo-blu sono 9-2 quest’anno. Golden State è avanti di 10 alla prima interruzione, di 18 alla seconda e di 26 alla terza. Una specie di rullo compressore. I Pelicans, orfani di Davis e Evans, si aggrappano a Ryan Anderson (21+6 rimb) ma perdono la seconda partita su due del giro di 5 trasferte in cui sono impegnati.

 

 

Post By Tommaso Mandriani (54 Posts)

grande amante del basket, del vino e della scrittura, segue l'NBA dal 1994, quando i suoi occhi furono accecati dal fulgido bagliore emanato dal talento irripetibile di Penny Hardaway. Nutre un'adorazione incondizionata per l'Avv. Federico Buffa e non perde occasione di leggere i pezzi mai banali di Zach Lowe.

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