hi-res-f61d879d96b1548066ab63767c2064c8_crop_northLos Angeles Lakers 98 – 118 Indiana Pacers

La sfida fra la migliore squadra dell’Est e la peggiore squadra dell’Ovest non può che finire in un massacro. Dopo essere stati in partita fino all’inizio del terzo periodo – jumper di Gasol per il 59-58 in favore dei padroni di casa – i Lakers finiscono anche sotto di 33, per poi recuperare qualche punto di svantaggio come si suol dire “a babbo morto”. Il nuovo acquisto in casa Pacers segna 12 punti con 6 rimbalzi e 6-12 dal campo ma soprattutto guida la panchina ad un massimo stagionale di 50 punti complessivi. Del resto non è che il quintetto sia da meno con tutti e 5 gli starters che vanno in doppia cifra. 20 punti di Paul George con 7 rimbalzi e 6 assist, che, finché c’è bisogno, mambeggia alla Bankers Life Fieldhouse. Per i giallo-viola, della serie “venghino siori venghino!”, l’ultimo arrivato Kent Bazemore prende in mano la squadra e segna 23 punti. Ovviamente non bastano.

 

Houston Rockets 129 – 103 Sacramento Kings

Se da una parte i Lakers piangono, dall’altra D-12 comincia a ridere sul serio. Occhio ai Rockets di questi tempi che minacciano di sovvertire tutti gli equilibri della Western Conference! D’accordo, bella forza a vincere a Sacramento. Però i texani liquidano la faccenda praticamente già nei primi 12 minuti. Harden, che chiuderà con 43 punti in 3 quarti, con 6 triple realizzate e 15-16 ai tiri liberi in 31 minuti, segna 18 punti consecutivi per i suoi all’interno del primo parziale di gioco. Howard ne aggiunge 20 conditi da 11 rimbalzi. Dall’altra parte ce ne sono 25 per Rudy Gay e 16 per DMC, che però, come da copione nelle disfatte più imbarazzanti, è costretto ad abbandonare il campo in seguito a un’espulsione..

 

Portland Trail Blazers 100 – 95 Denver Nuggets

Damian Lillard sopperisce all’assenza del compagno All-Star e leader della squadra LaMarcus Aldridge segnando 31 punti con 9 assist nella vittoria dei Blazers in Colorado, inclusi una coppia di liberi e un layup nei minuti finali, quando i Nuggets, colmando un deficit di 18 punti, si erano rifatti prepotentemente sotto. Denver perde nonostante la prestazione animalesca di J.J. Hickson da 25 rimbalzi (ovviamente career-high), di cui 15 offensivi (…), con 16 punti.

 

Minnesota Timberwolves 110 – 101 Phoenix Suns

Dopo aver perso un sacco di partite con finale punto a punto in questa stagione, i Minnesota Lovers – è proprio il caso di dirlo: 33 punti, 13 rimbalzi, 9 assist alla fine per il nativo di Santa Monica – invertono la spiacevole tendenza andando a ribaltare le sorti della partita dell’US Airways Center nel quarto e decisivo periodo. Grazie alla seconda quasi-tripla-doppia nelle ultime 3 partite (giusto sabato nello Utah aveva collezionato una prestazione da 37+12+10), il numero 42 in maglia blu guida i suoi in un improbabile comeback da -8 a 7:57 dal termine fino al 110-101 T’wolves fissato sul tabellone a fine partita (24-6 il parziale finale).

 

Toronto Raptors 99 – 93 Cleveland Cavaliers

DeMar DeRozan segna 16 dei suoi 33 punti nell’ultimo quarto permettendo a Toronto di vincere la sesta delle ultime 7 contro gli incerottati Cavs della notte. Kyrie Irving si sbatte per 45 estenuanti minuti, provando a tenere a galla i suoi (25 punti e 9 assist alla fine), ma non riesce ad evitare la terza sconfitta consecutiva.

 

Orlando Magic 106 – 115 Washington Wizards

Trevor Ariza è infallibile dall’arco dei 3 punti con 5-5. Lui (22), Gortat (21+10), Wall (27) e Beal (21) segnano praticamente un ventello e spiccioli a testa. Nene può tranquillamente stare a guardare in borghese. Così i Maghi, in scioltezza, hanno ragione dei giovani Magic venuti in gita nella capitale e guidati dal solido Vucevic sotto le plance (19+14) e dalle folate del rookie Oladipo, autore di 26 punti con 10-20 dal campo.

 

 Chicago Bulls 107 – 103 Atlanta Hawks

Nell’ultimo scontro della notte, Kirk Hinrich segna 6 pesantissimi tiri liberi negli ultimi 40 secondi, facendo pesare al dirimpettaio Jeff Teague (26 pts) – autore invece di 2 sanguinose palle perse nelle azioni decisive – l’enorme differenza di ore di volo nella lega. Dunleavy mette a referto 22 punti a cui aggiunge 8 rimbalzi e 4 assist, Noah 20 con 12 rimbalzi e Boozer 17+11. Chicago nel corso della partita recupera uno svantaggio di ben 14 punti maturato nel primo periodo. Gli Hawks, alla nona sconfitta nelle ultime 10, sembrano ormai aver definitivamente mollato. La loro stagione, che in un primo momento sembrava promettente, si è rivelata più difficile del previsto, soprattutto a causa degli infortuni. Peccato perché ad Est non è così impensabile fare un po’ di strada nei playoffs.

Post By Tommaso Mandriani (54 Posts)

grande amante del basket, del vino e della scrittura, segue l'NBA dal 1994, quando i suoi occhi furono accecati dal fulgido bagliore emanato dal talento irripetibile di Penny Hardaway. Nutre un'adorazione incondizionata per l'Avv. Federico Buffa e non perde occasione di leggere i pezzi mai banali di Zach Lowe.

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