Emozioni a non finire e finale al cardiopalma al Georgia Dome. Un FG di John Kasay nell’overtime, dopo la mancata conversione di un 4° down e corto di Michael Turner sulla linea delle proprie 29 consegna ai New Orleans Saints (7-3) una vittoria importantissima in chiave playoff e accantona (per il momento) le speranze da parte degli Atlanta Falcons (5-4) di conquistare la NFC South.

Novembre è un mese cruciale per le squadre aspiranti alla postseason. E le due contendenti di stasera lo sapevano bene, specie i Saints, che non perdono in questo mese dal 30 novembre 2008.

Ci si aspettava una partita molto equilibrata e le attese non sono state deluse. L’incontro è iniziato in modo nervoso – in palio c’era la leadership della division – dominato dalle difese e contrassegnato da tante penalità,  3 solo durante il primo lunghissimo (16 giochi) drive di Atlanta, che ha avuto come protagonista Michael Turner (alla fine 96 Yds in 22 portate per lui) concluso con un FG.

L’attacco di New Orleans è ben imbrigliato da Atlanta: Brees non riesce a trovare il ritmo giusto e tutti i giochi di corsa vanno ad infrangersi contro la 4-3 dei Falcons dove spicca il gran lavoro dei LB Curtis Lofton e Sean Weatherspoon. I Saints ottengono soltanto un FG. Il quarto si chiude in parità: 3.3

Il 2° quarto si apre sulla falsariga del primo. Anche Matt Ryan fatica non poco, contro la continua pressione della difesa, ad aprire il gioco aereo e deve fare anche a meno di Julio Jones, costretto a rientrare negli spogliatoi per il riacutizzarsi di un malanno al tendine. Il secondo FG di Bryant porta avanti i Falcons 6-3

Poi, di colpo, il match si infiamma. 3’35 sul cronometro, Brees pesca un grande Jimmy Graham, per un guadagno di 29 yards. Due giochi più tardi, il copione si ripete e il lancio da 21 yds di Brees per il TD del tight end in odore di Pro Bowl vale il primo sorpasso dei Saints: 10-6. Ma i Falcons non ci stanno e, dopo uno scambio di punt, la fiammata stavolta è di Matt Ryan. Il QB da Boston College tira fuori tutto il proprio talento e trova Harry Douglas, entrato al posto di Jones, per un guadagno di 46 yds. Tutto facile per il terzo FG di Bryant?  Niente affatto, perché il calcio del kicker finisce a lato del palo sinistro e si va al riposo con New Orleans sopra 10-6

Il 3° quarto incomincia con le uniche discrete corse di Pierre Thomas che avvicinano Kasay al raggio di FG, ma New Orleans restituisce il favore ad Atlanta, mancando il calcio che l’avrebbe portata a + 7. L’occasione sprecata dai Saints sembra dare la carica giusta ai padroni di casa che, mixando sapientemente giochi di corsa con Turner a ricezioni di Douglas, concludono un gran drive con il TD pass di Ryan al RB Jason Snelling. Nuovo avvicendamento: ATL 13 – NO 10

L’incontro non ha un attimo di respiro, il drive di risposta dei Saints è di quelli da incorniciare: Drew Brees esegue la play action come pochi altri QB sanno o hanno saputo eseguire. Grande merito agli schemi di coach Sean Payton, ma in campo l’artista è lui, il QB da Purdue che trova 2 volte Marques Colston per altrettanti primi down, infine spara un tracciante per Robert Meachem, ricezione in TD da 33 yds. NO 17- ATL 13

L’inerzia sembra ora tutta dalla parte di New Orleans, il gioco di corsa dei Falcons si smarrisce, sale la pressione che  induce l’attacco dei padroni di casa a qualche penalità di troppo, su tutte un’interferenza difensiva chiamata contro un nervosissimo Roddy White. Sul gioco successivo, ad inizio della 4a ed ultima frazione di gioco, un lancio nel mezzo di Ryan placcato al momento del rilascio scivola tra le mani del ricevitore designato e Scott Shanle intercetta una palla preziosissima. I Saints capitalizzano il turnover con un FG di Kasay e vanno avanti di sette: 20-13

Atlanta, al possesso successivo, si deve liberare dell’ovale con un punt. I Saints mostrano la sicurezza dei tempi d’oro, Brees trova 3 completi per 3 diversi ricevitori (alla fine saranno 9 i bersagli del QB di NO) e Kasay allunga con il suo terzo FG: NO 23 – ATL 13

Il match sembra chiuso ma i Falcons hanno un soprassalto di orgoglio, incitati a gran voce dal pubblico del Georgia Dome. Con 7’13 da giocare, Ryan sciorina un repertorio degno del suo rivale e con 3 completi di fila, i primi due per White, consegna nelle mani di Tony Gonzalez 6 punti che riaccendono, col XP aggiuntivo, le speranze di Atlanta: NO 23 – ATL 20

Coach Smith opta per l’onside kick, che non riesce e dà la palla nelle mani di Brees in territorio Falcons. A meno di 2′ dalla sirena, Kasay infila tra i pali il FG che sigillerebbe la partita, ma l’holding in attacco di Graham vanifica tutto quanto. New Orleans è costretta a puntare sospingendo i Falcons sulle loro 6. Qui Ryan, con l’aiuto di Douglas (3 ricezioni per 66 yds solo in questo drive, al termine saranno 8 per 133 ), compie un mezzo miracolo. Senza timeout a disposizione, risale tutto il territorio e porta Bryant a pareggiare 23-23 esattamente allo scadere.

Overtime. Il lancio della moneta favorisce Atlanta che però trova solo un punt, come New Orleans che ridà palla ai Falcons. Qui la svolta: dapprima, sul 3th e 1 sulle 29 difensive, un pallone di Ryan per Cox sembra buono per la conquista del down ma il replay chiamato da un assistente del capoarbitro rovescia il giudizio. Smith decide, discuteremo a lungo questa scelta, di rischiare. Atlanta rinuncia al punt e prova il 4° tentativo alla mano. La difesa dei Saints resiste consegnando al proprio attacco una posizione favorevolissima. Dopo 3 giochi, Kasay dà la vittoria a NO che può così festeggiare ad Atlanta per il terzo anno consecutivo

NOTE

New Orleans riesce a fare sua una partita nella quale ha conquistato solo 18 (1 soltanto su corsa) primi down contro i 30 di Atlanta, guadagnando meno yards (363 contro 481), registrando soltanto 41 yds palla a terra: Darren Sproles, in serata no, chiude con 3 (!) yards di produzione totale.

Drew Brees, con 30/43, 322 yds e 2 TD pass, è l’MVP della serata. Per contro, Matt Ryan ha chiuso con 29/52, 351 yds, 2 TD e 1 INT.

Post By giannipozzi (8 Posts)

Nato (per sbaglio) in Italia, cresciuto a sorsate di RinoTommasi e DanPeterson con la "scimmia" dell'America sulle spalle, vanta innumerevoli viaggi oltreoceano, 31 Superbowl, 29 World Series e 31 NBA Finals

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2 thoughts on “Novembre è il mese dei Santi

  1. Sicuramente Payton ha instillato in questi anni la mentalità vincente (avete visto con che grinta, incitava i suoi dalla sideline, brandendo le stampelle?). Drew Brees è un sicuro Hall of Famer e, grazie anche ad una super linea offensiva che lo protegge come nemmeno Fort KNox, resta uno dei QB da clutch situations. Per arrivare in fondo, quest’anno, occorre secondo me assestare il gioco di corsa, potenziare la pass rush difensiva ed evitare i blackout nel corso del match. Possono costare caro, come l’ultima sfida ad Atlanta ha dimostrato. Sopra di 10, il match in pugno, hanno evitato la clamorosa rimonta grazie ad una….decisione folle del coach dei Falcons.

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