La sfida tra Washington Redskins e Seattle Seahawks si poneva oltremodo interessante sin dalle prime battute, in quanto metteva uno davanti l’altro due quarterback al primo anno di esperienza Nfl, fatto più unico che raro in una gara di postseason e tendenza che potrebbe trasformarsi in abitudine di qui a poco se questa sarà la strada che le squadre professionistiche di football decideranno di perseguire sempre più.

Robert Griffin III contro Russell Wilson, due quarterback mobili ma da non confondere con il solito prototipo di regista/running back limitato a poche azioni di lancio, stiamo difatti parlando di due ragazzi che già al college avevano dimostrato di essere dei passatori in primis, e solo in secondo luogo dei corridori graziati da notevoli doti atletiche. Grande investimento di Washington il primo, grandissima scommessa di Pete Carroll il secondo, giocatori questi accomunati da alcune delle loro caratteristiche tecniche ma separati da ben 73 chiamate di differenza al draft, ed arrivati a disputare una seconda parte di stagione di alto livello recitando un ruolo primario per l’ottenimento del traguardo della qualificazione ai playoffs delle rispettive compagini.

Il ginocchio e la controversia

Robert Griffin III ha corso come ha potuto...

Robert Griffin III ha corso come ha potuto…

La sconfitta dei Redskins non può essere vista da punti di osservazione diversi dalla condizione fisica non consona di Robert Griffin III, il cui guaio al ginocchio ha seriamente condizionato lo svolgimento dell’incontro, e sul quale gravano delle responsabilità abbastanza pesanti sulla testa di Mike Shanahan. Alla vigilia della prima partita di playoffs ospitata da Washington dal 1999, era difatti venuta fuori una curiosa dichiarazione del Dottor James Andrews, medico di squadra ma soprattutto rinomato ortopedico che ha rimesso a nuovo le ginocchia di tantissimi giocatori famosi, il quale aveva sostenuto che durante la sfida contro Baltimore (quella del colpo di Haloti Ngata) non aveva autorizzato il rientro in campo dell’ex quarterback di Baylor, smentendo una dichiarazione fatta a fine partita da Shanahan. La sua preoccupazione per il malmesso ginocchio di RGIII, peraltro già gravemente infortunato al college, è diventata un’amara realtà appena prima del secondo passaggio da touchdown scagliato dal ragazzo, che uscendo dal campo in scramble ha sentito il suo arto imbragato cedere ed eseguire una nuova e dolorosa torsione errata aggravando una condizione già instabile.

In un momento molto propizio, con i Redskins a segnare due mete fulminee in attacco ed impegnati ad annullare Wilson e Lynch in difesa per tutto il primo quarto, Shanahan ha permesso a Griffin di continuare la partita ottenendo in cambio un pressochè totale annullamento della produzione offensiva, perdendo l’occasione di usufruire di un buonissimo sostituto come Kirk Cousins inserito troppo tardi nonostante le eroiche prestazioni contro Ravens e Browns, e mettendo a rischio la carriera di un ragazzo di 22 anni che ha tutte le potenzialità – a patto che resti in salute – per riportare più volte Washington in post season in futuro. In condizioni fisiche così misere, che lo hanno limitato a 105 yards totali e ad uno scramble così zoppicante da far tenerezza, il prodigio che ha cambiato il volto perdente dei Redskins non è comprensibilmente riuscito a fornire una prestazione all’altezza dei propri canoni, e Shanahan, con la sua testardaggine nel non ordinare l’avvicendamento, ha sprecato una valorosa resistenza da parte di una difesa ottimamente preparata da Jim Haslett, che ha assediato Wilson con i blitz e che ha ceduto proprio quando non ne aveva più nel serbatoio.

24 unanswered points

Marshawn Lynch, un dilemma irrisolvibile...

Marshawn Lynch, un dilemma irrisolvibile…

Con Alfred Morris a macinare yards portata dopo portata (5.0 di media a tocco a fine gara), un attacco equilibrato in grado di mettere in scena credibilissime finte di corsa ed una difesa lontanissima dai disastri di inizio anno, sembrava che i Redskins avessero allungato le mani sulla partita fin da subito. Solo dopo il touchdown del 14-0 i Seahawks sono tornati la squadra che s’era imparato ad apprezzare, molto tosta in difesa, creativa e potente in attacco, e tranquillamente capace di rientrare da uno svantaggio di due possessi, ma con tre quarti di gara ancora da svolgere.

Un Marshawn Lynch inizialmente limitato da una difesa molto ben preparata ed autore di un potenzialmente costoso fumble in prossimità della endzone si è redento alla grandissima continuando a correre con il suo stile possente, raccogliendo persino un pallone perso per strada da Wilson tramutandolo in un sostanzioso guadagno, concludendo la sua giornata con 132 yards ed il touchdown della staffa, arrivato a metà dell’ultimo quarto attraverso una galoppata di 27 yards dove il running back ha steso qualsiasi difensore cercasse di limitarlo. Da quando Seattle ha ritrovato la sua identità i Redskins hanno cercato di resistere più che hanno potuto, ma l’inerzia della gara aveva già chiaramente cambiato sponda. Wilson ha alternato ottimi lanci a soluzioni molto pericolose, quasi intercettate, concludendo con il 57% di completi, 187 yards ed un TD pass, ha corso per 67 yards sfruttando le praterie elargite dalla difesa impegnata in copertura in profondità ed è andato a bloccare per il suo running back nel touchdown decisivo, giocando tratti di option che hanno portato confusione agli avversari, ripagandoli in parte con la loro stessa moneta. I Seahawks sono andati a segno nel secondo periodo con una meta del fullback Michael Robinson e due field goal di Steven Hauschka, per poi concludere il tutto nei momenti finali della gara con la già citata corsa di Lynch ed un’altra conclusione da tre punti del kicker, arrivando a segnare 24 punti consecutivi dopo essere stati sono di 14 per tutto il primo periodo.

Vittoria lontano da casa

Tre quarterbacks al primo anno hanno fatto i playoffs. Russell Wilson è l'unico ad aver vinto.

Tre quarterbacks al primo anno hanno fatto i playoffs. Russell Wilson è l’unico ad aver vinto.

I critici dei Seahawks, 3-0 nelle ultime tre gare di postseason contro Washington, hanno spesso puntato il dito contro il diverso rendimento della squadra e del quarterback fuori dalle mura amiche, per via di un bottino stagionale terminato a quota 3-5. Oltre a questo Seattle perdeva una partita di playoffs lontana da casa da 8 turni consecutivi, e l’ultima volta che la squadra aveva vinto in trasferta risaliva al 1983, quando sconfisse i Miami Dolphins in Florida nel turno di divisional playoffs in un’epoca in cui la franchigia risiedeva ancora in Afc.

Verso il Georgia Dome

Potrebbe essere proprio questa la differenza tra i Seahawks di inizio stagione e quelli che sono arrivati fino a qui sfruttando una positiva ondata di forma che li ha portati a 6 vittorie consecutive e si sa, ogni partita di playoffs ha una sua storia che a volte si allontana dai concetti numerici ottenuti dalle compagini in regular season, ragione per cui si può sostenere che se la squadra di Carroll continua ad essere questa, c’è motivo di pensare che la sfida di Atlanta contro dei Falcons pressati dalla necessità di vincere in post season sia un confronto che gli ‘Hawks possono tranquillamente combattere ad armi pari.

Wilson e Lynch stanno vivendo un momento di forma straripante e possono mettere assieme una giocata produttiva dietro l’altra una volta entrati in ritmo, la difesa può opporre dei cornerbacks molto fisici (Sherman e Browner, che coppia!)  a Julio Jones e Roddy White, e Ryan può essere messo sotto forte pressione da parte di una linea che, seppure perdesse Chris Clemons (infortunio al ginocchio per lui), avrebbe delle ottime alternative provenienti da un roster privo di nomi eclatanti, ma che produce sostanza e concretezza con invidiabile costanza.

Wilson, infine, è l’unico di tre quarterbacks al primo anno ad essere sopravvissuto al turno di Wild Card, e siamo certi che non abbia tutta questa voglia di uscire al prossimo turno.

Atlanta è avvertita.

Post By davelavarra (279 Posts)

Davide Lavarra, o Dave e basta se preferite, appassionato di Nfl ed Nba dal 1992, praticamente ossessionato dal football americano, che ho cominciato a seguire anche a livello di college dal 2005. Tifoso di Washington Redskins, Houston Rockets e Florida State Seminoles. Ho la fortuna di scrivere per questo bellissimo sito dal 2004.

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7 thoughts on “La potenza di Seattle, la controversia di Mike Shanahan

  1. E faceva impressione, almeno un paio di volte, vedere Wilson andare a bloccare per il suo RB, come in occasione della portata da TD. Peccato davvero non aver potuto vedere RG3 al massimo della forma, ma certo quando fai delle corse una componente così importante del tuo gioco come QB, gli infortuni sono sempre dietro l’angolo. Sono curioso di vedere cosa combineranno questi Seahawks ad Atlanta….

  2. I Seahawks se la giocano alla pari secondo me, vanno in crisi con attacchi basati su Play Option e quindi corse mentre la secondaria è probabilmente la migliore della lega dopo Chicago, Atlanta dipenderà molto da Turner che però sembrava molto in difficoltà nella seconda parte di stagione.

  3. Sicuramente la testardaggine di Mike Shanahan (noi tifosi dei Broncos e soprattutto TD ne sappiamo qualcosa…) ha fatto la sua parte. Non si tiene in campo un QB in quelle condizioni, mettendo a rischio la sua carriera futura e votando la squadra alla sconfitta (a meno che pensasse di tenere lo 0-0 nel second half …ma questo è spirito da calcio…).
    Ma la vittoria è tutta di Seattle. Che ha una super difesa (15,5 punti concessi in RS) e un attacco che se funzionano le corse di Linch è di tutto rispetto. Sarà dura anche per Atlanta.

    • Ma anche se avesse voluto fare 0 a 0 doveva mettere in campo un QB sano che muovesse un po’ la catena e permettesse alla difesa di riposarsi per un po’. Shanahan ha vinto due SB mentre io sono l’ultimo degli ignoranti ma quello di domenica mi è sembrato un suicidio.

  4. Adesso è venuto fuori che RGIII ha 2 lesioni al ginocchio!!! Potrebbe perfino saltare la prossima stagione, io mi domando come si fa’ a sputtanare un talento del genere. Proprio nella capitale c’è stato un esempio simile con Strasburg, lanciatore dominante di 23 anni dei National, dopo aver giocato la RS ed aver dominato quasi tutti i match giocati, il suo coach ha deciso di non schierarlo nei PO spiegando che la scelta era dovuta alla fragilità del fisico del lanciatore e, la sua volontà era di preservarlo per i prossimi anni anche a discapito di un uscita prematura ai PO, visto che comunque aveva poche possibilità di vincere.
    Penso siano due situazioni abbastanza simili, scelte opposte ma medesimo risultato a discapito della salute del tuo miglior giocatore! Io spero che RGIII non si sia fatto nulla di serio ed irreparabile ma la sua gestione mi ha lasciato a dir poco perplesso.

  5. errore madornale di Shanahan!!!
    se mi ha rovinato un giocatore fantastico come RGIII sarebbe da gambizzare lui!!!
    non sono tifoso di Washington ma RGIII va oltre qualsiasi parte…e dopo una stagione che li ha fatti vincere trattarlo così mi è sembrato irrispettoso!!…
    Bella partita…e Wilson mi stupisce sempre +…
    Complimenti a Seatle e spero che vincano anche contro Atlanta…

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