Seattle e San Francisco sono 2 candidate per il titolo... nella medesima Division!

Seattle e San Francisco sono 2 candidate per il titolo… nella medesima Division!

Data un po’ da tutti come una delle division più facili nel periodo 2006-2010, la NFC West è salita di colpi nell’ultimo biennio principalmente grazie ai 49ers, sconfitti nel 2011 nella finale NFC e nel 2012 al Super Bowl, e ai Seahawks, capaci di centrare i playoff con una bella stagione da 11-5.

In vista della stagione entrante la division rischia di essere una delle più combattute di tutta la NFL, considerando che San Francisco si è mantenuta stabile seppur con qualche infortunio, che Seattle pare essersi migliorata abbastanza per competere al grande ballo, che anche St. Louis si è mossa molto bene e che Arizona, beh, peggio dello scorso anno non potrà sicuramente fare. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio le quattro squadre.

ARIZONA CARDINALS

Come già detto, il pensiero principale dalle parti di Phoenix è il dimenticare il 2012, fatto di un record di 1-11 dopo una partenza 4-0 e di molti record poco invidiati: 4 QB starters (Kolb, Skelton, Hoyer e Lindley) capaci di 11 TD pass e 21 intercetti, il peggior gioco di corse di tutta la NFL (75 yards di media/partita) ed una linea offensiva capace di concedere 58 sacks, anche qui il top della lega. 58 come i punti subiti (a zero) da Seattle in una sola partita.

Ricostruzione doveva essere ed è stata, con la nomina di Bruce Arians, ex OC ed head coach ad interim dei Colts durante il periodo di malattia di Chuck Pagano e con la firma in free agency di Carson Palmer, QB di esperienza capace di trainare la squadra fino al 2014. L’ex giocatore di Bengals e Raiders non sarà sicuramente il volto del futuro dei Cardinals, ma la sua potenza è un upgrade immediato rispetto ai suoi predecessori se riuscirà a limitare gli intercetti, da sempre “specialità della casa”.

FitzStoryPicMAINA proteggere un QB storicamente poco mobile si è intervenuto sia in free agency, con la firma di Eric Winston come RT, che al draft, con la scelta di Jonathan Cooper come LG, che attraverso il recupero dall’infortunio di Levi Brown come LT: unendo il C Lyle Sendlein e il RG Daryn Colledge si ottiene una linea che dovrebbe concedere a Palmer il tempo di lanciare, magari a Larry Fitzgerald, che sarà sicuramente esaltato dall’avere in squadra un QB degno di questo nome.

Il prodotto dell’università di Pittsburgh è sceso nel 2012 sotto le 1000 yards solo per la terza volta in 9 anni, la prima dal 2006, e vedrà alternarsi opposti a lui Michael Floyd, chiamato a dar seguito ad un buon anno da rookie, e Andre Roberts, capace di migliorare per il terzo anno consecutivo i suoi numeri, fino a giungere ad onorevoli 750 yards e 5 TD.

Interrogativi provengono invece dai RB, dove sia Rashard Mendenhall, appena arrivato dagli Steelers, che Ryan Williams hanno passato molto più tempo in infermeria che sul campo da gioco nel 2012: molto passa attraverso il loro recupero, anche perché alle loro spalle ci sono due giovani interessanti come Stepfan Taylor e Andre Ellington, i quali necessitano però un periodo di adattamento alla NFL. I TE, giocatori importanti nel sistema di Pagano saranno principalmente Rob Hausler e Jeff King, entrambi reduci da una stagione molto mediocre e chiamati al riscatto, in particolare il secondo.

Sotto la guida del nuovo DC Todd Bowles la difesa dei Cardinals si schiererà di base con una 3-4 anche mutevole, con problemi che potrebbero venire dalla mancanza di pass rush e dalla squalifica di Daryl Washington, il miglior giocatore del reparto, per le prime quattro giornate di regular season per abuso di sostanze: per sopperirne la mancanza sono stati presi in free agency Jasper Brinkley da Minnesota e Karlos Dansby da Miami, nonché draftato Kevin Minter al secondo giro.

Ai loro esterni si schiereranno Sam Acho e Lorenzo Alexander, che però non sono propriamente animali da sack: potranno cosi trovare spazio, in determinate situazioni, l’esperienza di John Abraham, rilasciato da Atlanta alla soglia dei 35 anni ma autore di 10 sacks nel 2012, e la verve di Alex Okafor, draftato da Texas e autore di 12.5 sacks nel suo ultimo anno al college.

Davanti ad essi si troverà il NT Dan Williams, efficace ma non ancora così migliorato quanto ci si aspettava, coadiuvato agli esterni da Calais Campbell e Darnell Dockett: il nuovo sistema difensivo potrebbe aiutarli, in particolare Dockett, ad incrementare la loro produzione, già comunque sufficiente nella scorsa stagione.

Alle spalle del front seven non ci sarà più la S Adrian Wilson, partito per il New England, ma a fianco di Yeremiah Bell si schiereranno o Rashad Johnson o Tyrann Mathieu: per chi si fosse perso la storia, quest’ultimo è stato scelto al terzo giro dell’ultimo draft, safety talentuosissima ex Louisiana State, eccelso ritornatore di punt, Defensive player della SEC per il 2011, All-American, MVP del Cotton Bowl e via discorrendo, persosi in problemi di droga che lo hanno portato in prigione per possesso di marijuana.

Se la testa è a posto Arizona si è assicurata un giocatore teoricamente dominante per almeno un decennio, capace di elevare il gioco delle secondarie dei Cardinals con la collaborazione di Patrick Peterson, altro talento giovane ma ormai certezza come CB. Dall’altro lato è stato firmato Jerraud Powers, dai Colts.

Gli special team (iper-utilizzati la scorsa stagione) vedranno ancora all’opera il punter Dave Zastudil, efficace nel chiudere con un ottimo 46.5 yards di media/calcio in un 2012 caratterizzato da 112 punts per lui, ed il kicker Jay Feely, potente tanto da infilare un calcio da 61 yards e preciso tanto da concludere la stagione con 25/28. I già citati Peterson e Mathieu dovrebbero alternarsi i ritorni di punt, mentre i kickoff dovrebbero essere a cura di Javier Arenas, arrivato da KC.

Il progetto Cardinals è quindi in pieno sviluppo, nonostante grandi punti di domanda incombano su alcuni reparti, principalmente offensivi, ma l’impressione è che fra un paio di anni si potrà vedere all’opera una squadra pericolosa per chiunque: per adesso ci si potrebbe accontentare di superare le sei vittorie dello scorso anno e di non fare nessuna pessima figura.

SAN FRANCISCO 49ers

Sconfitti dai Ravens lo scorso 3 febbraio, i Niners hanno di fronte ad essi due strade: da una parte, dopo aver perso prima l’NFC Championship poi il “Grande ballo”, questo potrebbe essere l’anno giusto per l’ultimo step, ma allo stesso tempo è dai tempi dei Buffalo Bills del 1993 che la squadra sconfitta nel Super Bowl non riesce a tornare a giocarlo l’anno seguente.

kaepNei suoi titolari la squadra non è stata cambiata molto e vedrà ancora Colin Kaepernick nel ruolo di QB: l’esplosione del talento di Nevada è stata tanto inattesa quanto fragorosa, sostituendo, storia nota, Alex Smith alla week 10, mantenendo il ruolo anche dopo il ritorno dall’infortunio del compagno e dando una dimensione totalmente nuova all’attacco 49ers, molto più imprevedibile in quanto pericoloso anche su passaggi profondi e su corse proprio del QB.

Kaepernick ha infatti chiuso la stagione con 10 TD pass e 3 INT lanciati, ma anche con 415 yards e 5 TD su corsa. Proprio quest’ultima dimensione dovrà essere fondamentale nell’economia di San Francisco, in quanto il parco ricevitori risente dell’infortunio pesante di Michael Crabtree (fuori fino a novembre) e dei lenti recuperi dei vari Mario Manningham e Kyle Williams: tramite trade sono arrivati Anquan Boldin e Jonathan Baldwin (quest’ultimo in cambio della bufala AJ Jenkins), con il primo che sarà starter inamovibile nonostante l’età ed il secondo che si potrebbe giocare il posto con Quinton Patton, scoperta dell’ultimo draft da Louisiana Tech.

In funzione di TE ci si affiderà ancora a Vernon Smith, che ha avuto un difficile inizio di convivenza con il suo nuovo QB ma resta uno dei giocatori più devastanti dell’intero roster: dal buon Vernon ci si aspetta, come molto spesso successo nel recente passato, di essere il giocatore in grado di spaccare le partite approfittando dei mismatch contro avversari più piccoli.

Nel ruolo di FB sarà schierato Bruce Miller, bloccatore sopraffino ma anche utile alla causa in uscita sulla ricezione. Come detto in precedenza, il backfield dovrà essere il valore aggiunto dei Niners, e sarà guidato ancora una volta dalle corse potenti di Frank Gore, RB giunto oramai ai trent’anni ma reduce da due stagioni ad altissimi livelli; per preservarlo e farlo arrivare più fresco sul finale di stagione, molto è chiesto anche a Kendall Hunter e LaMichael James, giocatori dallo stile opposto a Gore e caratterizzato da accelerazioni brucianti in campo aperto e tagli improvvisi, mentre Marcus Lattimore, uno dei migliori RB del panorama college non vedrà il campo in questa stagione in quanto lo staff medico vuole recuperarlo al meglio dall’ultimo devastante infortunio.

Ad aprire varchi per questi c’è forse una delle linee di difesa più efficaci in questo frangente di gioco, composta, da sinistra a destra, da Joe Staley, Mike Iupati, Jonathan Goodwin, Alex Boone e Anthony Davis: se Kaepernick ha avuto modo di mettersi in mostra nel 2012 è anche merito loro; il problema potrebbe pero dalla mancanza di alternative, in quanto Daniel Kilgore sembra essere l’unica riserva di qualche utilità, considerato che il cavallo di ritorno Adam Snyder sta facendo tutt’altro che una bella impressione.

Anche dal punto di vista difensivo molto poco è cambiato a livelli di titolari e molte sono le aspettative sulla difesa 3-4: Justin Smith e Ray McDonald saranno i due DE, con il primo che sembra ristabilito dagli infortuni che lo hanno frenato nel 2012 e pronto a ripetere l’ottima stagione del 2011 (7,5 sacks) ed il secondo meno appariscente ma utile nel creare situazioni di gioco di cui possono trarre giovamento i LB.

In mezzo ad essi, lo spot di NT sembra essere ad appannaggio di Ian Williams, giocatore che potrebbe essere l’anello debole del reparto in quanto poco esperto (tre partite giocate nel 2012) e ancora acerbo in fase di sviluppo. Non è escluso che venga utilizzato al suo posto Glenn Dorsey, acquisito in free agency da Kansas City, anche se lo staff difensivo lo vede più come terzo defensive end piuttosto che come giocatore centrale.

Il reparto linebackers può essere considerato, senza paura di essere smentito, uno dei migliori della lega, in quanto formato da quattro giocatori che farebbero le fortune di molte squadre. I due ILB rispondono ai nomi di Patrick Willis e Navorro Bowman: i due hanno combinato per 268 tackle in stagione, di cui 9 per perdita di yards, sono abili a shiftare anche sull’esterno ed hanno tecniche di placcaggio molto efficaci: il limite forse è dato dai pochi sacks ed intercetti messi a segno e se anche queste due statistiche miglioreranno si potrà parlare veramente di un muro invalicabile.

Ai loro lati troviamo Ahmad Brooks ed Aldon Smith: il primo è forse meno efficace sui passaggi rispetto ai compagni appena nominati ma sa essere molto utile in copertura sulle corse e abile pass rusher; il secondo ha saputo effettuare con successo la transizione da pass-rusher puro a giocatore da tre down e quindi abbandona il campo con meno frequenza del passato.

Loro principale riserva sarà Parys Haralson, esperto giocatore reduce da un 2012 in IR. Il reparto delle secondarie sembra essere quello più in difficoltà, in quanto poche cose sembrano decise al momento, in quanto a titolari: gli unici due certi del posto paiono essere Donte Whitner come SS e Carlos Rogers come CB, mentre per il resto c’è molta competizione.

Come secondo CB Tarell Brown (ottima la sua stagione nel 2012) pare in vantaggio sull’esperto Nnamdi Asomugha, di ritorno sulla baia, mentre come FS Eric Reid, draftato al primo round nell’ultimo draft, pare essere in vantaggio su C.J. Spillman e Craig Dahl, arrivato da St. Louis. A livello di special teams è stato rilasciato David Akers, kicker che nel 2012 ha avuto molti problemi, e firmato Phil Dawson da Cleveland, mentre il punter sarà sempre l’ottimo Andy Lee. Perso Ted Ginn Jr., partito per Carolina, sarà LaMichael James ad occuparsi di quasi tutti i ritorni.

Inutile dire che c’è molto hype intorno a questi 49ers, e parer mio a ragion veduta: la squadra è forte e rodata in tutti i reparti e può essere pronta ad un’altra stagione fatta di molte vittorie: gli unici dubbi vengono da ricevitori e secondarie, per le ragioni prima elencate, ma se si troverà compattezza e solidità anche in questi reparti, allora si può parlare di una squadra competitiva ai massimi livelli.

SEATTLE SEAHAWKS

Si può discutere se siano stati i Seahawks la squadra sorpresa del 2012, in una ipotetica sfida con (tra gli altri) Vikings puttosto che Colts o Redskins, ma senza dubbio paiono essere la squadra che ha messo in atto le maggiori modifiche per arrivare nuovamente al divisional round di playoff e forse anche oltre: il GM John Schneider ha infatti saputo mantenere i reparti migliori e trovare nuovi innesti di qualità in quelli che davano meno garanzie, come i ricevitori e la linea di difesa.

11-4-2012-russell-wilson-3_4_r560Nello spot di QB troveremo per il secondo anno Russell Wilson, principale scoperta della stagione scorsa, capace di prendersi il posto ai danni di Matt Flynn e di tenerselo a suon di prestazioni di alto profilo (come l’inutile sforzo nella partita di playoff persa con Atlanta allo scadere): il prodotto di Wisconsin si è dimostrato abile sia per le vie aeree (26 TD a fronte di soli 10 INT) che con i piedi, chiudendo come secondo RB della squadra con quasi 500 yards e 4 TD, anche se potrebbero sorgere dubbi sulla sua riconferma, anche perché le difese avversarie lo terranno fuor di dubbio in maggior considerazione.

Altra arma totale sarà Marshawn Lynch, devastante nel 2012 con corse potenti e spesso inarrestabili, in particolare in campo aperto, ma utile anche in ricezione nelle abbastanza frequenti corse fuori dal backfield; come vice del n° 24 ci sarà ancora Robert Turbin, mentre proviene dal draft Christine Michael, prima scelta da Texas A&M: la parte particolare della situazione è che anche in training camp questi tre sono stati in pratica gli unici RB a roster in quanto Spencer Ware e Derrick Coleman sono da ritenersi a tutti gli effetti i backup di Michael Robinson nella posizione di fullback.

Davanti ad essi, la linea ha nel centro Max Unger il proprio perno fondamentale, soprattutto nell’apertura di varchi sulle corse, mentre ai suoi fianchi iniziano i problemi: Paul McQuistan a sinistra è un onesto mestierante che ha raggiunto il posto da titolare sia per il proprio impegno che per le débâcle dei diretti concorrenti (Moffitt e James Carpenter) e J.R. Sweezy è stato scelto al settimo giro del draft 2012, partendo titolare all’esordio ma finendo panchinato in tempi rapidi.

Nelle posizioni di tackle troveremo infine, Russell Okung e Breno Giacomini, due giocatori che offrono certamente più certezze rispetto ai loro compagni di trincea. Se il duo di WR composto da Golden Tate e Sidney Rice nel 2012 non aveva demeritato ma non si era neanche messo in luce in modo particolare, il 2013 potrebbe essere diverso, in quanto la dirigenza Seahawks non ha esitato ad imbastire una trade con i Minnesota Vikings per Percy Harvin, il quale però non è nelle migliori condizioni fisiche per via di problemi all’anca che ne hanno minato le prestazioni nella scorsa stagione (sole nove presenze) e che rischiano di fargli saltare una parte consistente della stagione entrante.

Anche per questo motivo le prestazioni di Zach Miller, il TE, dovranno essere all’altezza: il prodotto di Arizona State non ha mai raggiunto pienamente il livello di gioco che aveva nel suo stint ad Oakland, ma deve continuare ad essere una costante valvola di sicurezza per il suo QB.

Dall’altra parte del campo la difesa si è dimostrata un reparto solido particolarmente sui passaggi, mentre sulle corse ha ottenuto buone cifre generali soprattutto perché poco si è corso contro di loro: andando a prendere le yards subite per portata si ottiene solamente la ventisettesima prestazione di tutta la NFL.

Per questo, ma anche per aumentare la pressione sui QB avversari, la linea difensiva è stata rinforzata con due giocatori di esperienza ma ancora sotto la soglia dei trent’anni, come i DE Cliff Avril da Detroit e Michael Bennett da Atlanta: il primo avrà il compito di sostituire Chris Clemons nella sua riabilitazione dal torn ACL patito sul finire della scorsa stagione e non ancora pienamente recuperato, il secondo dovrebbe avere la meglio del ruolo di LDE su Red Bryant, spesso battuto dai diretti avversari nel 2012.

Anche i due DT ruoteranno molto, come da filosofia del DC Dan Quinn, che ha sostituito Gus Bradley finito a Jacksonville come HC dei Jaguars: Brandon Mebane vedrà forse il maggior numero di snap ma Tony McDaniel, Jesse Williams e Clinton McDonald avranno allo stesso modo molto spazio nelle rotazioni.

Come LB centrale troveremo la principale scommessa vinta dal front office: Bobby Wagner era stato accolto con dubbi nel draft 2012 ma ha messo a tacere i critici con una stagione da 140 tackles, due sack e tre intercetti e si candida ancora come perno principale del reparto, non solo per la mole di gioco avversario fermata ma anche per la capacità di elevare il livello dei propri compagni, come K.J. Wright, assurto a livelli di eccellenza lo scorso anno dal lato forte.

Nel lato debole, invece, troverà spazio Malcolm Smith, in contumacia di Bruce Irvin, altro grande talento fermato per squalifica (4 settimane per uso di sostanze) ma forse più utile in chiare situazioni di pass rush. È però nelle secondarie che si ammassa una quantità di talento difficilmente riscontrabile in altre squadre, infatti il reparto non è stato toccato e la linea Sherman – Chancellor – Thomas – Browner continuerà a fare il suo dovere.

Sherman e Browner sono due CB abili nella copertura sui passaggi, ed in particolare il primo ha dimostrato una ottima propensione all’intercetto (8). Non è da dimenticare che il GM Schneider ha portato a casa anche Antoine Winfield, ormai trentaseienne, ma ancora in grado di fare la differenza nel fermare le corse. Kicker titolare sarà Steven Hauschka, reduce da un buon 25/28 nel 2012 ma dalla gamba che fatica oltre le 50 yards, mentre il punter sarà Jon Ryan.

Ci sono molti dettagli che fanno pensare che i Seahawks possano ripetere le gesta di dodici mesi fa ed intorno all’ambiente si respira ottimismo: i principali dubbi riguardano la tenuta fisica della squadra, considerando che alcune pedine fondamentali sono in recupero da infortuni importanti (Clemons e Harvin su tutti: per quest’ultimo si era paventata la possibilità, pare poi scampata, di perdere tutta la stagione) e per una stagione da 20 partite serve l’aiuto di ogni singolo giocatore.

ST. LOUIS RAMS

Dopo la miglior stagione in termini di record dal 2006, i Rams si avvicinano alla stagione entrante con buona fiducia ma allo stesso tempo con alcune perdite importanti: dal Missouri sono infatti partiti Steven Jackson, anima della squadra per tutte le nove stagioni trascorse da quelle parti, ed il WR Danny Amendola, il bersaglio più affidabile di Sam Bradford, partito alla volta della corte di Tom Brady e Bill Belichick.

Proprio Bradford potrebbe trovare, invece, beneficio dalla stagione entrante: il prodotto di Oklahoma ha avuto la possibilità di lavorare, per la prima volta da quando è in NFL, con lo stesso OC, Brian Schottenheimer, il quale ha sviluppato un attacco bilanciato tra corse e passaggi ma allo stesso tempo con la predilezione verso i giocatori più piccoli, veloci ed imprevedibili.

In quest’ottica si può vedere il deciso trade-up all’ultimo draft per prendere Tavon Austin, WR da 174 libbre ma dalla propensione elevatissima al playmaking, nonostante le misure ridotte possano far nascere dei dubbi. L’idea di Schottenheimer pare quella di non dare riferimenti agli avversari, ed anche la scelta dei TE non pare casuale: l’acquisizione di Jared Cook da Tennessee e la conferma di Lance Kendricks lasciano a roster due giocatori molto versatili, utili in fase di bloccaggio ma anche ottimi nel correre tracce più esterne e a proporsi quasi come ricevitori puri sugli esterni.

Nell’altra posizione di WR si potrebbero alternare Chris Givens, chiamato alla conferma dopo un buon 2012, Austin Pettis e Brian Quick, due WR che nella scorsa stagione hanno invece avuto più problemi. Anche il backfield non è sicuramente composto da marcantoni: i due principali RB saranno Daryl Richardson ed Isaiah Pead, entrambi sotto le 200 yards ma dalla grande mobilità laterale e dalla bruciante accelerazione, mentre per qualche portata in cui il peso è più importante si potrebbe vedere in azione Zac Stacy scelto all’ultimo draft da Vanderbilt.

La linea offensiva porta un nuova acquisizione, quella di Jake Long, ex prima scelta assoluta di Miami, che andrà a formare la coppia di tackle con Rodger Saffold: entrambi hanno una storia di infortuni piuttosto sospetta, ma se restano sani possono essere una ottima coppia, più talentuosa delle guardie Shelley Smith e Harvey Dahl, più onesti mestieranti. Infine il centro sarà Scott Wells, che nonostante i 32 anni continua ad offrire prestazioni di alto livello.

Parlando di difesa, si va a trattare un reparto che nel 2012 ha fornito bone prestazioni, le quali però potrebbero essere difficili da ripetere, anche per la presenza di alcuni vuoti di fianco ad alcuni punti di forza: esempio lampante sono le secondarie, con i CB Janoris Jenkins (fenomenale nella sua stagione da rookie) e Cortland Finnegan (scommessa vinta in pieno da Fisher) che potrebbero avere al loro fianco una S inesperta come TJ McDonald, appena draftato, ed una che nei suoi tre anni in Missouri non ha incantato, come Darian Stewart.

Rams_Camp_Football_owenweb_t670Davanti ad essi, invece, il talento è più diffuso ed elevato, con il duo di LB composto da Jo-Lonn Dunbar e James Laurinaitis capace di combinare per 257 tackles, di cui 17 for loss: il primo dei due dovrà però affrontare una squalifica di quattro giornate a causa di un’infrazione legata all’uso di sostanze proibite e dovrà essere sostituito dall’esperienza di Will Witherspoon, in arrivo da… Tennessee!

Come terzo LB si è deciso di puntare con decisione sull’altra scelta di primo giro dei Rams, Alec Ogletree da Georgia: il ragazzo arriva in un sistema a lui congeniale e già nelle prime partite di preseason, per quello che contano, ha già fatto capire di poter digerire in tempi rapidi il salto di categoria.

La coppia di DE del sistema 4-3 sarà fondamentale per le sorti di tutto il reparto, in quanto è da Robert Quinn, Chris Long e William Hayes che sono arrivati 29 dei 53 sacks messi a segno nella scorsa stagione: una riconferma su livelli almeno simili è quindi importante viatico.

Al loro interno, infine Michael Brockers potrà migliorare il suo anno da rookie, iniziato con ritardo per infortunio, mentre Eugene Sims e Kendall Langford si giocheranno l’ultimo posto utile. Il kicker Greg Zuerlein ha iniziato facendo scalpore la sua carriera NFL, con 13/13 nelle prime 5 partite ed un FG messo a segno dalle 60 yards, prima di ritornare ad un più normale 10/18, colpa però anche del coaching staff che lo ha fatto calciare anche da importanti distanze. Il punter sarà Johnny Hekker, capace di una sufficiente media di 39.9 yards/calcio, mentre in tutto il baillame di velocità offensiva potrebbe essere facile trovare buoni ritornatori tra Austin, Pettis e Pead.

Se tutto gira nel modo corretto, c’è la seria possibilità di vedere parecchie vittorie a Saint Louis, ma a mio modesto parere ci sono troppe ruote che devono girare nel verso giusto: la capacità dei giovani RB e WR di stare lontani dagli infortuni (e dai guai, cosa non scontata viste le teste di alcuni), l’integrità della linea offensiva e la capacità di Jenkins, Dunbar e Laurinaitis di ripetere quanto già offerto).

Il 2013 potrebbe essere, con buona probabilità, anno buono per far maturare esperienza ai giovani per prepararli per un roseo futuro.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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2 thoughts on “NFC West 2013 Preview

  1. Secondo pronostico. Seattle 11-5. San Francisco 11-5. Arizona 6-10. St. louis 5-11. Seattle vincente division. San Francisco a giocarsi il wild car.

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