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Datemi un quarterback, e vi conquisterò il mondo

Dev’essere il pensiero più ricorrente nella testa di Adrian Peterson da almeno un paio di stagioni, e deve avergli addirittura tenuto occupato il cervello pure mentre era fermo per l’infortunio, patito al termine della stagione 2011; insomma, il grandissimo talento da Oklahoma ha fatto di tutto e di più negli anni passati da professionista con la divisa dei Vikings ma si può dire che ha giocato con un quarterback degno di questo nome solo quando Brett Favre ha scelto di vestirsi di purple&gold.

Lo ammetto, sono sempre stato ottimista nei confronti di Christian Ponder, ma il prodotto di Florida State comincia a destarmi serie preoccupazioni, perchè quando stacca la spina, la stacca e basta, accumulando errori su altri errori; in tutto questo il povero All Day continua a doversi confrontare con difese che gli mettono otto uomini nel box in quasi tutti i down, e ci sono volte in cui gli va bene, e ti tira comunque fuori dal cilindro una delle sue prestazioni monstre, oppure ci sono altre occasioni in cui le cose non girano per il verso giusto, e, vedi domenica, trovandoti di fronte due piccolissimi fanciulli che rispondono al nome di Ndamukong Suh e Nick Farley, finisce che non puoi fare altro che rimbalzargli continuamente contro. Viene seriamente da chiedersi cosa avrebbe fatto il numero 28, l’anno passato, con un quarterback capace di sviare l’attenzione delle difese avversarie.

 

Quei cattivi ragazzacci

Settimana da ginocchia sui ceci dietro alla lavagna per la serie di multe comminate dalla National Football League, che ha iniziato a battere cassa fin da martedì, chiedendo un corrispettivo di 100.000 euro al defensive tackle dei Lions Ndamukong Suh, reo di aver colpito con il casco il ginocchio del centro dei Vikings John Sullivan; dopo di lui è toccato poi al linebacker dei Buccaneers Levonte David, al quale ne sono stati chiesti 7,875 per aver colpito il quarterback dei Jets Geno Smith quando quest’ultimo era già uscito dal campo, al quale si è aggiunto il compagno di reparto Dashon Goldson, safety cui hanno comminato una sanzione pecuniaria di 30,000 dollari per aver colpito il tight end, sempre in forza ai biancoverdi newyorkesi Jeff Cumberland.

Non contenta, la stessa lega, ha poi deciso di punire anche un loro avversario, Dawan Landry, 21,000 per violenza non necessaria ai danni del WR di Tampa Mike Williams, e, dulcis in fundo, Clay Matthews, protagonista di uno dei casi più discussi della settimana per aver proseguito un contatto con il QB dei Niners Colin Kaepernick ben oltre la linea di delimitazione del terreno di gioco; il numero 52 di Green Bay, dopo essere stato giudicato alla strenua di un pessimo elemento dal coach avversario Harbaugh, ha pure dovuto incassare il beffardo invito dello stesso pitcher di San Francisco, che in modo sarcastico gli ha fatto notare “Se l’intimidazione è il tuo piano di gioco, spero che tu ne abbia uno migliore” e una sanzione comminatagli dalla NFL, che lo ha invitato, caldamente, a pagare 15,000 dollari di multa.

Un bel gruppo di bad boys, c’è solo da sperare che non finiscano mai a giocare tutti nella stessa squadra, se no altro che conti in rosso, si porterebbero direttamente in libri in tribunale dopo una sola partita.

 

Anche a Detroit hanno un runningback

Tra infortuni, ritiri, e pesche errate al Draft ce ne eravamo quasi scordati, ma pure a Detroit c’è un backfield, e per farlo funzionare hanno deciso di affidarlo ad un certo Reggie Bush, ragazzo che proprio runningback puro non è, ma che ha dimostrato di calzare a pennello per il ruolo che deve ricoprire nei Lions; d’altronde, quando Jahvid Best era sano, la franchigia del Michigan aveva spesso cambiato marcia, aumentando progressivamente la propria produttività sul terreno di gioco.

Naturale quindi, che al team di Schwartz servisse un runner capace di fare la differenza sia partendo dietro il centro che uscendo fuori dai tackle a ricevere, cosa che il buon vecchio Reggie ha mostrato di saper fare da tempo, e che ha ripetuto egregiamente anche nella sua prima apparizione al Ford Field, dove è stato protagonista indiscusso della vittoria conquistata ai danni dei Vikings totalizzando 191 yards e 1 touhdown, divise tra 90 conquistate su corsa e le 101 ottenute su ricezione. Il fit ideale per questi Lions, Alleluja!

 

Boldin, in casa Harbaugh è già Natale

Un regalo, con tanto di fiocco, solo così può spiegarsi la trade che ha privato John Harbaugh del receiver Anquan Boldin consegnandolo nelle mani del fratello Jim, ancor più dopo tutte le grane avute nel reparto ricevitori dai Ravens, che dopo aver perso Jacoby Jones e Dennis Pitta hanno mostrato diverse lacune nello sviluppo del passing game; insomma, nessuno ce lo ha voluto dire, ma nella famiglia Harbaugh il Natale si festeggia in un giorno diverso da quello in cui viene celebrato solitamente nelle comunità cristiane, e da buon fratello maggiore, l’attuale coach di Baltimore, ha voluto omaggiare il suo fratellino con un dono davvero prezioso.

Battute a parte, scorrendo le stats messe insieme dal suo ex receiver, 13 prese per 208 yards e touchdown, a John deve essergli venuta voglia di mangiarsi il cappellino, con annessa visiera.

 

Salvate il soldato Flynn

Matt-Flynn2Ci risiamo, a dodici mesi di distanza Matt Flynn è punto e a capo, e dopo essere passato da Seattle ad Oakland durante l’offseason per giocare starter con la franchigia californiana, ha nuovamente perso il posto in favore di un QB pù mobile; l’anno passato a scalzaro dal primo spot in depth chart fu il rookie Russell Wilson, quest’anno, a farlo fuori, almeno per ora, ci ha pensato Terrell Pryor, promosso titolare prima della partenza della regular season e reduce da un match convincente nonostante la sconfitta rimediata a Indianapolis contro i Colts.

Niente da dire, l’ex Packers sarà anche sfortunato, per carità, e il tempismo, soprattutto in materia di trasferimenti, non dev’essere proprio la sua qualità migliore, ma due bocciature consecutive cominciano ad essere troppe per essere classificate come mera coincidenza.

Vedremo come evolverà la situazione, ma intanto per la seconda week consecutiva, a partire titolare sarà nuovamente Pryor, con buona pace di Flynn, che, oltre alla famosa partita in cui aveva lanciato 5 TD pass, si era messo in luce già in NCAA, andando a conquistare un titolo nazionale con i Louisiana State Tigers.

Post By Andrea Cresta (349 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…

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2 thoughts on “NFL Week 1 in Review

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