Quella di quest’anno si sta sicuramente rivelando una grandissima stagione. Emozionante, adrenalinica, esaltante e, soprattutto, ricchissima di colpi di scena gestibili solo da chi ha il cuore duro e fermo come la nuda roccia. A differenza di altre Division, dove i giochi sono già stati fatti e nell’arco dell’intera annata non c’è stata molta lotta per la piazza che conduce alla postseason e la corsa al Super Bowl, nella NFC North continuano i botta e risposta delle tre formazioni che si giocano il prossimo futuro. Trattasi dei Chicago Bears, in testa, dei Green Bay Packers subito inseguitori, e i Detroit Lions, freschi di una pesante battuta d’arresto casalinga contro i campioni in carica dei Baltimore Ravens, che li ha visti crollare dal primo al terzo posto della classifica. Fuori dai giochi invece i Minnesota Vikings dell’MVP della scorsa stagione, Adrian Peterson.

jayLa storia della NFC North è quella più antica, e forse più gloriosa della NFL, con i Bears ed i Packers a scandire parecchie decadi passate. Per quanto li riguarda i Lions non possono dire la stessa cosa purtroppo, soprattutto vista la winless season ed i quattro titoli vinti, mentre le prime due formazioni combinano per oltre venti. Inoltre la Frostbite Division può vantare le rivalità più intense, appassionanti, fisiche e sentite dell’intera nazione a stelle e striscie, ed anche qui Bears e Packers la fanno da padrona. Nonostante tutto però, chi detiene il maggior numero di vittorie sono i Minnesota Vikings con 18 titoli, con Green Bay e Chicago ad inseguire rispettivamente con 11 e 10. Purtroppo ultimi i Lions con soli tre titoli.

Quest’anno la storia parla di NFC North in ribasso, con tutte e quattro le contendenti in difficoltà, chi per un motivo chi per un altro. Mettendo un attimo da parte Minnesota, come detto ormai fuori dai giochi e con i problemi nella posizione di quarterback che li ha afflitti per l’intera stagione, lottano per gennaio Bears, Packers e Lions.

Partiamo dalla testa del gruppo, cioè i Chicago Bears. La squadra della Windy City è una delle due che ringrazia Justin Tucker ed i suoi sei field goal. La vittoria sui Lions culminata nel tentativo realizzato da 61 yards nell’ultimo Monday Night regala la testa della Frozen North ai Bears. Chicago ha potuto festeggiare la vittoria ottenuta in un freddo Soldier Field, in gran rush finale condotto dal rientrante Jay Cutler. Dopo la sconfitta con Detroit patita il 10 novembre scorso, gli orsi hanno giocato per un mese senza il loro starter, rimpiazzato comunque a modo da McCown, che ha tra le altre cose ottenuto una vittoria casalinga di prestigio contro i Dallas Cowboys, e con un certo margine anche. Per i Bears ora si tratta solo di mantenere questa rotta, e allungare la striscia di vittorie consecutive (in questo momento a quota due), ed evitare ulteriori battute d’arresto e passi falsi. Data la produzione offensiva, e l’ottimo gioco aereo (il quinto della lega), il primo aspetto da migliorare dovrà essere la difesa sulle corse, la peggiore della NFL con ben 152.4 yards concesse a partita. Il calendario prevede un’insidiosa trasferta a Philadelphia e la gara casalinga contro Green Bay a chiudere la regular season. In questo momento dovrebbe essere rispolverato il classico detto secondo cui Chicago ha in mano il proprio destino, vedremo come lo tratteranno.

flynnScendendo di una posizione vi sono i Green Bay Packers. La formazione di Mike McCarthy ha subìto nell’ultimo mese e mezzo il colpo psicologico dell’infortunio di Aaron Rodgers, ma si è prontamente rifatta nelle ultime due partite vinte di una sola lunghezza, soprattutto con la difesa nel secondo tempo, la prima contro gli Atlanta Falcons e la seconda contro i Dallas Cowboys. Tutti si chiedono quando e se rientrerà dalla frattura alla clavicola sinistra Rodgers, soprattutto dopo quanto fatto nelle ultime due settimane dai suoi compagni, in grado di riaprire Division, stagione ed animo dei tifosi. Sole due settimane fa infatti i fischi sono quasi piovuti dal cielo sulle teste dei verde-oro, e subito dopo si è vista la difesa che ha garantito vittorie di prestigio nella stagione, come quella di Baltimore. Da notare anche quanto i Pack abbiano cambiato faccia tra le due metà di partita nelle vittorie ottenute: primo tempo da dimenticare, per poi recuperare e ribaltare il punteggio nell’ultima frazione di gioco. La persona che più ha incarnato questo aspetto è stato il backup di Rodgers, e cioè Matt Flynn, in grado di produrre offensivamente quello che è mancato con Tolzien nelle prime settimane dall’infortunio del #12. Passi da gigante sono anche stati fatti da Eddie Lacy. Il prodotto di Alabama si sta promuovendo come uno dei candidati al premio di rookie dell’anno, soprattutto dopo le 1000 yards toccate contro Romo ed i Cowboys, nel match culminato con il touchdown della vittoria. Dopo la gara casalinga da giocare contro Roethlisberger e gli Steelers, la gara contro i Bears sarà decisiva.

Al terzo posto, dopo il crollo dalla prima piazza, arrivano in una sola gara i Detroit Lions di Matthew Stafford e Calvin Johnson. La sconfitta patita contro i Ravens potrebbe aver seriamente compromesso, soprattutto a livello psicologico, la stagione dei Leoni. Davvero nessuno se lo sarebbe aspettato da lui, ma la storia del match sarebbe stata sicuramente diversa se Megatron non avesse lasciato cadere per terra qualche pallone importante. Il forte WR termina la gara a sole due yards da quota cento in sei ricezioni, e soprattutto nessuna segnatura. Oltre alla prestazione di Johnson, non ha giocato molto bene Stafford che è stato anche intercettato due volte. Il secondo tra l’altro, realizzato dal rookie Matt Elam, è stato anche quello che ha sigillato la vittoria a favore dei Ravens. Commenti amari quelli rilasciati a fine partita dalla squadra della Motown, ed il comune denominatore è stato quello di aver gettato al vento la partita e non solo.

calvinIn una sola gara infatti i Lions non solo hanno perso la testa della Division, ma sono stati scavalcati da ben due formazioni. L’obiettivo per Detroit ora, come sottolineato da Jim Schwartz e non solo, è quello di ottenere una vittoria in casa contro i Giants di Eli Manning, in nettissima difficoltà ed in chiaro contrasto con quanto in atto a Denver da parte del suo fratello maggiore, e contro i Minnesota Vikings in trasferta. Prima di questa settimana il destino della post season era nelle loro mani, ora è quasi in quelle altrui.

Sole due settimane alla fine della regular season, solo due. Dire che i giochi sono apertissimi è a dir poco riduttivo, soprattutto visto il big match finale tra Bears e Packers, con i Lions a fare da spettatori e sperare che si mettano i bastoni tra le ruote a vicenda. C’è grande attesa quindi per questo rush finale, che potrebbe scandire non solo la post season, ma anche la prossima off season per qualcuno. Vedremo chi lotterà a gennaio, e chi recriminerà per il passo falso di troppo.

Post By Francesco Gentile (154 Posts)

Studente di giurisprudenza. Appassionato delle Big Four, NFL in particolare. Tifoso sfegatato Green & Gold!

Website: →

Connect

5 thoughts on “Spettacolari fuochi d’articio nella NFC North, chi la spunterà?

  1. Non saprei fare un pronostico convinto…ma secondo me Detroit se rimarrà concentrata potrà farcela a scapito dei packers (se non dovesse rientrare Rogers, altrimenti sarebbe un’altra storia), e non mi sorprenderei se dopo una partita storta come il MNF e le troppe critiche ricevute, Megatron tirasse fuori una prestazione da cinema…attendiamo… =)

  2. ricordiamoci che green bay le vince tutte e due vince la division. detroit anche le vincesse entrambe resterebbe indietro. e chicago anche vincesse domenica (cosa non semplicissima) se perdesse nello scontro diretto con gb si farebbe sorpassare in classifica.

Commenta