Finita una stagione forse lievemente al di sotto delle aspettative, o solo delle speranze, ma comunque molto positiva, si apre ora per i Saints una off-season di quelle difficili. La situazione è questa: la previsione per il 2014 vede i Saints sfondare il salary cap di circa 12 milioni, non c’è un kicker e i contratti in scadenza includono nomi pesantissimi. La free agency, tra altri nomi meno importanti, annovera veterani e giovani prospetti del calibro di Robert Meachem, Luke McCown, Jed Collins, Joe Morgan, Brian De La Puente, Charles Brown, Zach Strief, Jonathan Vilma, Malcolm Jenkins, ma certamente il nome che spicca è quello di Jimmy Graham.

628x471Far firmare un nuovo contratto a tutti visto lo spazio salariale a disposizione è un’impresa semplicemente impossibile e la priorità è senza dubbio rinnovare Jimmy Graham. In molti hanno discusso sulla reale consistenza di un giocatore che è uno dei più forti tight end della storia, ma che ogni tanto scompare dai giochi quando viene marcato a vista. Sono discorsi validi, ma i numeri delle sue stagioni parlano chiaro e con il chirurgo Drew Brees alle spalle Graham è stato devastante e dominante sia come TE che come wide receiver. Il General Manager dei Saints Michael Loomis ha già dichiarato che si sta lavorando al rinnovo e che se non si dovesse arrivare ad una soluzione condivisa verrà applicata la franchise tag.

E qui si apre il sipario su una delle situazioni più spinose della free agency.

La franchise tag prevede che lo stipendio accordato al giocare su cui si esercita l’opzione sia pari almeno alla media dei cinque stipendi più alti nella posizione per cui viene esercitata l’opzione. La posizione di un giocatore, però, viene determinata dal numero di snap a cui ha preso parte e la posizione con più snap è quella che definisce il ruolo. Jimmy Graham è un TE, ma ha giocato più come ricevitore che altro e la differenza tra una posizione e l’altra si aggira sui 5 milioni. La media per i TE infatti si aggira sui 6 milioni, mentre per i WR si parla di almeno 11 milioni. Bisognerà vedere come i Saints agiranno e come Graham risponderà. Sicuramente per una squadra come i Saints e i problemi salariali, 5 milioni fanno di gran lunga la differenza. In ogni caso far firmare Graham è un’operazione molto costosa perché se anche si arrivasse ad un accordo con il giocatore è difficile ipotizzare che non sarà il TE più pagato della lega guadagnando più di 10 milioni a stagioni o giù di lì.

La situazione è complicata e incerta, ma quel che è certo è che i Saints hanno bisogno di spazio salariale per tenere Graham. Questo significa fare sacrifici e i primi sono già arrivati. È stato infatti annunciato che non verrà rinnovato il contratto a Vilma e sono stati tagliati i contratti di Roman Harper, Will Smith e Jabari Greer. Uno di quegli annunci che ai tifosi fanno piangere il cuore, ma che in modo o nell’altro tutti si aspettavano, forse tranne Greer, e che sono un male indispensabile per il bene della squadra. Nel 2009 questi quattro giocatori sono stati dei punti fondamentali nella vittoria del SuperBowl, ma il 2009 in uno sport come il football è storia del passato remoto.

In pochi anni molto è cambiato e l’efficacia di questi veterani è scesa moltissimo: Will Smith aveva il secondo contratto più corposo dopo quello di Brees e il suo declino è stato forse il più rapido dei quattro: dopo 13 sacks raccolti solo nel 2009, nelle tre stagioni successive ne colleziona 18 in totale e nell’ultimo anno non vede mai il campo per la rottura del legamento crociato ad agosto e nel frattempo ha raggiunto le 32 primavere. Tagliando Smith i Saints recuperano circa 12 milioni di salary cap e questa mossa era nell’aria da molto tempo data soprattutto la consistenza del suo ingaggio.

Nell’aria era anche il non rinnovo di Vilma. L’ex capitano della difesa negli ultimi due anni tra squalifiche, infortuni e pessime prestazioni ha visto il campo così poco che della sua successione ci si era già in qualche modo occupati con quel Butler che per infortunio non ha mai visto il campo, ma che è tornato a disposizione di coach Peyton. E anche qui nessuna sorpresa. Se poi aggiungiamo le pessime dichiarazioni pubbliche riguardo avere compagni gay in spogliatoio, ad un problema di prestazione si aggiunge un problema di pubbliche relazioni e il suo saluto a New Orleans appare forse tra i meno dolorosi.

Un po’ più sorprendente, ma non troppo, è invece il taglio di Roman Harper. I Saints recuperano circa 3 milioni, ma perdono un giocatore che aveva da poco pubblicamente dichiarato di voler finire la stagione in nero-oro. Così non sarà e per quanto possa essere una scelta dolorosa anche questa non appare come la sopresa dell’anno. Harper infatti ha 31 anni, qualche infortunio alle spalle e quest’anno ha calcato il campo (efficacemente bisogna ammetterlo) solo dopo l’infotunio di Kenny Vaccaro, safety scelta al primo giro di draf l’anno scorso. Le buone prestazioni avevano messo in dubbio il taglio di Harper, ma le mosse di mercato della scorsa free agency lo avevano in qualche modo preannunciato.

Tra tutte forse, la più sorprendente è il taglio di Greer. Il CB è sempre stato uno dei giocatori più sottovalutati della lega e le sue prestazioni sono sempre state di alto livello ed efficaci anche se lontane dai radar. Il suo ruolo è stato fondamentale anche come uomo spogliatoio ed esempio per i più giovani, ma il gravissimo infortunio subito a metà stagione unito all’età di 32 anni hanno messo in forte dubbio la tenuta per il futuro. La posizione di Cornerback è forse uno dei pochi punti deboli dei Saints, e per questo sorprende un po’ il taglio, ma in fondo anche qui le spalle sono abbastanza coperte. Keenan Lewis, partito come terza scelta nei piani di coach Ryan, si è imposto come un punto saldo e titolare inamovibile, mentre la seconda scelta, Patrick Robinson, anche lui infortunatosi, è quasi completamente riabilitato e la giovane età lo conferma un prospetto da tenere d’occhio. A tutto questo si aggiunge la quarta scelta Corey White che a fasi alterne ha fatto vedere cose buone. Sicuramente perdere Greer è un duro colpo e si dovrà lavorare al draft perchè di CB i Saints ne hanno bisogno.

Per quanto riguarda invece i contratti in scadenza, si lavorerà per tenere Jenkins, visto anche il taglio di Harper, mentre sia Brown che De La Puente e Strief potrebbero cambiare maglia. I Saints hanno bisogno di rinnovare la linea offensiva per proteggere meglio un qb non proprio giovanissimo e già Brown era stato tolto dai titolari a stagione in corso. De La Puente e Strief sono giocatori solidissimi, ma lavorando bene al draft e in free agency possono essere sostituiti da giocatori altrettanto validi o quasi, ma molto meno cari. Anche qui, un male necessario. Importantissimo sarà invece confermare Jed Collins, uno dei migliori fullback in attività e pedina fondamentale degli schemi di Peyton. Collins è uno di quei giocatori che valgono ogni centesimo speso, cosa che non è più, purtroppo, Meachem. Il suo contributo è stato molto limitato e dubito fortemente possa rientrare nei piani futuri dei Saints, cosa che potrebbe succedere anche a Luke McCown in qualità di secondo qb. Qui mi lancio in pura speculazione, ma alcune mosse societarie mi hanno portato a pensare che il secondo qb d’ora in poi sarà Ryan Griffin, quarto e poi terzo quest’anno.

yahoo_drewbreesIn primis, all’infortunio di Sam Bradford i Rams si sono guardati intorno per trovare un rimpiazzo e avevano puntato proprio Griffin, ma i Saints hanno risposto tagliando un giocatore minore dalla rose e mettendo sotto contratto il qb proprio per evitare di vederlo risalire il Mississippi fino a St. Louis. E poi, avendo perso il nipote di Vince Lombardi, Joe, come allenatore dei quarterback, partito per diventare defensive coordinator a Detroit, i Saints lo hanno sostituito con Mike Neu, allenatore dei QB dell’università di Tulane proprio ai tempi di Griffin. Due coincidenze fanno una certezza e se le associamo all’età di Brees si può ipotizzare che la dirigenza abbia visto in Griffin il successore di Brees e promuoverlo ora significherebbe affiancarlo ad uno dei migliori per imparare il mestiere.

Tirando le somme tutto ruota intorno a Jimmy Graham e a quanto copioso sarà il suo contratto, ma i recenti tagli, seppur dolorosi per il cuore, non influenzano le chances di vincere il Super Bowl per il prossimo anno avendo in squadra molti giovani interessantissimi che già si sono fatti avanti al posto dei veterani tagliati. Certo si dovrà lavorare molto bene al draft, prendendo un WR e un offensive tackle ai primissimi giri e poi un CB per rimpolpare un promettente ma giovane gruppo. Quel che è certo è che se i Saints terranno Graham saranno una seria candidata alla vittoria finale.

Post By Michele Comba (46 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla “Who Dat Nation”.

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One thought on “I Saints e la offseason delle dure decisioni

  1. vedere partire quei 4 è un dolore sportivo in effetti. Sui CB: ottimo Lewis ma non basta, White è molto acerbo e P-Rob non è mancato a nessuno. Non lo confermerei e nemmeno Jenkins. Meach costa poco e ha reso abbastanza. JG infine è un bel dilemma paghiamolo bene ma senza esagerare.

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