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Round 1, pick 9 (from Bills through Browns): Anthony Barr, OLB, UCLA Bruins
Anthony BarrProspetto con un’esperienza limitata come outside linebacker, ha iniziato la carriera universitaria con UCLA come fullback e solo nelle ultime due stagioni è passato in difesa, si presenta però come un giocatore che nelle mani del nuovo coach dei Vikings Mike Zimmer può diventare uno dei migliori pass rusher dell’intera lega, viste delle doti fisico-atletiche naturali che gli permettono di essere una minaccia costante per i quarterback avversari e trovarsi sempre, e costantemente, nel luogo di sviluppo dell’azione; molto valido in copertura, rapido in lettura, Barr deve però affinarsi come tackler, visto che ad una buona tecnica di base non riesce ancora ad aggiungere l’esplosività e l’aggressività necessaria per portare il colpo terminale al portatore di palla avversario. Un innesto necessario per una difesa in difficoltà come quella dei Vikings, con le doti per trasformarsi in quel playmaker che potrebbe venire a mancare dopo la partenza di Jared Allen, anche se difficilmente verrà allineato come end, se non in qualche schieramento di situazione; ottimo blitzer, istintivo e veloce, non avrà alcuna difficoltà a conquistarsi uno starting spot sull’esterno della mediana durante l’estate.

Round 1, pick 32 (from Seahawks): Teddy Bridgewater, QB, Louisville Cardinals
Teddy BridgewaterPer moltissimo tempo quarterback numero 1 del Draft, Bridgewater è sceso nei vari ranking degli esperti a causa di un Pro Day poco convincente e del livello di concorrenza medio-basso degl’avversari affrontati con Lousiville nel corso della sua carriera universitaria; a destare qualche dubbio anche un fisico esile, per gli standard NFL, e una potenza del braccio non eccezionale, che potrebbe creargli qualche problema quando si troverà ad esplorare il profondo, alla quale ha sempre sopperito svolgendo un grandissimo lavoro sul medio corto e giocando con estrema intelligenza, ovvero prendendosi quello che la difesa avversaria gli concedeva. In suo favore, sotto questo aspetto, parlano gli appena 12 intercetti lanciati su 846 passaggi tentati nelle ultime due stagioni, numeri che dimostrano la bontà di Bridgewater come passer e che sembrano renderlo il fit ideale per il nuovo attacco Vikes affidato a Norv Turner; dotato di un buon footwork, mobile nella tasca e rapido a scandagliare il campo, ha le caratteristiche per diventare protagonista nella West Coast Offense che da tempo cercano di installare in Minnesota. Peccato solo che prossimamente, a Minneapolis, si giocherà all’aperto, perchè il tocco di questo ragazzo sarebbe stato probabilmente letale in un Dome o al servizio di un team che può contare sempre sui favori del meteo.

Round 3, pick 72: Scott Crichton, DE, Oregon State Beavers
Scott CrichtonPesca che può risultare importante per i Vikings, abili a prendere un giocatore che può aiutare a non far rimpiangere troppo Jared Allen, viste le buone doti di pass rusher e l’abilità a difendere molto bene sui passaggi, dove riesce a fare un discreto lavoro portando costante pressione sulla linea di scrimmage; agile, potente, con Oregon State ha stupito per l’intensità con cui ha affrontato ogni down, sfruttando gambe e braccia per produrre un moto costante che ha messo in difficoltà molti degl’avversari chiamati ad occuparsi di lui. Istintivo, Crichton non è rapidissimo sul primo passo ma riesce comunque a recuperare proprio grazie a queste sue qualità, che lo rendono un cliente difficilissimo da gestire per chiunque lo si trovi di fronte; leggermente più basso degli end che solitamente trovano spazio in NFL, nel suo primo tra i professionisti dovrebbe accumulare esperienza agendo da backup alle spalle di Everson Griffen e Brian Robinson, probabili end titolari del team.

Round 3, pick 96 (from Seahawks): Jerick McKinnon, RB, Georgia Southern Eagles
Jerick McKinnonQuarterback nella triple-option di Georgia Southern, McKinnon sembra direzionato a ricoprire il ruolo di runningback a livello professionistico, dove la sua rapidità nel cambiare direzione e la velocità che riesce a sviluppare in campo aperto potrebbero tornare utili a qualsiasi backfield, tanto più a quello di Minnesota, alla ricerca di un giocatore in grado di far rifiatare Adrian Peterson, e, allo stesso tempo, aggiungere un po’ di imprevidibilità ad un attacco da tempo monotematico; piuttosto fisicato, ma di certo non ancora pronto a confrontarsi con i pesanti linebacker della NFL, difficilmente potrà essere utilizzato quando sarà necessario correre dritto e forte o come bloccatore negli schemi di passaggio. Probabile, invece, viste le caratteristiche atletiche di altro profilo ed una conoscenza del gioco piuttosto vasta, che i Vikings creino una gamma di giochi appositamente per lui, nel tentativo di utilizzarlo come materiale da big e trick play; ancora da testare come ricevitore fuori dal backfield, sarà interessante scoprire se anche al piano di sopra riuscirà a seminare i difensori avversari, slalomando tra di loro come fossero semplici, ed immobili, birilli.

Round 5, pick 145 (from Browns): David Yankey, OG, Stanford Cardinals
Stanford v San Jose StateOffensive lineman completo e versatile che potrà dare un buon contributo fin da subito alla franchigia di Minneapolis, vista la sua capacità nel ricoprire più ruoli mantenendo comunque invariato il suo apporto; tendenzialmente più efficace quando si trova a bloccare nei giochi di corsa, possiede la mobilità e la visione laterale per svolgere un lavoro efficace anche in pass protection, situazione in cui però presenta qualche problema quando si trova a dover contenere due avversari. Rapido, dotato di un buon gioco di piedi, Yankey ha la mobilità necessaria per fiondarsi in campo aperto e portare dei blocchi anche al di là della linea di scrimmage, dove può tornare molto utile per creare terreno fertile per i suoi runningback; esperto, è stato per tre anni starter a Stanford, non è da escludere che riesca a strappare uno starting spot in depth chart fin da subito.

Round 6, pick 182 (from Falcons): Antone Exum, CB, Virginia Tech Hokies
Antone ExumSe non fosse per il brutto infortunio, legamento crociato anteriore, subito nel Gennaio dello scorso anno e che lo ha costretto a saltare quasi per intero il senior year, Exum, probabilmente, sarebbe stato scelto molto più in alto, viste le doti tecniche superiori alla media che gli consentono di essere uno dei pochi cornerback capace di mettere insieme numeri importanti quando si trova a contrastare le corse; oltre a questo, l’ex Hokies, ha confermato nel corso della carriera NCAA di saper svolgere un buon lavoro anche sui passaggi, dove sfrutta intuito e velocità per rimanere incollato al proprio uomo e cercare di deflettare il pallone a lui destinato. Purtroppo, oltre ai guai fisicici, ad avanzare dubbi su questo prospetto ci sono anche alcuni rapporti poco idiallaci dei suoi coaches, che l’hanno per nulla descritto come un lavoratore infaticabile e devoto; indubbiamente, se vorrà avere un futuro tra i professionisti, dovrà correggere il tiro.

Round 6, pick 184: Kendall James, CB, Maine Black Bears
Kendall JamesGiocatore monodimensionale, difficilmente utilizzabile in supporto alla difesa sulle corse ma efficacissimo in quella sui passaggi, dove la sua ottima lettura e la capacità nel scegliere il tempo e l’angolo di salto migliore, gli permettono spesso di mettere le mani sulla palla, intercettandola o deviandone la traiettoria; veloce, rapido nel gioco di piedi, sa seguire i cambi di direzione dei WR avversari senza problemi, anche se non ha le dimensioni ideali per contrastare quelli più fisici. Da rifinire come placcatore, James potrebbe tornare inizialmente utile negli special team vista soprattutto la velocità con cui riesce a portarsi sul portatore di palla avversario.

Round 7, pick 220 (from Falcons): Shamar Stephen, DT, Connecticut Huskies
Shamar StephenValido run stopper, Stephen può aspirare ad entrare nella rotazione per la posizione di defensive tackle dei Vikings già in questa sua prima stagione NFL, nella quale la sua fisicità potrebbe tornare molto utile nel mezzo, soprattutto quando sarà necessario chiudere gli spazi ai runner avversari; mobile e potente allo stesso tempo, riesce ad utilizzare molto bene le braccia e occupare più bloccatori sulla linea di scrimmage, combattendo contro di loro per cercare di arrivare a mettere le mani sul quarterback o sul portatore di palla. Da sgrezzare come pass rusher, deve diventare più rapido se vuole essere d’aiuto anche in questo genere di situazioni, dove gli manca una po’ di velocità per colpire con rapidità il buco di sua competenza. Talento potenzialmente da terzo giro che i Vikes hanno comunque preso alla settima tornata, confermando ancora una volta le capacità manageriali di Rick Spielman.

Round 7, pick 223: Brandon Watts, LB, Georgia Tech Yellow Jackets
Brandon WattsAltro giocatore in grado di svolgere un buonissimo lavoro contro le corse, Watts possiede l’istinto naturale per riconoscerne lo sviluppo e dirigersi con velocità ed aggressività verso il portatore di palla; esplosivo, dotato di una discreta tecnica di placcaggio, gli manca un po’ di potenza quando deve assestare il colpo, ma riesce comunque a fermare l’avversario scegliendo l’angolo migliore per inchiodarlo al terreno. Abbastanza valido in copertura, atletismo e capacità fisiche lo rendono più propenso a difendere a uomo, deve certamente migliorare sui passaggi, per questo è molto probabile che lo si vedrà impiegato in formazioni diverse da quelle previste per gli special team.

Round 7, pick 225 (from Giants through Panthers): Jabari Price, CB, North Carolina Tar Heels
Jabari PriceTerzo cornerback scelto dai Vikings in questo Draft, a dimostrazione che è un punto sempre dolente nel roster dei Purple&Gold, alla strenua riscerca di giocatori affidabili che possano fornire un certo contributo ad una squadra in perenne difficoltà nelle secondarie; come Exum e James, Price è in grado di fornire un valido supporto quando si tratta di difendere contro le corse, e allo stesso tempo possiede una velocità tale da rimanere incollato al proprio uomo nelle tracce esterne, risultando fastidioso per chiunque se lo trovi di fronte. Due qualità senza dubbio importanti, sulle quali sarà però necessario lavorare parecchio al piano di sopra, cercando magari di acquisire una miglore capacità di lettura e una maggiore confidenza con l’ovale, nel tentativo di ritagliarsi un po’ di spazio anche al di fuori delle squadre speciali.

Undrafted free agent:
Iowa OG Conor Boffeli; Mississippi OT Pierce Burton; Northwestern WR Kain Colter; Villanova DE Rakim Cox; Florida International NT Isame Faciane; Ohio WR Donte Foster; Belhaven OT Matt Hall; Toledo OC Zac Kerin; Tennessee State TE A.C. Leonard; Eastern Illinois WR Erik Lora; Missouri Western QB Travis Partridge; Tennessee OT Antonio Richardson; Northwestern DE Tyler Scott; Virginia DE Jake Snyder; Fresno State G Austin Wentworth; Wagner RB Dominique Williams.

Voto Finale: 8
La mossa di salire per togliere Bridgewater dalla disponibilità dei Texans merita sicuramente un mezzo voto in più per i Vikings, anche se l’acquisizione del talento da Louisville andrà valutata in corso d’opera, vista la facilità con cui in Minnesota hanno bruciato Christian Ponder, considerato già allora adatto per il tipo di gioco offensivo dei Vikings nell’era Frazier; paradossalmente, oggi, l’ex Cardinals sembra altresì ideale per il playbook del nuovo offensive coordinator Norv Turner, uno che di uomini abili a trattare l’ovale se ne intende, ma che spesso ha ottenuto risultati contrastanti, qundi la soluzione dell’enigma l’avremo solo strada facendo, un po’ come per Barr, grandissimo talento che nelle mani di Zimmer può rivelarsi tanto un boom quanto un inesorabile bust. Tra tutti i talenti arrivati a Minneapolis in questo Draft, forse quelli in grado di offrire certe garanzie fin da subito sono i due provenienti dalla Pac-12, l’ex DE dei Beavers Crichton, e l’ex OG dei Cardinal Yankey, prospetti che paiono già pronti per spiccare il salto, a differenza dei tanti CB chiamati nei giri più bassi e dell’oggetto misterioso McKinnon.

Post By Andrea Cresta (349 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…

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