Se ne avesse la possibilità, al management dei New England Patriots piacerebbe molto fermare il tempo. Nell’ovvia impossibilità di riuscirci, in Massachusetts stanno allora provando a capitalizzare al meglio le certezze del presente (Tom Brady), cercando allo stesso tempo di assicurarsi un futuro radioso: si spiega così la scelta al secondo giro del draft di Jimmy Garoppolo, QB da Eastern Illinois, dopo che già tre anni fa era stato speso un terzo giro sulle potenzialità del quarterback di Arkansas Ryan Mallett, da pochissimo spedito a Houston. L’orologio gira inesorabile: i Patriots lo sanno, così come sanno che l’eredità del numero 12 sarà piuttosto difficile da assegnare.

2013 in review
Una regular season solida, chiusa 12-4 con un percorso netto a Foxborough, ha permesso a New England di avere il bye al primo turno di postseason. Dopo aver sconfitto i Colts nel divisional playoff, la corsa dei Patriots verso il Super Bowl si è pero fermata al Mile High Stadium di Denver contro i Broncos: pur riuscendo a contenere l’attacco più prolifico della lega, fermato alla terza peggior prestazione offensiva della stagione, New England è riuscita a mettere a referto appena 16 punti, patendo oltre modo la pesante assenza di Gronkowski.

Arrivi
CB Darrelle Revis, CB Brandon Browner, WR Brandon LaFell, S Patrick Chung, TE Tim Wright

Partenze
CB Aqib Talib, LB Brandon Spikes, LB Dane Fletcher, RB LeGarrette Blount, G Logan Mankins, QB Ryan Mallett

Draft
DT Dominique Easley (29, Florida), QB Jimmy Garoppolo (62, Eastern Illinois), C Bryan Stork (105, Florida State), RB James White (130, Wisconsin), OT Cameron Fleming (140, Stanford), G Jon Halapio (179, Florida), Zach Moore (198, Concordia-St. Paul), CB Jemea Thomas (206, Georgia Tech), WR Jeremy Gallon (244, Michigan)

COACHING STAFF
New England si appresta a disputare la terza stagione consecutiva con le stesse figure chiave al comando: sotto la guida del plenipotenziario Bill Belichick (HC dei Patriots dal 2000 e anche General Manager della franchigia) sono stati infatti confermati sia l’OC Josh McDaniels che il defensive coordinator Matt Patricia.

ATTACCO

Tom Brady

Tom Brady

Qualche solida certezza, ma soprattutto molti dubbi. Seppur reduce da uno degli anni statisticamente peggiori della carriera, avendo totalizzato la più bassa percentuale di lanci completati dal 2003 e il minor numero di TD pass dal 2006, Tom Brady resta comunque il punto di riferimento principale nell’attacco di NE. Dietro di lui Garoppolo ha sconfitto Mallett per il posto di backup QB. Dopo una stagione da WR numero 1 dei Patriots per target, ricezioni, yards e TD, Julian Edelman è stato rifirmato con un contratto quadriennale dopo un timido sondaggio del giocatore sul mercato della free agency: Brady riavrà così il suo target preferito del 2013. Per completare il reparto dei wide receivers, in cui torneranno Danny Amendola, Aaron Dobson (condizioni da valutare, al momento in PUP list), Kenbrell Thompkins e Matthew Slater, la novità è Brandon LaFell, che ha stazza e centimetri per diventare un riferimento importante soprattutto in end zone.

Due tra i bersagli preferiti di Brady, ad ogni modo, saranno giocatori non listati come WR: il TE Rob Gronkowski e il RB Shane Vereen. Gronk rappresenta, come già lo scorso anno, l’incognita principale nell’attacco di Belichick: fuori fino alla week 7 per un problema al braccio, il prodotto di Arizona ha fatto letteralmente le onde finché è stato in campo, ma nella gara contro i Cleveland Browns in week 14 ha rimediato un bruttissimo infortunio ai legamenti del ginocchio che ne ha chiuso anzitempo la stagione. Più snervante di una telenovela, più puntuale del Natale, anche questa offseason la domanda che attanaglia i tifosi e lo staff dei Patriots è la stessa: come sta Gronkowski? Il giocatore si è detto fiducioso di poter giocare tutte e 16 le partite, ma al momento non è ancora chiaro se ci sarà la luce verde già dal season opener contro i Dolphins.

Non dissimile la vicenda di Vereen: dopo un esordio roboante con 159 yards complessive dalla linea di scrimmage, è rimasto fuori dieci settimane rientrando solo in week 11, tornando ad essere un fattore con 3 TD nelle ultime 5 partite di regular season. Impegnato principalmente nei giochi di passaggio, Vereen vedrà comunque anche un buon numero di portate, specialmente se i problemi di fumble di Ridley ne limiteranno la permanenza sul campo (al momento non è nemmeno sicuro che Ridley sarà a roster, anche se questa ipotesi appare comunque estrema). Il backfield di New England si completa con Brandon Bolden e con il rookie da Wisconsin James White: al primo anno con i Badgers (2010) aveva corso persino più yards di Montee Ball, rispetto al quale ha mantenuto nei 4 anni di college una media di YPC più alta.

La offensive line rappresenta un’altra incognita: a pochi giorni dalla quarta ed ultima gara di preseason i Patriots hanno mandato la guardia da Pro Bowl Logan Mankins a Tampa ricevendo in cambio il TE Tim Wright. A sostituire Mankins dovrebbe essere uno tra Josh Kline e il rookie da Florida Jon Halapio, con il resto della linea confermato rispetto allo scorso anno e in più il ritorno del RT Sebastian Vollmer, fuori dal 27 ottobre scorso in seguito al brutto infortunio rimediato contro i Dolphins. L’acquisizione di Wright ha fatto scattare più di un campanello di allarme sulla reale condizione di Gronkwoski, ma è più probabile che Belichick lo abbia voluto per tornare ad utilizzare con più frequenza lo schieramento “12”.

DIFESA
Il vuoto lasciato da Aqib Talib, passato ai Broncos dopo una stagione da Pro Bowl, sarà riempito più che degnamente da Darrelle Revis, inspiegabilmente lasciato partire dai Bucs dopo appena un anno. Con Devin Mc Courty confermatissimo free safety e il sophomore Duron Harmon che torna per il suo secondo anno come SS, nella secondaria di New England resta un’incognita per lo spot di cornerback opposto a “Revis Island”. Il titolare sarà Brandon Browner, anche lui arrivato in Massachusetts durante la offseason, che deve però scontare una squalifica di 4 giornate: Kyle Arrington o Alfonzo Dennard saranno chiamati ad occupare la posizione ad interim in attesa del ritorno di Browner.

Jerod Mayo

Jerod Mayo

C’è un cambiamento importante nella 4-3: dopo 4 stagioni di cui due da titolare, Brandon Spikes è stato lasciato libero di firmare per i Bills (dunque i Patriots se lo ritroveranno di fronte almeno due volte quest’anno). Il suo posto sarà preso da Jamie Collins: con il prodotto di Southern Mississippi, arrivato al secondo giro nel draft 2013, a completare lo schieramento dei linebackers ci saranno Jerod Mayo (55 tackle nel 2013) e Dont’a Hightower (97 tackles e 1 sack lo scorso anno). Nella linea difensiva tornano i defensive ends Rob Ninkovich e Chandler Jones (rispettivamente 8 e 11.5 sacks nel 2013), mentre i defensive tackle saranno Chris Jones e Vince Wilfork, al rientro dopo la rottura del tendine di Achille che ne aveva chiuso il 2013 in anticipo.

SPECIAL TEAMS
Ryan Allen e Stephen Gostkowski sono una sicurezza per quanto riguarda punt e calci. Il ritornatore sui kickoff sarà Slater, con Amendola ed Edelman che si divideranno i ritorni da punt. Non una unit eccezionale, ma comunque in grado di garantire buone posizione di campo all’attacco di Brady.

PREVISIONE
La schedule non è delle più agevoli, visto che per il 2014 gli incroci prevedono due divisions piuttosto difficili (AFC West e NFC North); tuttavia le rivali divisionali della AFC East (NY Jets, Buffalo e Miami) sono più che abbordabili, infine ci sono le sfide con Cincinnati Bengals e Indianapolis Colts. Non è escluso che si possa ripetere una stagione da 12-4 come lo scorso anno, ma è più probabile un record 11-5 o 10-6 che dovrebbe comunque garantire di vincere la AFC East e raggiungere la sesta postseason consecutiva, la dodicesima in quindici stagioni di Belichick a Foxborough. Sulla strada dei Patriots ci sarà probabilmente di nuovo Denver: con i Broncos ulteriormente rinforzati in difesa, pensare di tornare al Super Bowl è dura, ma con l’orologio che scandisce i secondi inesorabili, Tom Brady farà di tutto per centrare la sua sesta apparizione nella partita che decide la stagione.

Post By Andrea S. (29 Posts)

Amando lo sport da sempre, non poteva non lasciarsi contagiare anche dagli sport americani, finiti poi per diventare l’argomento della sua tesi di Dottorato («Eccezionale quel baseball! L’origine dell’isolazionismo americano negli sport»). Segue ogni giorno quello che succede negli sport made in USA: li guarda, li studia e ne scrive e ne racconta come può.

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