mark-sanchez-nfl-carolina-panthers-philadelphia-eagles-850x560Foles è fuori dai giochi? Non c’è problema, ci pensa il redivivo Mark Sanchez. Quest’anno come non mai nella lega non ci si capisce nulla: Big Ben e gli Steelers dopo roboanti vittorie perdono malamente mostrando un’involuzione clamorosa; i Saints, dopo aver ritrovato sé stessi vincendo in trasferta una partita importantissima ospitano i 49ers in difficoltà e anziché vincere ritornano quelli degli errori gravi e la sconfitta, perdipiù casalinga, brucia parecchio. Capita anche che Philadelphia, una squadra fortissima e con un grande attacco, dopo aver perso il proprio qb perde anche uno dei pilastri della propria difesa, Demeco Ryans. Ci si aspetta allora una Philadelphia in difficoltà, contro una Carolina che ha invece dalla sua la voglia di riscatto e la consapevolezza che una vittoria gli consegnerebbe la testa della division. E invece in un anno dove succede tutto e il contrario di tutto, il backup qb Mark Sanchez conduce gli Eagles a una vittoria netta e dominante per 45-21, dove 14 dei 21 arrivano in pieno garbage time nell’ultimo quarto.

Il cerchio iniziato il 25 aprile 2009 con la chiamata numero 5 si chiude oggi. Sanchez è stato sostituito da Geno Smith a sua volta rimpiazzato da Michael Vick che aveva perso il suo posto a favore di Nick Foles che ora si vede sostituito per ragioni di necessità proprio da Sanchez. Un gioco di sostituzioni che fa quasi ridere, ma che per Sanchez rappresenta la possibilità di salvezza.

Tempo fa dicevamo che Philadelphia aveva un attacco quasi inarrestabile e che se fosse stata in grado di segnare un punto in più degli avversari e sopperire alle mancanze della propria difesa, allora la division sarebbe stata sua. Sono arrivate invece le prime sconfitte, i primi lanci fuori misura, ma anche le prime giocate delle difesa che ieri sera ha tolto a Sanchez non poche preoccupazioni al ritorno da titolare e gli ha permesso di giocare con la tranquillità dei campetti. Quella di quando ti diverti e se sbagli sai che non è grave. Contro Cam Newton e l’attacco dei Panthers, gli Eagles registrano tre intercetti, tre fumble forzati e due recuperati, e ben nove sacks che producono una perdita di 91 yard. Numeri oltre ogni immaginazione e uno strapotere tale che ha permesso a Sanchez il lusso di una partenza poco efficace con due three & out, un drive iniziato sulle 43 yard avversarie e qualche leggerezza che per sua fortuna non sono costate caro. Alla fine dei 60 minuti la partita di Sanchez è da ricordare, forse una delle sue migliori di sempre, tanto che non ha fatto sentire la mancanza del qb titolare Nick Foles. Da una parte sappiamo che Sanchez è mentalmente molto forte. Ha passato dei brutti momenti, infortuni, difficoltà a guadagnarsi e mantenere il posto da titolare, ma è ancora lì, pronto a giocare. Di questo dobbiamo dargli credito.

philadelphia-eagle-qb-mark-sanchez-makes-his-first-start-since-2012-and-defeats-the-carolina-panthers-45-21E bisogna dar credito a Philadelphia per averlo messo sotto contratto, credendo in lui e nella sua capacità di reinventarsi. D’altra parte però molto merito va dato al mastermind Chip Kelly che come pochi è in grado di tirare fuori il massimo dai suoi giocatori d’attacco. Gli schemi e le azioni di gioco sono tutte costruite direttamente attorno al quarterback tanto che per Kelly il sistema può essere applicato anche quando il giocatore al centro cambia. Contano di più i ruoli che le persone che lo ricoprono. Romanticamente forse non è un bel discorso, ma da un punto di vista di gestione della squadra sapere di non dipendere da nessuno è un fattore di grande vantaggio. Kelly lo sa, ma sa anche che Sanchez come backup qb è un certo lusso. E’ una classica situazione da win win, tutti vincono. Kelly e l’attacco di Philadelphia possono contare su un solido quarterback di riserva, mentre Sanchez sa che a Philadelphia è nelle condizioni giuste dove può dare il meglio. La squadra chiede al proprio qb di riserva di non commettere errori fatali e per il momento Sanchez può dare agli Eagles esattamente quello di cui hanno bisogno, ma gli Eagles dovranno d’ora in poi dimostrare ancora di più dimostrare di essere una squadra perchè lasciare Sanchez da solo, con il peso di tutta la squadra sulle spalle, potrebbe essere troppo rischioso.

Philadelphia deve mantenere il possesso palla per poter decidere del proprio futuro e continuare a sognare i playoff. Per mantenere il possesso non sempre è necessario fare grandi giocate, lanci lunghi e difficili, perchè a volte basta non commettere errori. Mantenere un equilibrio tale, molto delicato, è il duro lavoro del coach capo Kelly e in un anno dove tutto cambia in poco tempo sarà solo il calendario a dirci se la mancanza di Foles sarà determinante o se la cavalcata degli Eagles verso i playoff può continuare. Il tutto a cominciare dalla gelida trasferta di Green Bay.

Post By Michele Comba (46 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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One thought on “No Foles? No problem!

  1. Credo che la mano di Kelly si veda anche con la “Fenice” Sanchez, soprattutto conoscendo la tendenza di quest’ultimo a cercare big plays e quindi – ahilui – anche facili intercetti… La offense del coach lo aiuterà di sicuro in questo, incoraggiandolo a lanci sul corto/medio yardaggio,anche se già dalla prossima week lo attende un po ‘ di pressione maggiore dalla DL dei Packs, con il buon Clay che già starà scalpitando… ;-)

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