Ryan Nugent-Hopkins è partito alla grande per gli Oilers

La scorsa stagione, l’NHL ha avuto inaspettatamente una delle migliori generazioni di rookie di sempre. Ben 3 giocatori hanno segnato più di 30 goal, e alla fine il trofeo se l’è aggiudicato il giovanissimo Jeff Skinner che a soli 19 anni ha registrato addirittura 63 punti in 82 partite giocate.

Ma anche i vari Logan Couture, Michael Grabner, Brad Marchand e Tyler Ennis hanno stupito tutti dimostrando il loro valore. Eguagliare i loro exploit non sarà un compito facile ma di sicuro il talento non manca, e anche se è solo ottobre si può già intravedere quale giovane esordiente potrà fare la differenza e puntare al Calder 2012 .

Ecco i papabili all’ambito trofeo.

Ryan Nugent-Hopkins

Prima scelta assoluta del draft 2011, il 18enne degli Edmonton Oilers è un playmaker dotatissimo che sembra già pronto fisicamente e mentalmente ad aver un ruolo da protagonista in una squadra ricca di tante promesse come quella di Edmonton. Gli Oilers non hanno avuto alcun dubbio a selezionarlo, visto che viene da una stagione in WHL in cui ha totalizzato 106 punti. Possiede una visione di gioco fuori dall’ordinario, è un ottimo pattinatore e ha un valore aggiunto non comune a tutti i centri della sua età: partecipa alla fase difensiva egregiamente. L’ambiente per crescere è l’ideale, può sfondare da subito.

Gabriel Landeskog

Quando gli Avalanche hanno pescato con la scelta numero 2 Landeskog avevano già la certezza che il ragazzo di Stoccolma sarebbe comparso tra la lista dei titolari per la prima partita di stagione. Il perché è semplice: è un leader nato, ha carattere da vendere e un fisico ben costruito per la sua età. In più possiede una rapidità di esecuzione notevole che gli ha permesso di mettere a segno 36 e 24 gol negli ultimi due anni trascorsi in OHL . Qualche talent scout crede che non abbia le qualità necessarie per diventare un top player in NHL. Gabriel proverà a zittirli andando alla caccia del Calder, e al fianco di Duchene l’incarico sembra tutt’altro che arduo.

Luke Adam

Con la partenza di Connolly verso i Maple Leafs, il centro originario dell’isola di Terranova avrà sicuramente più spazio della scorsa stagione , in cui fece soltanto 19 apparizioni registrando 4 piccoli punticini. Tuttavia ha avuto lo stesso l’opportunità di far vedere che è pronto a fare il salto con i pro disputando un ottimo torneo in AHL con i Portland Pirates. Quando giocava ancora nei campionati Junior, pochi avrebbero scommesso su di lui vista la pessima pattinata, ma da un anno a questa parte ha fatto passi da gigante. Ha fiuto del gol, sa rendersi fastidioso davanti alla porta infilando in rete un buon numero di rimbalzi, fa sentire la sua presenza nelle battaglie agli angoli. Ciò che rende Adam un’ottima promessa è la sua versatilità, buono sia da centro che da ala. Dopo essere stato eletto miglior rookie 2010/2011 in AHL, Luke di certo cercherà di fare ugualmente anche nella massima lega.

Adam Larsson

La storia insegna che vincere il Calder Trophy per un difensore è una vera e propria impresa: è successo solo 10 volte, neanche Lidström ,l’idolo del giovane Larsson ci è riuscito. Eppure il neo giocatore dei Devils ha buonissime chance. Certo, statistiche alla mano, non presenta numeri eccezionali ma non fatevi ingannare. Il ragazzo è un osso duro, si è confrontato con i giganti dell’Elitserien sapendo dire la sua e dimostrando sempre una certa tranquillità. Può ammassare un gran numero di minuti in qualsiasi situazione, anche in superiorità numerica dato che è capace di effettuare passaggi smarcanti e il suo tiro non è affatto da buttare. Il tuo beniamino non ce l’ha fatta, ma coraggio, Adam, impossible is nothing.

Jacob Markstrom

Ebbene sì, ancora uno svedese. Markstrom, nato a Gävle , draftato dai Panthers nel 2008, è un portierone di 193 cm per 84 kg che dà l’impressione di essere ancora più grosso tra i pali. Dopo essersi fatto le ossa nell’Elitserien per più di due stagioni , sembra finalmente arrivata la sua occasione. Il problema al ginocchio é risolto e davanti a lui c’è il solo Jose Theodore, che come sappiamo è sinonimo di inconsistenza. Il suo maggior pregio è la determinazione e da scandinavo che si rispetti la freddezza, senza dimenticare il suo butterfly e la sua posizione quasi sempre perfetta. Deve ancora migliorare la presa e il controllo dei rimbalzi ma senza ombra di dubbio, per quanto riguarda i goalie, in Florida possono stare tranquilli per anni.

Matt Read

A molti questo nome non dice niente, eppure  potrebbe rivelarsi la sorpresa dell’anno. I riflettori erano tutti sui rookie Brayden Schenn e Sean Couturier in quel di Philadelphia ma non si è fatto che parlare di lui per tutta la pre-season. Mai stato draftato, Read è un’ala destra completa in tutti gli aspetti del gioco di 25 anni che ha passato le sue ultime 4 stagioni in Minnesota, alla piccola e quasi sconosciuta università di Bemidji ( conta solo 5000 studenti ) dove è diventato un idolo segnando 143 punti in 147 partite. A Marzo  Paul Holmgren ha preso la palla al balzo e gli ha fatto firmare un contratto di 3 anni da 900.000 $ a stagione piazzandolo temporaneamente in AHL dove ha cominciato a far vedere di cos’è capace ( 13 punti in 11 partite giocate ). Bob Mckenzie lo ha già pronosticato come vincitore del Calder, ci avrà visto lungo?

Sono da tenere d’occhio anche Jake Gardiner (Toronto), Mark Scheifele (Winnipeg), Mika Zibanejad (Ottawa), Joe Vitale (Pittsburgh) e Matt Frattin (Toronto).

 

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