Colorado - Vancouver: sfida nella Nortwest

Vancouver, poi poco altro. La Northwest Division è territorio di caccia dei vicecampioni Nhl, con i Wild e Colorado in lotta per un posto ai playoff. Procediamo per grado.

Il successo (non) può attendere

Belli e perdenti. Così rischiano di passare alla storia i Canucks, già per tre volte presenti all’atto finale (1982, 1994 e 2011) e per tre volte sconfitti. Solo i St. Louis Blues hanno fatto altrettanto.

La stagione in corso sembra promettere bene per Sedin e compagni. Il primo posto nella Division non dovrebbe essere un problema, visti gli oltre 10 punti di vantaggio su Minnesota.

Con il numero tre (come minimo) ai playoff, il cammino sarebbe in discesa almeno al primo turno e almeno teoricamente.

I verdeblu possono vantare l’attacco più produttivo (161 reti) e la difesa meno battuta del raggruppamento (124)

Le vittorie sin qui raccolte sono 31 e nelle ultime dieci gare hanno vinto per sette volte.

Henrik e Daniel Sedin hanno già totalizzato 105 punti in due e il primo conduce la classifica degli assist (ben 42).

Con loro due sul ghiaccio, Vancouver ha segnato 28 reti più di quante ne ha subite.

Roberto Luongo, portiere canadese di chiara origine italiana, ha già ottenuto 20 vittorie, con una percentuale di parate del 91,8%. Se riuscirà a tenere anche mentalmente per tutto il resto della stagione, allora per gli avversari sarà dura.

Wild, hope is gone?                                                                         

La speranza di Minnesota è ancora presente, ma è più debole di prima. I rossoverdi avevano dimostrato ottimi numeri nella prima parte di stagione, ma ultimamente si sono un po’ persi, come dimostrano le 3 vittorie negli ultimi dieci incontri.

Sembrano esserci problemi in attacco, dove 119 reti sono un bottino ben magro. Vero anche Calgary ed Edmonton non fanno molto meglio, ma gli Avalanche diretti inseguitori sì. Quindi per Minnesota è necessaria un’inversione di tendenza.

Il principale contributo davanti giunge dalle stecche di Dany Heatley (37 punti, con 17 marcature e 20 assist) e Mikko Koivu (9 e 24).

In porta, Niklas Backstrom, finlandese come Koivu, è ben più di una sicurezza (92,1% di parate).

Il destino dei Wild è tutto nelle loro mani. Se dovessero ripetere le performance che li hanno portati a rivaleggiare con Vancouver, allora un accesso ai playoff è possibile. Altrimenti, il percorso sembra essere destinato a fermarsi.

Una valanga discendente

È vero che tutte le “cadute di neve” procedono dall’alto in basso. È vero anche che Colorado ha vinto (come Minnesota) appena tre degli ultimi dieci confronti. Un po’ poco per una squadra che deve lottare per i playoff.

Per gli Avalanche la parziale consolazione di un attacco comunque produttivo (133 reti) e di essere sempre riusciti a vincere gli scontri ai rigori.

Le 147 reti subite non permettono però di dormire sogni tranquilli. Ryan O’Reilly è il principale riferimento, almeno dal punto di vista statistico, con 14 gol e 23 assist.

In porta, Jean-Sebastien Giguere (ex Anaheim) e – soprattutto – Seymon Varlamov, “scoperto” qualche anno fa da Washington ai playoff, si dividono oneri e onori.

Vale il discorso espresso per Minnesota: possono accedere alla post-season o terminare la loro stagione anzitempo.

Le fiamme sono vive

I Flames sono, dopo Vancouver, la formazione più in forma della Division.

Undici punti nelle ultime dieci gare hanno permesso a Calgary di abbandonare l’ultimo posto del gruppo e di fare un pensiero alla zona playoff, distante appena tre lunghezze.

Poco incisivi in avanti (121 reti in 51 gare), i giallorossi hanno avuto anche qualche problema con la retroguardia, dove hanno incassato 140 gol.

I più determinanti in attacco sono Jarome Iginla e Olli Jokinen, 78 punti per due, egualmente distribuiti.

Bene in porta Mikka Kiprusoff, con 22 vittorie e oltre 1000 parate (1124 per l’esattezza).

Se la stagione finisse oggi, Calgary sarebbe 11ma nella Conference. Dal momento che mancano ancora una trentina di gare, una rimonta è ancora possibile.

È finito l’olio

Discorso opposto si può fare per Edmonton. Tanto promettente era apparsa la prima parte di stagione, tanto meno ricca di soddisfazioni è apparsa il resto delle gare sin qui disputate.

La fortuna degli Oilers era legata a una difesa poco battuta e un attacco bilanciato. Adesso sono 144 le reti subite, a fronte delle 125 realizzate.

Soprattutto, Edmonton ha vinto tre delle ultime dieci gare e appena 6 delle 26 trasferte disputate.

Con cifre del genere sognare diventa difficile.

Il principale terminale offensivo è il ventunenne Jordan Eberle, autore sin qui di 19 gol e 27 assist.

In porta, l’esperto Nikolai Khabibulin continua a garantire quasi il 92% di parate.

I conti, però, al momento non tornano. O Edmonton riuscirà a invertire la tendenza, o i playoff rimarranno (per un’altra stagione) uno spettacolo a cui assistere in tv.

Post By Gabriele Farina (53 Posts)

Gabriele Farina nasce a Palermo il 18 dicembre del 1986. Appassionato di scrittura, sport e viaggi, decide di diventare giornalista e s'iscrive al corso di laurea in "Giornalismo per Uffici Stampa" nella sua città d'origine. Conclusa l'esperienza nell'ottobre 2009, con una tesi dal titolo "Solo per sport", si dirige a Roma per studiare alla Sapienza nel corso di laurea "Editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione". Nella capitale consegue la laurea nel luglio 2011 mantenendo intatta la passione per lo sport, base di partenza per l'esame finale sulle Olimpiadi di Berlino. Ha praticato nuoto, corsa e molti generi di sport di squadra, dal calcio a 5 alla pallanuoto, dalla pallamano al volley. Ultima avventura, appunto, l'hockey.

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One thought on “Al giro di boa: Northwest Division

  1. Vancouver può effettivamente passare come eterna incompiuta!. La squadra è ben attrezzata; forse l’anno scorso il reparto difensivo garantiva qualcosa in più con Torres e Ehrhoff. Playoff comunque al sicuro,sperando di raggiungere di nuovo la Finale.
    Per un posto ai playoff, tra Calgary-Edmonton e Minnesota,dico proprio i Wild.

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