Uno scontro di gioco fra Coyotes e Sharks

California, gioie e dolori. San Jose e Los Angeles viaggiano verso i playoff, Anaheim (in rimonta) è molto distante.

Squali imperforabili

Con 110 reti al passivo, gli Sharks sono la difesa meno battuta della Division e la seconda in graduatoria nella Conference, dopo quella dei Blues.

San Jose può inoltre annoverare il migliore attacco della Pacific per un primo posto su cui al momento vi sono pochi dubbi. L.A. infatti insegue a due lunghezze, ma con tre gare in più.

Nelle ultime dieci gare gli squali hanno ottenuto 12 punti. Solo Kings (13) e Ducks (15) hanno fatto meglio nel gruppo.

Il peso dell’attacco è affidato al trio Thornton-Couture-Marleau (116 punti in tre). In porta, Antti Niemi dimostra di essere un portiere da Stanley (peraltro vinta con Chicago), assicurando 92 parate su 100 e quasi 1000 salvataggi sino a oggi.

I playoff sembrano dietro l’angolo, per il dopo bisognerà ancora attendere.

Re equi

Los Angeles ha un bilancio quasi perfetto di vittorie-sconfitte (25-26, di cui 10 all’OT) e di reti segnate-subite: 114-113.

Merito anche e soprattutto a Jonathan Quick. Il suo cognome vuol dire “rapido” tradotto, e veloce lo è davvero di riflessi, se è vero che – tra i portieri che hanno disputato più di tre gare – il suo nome figura al quarto posto della lista per percentuale di parate (93,4%) e al sesto per numero di vittorie: 22.

In attacco, il centro Anze Kopitar ha sinora garantito 45 punti, con 30 assist e 15 gol.

Il torneo ha appena superato il giro di boa e il tempo dei verdetti è ancora lontano.

Se i numeri rimarranno gli stessi, allora i Kings possono ambire a un posto tra le big 8.

Eclissi di stelle

Sino a un mese fa gli Stars erano tra le formazioni più vincenti non solo della Division, ma di tutta la Conference.

Adesso Dallas sta subendo un notevole calo e l’accesso ai playoff, per lunghi tratti quasi “scontato”, non appare certo come prima.

L’ultimo piazzamento utile, quello di Minnesota, dista una lunghezza, però i verde-nero possono contare su una gara in più da disputare.

L’attacco dei texani è buono, ma non ottimo (132 reti). La difesa, allo stesso modo, ha subito appena sei reti in più.

Merito va dato a Kari Lehtonen, portiere finlandese di 28 anni, sin qui vincitore di 18 gare.

Le ali sinistre Jamie Benn e Loui Eriksson hanno invece portato 89 punti in due e un incremento di 24 reti con la loro presenza sul ghiaccio.

I numeri sul lungo periodo sono buoni, ma gli Stars devono confermarli. Una media di nove punti ogni dieci gare può non bastare per ottenere un posto ai playoff.

L’hockey può fiorire nel deserto?

Il discorso fatto per Dallas può valere benissimo per un’altra formazione “desertica”: i Phoenix Coyotes.

La squadra dell’Arizona ha lo stesso score di reti (soltanto una realizzata in meno) dei texani e ha conquistato 9 punti nelle ultime 10 apparizioni.

Però non è profeta in patria, avendo ottenuto meno successi in casa di quanti registrati invece in trasferta. In classifica segue a due lunghezze dai verde-nero, ma con due gare in più disputate.

Ecco perché per i playoff la strada è lunga.

La principale “bocca da fuoco” è Ray Whitney con 43 punti (16 e 27 rispettivamente).

In porta si sta mettendo in mostra Mike Smith, 18 vittorie e ben 1077 parate per il canadese classe ’82.

Più successi tra le mura amiche e qualche gol in più possono voler dire allungare la stagione dei coyote, altrimenti destinata a una fine più breve.

Le anatre si svegliano dal letargo

La stagione di Anaheim è stato un continuo sali-scendi. Un’altalena che li ha visti dondolare dai playoff (in proiezione) all’ultimo posto in Division, che attualmente occupano.

Il vento sembra cambiare. Con 7 vittorie nelle ultime 10 gare, i nero-oro hanno invertito la tendenza e la corsa per un posto ai playoff, distante al momento 10 punti, è più aperta che mai.

Specialmente se le avversarie, della Pacific ma anche della Northwest Division, rallentano.

Corey Perry (22 centri) e Bobby Ryan (19) reggono le redini dell’attacco dei Ducks, mentre il longevo Teemu Selanne offre il suo contributo con 16 reti e 31 assist.

In porta, occhio allo svizzero Jonas Hiller, 91,8% in carriera e 16 vittorie in stagione.

Se dovessero tenere il passo, i playoff sono ampiamente alla portata.

Post By Gabriele Farina (53 Posts)

Gabriele Farina nasce a Palermo il 18 dicembre del 1986. Appassionato
di scrittura, sport e viaggi, decide di diventare giornalista e
s’iscrive al corso di laurea in “Giornalismo per Uffici Stampa” nella
sua città d’origine.
Conclusa l’esperienza nell’ottobre 2009, con una tesi dal titolo
“Solo per sport”, si dirige a Roma per studiare alla Sapienza nel corso
di laurea “Editoria multimediale e nuove professioni
dell’informazione”. Nella capitale consegue la laurea nel luglio 2011
mantenendo intatta la passione per lo sport, base di partenza per
l’esame finale sulle Olimpiadi di Berlino.
Ha praticato nuoto, corsa e molti generi di sport di squadra, dal calcio a 5 alla pallanuoto, dalla pallamano al volley. Ultima avventura, appunto, l’hockey.

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One thought on “Al giro di boa: Pacific Division

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