Brad Richards e i suoi Rangers vanno sull' 1-0 !

È un Madison Square Garden incandescente quello che ospita la Hudson River Rivalry, la rivalità tra i vicini di “lago” Rangers e Devils.

C’eravamo tanto odiati

New York e New Jersey riportano alla mente i bei tempi di Mark Messier e del 1994. In quel tempo, Devils e Rangers si scontrarono in 7 partite di post season per volare verso la finalissima con i Devils che mai colsero vittoria nelle 6 gare di regular season ma incredibilmente vanno in vantaggio 3 a 2 nella serie.

Cosi ci fu la promessa del Messia Messier, “We will tonight” che tanto suonò di carica che New Jersey andò in vantaggio 2 a 0 cosi da lì scattò il miracolo.

Prima un assist del NUMERO 11 per Kovalev per il 2 a 1 poi la doppietta di colui che ha segnato i record di longevità nella Nhl segna 2 gol, sorpasso e perla finale del’hat trick con rete a porta vuota.

Ma il miracolo arrivò anche nell’ultima gara, il pareggio di Zelepukin a 7 secondi dalla fine per i Devils mandò le squadre all’overtime che fu doppio, finche Stephane Matteau, discepolo di Re Mark decise per il gol e l’avanzamento del turno per i Rangers.

Per il Messia fu il tassello decisivo per condurre i suoi verso la Stanley Cup contro i Vancouver Canucks, correva l’anno 1994 e niente fu più lo stesso nella Grande Mela sponda Rangers.

New Jersey @ New York – Gara 1

Corre l’anno 2012, nessun Messia guida i Rangers per leadership ma quel Henrik Lundqvist ha qualcosa di miracoloso.

Chiedete ad Alexander Ovechkin e ai suoi nuovi incubi stagionali, se i Rangers sono ad un passo dall’ingresso nel giardino della Stanley Cup tanto si deve al portierone svedese, settima scelta nel draft del 2000.

Un motivo ci sarà se l’estremo difensore di NY è finalista del Vezina Trophy e dell’Hart Trophy come miglior giocatore della regular season, contro di lui c’è un futuro Hall of Famer, c’è la leggenda Martin Brodeur, una lista di trofei e record infinita che a 40 anni non smette di crescere.

Kovalchuk e Richards, Gaborik e Parise, tutti sbattono contro i portieri per i primi due tempi, 40 minuti in cui il Madison Square Garden non riesce ad esplodere per vendicarsi delle delusioni in campo Nba, che a proposito di quel 1994 vedeva Pat Ewing lottare per l’anello Nba contro Reggie Miller e poi Hakeem The Dream Olajuwon, ma non essendo buon profeta non si vide trionfo.

Le prime linee Hagelin-Richards-Gaborik e Ponikarovski-Zajac-Kovalchuk sbattono su due muri invalicabili e mentre si attende il terzo periodo ci si aspetti che un outsider possa sbloccare l’incontro.

I due coach si lanciano occhiate tipiche da Newyorkesi anche se DeBoer è alla sua prima stagione da head coach dei Devils e John Tortorella (futuro da attore con quella faccia) è alla terza annata sulla panchina dei Rangers e tenta di migliorare il suo record negativo nei playoff con 12 vittorie e 14 sconfitte.

Sembra un gioco tra Brodeur e Lundqvist a chi nega più gol, senza grossissimi pericoli i 2 portieri riescono a mantenere in ghiacciaia il risultato ma appena parte il periodo finale uno dei due capitola.

Il tiro più semplice della partita diventa letale, i Devils vanno con troppa sufficienza in difesa, puck recuperato e servito a Dan Girardi che da una distanza esagerata trova il corridoio più fortunato per battere Brodeur mentre Stepan compie un’acrobazia per evitare il disco e coprire il portiere, è 1 a 0 e finalmente le trombe al Madison possono suonare a festa.

La reazione di Kovalchuk e Devils va a sbattere sempre contro lo stesso problema, Henrik Lundqvist continua a tener chiusa la gabbia di casa e non ha intenzione di cambiar registro.

Forti di un goalie in stato di grazia per i Rangers è tutta discesa, Staal ha l’occasione per il raddoppio con la porta spalancata ma Volchenkov si butta in spaccata e non vede che miracolo fa il super guantone di Brodeur per mantenere solo una rete di distanza dai rivali.

Quella prodezza meriterebbe il pareggio, invece Bernier viene punito e lascia i suoi contro il power play di New York, i Rangers prima pasticciano in superiorità poi s’inventano Chris Kreider tutto solo che fulmina con un gran tiro Brodeur, cosi senza pensarci la velocità del disco fa esplodere ancora il catino locale, 2 a 0 e grandi ringraziamenti per l’intuizione di Anisimov per l’assist d’oro.

A otto minuti dalla fine recuperare il doppio svantaggio ma soprattutto battere Lundqvist sembra un impresa troppo complicata, i Rangers lasciano provare i Devils ma il tempo passa e la festa inizia.

A due minuti dalla fine DeBoer prova la mossa della disperazione mettendo un giocatore di movimento in più sul ghiaccio lasciando vuota la porta di Martin Brodeur, neanche cosi si supera il muro svedese anzi il puck viene recuperato da Fedotenko che fa ripartire i suoi, disco per Boyle e assist per Artem Anisimov, tiro e gol del 3 a 0, parola fine alla gara numero 1 della serie.

Henrik Lundqvist dice no a 21 tiri e si porta a casa il quinto shutout nella sua carriera in postseason, dove sono mancate le grandi stelle sono arrivati comprimari, Parise può rammaricarsi per l’occasione mancata nel primo periodo ma lì è stato bravo McDonagh a disturbarlo e rubare il disco, Kovalchuk non vuole imitare Ovechkin contro la gabbia Rangers , entrambi sanno che per vincere la Stanley Cup ci vorrà il 120%, ma il 110% serve per battere SuperLundqvist, Messia proveniente dalla Svezia.

Prossimi appuntamenti

Devils @ Rangers gara 2 16 maggio

Rangers @ Devils gara 3 19 maggio

Rangers @ Devils gara 4 21 maggio

p.s. 21 anni dopo è facile lasciare una dedica o un ricordo…ma da dolcissimo “sporco interista“io ti dico grazie per avermi fatto conoscere cosa vuol dire fare il giornalista e sono fiero di tentare di imitarti, tu sei il numero 1, sei il numero 1 come zio e come insegnante, e 21 anni dopo trovo il modo di dirlo!Grazie!!!

Post By Francesco Fiori (172 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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