Arrivati al giro di boa della Nhl, per Pittsburgh si può già tracciare un primo bilancio di quanto fatto sino ad ora.

Sfortuna

Nei Penguins la parola sfortuna è spesso ricorrente, anche quest’anno non si è fatta attendere e il top è arrivato a dicembre, con 12 giocatori out.

Attenzione però, è chiaro che l’hockey è uno sport fisico e l’infortunio può starci ma i Penguins si sono sbizzarriti con la fantasia collezionando nell’ordine un coagulo di sangue che ha fermato a tempo Dupuis, un tumore al collo che ha bloccato Maatta, un ictus che ha colpito Letang, stop vari a Hornqvist e Comeau e visto che mancava un colpo geniale alla sfortuna ecco di nuovo gli orecchioni che mancavano da 50 anni negli Usa con Capitan Crosby vittima eccellente.

Tra questi nomi fatti il caso più triste è quello di Olli Maatta, alle sue sfortune già narrate qui  è notizia di questi giorni che il prospetto numero 22 del draft 2012 perderà il resto della stagione a causa di un infortunio alla spalla che lo tormenta dal 6 dicembre.

Il difensore finlandese quest’anno ha sicuramente vinto il premio “sfortuna 2014/15”, giocando solo 20 partite e collezionando la rimozione di un tumore alle ghiandole della tiroide e naturalmente gli orecchioni il 19 dicembre, oltre ad un labbro lacerato lo scorso maggio.

Nuova era

In tanta sfortuna con i giocatori ko a Pittsburgh si è verificata l’esplosione delle seconde linee, non va infatti dimenticato che i Penguins si giocano il primato nella Metropolitan Division con gli Islanders grazie ad una serie di giovani promesse fin qui ancora acerbe, 6 debuttanti come Scott Harrington, Bobby Farnham, Bryan Rust, Scott Wilson, Dominik Uher e Derrick Pouliot e altri che si son ritagliati spazi importanti come Simon Despres che dopo stagioni anonime si sta dimostrando un saldissimo blueliner.

La nuova era nasce anche dopo lo scossone estivo, via un leader come Brooks Orpik, il difensore più longevo tra i Penguins, via Neal, Niskanen, Jokinen, Engelland, Glass e Vitale, dentro per un gioco più aggressivo Downie, Hornqvist, Comeau, Spaling e l’ultimo arrivato David Perron. Con l’approdo di Rutherford tanto è cambiato, a partire dallo staff dove si rivede Rick Tocchet vecchia leggenda dei Pens, e Mike Johnston come coach che da subito ha spiegato ai suoi una nuova filosofia:

Vincere divertendosi, vedere i giocatori felici di giocare e soprattutto senza paura.”

Paura, una parola riportata da un veterano come Rob Scuderi lo scorso anno “Ad un certo punto lo scorso anno ci siamo bloccati per paura di perdere a causa delle enormi aspettative.

L’emblema della tranquillità dell’attuale stagione è Marc Andre Fleury, il trentenne portiere di Sorel sta giocando una delle migliori stagioni, guidando la classifica degli shutout e regalando ai detrattori parate fantastiche, è tra i migliori sei portieri in tutte le statistiche dei pari ruolo e tutti attendono che il suo salto di qualità permanga sino a giugno.

Obiettivi

I Penguins non sono certo esenti da pressioni, hanno 2 dei migliori giocatori della lega, hanno una fame di vittorie pari alle attese che questo roster regala, hanno meno classe nelle seconde linee ma hanno un entusiasmo che può sopperire al talento, una marcia in più dimostrata con le sole 6 sconfitte nelle prime 33 gare e un rallentamento dovuto ai vari cambi con 5 partite perse nelle ultime 9 uscite, cosa che ha riportato i Rangers a meno 4 nella Metropolitan Division.

26 vittorie in 42 partite, Evgeni Malkin a quota 49 punti a meno 3 da Jakub Voracek capo classifica nei marcatori, Crosby 35 assist primo nella lega, Fleury con il 0.926% di salvataggi, settimo della Nhl sono i tre migliori giocatori dei Pens, tutti pronti alla seconda parte della stagione.

Dice Crosby: “Con tanti ragazzi che arrivano dai Wilkes Barre [squadra primavera dei Penguins] e nuovi innesti è sempre un buon test giocare insieme, ma io credo che il meglio debba ancora venire”.

Cosi rubiamo a coach Stramaccioni l’ultima perla verso i Penguins, tanta roba!

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