NBA

Quando il gioco si fa duro… il duro si chiama D-Wade

Wade si è tolto qualche sassolino dalla scarpa in Gara1

Il clima a South Beach è caldo e umido, e le tribune sono piene dei soliti Vips. La tavola è apparecchiata per Miami vs Boston, una delle serie più belle (e chiacchierate) di sempre.

Da una parte the last dance, il canto del cigno di una squadra magnifica formata dai veterani campioni nel 2008, appartenenti ad un’altra era cestistica; dall’altra gli allievi, i giovani fenomeni, elementi di una squadra creata appositamente per vincere, con molte somiglianze con la stessa Boston di 3 anni fa.

Boston ci riuscì al primo colpo, Miami sarà in grado di replicare l’impresa? Intanto, è necessario superare gli sweepers Celtics, per accedere all’agognata finale di conference.

Si parte con le mani molto fredde a Miami: non si segna per 2 minuti, ed è D-Wade ad aprire le danze, con un fade away dai 5 metri. La serie è ufficialmente iniziata. Il primo quarto è totalmente degli Heat, che aggrediscono la partita con la voglia di dimostrare di non essere favoriti solo sulla carta. Wade è chirurgico, James è ecumenico. Miami funziona perfettamente, dall’altra parte solo Ray Allen riesce a stracciare la retina con qualche jumper dei suoi. Boston rimane in partita grazie alla difesa, e segnando solo 14 punti è sotto solo di -6 al termine della prima frazione.

Nella seconda frazione la sostanza non cambia, nonostante Bosh non sembra essere della partita, Wade e James continuano a farla da padroni. Miami riesce a giocare facilmente contro la difesa schierata, i Celtics mancano di intimidazione sotto canestro (puntuale la grafica di ESPN inquadra Shaq in impeccabile gessato, con 5 minuti all’attivo nelle ultime 32 partite). Altro protagonista del quarto è James Jones, che segna la bellezza di 14 punti nel quarto con 4/5 da tre.

Un Wade perfetto, da un’impressione jordanesca di segnare a piacimento, siglando 23 alla sirena contro i soli 21 punti dell’intero quintetto titolare di Boston. Timeout obbligato per Rivers ma la musica non cambia, James segna sulla sirena il tiro del +15. Primo tempo a senso unico, i big di Boston latitano, ed un’ulteriore nota negativa sono i 3 falli di Rondo.

Iniziano forte gli Heat, e i Celtics, con due errori in fila di Pierce, non tengono il passo e la musica sembra la stessa dei primi due quarti totalmente targati Miami. Rivers ripropone Rondo per dare la scossa, e qualcosa si nuove; Pierce, in una serata buia sinora comincia a segnare, e qualche buona giocata di Jermaine Oneal porta i suoi sul -9 con un parziale di 10 a 0. Continua il momento  buono dei Celtics, Rondo e Pierce muovono il tabellone, ma sul -7 torna James, che con due canestri in fila interrompe il parziale e riporta i suoi sopra di 12 lunghezze gelando i Celtics.

I Celtics provano ad accorciare le distanze con un bel fade away di Oneal,secondo quarto d’annata per l’ex Pacers, e con due triple di Ray Allen, ma una stoppata di Anthony ai danni di The Truth genera un contropiede spaventoso di James che segna subendo il fallo terminale di Allen. I Celtics non trasformano i buoni tiri che costruiscono, ed è  rottura prolungata; Miami vola sul piu 16 con la tripla di Bibby, mentre Green è in enorme difficoltà contro lo strapotere fisico di Lebron.

Iniziano forte i Celtics, non ispirati oggi ma decisamente duri a morire. Dopo due errori forzati di James, la tripla di Green porta i suoi sul meno 12, Spoelstra rimette wade, che segna subito con un palleggio arresto e tiro di una bellezza stordente. La partita sembra stregata per i Boston che non riescono a rientrare mai del tutto. Gli animi si scaldano, brutto fallo di Jones e altrettanto brutta reazione di Pierce, doppio tecnico.

La buona notizia per i Celtics è che giocando male, ed  affrontando una grande serata della coppia Wade-James siano sotto solo di 10 punti. A 7 minuti dalla fine, la giocata più bella della serata è uno splendido alley oop wade to James, a cui segue immediatamente l’episodio chiave della gara, ovvero l’espulsione (dubbia) di Pierce per un faccia a faccia con Wade; Boston ha però la scorza indurita da mille battaglie e non si piega facilmente; Ray Allen si carica le responsabilità sulle proprie spalle e segna due triple spaventose, riaprendo nuovamente sul -8 una partita che sembrava vinta più volte dagli Heat, ancora una volta incapaci di chiudere una partita letteralmente dominata.

Dopo il timeout, Bosh batte un colpo e segna quello che è solo il settimo punto della sua partita, seguito immediatamente dall’ennesimo canestro di Wade ispirato da James. La partita sembra questa volta sepolta, e l’ennesima palla persa da un Rondo nervoso e mai in partita ne è l’immagine lampante. Gli ultimi minuti scorrono lentamente tra falli tattici e tiri liberi , e la sconfitta per gli ospiti arriva inesorabile. 99-90 il parziale conclusivo.

Bella partita per i ragazzi di coach Spoelstra, che dominano su dei Celtics onestamente non brillanti, sostenuti dal solo Allen, privati prematuramente di Paul Pierce e non assistiti né da Garnett nè tantomeno dalla panchina poco incisiva ed incapace di offrire un’alternativa ad un Rondo fuori dalla gara; non è da stupirsi se la stampa di Boston riprenderà prontamente i discorsi riguardanti la trade conclusa da Danny Ainge che ha portato via da Boston Nate Robinson, più volte capace di cambiare la partita nelle giornate storte del playmaker titolare.

Mostruosa prestazione di Wade, 38 punti e onnipotenza cestistica.

 

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