Difficile raccontare la free agency dei Dallas Mavericks senza citare l’affaire DeAndre Jordan con tutti i se e i ma che la mancata firma non può che inevitabilmente portarsi dietro.

Se DJ avesse confermato la scelta, i Mavs avrebbero avuto un progetto al cui centro oltre al pivot avrebbero messo anche Parsons e Matthews strappato a Portland.

Cuban aveva puntato tutto su Jordan convinto di potersi portare a casa, a parer suo, il miglior centro della NBA, convinto che a Dallas potesse definitivamente esplodere e diventare il leader della franchigia. Cancellata con un colpo di spugna un’intera settimana di trattative a Dallas non è rimasto che imbastire un piano B che non era mai esistito.

Per la prima volta da quando Cuban è alla dirigenza della franchigia texana i Mavs si ritrovano spiazzati e in balia del mercato dovendosi accontentare delle seconde scelte. Anche nell’anno post titolo o nella mancata conferma di Nash la direzione voluta da Cuban era chiara, a volte sono stati necessari alcuni sacrifici in ottica di medio lungo termine nella volontà di continuare a restare competitivi.

Invece tre quinti del quintetto della passata stagione hanno già cambiato casacca: avendo puntato decisi su Jordan Tyson Chandler ha trovato un accordo pluriennale con Phoenix, scontato l’addio di Rondo, clamoroso invece il distacco da Monta Ellis.

Ellis si era inserito alla perfezione nei meccanismi di Carlisle diventando il punto di riferimento della squadra. Il brutto finale di stagione dovuto alla pessima convivenza con Rondo hanno allontanato Ellis fino alla decisione di accasarsi a Indiana.

Come detto il piano B dei Mavs è stato frettolosamente messo in atto. Il primo obiettivo era quello di trovare un centro che potesse giocare titolare. Dai Bucks per una seconda scelta futura è arrivato Zaza Pachulia, veterano che può portare difesa e rimbalzi.

Immaginando per un attimo un roster con Jordan la mancanza di un costruttore di gioco era evidente vista anche le partenze di Rondo e Ellis. Matthews è un ottimo tiratore sugli scarichi, uno dei moderni “3andD” pagato a peso d’oro dalle caratteristiche opposte a Ellis. Gli stessi Parsons e Nowitzki sono grandissimi finalizzatori ma creano pochissimo per i compagni.

La presenza di Harris e la riconferma di Barea non possono dare le certezze che servono in playmakin ad una squadra che vuole mirare in alto. Che l’arrivo di Deron Williams fosse già programmato anche se Jordan avesse accettato?

Forse il ripensamento ha solo aumentato l’interesse per l’ex Utah che si sarebbe comunque liberato con un buyout dai Nets solo più in là durante l’estate.

Il risultato è comunque che Dallas potrebbe ricoprire si il buco nel ruolo di playmaker titolare ma nel complesso ad oggi ha un roster meno competitivo di quello dell’anno scorso.

Williams sembra aver imboccato la fase in declino della carriera, Pachulia è nettamente inferiore non solo a Jordan ma anche a Chandler. Matthews è un upgrade in difesa ma in attacco dipende troppo dall’esecuzione dei compagni.

Dal Draft sono arrivati Justin Jefferson e Santam Singh che difficilmente avranno impatto nella prossima stagione. E’ arrivato anche Jeremy Evans da Utah. Nel complesso un roster ancora da completare e con poche certezze tra i cambi.

Di positivo il mancato arrivo di Jordan porta spazio salariale che però Dallas potrà sfruttare per cercare di migliorare il roster via trade. Infatti l’accordo con Deron Williams prevede un biennale da 10 milioni complessivi forte del buyout pagato dai Nets.

Per la prima volta da molti anni Dallas rischia di non approdare ai play-off, con una squadra competitiva ma forse non sufficiente per una Western Conference ancora più forte dove oltre alle solite certezze Spurs, Warriors, Memphis e Clippers, il ritorno dei Thunder nuove squadre come New Orleans e Sacramento vogliono lottare per emergere.

 

Post By bianco20 (73 Posts)

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4 thoughts on “Dallas Mavericks: scatta il piano B

  1. Sì, analisi spietata per un tifoso dei Mavs, ma indubbiamente giusta. DW per me è in fase calante, spero di sbagliarmi perché così ci sarebbe un play vero che manca dai tempi di Kidd. Matthews è buon giocatore ma nella Western C.prima di lui nel ruolo c’è una fila infinita. Per me era meglio Ellis, giocatore non devastante, ma che aveva dimostrato di essere maturato ed è uomo da 40 punti in singolo incontro senza problemi. Sotto i rimbalzi c’è il vuoto o quasi. Francamente io avrei rifirmato Chandler quando si poteva, per me è uno che ha cuore e palle, caratteristiche che, per dire, DeAndre Jordan non ha. Così, secondo me, i Mavs non sono neppure da 8 posto ad Ovest.
    Tuttavia, è anche difficile dare troppe colpe alla dirigenza. Hanno scommesso su un giocatore e sulla possibilità di costruire una squadra in un certo modo. Se questo giocatore ci ripensa ti lascia nella merda e ci puoi fare poco. Il piano B non c’era perché le altre si sono mosse e non si può accordarsi anche solo verbalmente con 3 freeagent alla volta. Quello di adesso di piano B ha poco, solo un piano R(ipiego), prediamo quello che c’è rimasto e vediamo come va. Quantomeno la dirigenza mostra di voler fare qualcosa e non il “perdere per la lotteria”(opzione che, secondo me, ci poteva anche stare). Nella NBA, per fortuna loro, non siamo nel calcio dove se hai soldi e un giocatore non lo pigli puoi subito puntare ad un altro big, ci sono delle regole chiare e possibilità di muoversi solo in un certo modo, questo produce dei vantaggi, delle difficoltà e tutto quanto, ma anche molto equilibrio.

  2. sinceramente, a me verrebbe da dire che quando sei un geroglifico della supponenza (sto parlando di Cuban), prima o poi, trovi quello che te lo mette in quel (cosiddetto) posto.

    • Io sono un po’ di parte perché simpatizzo per i Mavs e penso che Cuban sia proprietario di grande passione che ama il basket e la sua squadra, quindi mi riesce difficile vederlo in ottica negativa, ma c’è anche il fatto che non siamo in USA e in tv non si vede spesso Cuban. Tuttavia per quanto personaggio pittoresco ed effervescente che quindi provoca molta antipatia non mi pare che “rompa” così tanto, molte cose che ha sostenuto nel tempo hanno poi visto riscontro anche ai vertici NBA.
      Se ti riferisci alla vicenda DeAndre J.mi sembra che il giocatore ha solo fatto passo indietro dopo ripensamento, non raggirato o volutamente fregato Cuban, ma ha solo dimostrato di essere un ragazzone con idee poco chiare e questa cosa, pur negativa, ci può anche stare.

  3. Io credo che se i Mavericks invece di disperarsi facessero una buona offerta per provare a prendere Cauley-Stein, si troverebbero un centro che magari all’inizio ha meno impatto di Jordan per via della minor esperienza, ma che ha fisico e capacità difensive non inferiori a Jordan e che però ha migliore tecnica (in particolare, sa tirare i liberi…). Detto che il roster dei texani secondo me ha delle lacune nelle seconde linee, un quintetto con Deron Williams, Matthews, Parsons, Nowitski e Cauley-Stein non mi sembra certo inferiore alle altre contender. Certo, non è da primi 5 posti (“assegnati” a Golden State, San Antonio, LA Clippers, Houston e Oklahoma City) ma per le altre 3 posizioni se la giocherebbe tranquillamente.

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