In una lega con pochissimi centri veri Roy Hibbert domina, anche contro LeBron costretto da "4"

In una lega con pochissimi centri veri Roy Hibbert domina sotto canestro, anche contro LeBron costretto da “4”

Indiana pareggia e allunga la serie, evitando un 1-3 che sarebbe stato quasi mortale. Gara 4 è stata un’altra gara risolta in volata, come tutte tranne la precedente.

Nel finale ci sono stati almeno due fattori che hanno fatto pendere l’ago della bilancia in favore dei padroni di casa. Prima di tutto Roy Hibbert, poi la gestione arbitrale.

Il centro dei Pacers prende tre rimbalzi offensivi, tutti decisivi per la partita punto a punto. Non uno, non due, ma tre, citando velatamente LeBron e le sue ambizioni da dinastia.

Non è possibile che una squadra legittimante ambiziosa del back to back soccomba così palesemente sotto canestro. Hibbert ha distrutto New York e sta distruggendo Miami.

Sono 12 rimbalzi totali, ma 6 offensivi, con quei tre nel finale che hanno significato la coltellata definitiva nella schiena. Aggiungeteci 23 punti, 10-16 dal campo e avrete facilmente l’MVP della serie per i “Blue collar, Gold swagger”.

Questione arbitri, Joe Crawford in testa. Piccola premessa al fatto principale. Non è possibile perdere tutto quel tempo per decidere a chi dare la palla per la rimessa, vedendo e rivedendo all’infinito chi l’ha toccata per ultimo.

Così si ammazza il ritmo di gara, si congelano le mani e le gambe proprie quanto più conta. Va bene cercare di essere precisi, va bene tutto, ma ci dovrebbe essere anche un senso nel replay, che non deve essere troppo tirato a lungo.

Ieri notte due fischi hanno gravemente penalizzato gli Heat, cancellando due possessi offensivi cruciali per stare in partita.

Prima fallo di LeBron James, il sesto, poi addirittura passi di Wade. Un arbitraggio per lo meno singolare per gli standard NBA, molto fiscale, all’europea, che ha influenzato pesantemente il risultato finale.

Poi non dite che i piani alti della lega, tramite appunto i direttori di gara, vogliono portare gli Heat alle Finals per lo spettacolo, perchè LeBron vende e quant’altro.

In gara 4 non è stato certo così e su entrambi fischi i dubbi sono più che legittimi. LeBron uscito per falli è un colpo al cuore. Aveva segnato una tripla difficile, poi è stato costretto ad abbandonare il palcoscenico.

24 punti, 6 rimbalzi, 5 assist, 8-18 dal campo, comincia da dove aveva smesso in gara 3, ovvero in post basso ma non riscuote lo stesso successo.

Paul George è aiutato sovente da West in raddoppio, LeBron va a segno con meno regolarità. Lo scarso apporto dei compagni fa il resto.

Wade è l’ombra di sé stesso, va bene il ginocchio ballerino ma la faccia non mente, non attacca la partita, non punge, sembra scarico emotivamente. 16 punti, 5-15 con poche fiammate ed errori banali, come un facile layup in contropiede.

Ray Allen ha 11 punti ma anche lui non è quello visto per esempio con maggiore costanza nella serie contro i Bucks, Chris Bosh (7 pts) dorme da parecchio tempo, l’unico a dare un po’ di contributo offensivo è Mario Chalmers, 20 punti in 29 minuti di utilizzo.

I Pacers non si sono lasciati sfuggire la seconda casalinga e hanno morso alle caviglie. Lance Stephenson è ormai più positivo che negativo, certo, regala sovente qualche pessima giocata degna dell’altalena di emozioni tipica di un playgroud, ma coach Vogel non può più prescindere da lui.

20 punti, 5 rimbalzi, 9-15 dal campo, una tripla pazzesca dall’angolo allo scadere del terzo periodo contro un mollissimo Dwyane Wade.

Che sia giunto a completa maturità probabilmente è presto per dirlo ma di sicuro sta contibuendo ad innervosire gli Heat, che spesso lo cercano fisicamente per vigorosi scambi di opinioni, ancora memori del “choke sign” rivolto a LeBron l’anno scorso.

Il quintetto di Indiana va tutto in doppia cifra e quando è così è difficile batterli, specialmente sul loro infuocato campo. 14 per West, 12 per un George sacrificando ottimamente in difesa su LeBron e 19 per Hill.

Adesso si va come minimo a gara 6. Miami rischia grosso, poteva vedere già l’Alamo in lontananza ma questa serie, coerentemente, è una 500 miglia.

 

17 thoughts on “LeBron esce per falli e lascia Miami al suo destino, serie sul 2-2

  1. mi sono fermato a metà articolo… hai visto la partita? gli heat sono stati rimessi in partita proprio dagli arbitri che non vedono un toccata al ferro grossa come una casa e fischiano la fine dei 24 sec quando handsbrough stava mettendo indiana in doppia cifra di vantaggio e dopo fischiano tre volte fallo mandando in the bonus indiana con 7 min e passa sul cronometro… maddai!

    il fallo di lebron c’era tutto ed i passi di wade c’erano tutti. crawford sarà antipatico ma usa sempre lo stesso metro arbitrale ed alla fine se ne infischia di chi sta giocando. non per niente lo chiamano sempre per arbitrare le grosse partite.

    perfavore, lasciamo i complotti ai calciofili italiani

  2. il fischio dei 24sec quando la palla aveva toccato il ferro?
    Arbitraggio fiscale, strano si per l’nba ma MAGARI fosse sempre così!

  3. che tristezza di articolo illegibile fazioso e di parte, bastava metterlo nel titolo che era cosi e non perdevo tempo

  4. Mmm.. Tifoso Heat, vero?
    Certo, il fallo fischiato a LeBron e i passi sanzionati a Wade non sono cose che si vedono spesso, ma non per questo bisogna dire che l’elmetto ha così ampiamente indirizzato la partita.. Perchè nell’ultimo quarto ha fischiato così così per entrambi.

    Non mi sembra di ricordare lamentele sui passi di LeBron in gara 1 (quelli sì che hanno deciso una partita!); non lamentiamoci allora di queste cose..
    Suvvia! Siamo sereni e godiamoci queste serie!

  5. Un tempo articoli di così basso livello su Playit non se ne trovavano…che tristezza di recap

  6. effettivamente davvero troppo di parte. arbitraggio discutibile in base alla norma NBA, ma ci stà…mi sembra esagerato recriminare pesantemente per due falli chiamati agli heat insoliti ma che effettivamente SONO FALLI.

    come detto da altri, anche indiana ha subito danni. in generale non una grande serata per gli arbitri, quella di stanotte…mi trovi d’accordo sul tempo necessario per decidere i possessi, un po’ eccessivi.

  7. Scusa ma lamentarsi dei passi (sacrosanti) fischiati a Miami!!??!! Ma stiamo scherzando! e tutte le passeggiate di Lebron mai sanzionate??!!
    Mah!

  8. Apprezzo e seguo questo sito da anni e ribadisco una cosa già detta (fermo restando che son che nessuno prende un euro per scrivere): i report delle singole squadre è sacrosanto che siano fatti da tifosi delle squadre stesse.
    I report delle partite invece dovrebbero essere imparziali, articoli come questo,per quanto ben scritti, riescono solo ad urtare la “pancia” di chi non è tifoso di Lebron e compagni

  9. bene.. il 100% dei lettori contro Mick.. non male come risultato!
    Daltronde.. meglio contribuire a tenere puliti i giardini pubblici piuttosto che stare in casa a guardare delle partite e trarne queste conclusioni.

  10. Se Indiana sbatte fuori LeBron corro a stappare un par di Veuve Clicquot, sia chiaro.

    Continuo a vederla grama: Pacers-Spurs è il trionfo del basket ma a livello di show… uhm uhm…

  11. Pacers-Spurs sarà quello di cui ha bisogno la NBA, tornare ad essere il massimo campionato di uno SPORT, e non la versione con la palla del wrestling (nel senso dello spettacolo fine a se stesso, non delle botte).

    • Appena vista la partita, ma la prossima volta non leggo questo inutile commento. Quel tocco del ferro ha cambiato tutta l’inerzia della partita. Indiana ha giocato meglio e meritato la vittoria punto.

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