Detroit ammutolita, Giants sul 3-0

Sono molto sollevati i tifosi dei Detroit Tigers: per il momento basta mancini sul monte per i Giants.
Gara 3 inizia con questa speranza al Comerica Park, supportata dalle condizioni ambientali avverse ai Californiani, che gli 8 gradi centigradi non li sentono quasi mai. E come i cappotti stanno ben saldi sulle spalle degli spettatori, cosi` i Tigers vorrebbero rimanere aggrappati a queste World Series.
In caso di vittoria San Francisco, il sogno della franchigia del Michigan potrebbe allontanarsi forse definitivamente.

Sul monte si affrontano Anibal Sanchez, 68% di groundout in questa stagione, e Ryan Vogelsong, 2-0 in questa Post Season e reduce da due ottime prestazione e vittorie contro i Cardinals nelle Championship Series.

Detroit mostra si da subito una caratteristica fondamentale che poca ha utilizzato in questa serie: la pazienza. Quintin Berry va in base per ball e poi Miguel Cabrera lo segue con una valida. Vogelsong chiuderà con 22 lanci il primo inning, molti di piu` di quelli utilizzati di solito dai suoi compagni nello stesso parziale in gara 1 e 2.

Sanchez pero` non inizia bene. Lancia male, spesso finendo su conti complicati, subendo la base rubata da Hunter Pence e concedendo il triplo dell’1 a 0 a Gregor Blanco e la valida del 2 a 0. I Giants non rinunciano alla small ball, forti di quanto poco stiano battendo gli avversari in questa serie. Ma questo non ferma i padroni di casa.

Nel terzo inning infatti è Omar Infante a finire in base. Poi batte anche il giocatore successivo, Austin Jackson, che da il via al secondo giro. Sembra che i Tigers possano tornare in partita, ma Berry tradisce il piano della partita, girando una delle prime palle che vede per la double play che conclude il parziale.

Sospesi tra il 2 a 0 nella serie, la prestazione insicura del suo partente e la cocciutaggine degli avversari al piatto, i Tigers si trovano in una situazione di non facile risoluzione. E` forse il momento più alto di inerzia a favore di San Francisco. E nonostante i due successivi inning vedano il partente di Detroit ritirare facilmente tutti i battitori avversari, il pubblico e` comunque ammutolito. Il terrore e` quello di non entrare mai in partita in queste World Series, mai avere l’occasione di gioire.

E l’incubo si materializza nel quinto inning. Perseverando in quanto a pazienze al piatto Detroit si ritrova nella seguente situazione: Berry in battuta, Cabrera on deck, 1 out e basi piene. Vogelsong ha lanciato male per tutto l’inning, concedendo un paio di valide e una base per ball. E Quintin Berry e` li` per queste situazioni; l’ha detto anche Jim Leyland che il rookie gioca per queste situazioni. Però il giocatore va out con tre strike e Cabrera gira un paio di palle in foul di poco e poi alza il pop out che chiude la ripresa. Quindi, oltre ai fatti tecnici, ci si mette anche la sfortuna, e quella che ora sembra un’impresa si fa molto più difficile.

Come se cio` non bastasse, i Giants schierano Tim Lincecum, (14.2 IP in Post Season) per non correre rischi. Finisce quindi anche il sesto (e poi il settimo) inning. Bruce Bochy denuncia con questa mossa una più che opportuna voglia di archiviare il risultato, di non dare la benche` nimina possibilita`.

Prima una giocata in tuffo di Brandon Crawford e poi un lancio “salvato” da Buster Posey confermano la maggiore concentrazione dei Giants, che nell’ottavo concedono solo un uomo in base eliminando prima Cabrera e poi un Prince Fielder per nulla decisivo. Nel nono e ultimo inning entra il closer di SF Sergio Romo. Johnny Peralta va fly out su una bella presa di Blanco, Angel Pagan fa lo stesso con Alex Avila e l’ultimo out e` lo strikeout su Infante, l’unico (con Anibal Sanchez) a salvarsi in un vero e porpio disastro per i padroni di casa.

Ed è così che finisce una gara 3 atipica, con poco pathos, in  cui una squadra vittima delle sue paure e di un momento sfortunato ha visto dissolvere gran parte delle sue speranze, quelle che la fine dei pitcher mancini dei Giants ed il clima invernale sembravano vivacizzare.

Domani il capitolo successivo, forse l’ultimo di questa stagione. Davanti Matt Cain e Max Scherzer. Si spera di divertirsi di più, i Tigers ormai non hanno nulla da perdere. Mai nessuno ha ribaltato uno svantaggio di 0 a 3 gare nelle World Series.

 

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