C’è grande attesa ad LA e non solo per la firma di Brown come coach dei Lakers

Sicuramente ci troviamo di fronte all’alba di una nuova era. Almeno per quanto riguarda la Città degli Angeli.

Mike Brown, classe 1970, ex allenatore dei Cleveland Cavaliers, già transitato per qualche anno tra le palme californiane in veste di capo allenatore all’Università di San Diego, è stato ufficialmente presentato da Jim Buss & Co. come nuovo Head Coach dei Los Angeles Lakers.

Un sogno realizzato, un passo importante in una carriera che ha visto finora, come proprio culmine, l’accesso alle Finali NBA del 2007 e il titolo di Coach of The Year nel 2008/2009, il tutto alla guida dei Cavs di Lebron James.

L’EREDITA’

Il 41enne dell’Ohio avrà il difficilissimo compito di dare continuità al lavoro compiuto dall’immortale Coach “Zen” Phil Jackson in questi 12 anni di carriera passati nei pressi dello Staples Center; anzitutto, dovrà cercare di mantenere, all’interno dello spogliotaio, quella mentalità vincente che nell’ultima decade ha caratterizzato gran parte delle stagioni gialloviola (mansione assai meno ardua vista la presenza in squadra di Kobe Bryant, più volte definito come il giocatore più competitivo e focalizzato sulla vittoria dell’intera Lega).

In seconda battuta, avrà bisogno di instaurare un ottimo rapporto, sul campo e fuori, con i propri giocatori, con più di un occhio di riguardo ai senatori; a tal proposito citerei due nomi a caso… Fisher e il Mamba.

Con Kobe soprattutto, dovrà tentare di mettere in pratica ciò che l’esperienza passata a Cleveland gli ha lasciato in eredità, cercando di riuscire lì, dove con James aveva fallito; la questione però, almeno a mio parere, va incentrata su un altro piano.

Mi spiego meglio: Kobe, riuscirà a sottostare ai dettami tecnico-tattici di Brown, dopo aver passato più di 10 anni a giocare la Triangolo e dopo aver dato filo da torcere a uno che conta +11 nella statistica degli anelli rispetto al “buon” Mike?

Le possibili e più plausibili risposte sono due:
1) sì, perchè è un grandissimo professionista, uno dei migliori interpreti della storia di questo sport, uno che a quasi 34 anni ha ancora tantissima fame di vittoria, e per arrivare al sesto titolo sarebbe disposto a questo e a molto altro;
2) no, soprattutto dopo ciò che è successo in seguito all’annuncio del neo-allenatore: Bryant è stizzito per la scelta di Buss, in quanto avrebbe di gran lunga preferito Brian Shaw, suo ex compagno e naturale anello di congiunzione fra l’era Jackson e il post-Zen.

La dirigenza, quindi, si scusa immediatamente con il proprio giocatore più rappresentativo, e lo fa a mezzo stampa: “Ripensandoci – dice Jim Buss -, avremmo dovuto prima contattare Kobe. Lui ci ha sempre detto che la scelta dell’allenatore è compito della dirigenza, ma avremmo prima dovuto sentire anche il suo parere”.

Insomma, un’ottima iniezione di fiducia per Brown, il quale si era invece subito detto “fiducioso di poter lavorare bene con Kobe e di poter vincere un titolo insieme a lui”. Staremo a vedere.

Intanto, capitolo “psicologico” a parte, ciò di cui siamo certi è che l’ex-Cavaliers porterà un nuovo stile di gioco ad L.A., concentrato maggiormente sull’aspetto difensivo.

Le sue parole ai microfoni ESPN non ne sono che una riprova “La mia squadra sarà una grande famiglia concentrata sulla difesa, perché è da quel lato del campo che si vincono i titoli. Tutti devono lavorare sodo”.

Mentre la fase offensiva attrarrà sicuramente le maggiori attenzioni di avversari e pubblico, Brown cercherà di migliorare l’identità difensiva dei suoi Lakers, andando ad aumentare l’intensità e la chimica di squadra in una fase del gioco in cui, la squadra targata Jackson, non ha mai particolarmente brillato. A differenza dei vecchi Cavs di Mike, per più anni ai vertici delle statistiche “difensive” della NBA.

Nell’altra metà campo, invece, il suo compito sarà quello di reinventare da zero un nuovo sistema, non più incentrato sulla fantomatica “Triangolo” di Phil Jackson.

Coach Brown,  differentemente da quanto messo in mostra a Claveland, dove l’attacco era nel modo più assoluto affidato nelle mani del Prescelto, cercherà di sfruttare a pieno il talento e le caratteristiche di tutti i  propri giocatori.

Altezza, versatilità, ottima capacità di circolazione di palla e IQ cestistico. Il tutto, evitando di portare Kobe Bryant a giocarsi un eccessivo numero di isolamenti, cosa che potrebbe limitarne l’efficienza sul parquet.

CONTRATTO

Il nuovo coach dei Lakers ha messo la firma su un contratto da 18,25 milioni di dollari per le prossime 4 stagioni (le prime 3 garantite, l’ultima opzionata), ancora però con qualche dettaglio mancante. Per esempio, ed è l’argomento più intrigante per noi Italiani, il capitolo assistenti.

Ci vede interessati perchè, in pole position per il posto, c’è Ettore Messina, libero dopo l’avventura terminata in anticipo con il Real Madrid.

Il nome dell’italiano sarebbe stato fatto dallo stesso Brown, fin dal 2007 accanito fan dei suoi metodi di lavoro, con l’intenzione di affidargli la cura degli schemi d’attacco. Ettore non è però l’unico candidato. Con lui, a fargli compagnia, c’è Tim Grgurich, attuale assistente di Rick Carlisle a Dallas, e da tempo amico di Mike.

Questi e tanti altri sono gli argomenti in tavola per quanto riguarda la Los Angeles gialloviola; i piatti da sfornare sono ancora molti e le incognite fin troppe, ma questa nuova avventura si preannuncia intrigante e molto interessante.

Post By EmilianoT (52 Posts)

Appassionato di basket americano e di calcio, soprattutto quello inglese da qualche tempo, è laureato triennale in Scienze Politiche presso la LUISS di Roma e studia Marketing presso lo stesso ateneo. Gioca agonisticamente a basket. Conta diverse collaborazioni sul web come redattore sportivo, specializzato in basket NBA. E’ regolarmente iscritto all’ODG del Lazio come pubblicista.

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5 thoughts on “Mike Brown e i Lakers: una nuova era

  1. lakers in triste declino…considerando che bryant ha al max altri 2 anni da big,ma proprio al max…

  2. Troppi vecchi in questi Lakers, rifondare deve essere la parola d’ordine.
    Teniamo Kobe, Bynum e Brown e vendiamo tutti gli altri cercando di avere in cambio giovani futuribili e prime scelte.

  3. ottimo articolo!Quoto JimiBeck…bisogna rifondare,vendendo Odom e gasol(magari in cambio di Howard)…Fisher in pensione(e in questo caso cercare di prendere CP3)…

  4. CP3, Howard, e poi chi vi serve? Durant può andare??? ma non diciamo castronerie.. la squadra è ancora la più forte della lega con 3 lunghi dominanti… suvvia

  5. infatti si è visto quest’anno…sveglia amico!Bisogna essere obiettivi e capire che per dare continuità bisogna cambiare…

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