Quali sono i margini di crescita di questa squadra?

Playoff 2006, semifinali di conference a Est, i Los Angeles Clippers, guidati dalla coppia Cassel-Brand, portano i più forti Phoenix Suns a Gara-7 e vengono eliminati senza demeritare.

Ad Aprile 2012 i losangelini prendono parte nuovamente ad una serie di Playoff. Sono quindi passati sei anni, sei stagioni travagliate e perdenti dalla precedente apparizione in Post Season della squadra meno nobile della “città degli angeli”.

Che poi, “meno nobile”, è un eufemismo. Dal 1984, data del trasferimento sulle sponde losangeline, solo tre partecipazioni ai Playoff, mai oltre le Semifinali di Conference. La “barzelletta della Lega”, così sono apostrofati da addetti ai lavori e tifosi.

Ma il basket NBA è amato da molti perchè il vento può cambiare in ogni momento, per ogni squadra, anche per le più iellate e mal gestite.

La fortuna, per i Clippers, inizia a girare al Draft 2008 quando, dopo anni e anni di delusioni cocenti anche in fase di scelte, Eric Gordon con il settimo pick si rivela un colpo da maestro. Alla guardia da Indiana University si sommano poi Blake Griffin, Eric Bledsoe e Al-Farouq Aminu, provenienti dai successivi Draft.

Un nucleo giovane e di prospettiva da cui ripartire o buone pedine di scambio per arrivare ad un top player? La dirigenza sceglie la seconda opzione e, tra il termine del Lockout e l’inizio della stagione regolare 2011/2012, scambia Gordon, Aminu e Kaman per Chris Paul dei New Orleans Hornets, il miglior (per chi scrive) playmaker in circolazione, inseguito da gran parte delle franchige NBA.

Inutile addentrarsi nelle “beghe condominiali” susseguitesi dopo questa trade, il veto posto dai vertici della lega sul passaggio di Paul ai Lakers , che favorì i Clippers nell’aggiudicarsi il giocatore, è ormai storia. Da sottolinearsi invece gli effetti che lo sbarco di un vero top player ha avuto sul cammino di questa bistrattata franchigia.

Quinto posto a Ovest (40-26), una sola W di distacco dalla terza posizione, Grizzlies sconfitti in sette, emozionanti gare al primo turno dei Playoff: rinascita.

Tutto merito di un solo, grandissimo giocatore? Assolutamente no.

Innanzitutto, grande merito va dato alla proprietà: Sterling, da più parti accusato di essere andato sempre esageratamente al risparmio, ha finalmente sciolto i cordoni della borsa dando il bene placido all’ingaggio di un top player.

Non va dimenticato inoltre il lavoro del GM Neil Olshey in sede di mercato: oltre al già citato Chris Paul, i Clippers hanno acquisito, in estate, l’ala piccola Caron Butler e il playmaker Chauncey Billups e, durante la stagione regolare,l’ala grande Kenyon Martin e la guardia Nick Young. Tutti e quattro acquisti di grande spessore che hanno innalzato di molto il talento e l’esperienza medi del team rispetto alle annate precedenti.

Infine, anche la nuova mentalità del gruppo, derivata dai giocatori d’esperienza e dalla consapevolezza di non essere più una squadra mediocre, ha avuto un ruolo fondamentale: screzi tra compagni ridotti al minimo, rispetto per i veterani e per l’allenatore, crescita costante dei più giovani. Tutte cose che si faticavano a notare in passato.

La corsa dei nuovi Clippers è stata bloccata dai San Antonio Spurs che, con un perentorio sweep, hanno eliminato i velieri in Semifinale di Conference. Esistono margini per migliorare ancora il roster? La seconda squadra di Los Angeles può essere trasformata (nel breve periodo) in una credibile contender per la prima volta nella sua storia?

Il modo più veloce per provare a rispondere è sicuramente quello di analizzare i componenti del roster e le loro rispettive situazioni contrattuali.

PLAYMAKER

Chris Paul: stella della squadra, punto fermo, un anno di contratto, da rinnovare assolutamente anche al massimo salariale.
Chaunsey Billups: back up perfetto per leadership ed esperienza, da giudicare le sue condizioni fisiche: l’infortunio al tendine di achille, subito all’inizio di quest’anno, potrebbe compromettergli la carriera.
Maurice Williams: rivelatosi un buon sesto uomo quest’anno, micidiale tiratore da tre ma scarso nel playmaking. Player Option per il prossimo anno.
Eric Bledsoe: il più giovane del gruppo, ancora nel suo contratto da rookie, ha avuto una stagione sottotono per il poco spazio trovato. Nei Playoff ha però dimostrato di essere un fattore offensivo dalla panchina e di avere buoni margini di miglioramento

GUARDIA

Nick Young: shooting guard dalla notevole produzione offensiva, si è dimostrato un buon acquisto anche se dovrebbe migliorare in continuità. Free agent in estate
Randy Foye: partito spesso in quintetto quest’anno, ha dimostrato una migliore solidità sia in fase offensiva che difensiva. Free agent in estate.

ALA PICCOLA

Caron Butler: uno dei migliori acquisti estivi, ha dimostrato leadership e impegno. Sicuro titolare anche la prossima stagione avendo ancora due anni di contratto.
Ryan Gomes: 30enne utilizzato pochissimo quest’anno. Free agents in estate.

ALA GRANDE

Blake Griffin: l’altra stella della squadra ha concluso il suo secondo anno nella Lega. Il potenziale c’è, se migliorasse i suoi punti deboli con un allenamento serio potrebbe diventare il migliore del ruolo. Contratto da rookie da rinnovare assolutamente.
Kenyon Martin: addizione invernale a basso costo ma dal buon impatto. L’età ormai è avanzata (35 anni), ma ciò non gli impedisce di essere una buona riserva per il reparto lungo. Free agents in estate.

CENTRO

De Andre Jordan: rinnovato a cifre fin troppo alte per resistere alla concorrenza dei Golden State Warriors in estate, si è trovato molto bene con Paul e Griffin. Difficile che diventi uno dei centri migliori della Lega ma resta una buona presenza sotto canestro e gli anni di contratto sono ancora tre. Titolare anche la prossima stagione.
Reggie Evans: veterano che garantisce intimidazione e rimbalzi sotto canestro, niente di più, ma si è rivelato comunque utile. Free agents in estate

ALLENATORE

Vinny Del Negro : allenatore mediocre, nonostante la presenza di un ottimo play e di una imponente batteria di lunghi non è riuscito a costruire un buon gioco offensivo e, anche per quanto riguarda la difesa, la situazione non è delle migliori. La squadra è arrivata alla Post Season ma il suo contributo è stato, a mio parere, minimo.

Le vie del mercato NBA sono infinite, le voci su possibili rinnovi/scambi ancora di più, quindi non posso che darvi la mia (insignificante) opinione sulle mosse migliori che potrebbe fare il GM durante il mercato per migliorare ancora il roster:

– Cambiare allenatore
– Puntare sul talento diffuso (Spurs, Denver) più che sulla concentrazione dello stesso (Heat, Thunder), non essendoci la possibilità di firmare stelle di prima grandezza utili alla causa dovendo lasciare spazio salariale per i rinnovi di Paul e Griffin.
– Rinnovare i tre veterani a cifre basse e tagliare Gomes.
– Rinnovare Young nello spot di guardia e spingere anche per il rinnovo di Foye se ci fossero le giuste condizioni economiche.
– Vista l’abbondanza nel ruolo di playmaker, utilizzare Maurice Williams come pedina di scambio. Bledsoe sarebbe sicuramente più appetibile per il potenziale ma, appunto per questo, rappresenterebbe una perdita più dolorosa.
– Tentare di accaparrarsi un lungo di alto livello capace di aprire il campo da tre, utilizzabile anche nello spot di ala piccola, la tipica pedina perfetta per il gioco di Paul e utilissimo per ampliare l’arsenale offensivo della squadra. Beasley, Anderson e Ilyasova combaciano con la descrizione e saranno free agents in estate. Arrivare a Bargnani per mezzo di scambi sarebbe grandioso ma probabilmente impossibile.

Ipotesi da Fantabasket naturalmente, spero mi perdonerete.

Credo comunque che se i Clippers riuscissero davvero a svolgere un mercato di questo tipo, sommato all’auspicabile crescita di giovani come Griffin e Bledsoe e alla possibilità di avere un ulteriore anno di rodaggio per il gruppo, potrebbero voltare pagina, veleggiare finalmente al di fuori dalla palude degli eterni sconfitti in cui sono incagliati fin dalla loro nascita e diventare una seria contender per il titolo NBA.

Post By DeAndre P. (35 Posts)

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5 thoughts on “Clippers: migliorare ancora si può?

    • L’ho letto anche io ieri sera, purtroppo l’articolo lo avevo consegnato martedì e non c’è stato tempo di cambiarlo. A quanto pare la dirigenza Clippers, oltre a fare scelte discutibili, ha deciso anche di minare la mia credibilità ;)

  1. Daccordo su tutto, tranne che nella parte relativa alle guardie… rinnoverei Foye, mentre Young neanche gli proporrei un contratto…un QI cestistico tra i più bassi della lega..

  2. Abbastanza d’accordo su tutto tranne che su DeAndre Jordan che secondo me ha deluso molto (specie in relazione ai soldi che prende): è ancora da sgrezzare su tutti gli aspetti, ma il giocare con Paul maschera in parte i suoi difetti. Al momento è un grosso albatross

  3. Secondo me si possono fare tutti gli scambi del mondo ma con Del Negro non credo che si vinca tanto…
    Sempre se si recupera Billups, tra Foye, Young, Simmons e Williams ne tengo solo uno e gli altri 3 li uso come pedina di scambio! Fiducia a Bledsoe che mi sembra abbia ampi margini di miglioramento, il pacchetto lunghi (Griffin, Jordan, Martin, Evans) lo riconfermo in blocco perchè molto futuribile (primi 2 o molto esperto ultimi 2) e cerco di aggiungere un elemento con tiro (mi viene in mente Rashard Lewis per tipo di giocatore ma cercando di spendere il giusto visto che non avrà un grande minutaggio ma sarà un’arma tattica)
    Io li vedo così:
    PAUL-BILLUPS-BUTLER-GRIFFIN-JORDAN
    Bledsoe-Foye-???-Martin-Evans-???

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