Un duello che non abbiamo visto fino in fondo nell'overtime. E' toccato a Wade provare, e sbagliare, il tiro della vittoria

Secondo overtime in 4 partite, chi aveva detto che questa serie sarebbe stata a senso unico ? Questa volta la spuntano i Boston Celtics, 93-91 e impattano la serie sul 2-2.

Difficile da credersi, ma davvero l’impatto del Boston Garden è stato fatale. I Celtics hanno cacciato di nuovo fuori tutto il loro infinito orgoglio, certo non solo, perchè non basta soltanto la voglia per vincere a questo livello.

Nei minuti finali del tempo regolamentare e negli ultimi possessi dell’overtime i Celtics hanno eseguito meglio, senza dubbi.

Un esempio su tutti. Dalla rimessa subito dopo il time-out Rondo trova Garnett in posizione profonda, due punti costruiti alla perfezione per il +3 a 52 secondi dal termine dei 48 minuti.

Tocca agli altri. LeBron aveva già sbagliato un tiro da tre per pareggiare, adesso ha l’occasione di redimere, almeno in parte, se stesso.

Unica pecca difensiva di Boston. LeBron è solo, ha metri di spazio. In pochi istanti spara da tre e segna. Non poteva fallire, per lo meno non un altra volta e non in maniera così plateale.

Si va al supplementare. Se ne va via prima Paul Pierce, poi lo stesso LeBron. 6 falli per entrambi, e sopratutto nel caso di quest’ultimo un fischio molto dubbio.

Sono stati i maggiori protagonisti offensivi, Pierce con 23 punti, 6 rimbalzi, 8-18 da due, 2-6 da tre, LeBron con 29 pts, 6 reb, 3 ast, 12-25 da due, 1-3 da tre, 4-8 ai liberi.

In special modo all’inizio della gara, con Pierce subito aggressivo, mossa finora inedita nella serie. Ha sempre dovuto sobbarcarsi il grosso del lavoro in difesa su LeBron e quindi nessuno ha potuto muovergli critiche, ma certamente poteva e doveva viaggiare con una marcia in più in attacco.

Ieri lo ha fatto e per paradosso è uscito per falli proprio nel momento in cui si sentiva più in ritmo. LeBron pure è partito forte, segnando sempre da dentro l’area, almeno fino alla ripresa.

Wade (20 pts, 7 reb, 6 ast, 7-22 da due, 2-6 da tre, 4-5 ai liberi) è invece uscito allo scoperto nel terzo periodo, guidando la rimonta Heat fino al primo vantaggio firmato da Norris Cole a 8 minuti dal termine nel quarto periodo.

Boston era riuscita a portarsi avanti fino al +18, ma il terzo quarto di Miami ci ha insegnato che è sempre quello decisivo in questi playoff.

O quasi. Come detto Boston ha eseguito meglio nel finale, guardato dalla panchina da Pierce e LeBron. Rondo dà un colpo di coda d’energia, pochi punti e poche energie per due squadre troppo stanche.

Già, Rajon. Parte alla grande, poi nel terzo quarto rallenta, poi ritorna ad orchestrare con la bacchetta in mano. Vi dice niente ?

E’ esattamente il ritmo di gara 4. Prima Boston, poi terzo quarto ed inizio dell’ultimo per Miami, poi ancora Boston per chiudere definitivamente.

Un’altra dimostrazione lampante del parallelo tra lui e l’intera sua squadra. Finisce con 15 punti, 15 assist, 5 rimbalzi, 7-14 da due in 47 minuti di spettacolo puro.

A parte i mille fake palla in mano o il suo gioco singolare in post-basso, emoziona la sua gestione della transizione, sia primaria che secondaria.

Parte a mille, poi si si ferma, quindi o riparte dritto per il canestro oppure attende i compagni a rimorchio. A quel punto il passaggio è poesia in movimento.

Ma Erik Spoelstra vuole giocarselo sempre con Chalmers a due metri ? Difatti al primo cambiamento di strategia difensiva l’orchestra manda all’aria qualche nota stonata.

C’è anche LeBron su di lui, poi soprattutto Norris Cole, che gli tiene il passo, aggressivo, negandogli tutta quella esagerata visione di cui poteva disporre precedentemente per imboccare i suoi.

Dove c’eravamo lasciati ? Ah, Rondo va in lunetta e congela la partita all’ultimo possesso con 21.4 da giocare, + 2 Miami.

LeBron come detto può solo guardare, pensa un po’, proprio nella gara in cui una sua tripla ha pareggiato i conti nel finale regolamentare.

Quindi tutti gli occhi sono su Wade, che peraltro ha sempre avuto la palla in mano con LeBron in campo e difatti la tripla dell’ MVP è stata l’effetto di un suo illuminato scarico.

Ultimo attacco poco fluido, Dwyane va per vincere, giustamente, e ha una buonissima occasione. Sul pump fake Marquis Daniels abbocca, tira incontrastato ma sbaglia.

Sì, semplicemente sbaglia, senza dover dargli troppo addosso. Si è costruito un ottimo tiro e non è stata la difesa a negargli la tripla del 3-1 nella serie.

Adesso si andrà a gara 6, e qui conterà ancora di più chi sarà più fresco e più lucido. Boston ha fatto un mezzo miracolo e ha dimostrato che non era retorica tutto il parlare di orgoglio e del cuore dei vecchi campioni.

 

IL BUONO

Il bilanciamento offensivo di Boston. 15 per Rondo, 16 per Allen, 17 per Garnett, 23 per Pierce. Con KG a 14 rimbalzi sempre in alto per rendimento e con Rondo solito folle, questa volta si aggiungono senza mezze misure anche Ray Allen e Paul Pierce.

Di “The Truth” abbiano detto. Ray Allen rinasce con un’ottima prestazione, 6-16 da due, 4-11 da tre, difficile fare di meglio con le sue condizioni fisiche. I tiri importanti li ha messi tutti, non si può pretendere troppo di più.

Dall’altra parte 17 rimbalzi in 35 minuti per Haslem e 5 punti, 2 assist in 15 per Cole. Panchina però soppiantata dalla difesa di Pietrus e dai tiri importanti di Dooling, 3-4 per 10 punti in 16 minuti.

 

IL BRUTTO

Wade. Non per l’ultimo tiro, giammai, meglio essere chiari. Ha aspettato troppo ad azzannare la partita, ha tirato solo 7-22 da due, ha perso 4 palloni (LeBron se è per questo 7).

Ma al di là di tutto lo si è visto un po’ col freno a mano tirato, anche a livello emotivo. Non vorrei azzardare cose impossibili da afferrare al di qua dell’oceano ma la sua faccia non ci dice di un ragazzo tranquillo.

Qualcosa sotto sotto c’è, anche dovesse rispondere in gara 5 con 40 punti o giù di lì.

 

IL CATTIVO

Gara macchiata dai problemi di falli. Benissimo, se fossero tutti giusti. Non è stato così. Già nelle prime 3 gare c’erano stati errori arbitrali evidentissimi.

Ma qui cosa significa il doppio fallo di KG e LeBron ? Un modo per non scontentare nessuno dal basso della propria incompetenza ?

L’ultimo dell’MVP è inesistente, come almeno uno dei due finali di Pierce. L’arbitraggio non è stato un fattore decisivo ma ci levato di mezzo due Big da un finale punto a punto. Mai più, Joe e compagni.

 

COUNTDOWN TO LEBRON JAMES FIRST RING

-6.

 

Per gara 5 si torna a Miami e poi di nuovo a Boston per gara 6. Motori degli aerei che si scaldano e parallelo con la serie ad Ovest che continua.

Anche lì 2-2, anche lì rimonta in casa degli sfavoriti. Quasi un conflitto generazionale. Chi vuole i vecchietti alle Finals alzi la mano.

Tim Duncan contro KG one on one in post-basso ? La realtà è che per entrambi siamo tornati almeno di 2-3 anni indietro con la macchina del tempo.

Non suona male, come si potrebbe invece supporre al 2012. Non suona male se le cose dovessero andare male per chi come Durant e LeBron vuole trionfare per la prima volta.

Primo e secondo nella classifica dei migliori dell’anno uno contro l’altro alle Finals ? Tutto il rispetto per i vecchietti, ma suona meglio. Fidatevi.

Post By Mick (80 Posts)

“E qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure…”

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7 thoughts on “Ancora supplementare, ma questa volta è Boston per il 2-2

  1. Mah, da tifoso LAL dal 77 quest’anno vorrei che romanticamente in finale ci andassero i Celtics, se non altro per il lavoro corale dello staff tecnico e dei big 4. Attenzione a Wade, è evidente come sia in cerca di stimoli nervosi per andare a prendersi la vittoria, James temo non sia il match winner che tutti pensano-attendono. L’altra costa la vedo già blu; OKC è troppo atletica e completa nei ruoli per una serie di playoffs, diverso è il discorso su una partita singola, in qual caso andrei con i texani tutta la vita.

  2. “L’arbitraggio non è stato un fattore decisivo ma ci levato di mezzo due Big da un finale punto a punto.”… un solo BIG (Pierce) perchè LBJ nei finali punto a punto sparisce!
    E non è questione di haters, è un dato di fatto.. Ma com’è che Durant l’ultimo tiro riesce sempre a prenderlo?
    Io credo che LBJ sia il giocatore più forte della storia se non si considerano gli ultimi 5 minuti di partita.. poi tutti pronti ad essere smentiti con James che segnerà il tiro della vittoria in gara 7 delle finali ma ad oggi non è così!

      • Perchè hai mai visto uno di quelle dimensioni con quelle capacità?
        LBJ avrebbe dominato in qualsiasi epoca.. poi ed è quello che sostenevo nel commento tra essere forte od il più forte e vincere ce ne passa.

  3. Sarò anche di parte, però su LBJ si esagera con la storia dei finali di partita; Durant ha deciso un unico seppur importante quarto con gli Spurs, ma nel resto della serie nei momenti decisivi è stato inesistente; James per caratteristiche tecniche è forse meno adatto ad essere “clutch”, ma sia con i Knicks(17 nel 4 periodo),sia con Indiana(sotto nella serie 2 a 1 ha dimostrato di saper cambiare il volto della squadra) che con la tripla del pareggio coi Celtics ha dato comunque un contributo.
    Oltre a ciò, è obbligatorio a mio parere dover considerare l’impatto difensivo di James, rispetto a qualsiasi altro giocatore del suo livello(gli viene chiesto di marcare alternativamente Rondo, Pierce e Garnett!!!!), non solo attuale ma di sempre: per non parlare della scarsità del roster esclusi i primi tre, un allenatore non ancora pronto ma soprattutto l’impatto che James ha nella prima metà di gara(senza di lui Miami faticherebbe ad arrivare a 20 pts, soprattutto fuori casa).
    In sintesi: si chiede a LeBron di marcare chiunque(non penso esista, sia esistito o esisterà un giocatore in grado di farlo), cosa che fa meglio di qualsiasi giocatore esistente, di segnare 40 pts a partita con almeno il 50% dal campo e magari il buzzer decisivo .Non esiste.
    Bisognerebbe anche fare chiarezza sula storia dei tiri clutch: la storia a mio parere dimostra come i tiri pesanti vengano spesso segnati da giocatori non di primo livello, ma che, freschi e con una buona mano, riescono a prendere smarcati sfruttando le attenzione della difesa sui top player(vedi Horry, Fisher, Kerr, Paxon).

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