Non sarà una stagione facile per Jameer Nelson e compagni. Tutt’altro…

Data astrale 90213.1: finisce la Magia.

Anche se in realtà che sarebbe finita si sapeva da una decina di mesi.

E quindi anno zero per Orlando, per la prima volta dal 2006 la stagione si chiuderà a metà aprile (il 17, a Miami) e L’Evento della stagione andrà in scena un mese prima, il 12 marzo, con il ritorno all’Amway Center di Dwight Howard, ovviamente in maglia Lakers.

Il resto? Una lunga rincorsa verso il draft, all’insegna del tanking.

Conference: Eastern
Division: Southeast

Arrivi: Arron Afflalo (trade, Nuggets), Gustavo Ayon (trade, Hornets), Christian Eyenga (trade, Lakers), Moe Harkless (trade, 76ers), Al Harrington (trade, Nuggets), Josh McRoberts (trade, Lakers), Nikola Vucevic (trade, 76ers), E’Twaun Moore (FA, Celtics)

Partenze: Ryan Anderson (trade, Hornets), Earl Clark (trade, Lakers),Chris Duhon (trade, Lakers), Dwight Howard (trade, Lakers), DeAndre Liggins (FA, Thunder), Daniel Orton (FA, Thunder), Jason Richardson (trade, 76ers)

Draft: Moe Harkless (15), Andrew Nicholson (19), Kyle O’Quinn (49)

Probabile Quintetto Base
PG – Jameer Nelson
SG – Arron Afflalo
SF – Hedo Turkoglu
PF – Glen Davis
C – Nikola Vucevic

Depth Chart
PG: Nelson, Smith
SG: Afflalo, Redick, Moore
SF: Turkoglu, Harkless, Richardson, Eyenga
PF: Davis, Nicholson, Harrington, Harper, McRoberts
C: Vucevic, Ayon, O’Quinn

Head Coach: Jacque Vaughn

Anno zero e ricostruzione. Obbligata e a tutti i livelli.
Quello giocato, perché accettare contropartite di tipo diverso in cambio di Howard (Bynum su tutti) avrebbe portato la squadra in una situazione di stallo, a cavallo dei Playoffs, ma senza la possibilità di grossi miglioramenti. E di conseguenza solo ritardato di un paio di stagioni il momento della tabula rasa.

Ma anche quello tecnico e dirigenziale, perché tutto è iniziato e finito con le paturnie di Dwight, ma anche fuori dal parquet la stagione dei Magic è stata surreale al punto da sembrare scritta e diretta dai fratelli Coen:

– il (poi dimessosi) CEO Vander Weide che ubriaco telefona nel cuore della notte ad Howard per convincerlo a restare
– Howard che rinuncia alla possibilità di uscire dal proprio contratto nell’estate 2012, parlando di fedeltà e di “cattivi consigli” ricevuti dal suo agente (ancora saldamente al suo posto)
– l’ormai leggendaria intervista con Van Gundy che conferma le voci sulle pressioni esercitate da Dwight sulla dirigenza… e Dwight stesso che sbuca dal nulla e chiede ai giornalisti chi metta in giro certe voci
– Howard che parla di “minacce” ricevute da parte dei Magic al momento della suddetta scelta di prolungare di una stagione il proprio contratto

e tanti altri piccoli episodi…

Pulizia quindi, con volti nuovi in ognuna delle figure chiave: il CEO Alex Martins, il GM Rob Hennigan e l’intero staff tecnico, guidato da coach Jacque Vaughn; la ventata di freschezza e gioventù (e inesperienza…) è tangibile, l’albero genealogico è evidentemente quello Spurs/Thunder, la speranza è di ripetere il cammino di queste due franchigie. Manca “solo” il piccolissimo dettaglio del franchise player. Via agli scongiuri, anche se di Duncan o Durant tra gli attuali under 20 non se ne vedono.

Per quanto riguarda ciò che più interessa, cioè la stagione al via tra un mese, la parola d’ordine è valorizzare. Non trovare una rotazione costante che permetta di vincere il maggior numero possibile di partite, ma creare i presupposti per tornare a pensare al più presto ai risultati sul campo.

Anche perché oltre alle scelte (discrete e nulla più) ottenute via trade ci sono le proprie e, per quanto sia antipatico dirlo, vincere partite è il peggior modo possibile per valorizzarle.

Orlando sarà un cantiere aperto, il roster presumibilmente subirà diverse modifiche ed in questo senso è probabile che si vada incontro ad una stagione dai due volti, con la trade deadline (21 febbraio, come da tradizione nei giorni immediatamente seguenti all’All Star Weekend) a fungere da spartiacque.

E quindi più che analizzare il roster ruolo per ruolo, ha senso valutare secondo altri criteri.

Innanzitutto non si può fare a meno di notare che attualmente sono sotto contratto 17 giocatori.
Essendo il limite massimo fissato a 15, vanno individuati due papabili al taglio alla fine del training camp.

Situazione salariale alla mano a rischio dovrebbero essere i contratti in scadenza o non garantiti, quindi Harper (deludente prima scelta della scorsa stagione), Moore, McRoberts e Eyenga (entrambi semplici fillers inseriti dai Lakers nella trade per far tornare i conti). E in ogni caso anche chi resterà è destinato ad avere ben poco spazio (con la possibile eccezione, nel caso superasse il taglio, di Moore).

Per tutti gli altri invece via alle valutazioni.
Chi potrà far parte del nuovo ciclo? Chi va messo in mostra per cercare potenziali acquirenti? Ci sono contratti scomodi che limiteranno la flessibilità futura? Ci sono giocatori deleteri per l’ambiente?

Dal punto di vista salariale la situazione futura è abbastanza favorevole.

L’unico giocatore la cui cessione era stata posta come condizione necessaria per arrivare ad Howard è stato ceduto (Jason Richardson, oltre 18M garantiti e soprattutto rappresentato dallo stesso agente di Dwight, con cui evidentemente Martins e Hennigan non volevano più avere niente a che fare), non c’è rischio di pagare la luxury tax e per un paio di stagioni non si avranno problemi nemmeno con il salary floor, il limite minimo che ogni franchigia deve spendere in ingaggi, che nelle prossime stagioni sarà fissato oltre i 50M e che spesso è causa di decisioni molto discutibili (vedi i Nets con Outlaw e Petro nell’estate 2010).

Oltre a ciò va anche considerato che i Magic non avranno bisogno di spazio salariale, per il semplice motivo che, in base al già citato modello Thunder, non vi è alcuna intenzione di firmare giocatori importanti in Free Agency.

Turkoglu ed Harrington sono apparentemente molto ingombranti, ma alla luce di quanto detto e con contratti garantiti solo parzialmente ( per un totale di 18 –Hedo- e 14 –Al- milioni di dollari), possibilità di taglio a fine stagione e sistema salariale che nel conteggio del suddetto salary floor tiene conto appunto anche dei contratti tagliati, risultano in realtà pesi decisamente relativi.

Data anche l’etica lavorativa non esattamente esemplare, è pressoché certo che coach Vaughn li utilizzerà intensivamente nei primi mesi di stagione nella speranza di trovare un acquirente alla deadline. Nel caso l’operazione non dovesse dare i frutti sperati, minutaggio in netto calo a favore dei rookies Nicholson e Harkless e come detto taglio a fine stagione.

Anche per Afflalo e Davis può essere applicabile un ragionamento simile, con la sostanziale differenza che si tratta di due atleti più giovani, nel pieno della propria carriera, e firmati con accordi sicuramente lunghi (3 anni ciascuno), ma parametrati al livello di gioco espresso in campo; dovesse rendersi disponibile una trade interessante saluteranno la Florida, altrimenti saranno sicuramente tra i giocatori maggiormente impiegati.

Gli altri veterani a disposizione di Vaughn sono Quentin Richardson (uno dei migliori sventolatori di asciugamani della Lega e poco più), Gustavo Ayon (che in realtà è poco più di un rookie, ma che nei pochi mesi di carriera PRO e data l’età ha dimostrato di non aver bisogno di ulteriore apprendistato) e soprattutto Jameer Nelson e JJ Redick, che anche alla luce della propria storia di underdogs arrivati al successo grazie ad allenamenti e sacrifici saranno i leaders dello spogliatoio e che, indipendentemente dal rendimento espresso in campo (comunque tra il discreto e il buono) saranno figure chiave nell’insegnare ai giovani compagni la corretta etica lavorativa, probabilmente anche nelle stagioni future.

Restano i giovani.

Comprimari, come Smith, Moore e O’Quinn, che dovranno sgomitare per guadagnare qualche minuto.

Ma soprattutto Vucevic, Harkless e Nicholson, giocatori su cui la dirigenza punta molto e che certamente vedranno il proprio minutaggio crescere di pari passo con l’avanzamento della stagione (anche perché Harkless salterà buona parte del mese di novembre per trovare la giusta condizione fisica in seguito ad un operazione di ernia da sport).

Molto difficilmente si tratta di future Stelle (per questo come detto occorre attendere il draft…), ma ricavarne due titolari e un giocatore presentabile anche a livelli medio alti, utili alla causa tra un paio di stagioni, sarebbe senza dubbio un ottimo risultato.

Il centro Montenegrino ha già un anno di esperienza NBA in maglia 76ers, durante il quale ha mostrato buoni flashes offensivi, eccellenti istinti a rimbalzo e un discreto potenziale come lungo di rotazione e probabilmente sarà lui a saltare alla prima palla a due della stagione.

L’ex stella di St.John’s rappresenta invece il classico esempio di prospettone, giunto in NBA giovanissimo e con upside notevole, e il cui sviluppo presumibilmente richiede diversi anni; difficile, anche alla luce del citato infortunio, aspettarsi impatto particolarmente rilevante.
Discorso diametralmente opposto per l’ala Canadese uscita come senior da St. Bonaventure: giocatore già molto pronto e solido, disponibile da subito a ricoprire un ruolo di discreta importanza e chiamato a ripercorrere le orme di Ryan Anderson anche dal punto di vista delle crude cifre.

Insomma, per riepilogare: molti utili, nessuno indispensabile, tutti cedibili, da febbraio in poi molto spazio per i giovani e tanking spinto per massimizzare il potenziale delle proprie scelte al draft.
Sarà una stagione lunga e per certi versi dolorosa, che probabilmente si chiuderà con uno dei peggiori record della lega… ma sicuramente vissuta in modo più sereno della precedente.

PS: se proprio siete fantagiocatori incalliti e avete disperato bisogno di ulteriori informazioni sulla rotazione

Della situazione in ala s’è detto, spazio principalmente per Davis, Harrington e Turkoglu a inizio stagione, poi impiego crescente di Harkless e Nicholson (da seguire con attenzione).
Ayon e Vucevic si divideranno equamente i minuti da centro. Ed entrambi daranno soddisfazione dal punto di vista statistico, soprattutto a rimbalzo. Redick sarà il sesto uomo, a cambiare entrambe le guardie.

E il compito di “playmaker” di riserva sarà a carico dell’ex-Duke e di Turkoglu, verosimilmente contemporaneamente in campo quando Nelson sarà a sedere.

We Will.

 

Post By Fazz (22 Posts)

Redattore e (tra molte virgolette) speaker radiofonico per playitusa.com e radio.playitusa.com

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6 thoughts on “Orlando Magic: Preview

  1. Sicuramente. Ma in questa stagione bisogna cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno, guardare ai progressi dei giocatori e alle possibilità offerte dal mercato e non ai risultati sul campo, per quelli ci sarà tempo (si spera)

  2. Se non altro spesso capita di vedere squadre che senza una forte individualità si ritrovano in un buon collettivo e ben figurano, un paragone, anche se non regge del tutto per via della diversa dose di talento, è quello di Utah, che nella scorsa stagione con un inizio formidabile e inaspettato per un pò fece ricredere le capacità di previsione dei vari giornalisti.
    A Orlando molto probabilmente si daranno al tanking senza nemmeno forzare ma nella prima metà di stagione potrebbe esserci qualche nota positiva,il contesto disteso e senza ambizioni permette di valorizzare giovani, non moltissimi da sviluppare per la verità,o di dare una spolverata ai veterani che torneranno inevitabilmente ad avere più palloni pesanti tra le mani.La disfatta per quest’anno sembra comunque il pronostico meno opinabile.

  3. Mi auguro che Orlando possa tornare ben presto competitiva, se sceglieranno bene al prossimo Draft e faranno buon mercato la prossima estate possono sperare nei playoff

  4. era quello che ci voleva, anche tenendo howard non andavi da nessuna parte, dispiace per il modo, ma il fatto in se stesso è stato giusto così, ora si guarda avanti con giocatori dalle grandi potenzialità come nicholson ed harkless che saranno i comprimari del futuro, mentre dai prossimi draft usciranno le due stelle, un nome su tutti il prossimo anno, stern permettendo, può essere zeller e così hai trovato il nuovo lungo che si stella, per le guardie è probabile che si punti alla free agency dove orlando da sempre la fa da padrone potendo spendere più di altri eitando nuovi G Hill e R Lewis ovviamente.

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