Bismack Bijombo è entrato nel mirino della NBA?

Sabato 9 Aprile a Portland, nell’Oregon, si è giocato il quattordicesimo “Nike Hoop Summit”, manifestazione in cui si sfidano gli under 19 più forti al mondo schierati in due squadre : una selezione Americana ed una in cui militano i più promettenti talenti provenienti dal resto del mondo.

I selezionati sono realmente prospetti di alto livello, tesi confermata dal numero a tre cifre di giocatori scesi in campo a un “Nike Hoop” e poi draftati, e dalla presenza oggi in NBA di 75 giocatori che hanno preso parte alla manifestazione in passato, 58 americani e 17 internazionali.

La gara è una preziosa vetrina per i giovani che vi prendono parte, tanto per gli americani che in patria vogliono dare prestigio al loro nome sognando una carriera Nba, con il collante NCAA, quanto per gli europei, che si trovano a confrontarsi con coetanei più talentuosi di quelli che solitamente affrontano e si affacciano ad una realtà tanto diversa quanto affascinante.

Questa edizione, però, si è distinta dalle precedenti poichè è stata messa a segno la prima tripla-doppia della storia dell’evento. L’impresa è riuscita a un cestista con una storia particolare, Bismack Biyombo.

Bismack è nato il 28 Agosto 1992 a Lubumbashi, in Congo, e milita nel Fuenlabrada, squadra della ACB, massima serie spagnola, nel ruolo di centro.

Sarebbe facile definirlo “una forza della natura” e, per altro, risulterebbe a tratti riduttivo, visti i suoi 110 kg, 204 cm e la sensazionale apertura alare da 235 cm. Tra le doti di cui è stato omaggiato da madre natura spicca, indubbiamente, l’ atletismo.

A scoprire Biyombo è Mario Palma, coach dell’Angola, che lo vede giocare in un torneo nello Yemen. Stupore genera nell’allenatore la modestia di quel giovane così talentuoso che si rivolge a lui per chiedere aiuto, poiché il suo desiderio è giocare ad un livello più alto.

Palma, allora, non volendo esimersi dall’aiutare il congolese nel parto di una carriera nel basket che conta, decide di spianargli la strada. Come ha dichiarato lo stesso coach, inizialmente, l’idea era mandare Bismack in Angola, paese culturalmente simile al suo, ma poi la scelta è ricaduta sulla Spagna.

Il ragazzo, giunto nella penisola Iberica, si aggrega alla cantera del Fuenlabrada, prima di venire chiamato in causa da coach Maldonado il 9 Gennaio 2011 per i 13minuti finali della sfida contro la DKV Joventut in cui riesce a mettere a segno 5 punti e ben 7 rimbalzi. Impatto deciso e larghi consensi.

La fiducia nei suoi confronti da quel momento prende l’ascensore, esattamente come lui nella notte in cui contro il Real Madrid ha mostrato a tanti di quanta personalità si giovi il suo carattere, mettendo a segno tre stoppate, di cui una sulla star del team Reyes. In poco tempo ha persuaso gli addetti ai lavori, primi fra tutti gli allenatori e i dirigenti del suo club, i quali hanno deciso di cedere al Caja Laboral il centro titolare Batista per lasciare maggiore spazio alla crescita di Bismack.

Dall’esordio ad oggi, il diciottenne è sceso in campo in 14 occasioni con una media di 17 minuti e, nonostante il minutaggio non ancora ampissimo, ha messo a segno 6,4 punti, 5,1 rimbalzi e 2,3 stoppate di media, che gli sono valse la convocazione per il “Nike Hoop Summit 2011” in cui ha lasciato a bocca aperta anche tanti palati fini.

La partita è stata definita “block party” perché tanti cestisti sono riusciti a respingere le conclusioni avversarie, ma, tra i tanti, spicca Biyombo, unico ad aver raggiunto la doppia cifra, capace di far scrivere “10”sul referto alla casella stoppate, a cui ha aggiunto 12 punti e 11 rimbalzi, ottenendo un biglietto di sola andata per l’ingresso nella storia della manifestazione.

Roy Rana, suo allenatore della partita, lo ha definito un “talento fenomenale”, aggiungendo che ” diventi un suo fan guardandolo”e si è, inoltre, espresso positivamente riguardo a un futuro oltre oceano del pivot già dal prossimo anno e tanti esperti, in effetti, ritengono che potrebbe essere scelto da qualche squadra con un pick a metà del primo giro del Draft del prossimo Giugno.

Probabilmente ancora Biyombo è troppo acerbo per un salto di qualità così importante e un trasferimento adesso potrebbe rivelarsi un azzardo, mentre reclutarlo e lasciarlo in Spagna, o comunque in Europa, qualche anno ancora per maturare potrebbe essere una mossa efficace, infondo il ragazzo di tempo per “farsi le ossa” ne ha avuto poco e la sua faretra è ancora troppa priva di frecce rispetto agli omologhi colleghi che militano in Nba.

Se difensivamente appare un colosso, capace di intimorire gli avversari e di gettarsi con rapidità e tempismo su ogni pallone scagliato dagli avversari all’indirizzo del proprio canestro, i limiti sono più evidenti quando Bismack offende: il gioco in post è ancora limitato alle esplosioni di energia e forza fisica e il tiro, prima dello “sbarco”, andrebbe assolutamente migliorato.

L’incredibile potenziale di cui dispone ha già convinto tanti scout mentre, come spesso capita agli africani, desta dubbi l’autenticità del suo anno di nascita ufficiale: c’è chi ipotizza che il congolese non sia realmente un diciottenne e che abbia, in realtà, già superato i vent’anni ed altri che credono, addirittura, che abbia tra i 23 ed i 26 anni.

La questione non è banale, come potrebbe apparire superficialmente, perché se davvero la sua età fosse superiore ai 22-23 anni molte delle squadre a lui interessate vacillerebbero nella loro decisione.

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