florida-state-jan7-bcs-champions-2014-vs-auburn-rose-bowl-getty24 novembre 2012. E’ questa la data dell’ultima sconfitta registrata da Florida State, imbattuta da due stagioni regolari complete, e nel frattempo vittoriosa – oltre che in un’edizione dell’Orange Bowl – di un National Championship che davvero nessuno si aspettava. Proprio per questo motivo, tuttavia, i Seminoles sono gli osservati speciali di questa prima edizione di sempre dei playoffs del College Football, in quanto l’annata ha rispettato le attese a livello numerico, 13-0 ed unica squadra delle quattro semifinaliste ad essere ancora imbattuta, ma il livello qualitativo le vittorie non hanno convinto davvero nessuno. Florida State è forte, ci mancherebbe, ma ha rischiato di perdere contro avversarie molto minori a livello di talento a roster per quasi tutto l’anno, e per questo motivo non viene più vista come favorita per una vittoria finale che darebbe all’università di Tallahassee la possibilità di ottenere uno storico back to back.

jameis-winston-ncaa-football-florida-state-vs-oklahoma-state-850x560Un anno fa c’era una squadra carica di campioni in quasi tutti i ruoli, ma decimata dal passaggio al professionismo di parecchi giocatori di primissimo livello. Tra essi Kelvin Benjamin, l’autore della presa che diede il titolo ai Seminoles, Devonta Freeman, prezioso elemento del backfield, LaMarcus Joyner, safety di grande intelligenza tattica, e Timmy Jerningan, niente meno che dominante in mezzo alla trincea difensiva, partendo dalla quale ha smantellato giocate su giocate, arrivando ad essere più che determinante per le sorti di squadra durante il National Championship. Ma soprattutto c’era un quarterback esordiente come Jameis Winston, che ha risposto all’immissione della sua persona nel pieno mezzo delle luci della ribalta giocando una stagione da veterano affermato, mostrando ottime decisioni sul campo, capacità di limitare i turnovers, ed un’efficienza offensiva incredibile per un ragazzo che non aveva mai messo piede in campo a questi livelli, diventato forse il maggior responsabile della cavalcata al titolo del team di Jimbo Fisher.

Negli States li chiamano growing pains, ed arrivano quando un roster subisce tanti cambiamenti nel giro di breve tempo. Niente è come prima, i meccanismi sono inevitabilmente mutati a causa dell’arrivo dei tanti esordienti o di veterani che, data la partenza di chi stava loro davanti, si trovano giustamente un numero più ampio di snaps da giocare, usufruendo dell’occasione della vita per poter dimostrare di valerlo, quel campo. E Winston, la cui testa è stata occupata per lunghissimi tempi dalle vicende giudiziarie che ne hanno quantomeno insospettito la reputazione, ha giocato un football ben al di sotto delle aspettative, facendo rischiare imbattibilità e playoffs ai suoi colori in troppe occasioni, con la conseguenza che tutto il roster di Florida State ha dovuto sviluppare una pericolosa attitudine alla rimonta. Il che potrà senza dubbio servire quale preziosa esperienza anche quando il gioco si farà più duro, come promette di essere nella serata del primo giorno del nuovo anno, ma facendo attenzione a non esagerare, perché contro certe squadre i punteggi rischiano di non essere più recuperati.

Per questo, la sfida all’orizzonte contro la lanciatissima Oregon del neo-Heisman Trophy Marcus Mariota, porta con sé diverse fonti di preoccupazione.

E’ stata una stagione inconsueta per Florida State, la cui imbattibilità è spesso stata associata ad episodi fortunosi che ne hanno impedito le sconfitte (si potrebbe scegliere una circostanza a caso analizzando la gara contro Clemson) oppure ad un livello ACC neanche paragonabile a quello delle altre Conference maggiori, tutti fattori che hanno apparentemente facilitato il compito di Winston e compagni nel percorrere per il secondo anno consecutivo una regular season illibata, con tanto un nuovo titolo ACC a corredo. I Seminoles sembrano recitare il ruolo della detentrice del titolo che non ha più credito da nessuno avendo volteggiato troppe volte sul filo del rasoio, ma giocano con una fiducia intatta nei loro mezzi, e questo aspetto, oltre alle giocate decisive di attacco e difesa, è ciò che ha li ha trasportati fino a qui.

Passino i sospetti sulla prima di campionato, dove i meccanismi non erano ancora oliati per la risicata vittoria contro Oklahoma State, una squadra rivelatasi in seguito solo mediocre, passi il già citato colpo di fortuna contro Clemson, ma davanti a partite che i ‘Noles avrebbero dovuto dominare ci sono state poche scusanti: North Carolina State, Notre Dame, Miami, Louisville, Boston College e Florida non avrebbero rubato nulla se avessero portato a casa l’upset, grazie alla tendenza suicida di Winston, autore di primi tempi spesso inguardabili, ed a peggiorare la situazione ci si mette il conteggio di quante di queste squadre appena menzionate figurino del Ranking finale che raggruppa le migliori 25 università d’America, appena due.

Quali sono i matchup più importanti di una partita che vedrà uno contro l’altro gli ultimi due giocatori che hanno vinto l’Heisman Trophy, Marcus Mariota e Jameis Winston? Tanti, e non si limitano certo al confronto diretto tra i due registi.

L’attacco di Oregon è di ben altro spessore rispetto a qualsiasi avversario si sia presentato davanti ai Seminoles quest’anno, nel suo produrre numeri da capogiro ha dimostrato di poter essere raramente fermato. Florida State arriva da un test particolarmente difficile vinto contro la triple option di Georgia Tech, contro la quale è bastato fermare un numero congruo di drives per avere la meglio sfruttando la grande giornata offensiva di Winston dall’altra parte, la difesa ha effettuato le giocate giuste al momento corretto, ma ha pure subìto molto. Contro Oregon e la sua read option l’esercizio da fare è lo stesso, ma con un quoziente di difficoltà enormemente superiore.

os-fsu-mario-edwards-jr-return-practice-jimbo-fisher-drop-coaches-poll-20140929Il compito primario è quello di rompere il ritmo, altrimenti Mariota prende facilmente il sopravvento, essendo un quarterback molto preciso e rapido nelle decisioni. Come contro Georgia Tech, uno degli uomini chiave per i ‘Noles è Mario Edwards Jr., ovvero il giocatore di cui –  oltre ad osservarne il bellissimo duello con il tackle offensivo Jake Fisher – Mariota annoterà ogni movimento per capire se tenersi la palla e fare danni con le sue gambe, oppure consegnarla nella mani del prolifico freshman Royce Freeman, potente running back che ha raccolto almeno 100 yards in 6 delle sue ultime 8 apparizioni, oppure ancora innescare Byron Marshall, un running back convertito a wide receiver, ma pur sempre in possesso delle movenze necessarie per mandare a vuoto i potenziali placcatori. Non sarà facile avere la meglio, perché fermare Marshall o Freeman non significa fermare questo attacco, che conta anche su playmakers come Thomas Tyner.

La gestione del blitz sarà fondamentale per i Seminoles, dato che Mariota ha scritto le sue statistiche migliori in quelle occasioni in cui le difese hanno pressato con il solo fronte, segnando 27 dei suoi 38 touchdowns stagionali proprio in questa circostanza. Attenzione dunque a tutti quegli allineamenti che prevederanno un’incursione nel backfield da parte del linebacker Reggie Northrup, il miglior tackler statistico di squadra, e del collega Terrance Smith, molto atletico e capace di stoppare la giocata sul nascere, e soprattutto del versatile Jalen Ramsey, prospetto intrigante per capacità di marcatura ed incisività proprio nel blitz, qualità che gli ha procurato 3 sacks in stagione. Aspettiamoci inoltre una forte dose di Ramsey in marcatura contro le due armi aeree principali dei Ducks, Keanon Lowe e Devon Allen. Una buona notizia per la difesa di FSU è il rientro di Nile Lawrence-Stample, defensive tackle assente da ottobre per un infortunio ai pettorali, un ritorno che darà modo di rifiatare a compagni come il già citato Edwards ed il fondamentale Eddie Goldman, i quali, se la partita dovesse essere in bilico nel quarto periodo, serviranno belli freschi.

Per Winston l’importante è invece partire con il piede giusto e non guardarsi più indietro, proprio come ha fatto contro Georgia Tech. E’ stata difatti la sua miglior prestazione stagionale, dove ha mostrato tratti del giocatore del 2013, innescando in continuazione i suoi ricevitori per guadagni colossali, sfruttando una capacità di segnare rapida e difficile da fermare, molto utile qualora i Ducks dovessero cercare di scappare. La linea difensiva di Oregon è molto ben attrezzata per far scendere le statistiche dei registi avversari nei terzi downs, grazie al lavoro di giocatori d’impatto come Deforest Buckner, un terrore per chiunque, che sarà opposto ad un fronte offensivo che vede l’acerbo Roderick Johnson, true freshman, posizionato quale tackle sinistro.

rashad-greene-ncaa-football-florida-state-louisville2-850x560Le chiavi offensive dei Seminoles sono Dalvin Cook, Rashad Greene e Nick O’Leary: senza di questi, l’efficienza di Winston non può essere la stessa. L’immenso Greene, l’unico ricevitore davvero affidabile di FSU, potrà godere della possibilità di non essere marcato a uomo dall’ottimo Ifo Ekpre-Olomu – che non sarà della partita a causa del recente infortunio al ginocchio – esponendo le secondarie di Oregon a potenziali big plays, O’Leary è un tight end preziosissimo per muovere il pallone in situazioni critiche e ricevere in redzone, mentre Cook all’esordio ha fatto vedere quanto di meglio ci si potesse aspettare, confermandosi quale running back in grado di effettuare giocate a ripetizione e di ricevere esplodendo in campo aperto. La seconda parte della stagione dei Seminoles è stata sottolineata dalle sue grandi prestazioni, e la difesa dei Ducks dovrà essere la prima di questo campionato a dimostrare di poterlo fermare.

E’ preventivabile una partita vicina nel punteggio, data la possibilità di entrambi gli attacchi di segnare molto, Oregon grazie ai ritmi forsennati, Florida State grazie ai guadagni a lunga gittata. La parola andrà quindi a chi saprà difendere meglio, il più abile a contenere i danni inflitti dall’attacco avversario non potrà che avere la meglio, dato che togliere completamente dal campo qualsiasi di questi due reparti non è semplicemente possibile. I Seminoles, in caso di decisione nel quarto periodo, avranno inoltre il vantaggio di poter contare su Roberto Aguayo, il miglior kicker della nazione, un lusso per questo tipo di situazioni.

Sarà una sfida ad alto contenuto di spettacolarità, che Florida State può utilizzare per rinnovare le sue forti motivazioni per ripetersi. Non è facile effettuare il bis quando la pancia è già piena, ma questi Seminoles, inaciditi dalle critiche, ci tengono a smentire tutti.

Al termine della prima serata del 2015, scopriremo e la motivazione era ancora quella giusta.

Post By davelavarra (279 Posts)

Davide Lavarra, o Dave e basta se preferite, appassionato di Nfl ed Nba dal 1992, praticamente ossessionato dal football americano, che ho cominciato a seguire anche a livello di college dal 2005. Tifoso di Washington Redskins, Houston Rockets e Florida State Seminoles. Ho la fortuna di scrivere per questo bellissimo sito dal 2004.

Connect

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

One thought on “Florida State: la difficile strada verso il back to back

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.